La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Qual è e quale vogliamo che sempre più sia lo specifico del blog collettivo La poesia e lo spirito? A differenza di altri blog o gruppi di opinioni vari presenti in rete, questo dovrebbe caratterizzarsi per una grande apertura a orientamenti e opinioni provenienti da settori anche piuttosto diversi. Una sola vera discriminante ci sentiamo di mettere necessariamente all’inizio ed è quella, forse ovvia, ma assai importante da tenere ferma, che “solo le posizioni tolleranti sono tollerate”. Precetto che va bene inteso, e forse a sua volta interpretato, ma che certamente implica che sono escluse da questo spazio opinioni e forme di discussioni che non siano fondamentalmente rispettose delle differenze, che ricorrano all’insulto o comunque alla denigrazione delle posizioni diverse senza argomentazioni ma solo per superficiali slogan. Vorremmo fare di questo luogo una specie di grande Giardino (alludiamo ovviamente alla Scuola del Giardino di Epicuro) – purtroppo solo virtuale, dato che sarebbe molto più piacevole realmente passeggiare assieme per le aiuole e discutere sui più diversi temi – nel quale diverse opinioni anzitutto si conoscono, eventualmente si scontrano, e comunque si arricchiscono a vicenda. Un luogo nel quale si sia disponibili, con tutte le difficoltà che sappiamo essere insite in una tale impresa, a spogliarsi non certo delle proprie convinzioni profonde e dei propri sentimenti, ma di quelli che possono invece – a un esame più accurato – rivelarsi dei malcelati pregiudizi. È evidente a tutti che esistono diversità più ‘delicate’ e altre meno; una differenza di opinioni sugli scritti di Gadda non è lo stesso che una differenza di opinioni sul problema dell’aborto, ma è appunto questo che deve guidarci nella ricerca: quando si parla di Gadda possiamo sì immergerci completamente nel problema e considerarlo fondamentale, coscienti d’altra parte che potremo comunque voler bene a nostro fratello anche se egli odia Gadda; esattamente come vorremmo arrivare a volergli bene se la sua posizione sul problema dell’aborto è diversa dalla nostra; il criterio che ci guiderà sarà questo, che cercheremo sinceramente di comprendere attraverso quali diversi sentieri due esemplari diversi della stessa specie, Homo Sapiens, possono avere opinioni anche radicalmente diverse. Con l’idea di fondo che in un grande palazzo, scale diverse possono anche condurre nella stessa stanza. A nostro parere, con tutte le difficoltà connesse con la natura umana, è un’utopia alla quale si può credere e alla quale si può almeno tendere; si può tenerla cioè come modello/traguardo cui riferirsi sempre e soprattutto nei momenti di difficoltà.


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    METROMORFOSI infocritica


Alex

Posted by lapoesiaelospirito on July 4, 2009

di Roberto Bugliani

Alex

era il tuo nome di battaglia, il nome del rebus tutto interno al monolocale con angolo cottura che avevo affittato per te a mille euri al mese, un rebus da niente nel quale ogni volta mi perdevo come in un labirinto evanescente senza trovare la forza di rifiutare la sfida e fuggire lontano dal tuo corpo di fantasma recidivo, impudico revenant evocato dalle ossessioni di un disegno ancora imbozzolato nei preamboli che ti allargava sulle labbra carnose un blando sorriso di indulgenza.

Senza saperlo ti avevo dato il nome di un comandante guerrigliero di Timor ovest ucciso dall’esercito indonesiano proprio in quell’incanto incendiato di giorni quando le tue braccia apparivano il porto più sicuro a cui approdare per sottrarmi al gelido ventare di oscure predizioni. Ma questo tu non potevi immaginarlo, tu che forse detestavi il nome che per un gioco del rum e del desiderio in un pomeriggio di pioggia e di Corelli ti si era appiccicato addosso uscendo dalla mia bocca tremante macerata nell’andirivieni di sussurri e turbamenti. Read the rest of this entry »

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L’Invidia in Rete

Posted by linnioaccorroni on July 4, 2009

invidiaPremessa necessaria: conosco, anche se non troppo bene, Tiziano Scarpa: una conoscenza nata dal fatto di averlo invitato ad alcune rassegne da me organizzate negli anni precedenti e dal fatto che, grazie a lui, ho ‘esordito’ sulla Rete, in Nazione Indiana, alcuni anni fa. Ricordo le sue mail in cui con dolcezza ostinata mi invitava a ‘sfrondare’ il più possibile dalla mia scrittura tutto quello che appariva ridondante o cerebralistico. E aveva perfettamente ragione. L’ho recensito ( la rece di ‘Stabat mater’ sta anche in questo blog) ed intervistato ( una lunga intervista che mi ha concesso in occasione dell’uscita di ‘Batticuore fuorilegge’ sta nel mio ’69 posizioni’ in uscita per Cattedrale ( così mi sono fatto anche un po’ di autopromozione).

