Verrà la morte e avrà i tuoi occhi. Ricordo di Cesare Pavese.

Cesare Pavese
di Augusto Benemeglio

Sentire Fabrizio all’ambone parlare di Pavese e della sua poesia più famosa, Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, tramutandola in “ smisurata preghiera” rivolta a Dio (Pavese era ateo), come spesso fa il nostro amato sacerdote-letterato, perennemente in cerca di quella bellezza che (forse) salverà il mondo, è stato come fare un tuffo nel passato quando quasi tutte le sere recitavo quella poesia, come rincontrare lo scrittore piemontese, lungamente amato nel periodo della mia prima giovinezza. Continua a leggere

Subito o domani. Non è la stessa cosa, di Adelelmo Ruggieri

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Nota di Anna Elisa De Gregorio

Adelelmo Ruggieri è al suo terzo libro di viaggio (i due precedenti hanno per titolo Porta Marina-Il poggio, Edizioni Pequod, 2008, e I tetti sono semplici a Sali, Capodarco Fermano Edizioni, 2012) e anche questo, come gli altri, è un diario del tutto fuori degli schemi e del tempo, intransitivo e originalissimo, con andirivieni beatamente insensati in quell’intimo territorio poetico che è per l’autore l’“Adriatica”. Continua a leggere

DISPOSTI ALL’UBBIDIENZA. Fabio Ciaramelli – Ugo Maria Ulivieri, “Il fascino dell’obbedienza. Servitù volontaria e società depressa”

Fabio Ciaramelli – Ugo Maria Ulivieri, Il fascino dell’obbedienza. Servitù volontaria e società depressaDISPOSTI ALL’UBBIDIENZA. Fabio Ciaramelli – Ugo Maria Ulivieri, Il fascino dell’obbedienza. Servitù volontaria e società depressa, Milano, Mimesis, 2013

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di Giuseppe Panella

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L’obbedienza è una virtù, come lungamente ha sostenuto una tradizione di origine religiosa che parte con i Padri della Chiesa cristiana o è semplicemente l’”altra faccia” dell’ipocrisia, della pigrizia mentale e, in particolar modo, della mancanza di desiderio vitale? L’obbedienza è un fattore positivo della dinamica sociale in quanto permette alle strutture statuali di sopravvivere e operare proficuamente oppure è soltanto il nome che ha preso, in epoca moderna, la disposizione dell’eterno consenso umano all’oppressione tirannica? In che cosa consiste la “servitù volontaria”?

E’ quanto si chiedono Fabio Ciaramelli e Ugo Maria Ulivieri in un saggio denso e incisivo, ben fondato filologicamente e pieno soprattutto di inquietanti interrogativi.

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Lei se ne va. Storie del disagio mentale.

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di Raffaella De Donato

Questo libro si pone nella condizione di veicolare la scienza psichiatrica e antipsichiatrica travalicando i confini tecnicistici, di settore. Per rendere possibile ciò, più che fornire una documentazione diagnostica (esterna), avanza al lettore un ventaglio di storie affascinanti dove più che la malattia, sono le persone a stare nel mezzo di un universo alle volte inaccessibile. Continua a leggere

I LIBRI DEGLI ALTRI n.76: L’orgoglio di un poeta. Carlo Cipparrone, “Il poeta è un clandestino”

Carlo Cipparrone, Il poeta è un clandestinoL’orgoglio di un poeta. Carlo Cipparrone, Il poeta è un clandestino, Martinsicuro (Teramo), Di Felice Edizioni, 2013

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di Giuseppe Panella

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Carlo Cipparrone è orgoglioso di essere (ancora) un poeta e lo si vede bene dalle pagine e dalle liriche che scrive in questo suo nuovo libro di poesie.

Nella sua Auto-introduzione poi è ardito nel precisare in modo forte e chiaro:

 

«L’autore, con sottile humour e, a volte, compiaciuta autoironia, compone consapevolmente da ‘perdente’ la sua poesia come fallimento e negazione, vivendo con discrezione la propria passione letteraria, col passare degli anni coltivata sempre più in segreto, perché capace di suscitare scandalo e irrisione, come un amore senile per una ragazza giovane e bella, qual è, appunto, fuor di metafora, la poesia. Il suo è un amore difficile, ‘proibito’, da consumare onanisticamente, sete dell’anima da spegnere in disparte. Egli non soltanto concorda con chi ritiene che “l’esistenza artistica non ha bisogno di grandi palcoscenici, anzi il suo palcoscenico preferito è la solitudine, come attesa di una comunicazione migliore, e che quest’attesa non soffre se è continuamente differita, e più la comunicazione con l’altro e col mondo viene rinviata, più migliora quella con se stessi” [Gregorio Scalise], ma condivide la teoria beckettiana che unico dovere per lo scrittore sia “andare incontro al fallimento, soccombere all’inesprimibile, e quanto più saprà avvicinarsi allo scacco, tanto più avrà svolto al meglio il suo compito”»[1].

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“La bambina pugile” a Milano

L’universo non ha un centro,
ma per abbracciarsi si fa cosí:
ci si avvicina lentamente
eppure senza motivo apparente,
poi allargando le braccia,
si mostra il disarmo delle ali,
e infine si svanisce,
insieme,
nello spazio di carità
tra te
e l’altro.

Il 16 Aprile 2014 alle ore 18, a Milano, Chandra Livia Candiani presenta il suo libro La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore presso la Libreria Feltrinelli (via Manzoni, 12). Intervengono Giovanna Rosadini, Daniela Caselli e Dario Borso. Continua a leggere