I ‘piccoli amori’ di Frankiska zu Reventlow

reventlow zu frankiska
di Guido Michelone

Alla riscoperta di una scrittrice della Mitteleuropa

Un romanzo breve, epistolare, pubblicato per la prima volta in lingua tedesca nel 1912, con il titolo Von Paul zu Pedro. Amouresken, viene ora tradotto e curato da Rita Calabrese per la collana ‘Raggi’ del piccolo ma decisivo editore romano, che aggiunge l’ennesimo tassello alla riscoperta, conoscenza, valorizzazione della cosiddetta letteratura mitteleuropea, fiorita tra Otto e Novecento in Germania, Austria, Ungheria, Svizzera, Cecoslovacchia, Triveneto.
Frankiska zu Reventlow in tal senso è forse una figura minore rispetto ai tanti scrittori, artisti, filosofi, intellettuali che vivono spesso in maniere alternative e anticonformiste e che ella stessa frequenta assiduamente: la morte in età relativamente giovane (a quarantasette anni durante un intervento chirurgico) e l’esigua produzione scritta – nove libri in tutto, fra saggistica e narrativa – non la pongono certo ai vertici assoluti della cultura moderna nell’idioma di Goethe e Schiller, se si pensa a Freud e Einstein, Kafka e Thomas Mann, Rilke, Wedekind e via discorrendo.
Tuttavia questo ‘libello’, Piccoli amori in italiano, che segna un’intensa attività creativa assieme ai ben più noti Ellen Olestjene (1903), I quaderni del signor Signora (1913), Il complesso del denaro (1916), va annoverato tra i riusciti pamphlet che prefigurano specificamente la prosa femminista, una sorta di ‘letteratura a sé’, diventata fenomeno di massa solo a partire da Paura di volare della statunitense Erica Jong nel 1973.
Femminismo a parte, la vicenda di Piccoli amori è abbastanza semplice: una giovane donna intrattiene una corrispondenza letteraria con un maturo spasimante al quale svela taluni segreti di un’esistenza vissuta appunto femministicamente in controtendenza per l’epoca, come del resto rivela più o meno verso la fine, a pagina 116, quando gli confessa: “Caro amico, comincio a capire che la mia vita è improntata a un principio capovolto, o forse è più chiaro così: il principio della mia vita è che tutto va alla rovescia”.
Capovolto o rovesciato il modus vivendi della protagonista (dal forte sapore autobiografico) è dettato dalla ribellione verso il mondo borghese, che si traduce in un contesto di libertinaggio femminile. La donna non riesce (o non vuole) avere relazioni stabili, rifiutando persino vantaggiose offerte matrimoniali: e il libro, soprattutto nella seconda metà, offre al proposito una trama ben strutturata, grazie alla comparsa del focoso innamorato siciliano, verso il quale attrazione e respingimento si susseguono a ritmo quasi incalzante, con un paio di amici osservatori ‘interessati’.
Il testo, alla fine, è il resoconto parziale di una donna che rivendica la propria autodeterminazione in un clima socioculturale dove solo intellettuali, scrittori, filosofi e artisti sono disposti a infrangere regole e tabù, prefigurando quella rivoluzione del costume che, a livello di massa, sarà possibile solo oltre mezzo secolo dopo, grosso modo dagli anni Sessanta, quando il nome di Frankiska zu Reventlow sembra ormai dimenticato. Ma la riscoperta, proprio dalla sua patria spesso amata/odiata, non tarderà a iniziare…

Cfr. Frankiska zu Reventlow, Piccoli amori. Da Paul a Pedro, Elliott, Roma 2014, pagine 121, euro 14,50.

I LIBRI DEGLI ALTRI n.92: Tante vite in un solo attimo. Emiliano Gucci, “Nel vento” & “Più del tuo mancarmi”

Emiliano Gucci, Nel vento Emiliano Gucci, Più del tuo mancarmiTante vite in un solo attimo. Emiliano Gucci, Nel vento, Milano, Feltrinelli, 2013 ; Emiliano Gucci, Più del tuo mancarmi, Firenze, Annozze / Noripios, 2014

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di Giuseppe Panella

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Nel vento è un libro terribile, feroce. E’ scritto in uno stile volutamente piano, pacato, senza accensioni funamboliche o torsioni linguistiche barocche, ma resta egualmente una narrazione piena di pathos che si tinge di orrore e di dolore dalla prima all’ultima pagina.

La storia che il protagonista si racconta e che rimugina continuamente nella sua testa mentre attende il colpo di pistola dello starter che darà inizio alla corsa veloce più importante della sua vita è allucinata e produce effetti forti di distorsione della realtà in chi la affronta senza le adeguate protezioni psicologiche e senza avere idea di dove la vicenda potrebbe condurlo.

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