Su Scarpa si sta abbattendo una specie di ciclone che assomiglia molto, per dimensioni e forma, a quello che ha investito Saviano: il popolo della rete, il popolo dei blogger, quello che ha sempre denunciato l’autoreferenzialità dell’apparato culturale, la consunta logica mafioso-clientelare dei dispositivi che dominano l’industria culturale, non sopporta che a Scarpa capiti ciò che è accaduto a Saviano, ovverosia la possibilità  di diventare ricco e famoso attraverso la scrittura. Qualcuno addirittura( l’ho visto su uno dei blog che più stimo, quello di Georgiamada) ha criticato la comparsata di Scarpa da Marzullo. L’ho vista e mi è sembrato che Scarpa non assumesse nessun atteggiamento servile od untuoso nei confronti di Mr. Mediocrità. Anzi, mi pareva rilassato e sincero ( per quanto lo si possa essere in TV) come nelle rare occasioni in cui l’ho incontrato. Che cosa si voleva ? Che Scarpa ammazzasse in diretta Marzullo, realizzando così il vaticinio augurale che Scurati, sempre allo Strega di qualche anno fa, aveva rivolto a Vespa? Read the rest of this entry »

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Il dono della notte

Posted by sgolisch on July 4, 2009

di Cristina Annino

Con la sua raccolta poetica Il dono della notte ( Passigli Poesia, città di castello, 2008), Emilio Coco descrive gli ultimi giorni – 5 luglio,23 agosto- della malattia del fratello Michele. Il libro è strutturato in quattro parti, esattamente quanti sono stati i reparti ospedalieri durante la degenza. Una tale scansione gemellare direi, di poesia e di luogo, moltiplica ad altissimo grado la potenza lirica del testo. Alla personale sciagura si aggiunge un ulteriore elemento, quello della suggestione non meno dolente dell’iconografia. Il tutto appare così più fulmineo perché accorciato, stretto, appunto sacrificale: le quattro Stazioni del dolore, o i quattro atti teatrali di una rappresentazione tragica. Read the rest of this entry »

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Stabat Mater. Signora Madre, è notte fonda

Posted by fabrizio centofanti on July 3, 2009

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Almuerzo con Predrag Matvejević, il Signor Mediterraneo

Posted by giovanniag on July 3, 2009

Articolo di Saul Stucchi

Tratto da www.alibionline.it

“Torno nel vespaio”, dice, “ma non ho paura”. Il vespaio è la ex Jugoslavia, patria di Predrag Matvejević, nato a Mostar nel 1932 da padre russo di Odessa e da madre croata.
Da qualche tempo è tornato a vivere a Zagabria e non teme per la sua incolumità perché è convinto che la situazione sia cambiata e che i “talebani cristiani” non possano più permettersi di zittire con la minaccia del carcere chi come lui esercita ancora il diritto di critica. Se n’era andato nel 1991 dopo gli spari contro la cassetta della posta: una minaccia dal significato inequivocabile. “Non si può lottare con la penna contro le pallottole” ha ammesso durante la colazione con l’autore tenutasi a Verbania in occasione del Festival LetterAltura, al termine della quale ci sediamo in un bar del lungolago. Read the rest of this entry »

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L’orco

Posted by adezeno on July 3, 2009

Tra qualche minuto il bambino attraverserà le fronde, inizierà a correre come colto da un convulso furore spiegabile solo con la follia della sua orribile infanzia, poi guarderà il cielo per un motivo che io soltanto posso sapere, chiuderà gli occhi feriti dalla solita lama di luce, e infine cadrà nel fosso in volata, piombando di sotto definitivamente. È un trucco antico come il mondo, quello dell’abbaglio, e il fatto che continui a funzionare dimostra ancora una volta che le cose vecchie servono pure a qualcosa. Fra l’altro io sono una di queste. Non propriamente una cosa, diciamo piuttosto una via di mezzo tra l’uomo gigante e forzuto che ero e il mostro rammollito in cui gli anni, senza pietà, mi hanno trasformato con il loro incedere ingiusto. Read the rest of this entry »

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Stabat mater: una vittoria inaspettata

Posted by achillemaccapani on July 3, 2009

stabat mater

Quella di Tiziano Scarpa è stata una vittoria inaspettata. Dopo un fotofinish al filo di lana, giocato su una guerra di nervi fino all’ultimo voto. Le camere a spalla che mostravano, lampi spietati di una diretta apparentemente tradizionale, i gruppuscoli degli amici della domenica intenti a compilare le schede, o a elaborare propri calcoli senza aspettare la lettura dei singoli voti da parte di Paolo Giordano, erano l’emblema di qualcosa di diverso. Non era più la cronaca di una vittoria annunciata. Né tantomeno di un esito largamente pronosticato, che peraltro era stato ribaltato nei mesi scorsi.

L’edizione 2009 del Premio Strega, invece di confermarsi quale esordio e suggello di apertura della stagione dei premi letterari nazionali, come suggerito da Franco Di Mare durante la diretta televisiva su RaiUno, si era trasformata in una sorta di action thriller della scrittura, in uno scontro tra due personalità. Tra due autori che, alle spalle, portavano con sé il proprio vissuto, le esperienze maturate in contesti radicalmente opposti. Con un denominatore comune che, al di là della tensione che si respirava durante lo spoglio degli ultimi trenta voti, emergeva in tutta la sua nettezza: il senso del ricordo di come eravamo, quando avevamo dieci, quindici anni. Read the rest of this entry »

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Sopra la nebbiosa vita

Posted by fabrizio centofanti on July 2, 2009

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E’ che la gente poi ci prende confidenza

Posted by fabrizio centofanti on July 2, 2009

da qui

Avete presente quando vorreste buttare tutto a mare e siete in un paesino di montagna dal nome sconosciuto, tipo Brecciasecca? Ecco, mi sento così, e penso al politically correct. Mi chiedo chi l’abbia inventato. Qualcuno con la paura di perdere qualcosa. Perché non mandare all’aria un’abitudine asfissiante? Cominciare a scrivere che una poesia semplicemente non ci piace, anche se tutti dichiarano il contrario; o che il reading memorabile, programmato nel tal luogo, il tal giorno e alla tal ora, ci lascia indifferenti. Un poco d’aria fresca, insomma, un minimo d’igiene mentale. Ieri mi ha chiamato un tipo, sbraitando perché un funerale era stato celebrato indegnamente; “quel prete: in galera!”. Gli ho risposto che per andare dentro serve qualcosa di molto più eccitante, e si è calmato. La gente, come cantava la Martini, è matta. Finché non la informate, mica se ne accorge. La gente siamo noi. Ecco perché il politically correct è una scelta discutibile. C’è qualcosa che non va: dovremmo dire solo quello che pensiamo. Urbanamente. Anche a Brecciasecca, dove buttare tutto a mare è un sogno senza senso.

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QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.1: Il dono del “logos”. Poesia e pensiero in “Profondo λογός” di Donatella De Vincentiis Fazzino

Posted by giuseppepanella on July 2, 2009

profondo logos1Il titolo di questa rassegna deriva direttamente da quello di un grande romanzo (Quel che resta del giorno) di uno scrittore giapponese che vive in Inghilterra, Kazuo Ishiguro. Come si legge in questo poderoso testo narrativo, quel che conta è potere e volere tornare ad apprezzare quel che resta di qualcosa che è ormai passato. Se il Novecento italiano, nonostante prove pregevoli e spesso straordinarie, è stato sostanzialmente il secolo della poesia, oggi di quella grande stagione inaugurata dall’ermetismo (e proseguita con il neorealismo e l’impegno sociale e poi con la riscoperta del quotidiano e ancora con la “parola innamorata” via e via nel corso degli anni, tra avanguardie le più varie e altrettanto variegate restaurazioni) non resta più molto. Ma ci sono indubbiamente ancora tanti poeti da leggere e di cui rendere conto (senza trascurare un buon numero di scrittori di poesia “dimenticati” che meritano di essere riportati alla memoria di chi potrebbe ancora trovare diletto e interesse nel leggerli). Rendere conto di qualcuno di essi potrà servire a capire che cosa resta della poesia oggi e che valore si può attribuire al suo tentativo di resistere e perseverare nel tempo (invece che scomparire)…(G.P.)

di Giuseppe Panella

Il dono del logos. Poesia e pensiero in Profondo λογός di Donatella De Vincentiis Fazzino, Firenze, Polistampa, 2009

 

«Il samsara è in nulla differente dal nirvāna. Il nirvāna è in nulla differente dal samsara. I confini del nirvāna sono i confini del samsara»

(Nāgārjuna)

0. Breve prologo

 

Profondo logos non è il primo libro di poesie di Donatella De Vincentiis Fazzino. Nel 2003, infatti, per i tipi dell’Editrice Ibiskos di Empoli (FI) viene pubblicata Vita umbratilis, la sua prima silloge poetica. Di essa il simpatetico prefatore Juri Camisasca, singolare figura di musicista e saggio religioso laico, nella sua breve ma pregnante Prefazione al volumetto) scriverà:

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Thriller

Posted by lapoesiaelospirito on July 2, 2009

di Mario Pandiani

Non pensavo di dover scrivere di lui.
Non ho amato la sua musica che agli esordi, e ho seguito le sue trasformazioni come un fenomeno incomprensibile, adesso che è morto ricordo che ha vissuto un inferno, che la sua parabola è difficile da capire.
Delle poche volte che ho seguito le sue vicende so che ricorderò prima di tutto un ballerino strabiliante, c’era qualcosa di puro nel suo modo di ballare.

m J 1

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Con un brivido gelido

Posted by fabrizio centofanti on July 1, 2009

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L’azzurro. Di Nadia Agustoni

Posted by nadiaagustoni on July 1, 2009

ultima_foto_luigismll

(Luigi Ghirri: Ultima foto)

l’azzurro

di Nadia Agustoni

 

l’azzurro

 

l’azzurro è lo stesso

ma nessuno ti chiama

e luce di settembre

è il ricordo

scale che abitavi

porte che aprivi

e quieto il cortile

dove il cane abbaiava al passante

e tu in mezzo alla vita

senza chiedere

con fiori e polvere

e un ridere

come si ride alla morte

senza pensarci.

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La colf

Posted by pamelacanali on July 1, 2009

La casa è carina, ma tenuta malissimo. Mi domando come farò a pulirla, con tutto il disordine, la roba in giro. La donna è gentile, mi ha offerto in continuazione pessimo caffè e roba da bere. Mi ha tenuto più di mezz’ora seduta per il caffè a chiacchierare, come se ci conoscessimo da sempre. Invece era la prima volta che la vedevo. Distrattamente mi ha spiegato che ha troppo da fare, a casa non c’è mai e quando c’è ha altro da pensare che mettere in ordine. Quando sono arrivata stava cercando disperatamente un certificato in un mezzo ad una moltitudine di carte alla rinfusa.. Quando sono andata via, si è rimessa a cercarlo. Dubito che lo trovi. Si è meravigliata che, dopo diversi anni in Italia, io non parli ancora l’italiano correttamente, sbagli i verbi e anche molte parole. Read the rest of this entry »

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Dichiarazione d’amore

Posted by Arminio on July 1, 2009

la persona che cerchi non è raggiungibile.
invece di sentire la tua voce
scrivo
e sento il rumore che fa il portatile
per sentirsi vivo.

*

la tua faccia
quando compare nel film della vita
viene voglia di entrare dentro la pellicola
e stare lì come una nuvola
una sedia, una matita.

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Tra le inutili luci

Posted by fabrizio centofanti on June 30, 2009

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MY TRAFFIC, MY LIFE.

Posted by ramona on June 30, 2009

Davvero non lo so. Tutti si lamentano del caos sulle strade, del traffico urbano, di colonne perenni in auto o sui mezzi pubblici, del tempo e della salute che ci si rimette semplicemente recandosi al lavoro. Ne parlano i sociologi, se ne discute nei consigli di amministrazione, ministri rischiano testa e poltrona, in questi tempi che il peggiore malcostume della nostra classe dirigente non sconvolge più nessuno.

La strada è demonizzata, perfino la metro è dipinta come jungla da prendere d’assalto, a colpi di machete tra gli indigeni controllori e gli invasori cittadini.

È ora di finirla. È ora di scoprire l’altra faccia del diavolo, quella insospettabile. È ora che qualcuno racconti il bello e il buono della civiltà motorizzata.

Permettete che ci provi io?

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L’ultimo inverno

Posted by giorgiomorale on June 30, 2009

di Alessandro Cartoni e Giuseppe D’Emilio

Il colpo di tosse arriva quando è ancora nel sonno. Parte dal petto ed esplode nella testa come una fucilata. Deve essere questo che lo sveglia. Apre gli occhi e li muove alla ricerca spasmodica di qualcosa di riconoscibile. Si tocca istintivamente la fronte e la sente umida di sudore. “Strano…” pensa, “con tutto il freddo che fa nella baracca”. Read the rest of this entry »

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PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 118

Posted by robertorossitesta on June 30, 2009

Intorno lusso e calma, soltanto espressioni di bellezza e pensiero.
Nessuno muore più, nessuno sta male.
Si moriva ancora una volta, qualcuno aveva fame, quando eravamo giovani; ma quanto tempo è passato?
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L’inutile io

Posted by fabrizio centofanti on June 29, 2009

da qui

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