Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.
A ventidue anni dallo strepitoso e inaspettato successo con Io speriamo che me la cavo – il libro di temi carichi di strafalcioni dei bambini delle elementari napoletane – e dopo altri libri sulla scuola (dal sequel Dio ci ha creato gratis al recente Aboliamo la scuola), il cinquantanovenne ex maestro partenopeo debutta nella narrativa con un romanzo che sta in mezzo all’autobiografia e al saggio, quasi una memoria storica pubblica e personale, collettiva e privata di un decennio cruciale sia per l’Autore sia per l’intera società italiana. Leggi il seguito di questo post »
Dicono che certe vite si decidano in una notte sola. Ti chiedi se possa valere per Futura. T’illudi che per lei sia lo stesso che per te: che la spiaggia deserta e i vostri abbracci e i sogni che nascono dal buio vigile dei corpi siano stati per entrambi il principio ispiratore di quello che è accaduto dopo. E se invece fosse ancora innamorata del crucco, della sua aria da dandy distratto che non riesci a digerire? Leggi il seguito di questo post »
La maggioranza provvisoria approva in commissione al Senato il suo progetto di riforma costituzionale.
Il primo punto è la riduzione del numero dei parlamentari. E’ il mezzo per farla piacere ai cittadini, cui si è parlato di dimezzamento. Ma tra tutte le proposte viene scelta la riduzione più timida e meno incisiva: i deputati scendono da 630 a 508, i senatori da 315 a 254.
Il secondo punto è il superamento del bicameralismo perfetto, che permette a ognuna delle due Camere di rinviare all’altra un disegno di legge modificato. Leggi il seguito di questo post »
Non hanno detto o non ho sentito neppure un nome dei morti, conta solo il numero. E tutte le parole che dicono alla fine tengono lontano il dolore, il dolore del padre che aveva rimproverato il figlio perché non studia o perché si ritira tardi, il dolore di vedere un corpo tumefatto, dentro la tasca il telefonino intatto, la camicia bianca piena di polvere, il pantalone grigio con una macchia di sangue che pare un bicchiere, il dolore del funerale, il corpo dentro il legno, basta un corpo, uno solo che non parla più, mentre un diluvio di parole cade da ogni parte. Leggi il seguito di questo post »
trasformate tutte le possibili
avvertenze in avvertimenti, trasferiti i segni
i sensi le direzioni ed i divieti, porsi
domande per non trovar risposta,
forse c’è carne e volto per risposte
degne – avvertire che gli aldilà son tanti
come le attese e le pietre, in primis qua
***
qui
la nota qui che elude a vista
l’ascolto, il punto dove
chiude l’eco il tramortito
altrove, ed oltre l’oltre
dell’altrove, qui,
nel raggio – nella reconquista
dell’occhio silenzioso – di un paesaggio
- E finì lì?
- Finire è una parola impegnativa.Il ménage con Eleonora era sempre più complesso, faticoso. Gli unici momenti sereni erano quelli nella casa al mare, le ore passate sotto il sole a sognare chissà cosa, perché non sai mai se i sogni dell’uno s’incontrino con quelli dell’altra.Leggi il seguito di questo post »
“L’idea di eliminare tutte le tasse grazie al gettito che ne potrebbe garantire una sola, una flat tax dell’1 x 1.000 su tutte le transazioni finanziarie del pianeta, potrebbe risolvere un problema lasciato aperto da un’altra sorprendente proposta, quella del “reddito minimo universale” o “reddito di esistenza”, da prevedere per ogni abitante del pianeta, riportata in auge dal docente di etica economica e sociale ad Harvard e all’Università Cattolica di Lovanio, Philippe Van Parijs. Leggi il seguito di questo post »
Da tre anni il “Free Festival delle Bambine e dei Bambini” propone un confronto sui temi della scuola e dell’educazione.
Quest’anno abbiamo scelto di proseguire con le iniziative al di là dell’appuntamento annuale, affrontando diverse tematiche. Tra queste vi è l’inclusione scolastica dei bambini e delle bambine con disabilità. Vogliamo giungere a una scadenza condivisa e costruita insieme con altre persone che, per varie ragioni, sono interessate a questo argomento. Leggi il seguito di questo post »
C’è gente accaldata che cammina in gruppi sfilacciati, chissà quanti chilometri hanno fatto dalle prime ore del giorno. Provi a indovinare i pensieri, i sentimenti, se ci sia qualcosa che ti possa distogliere dalla decisione. Leggi il seguito di questo post »
Guillaume Apollinaire (al secolo Guglielmo Vladimiro Alessandro Apollinaire de Kostrowitzky – come annota con acribia proprio Renzo Paris) è tra i poeti più importanti della tradizione poetica del Novecento. Quello che conta nella sua produzione letteraria, in realtà, non è tanto quello che ha scritto ma il modo in cui l’ha fatto. Con la sua opera l’idea di una separazione possibile tra vita e poesia, tra esistenza e arte, già incrinata in modo radicale dai grandi poeti maudits della fine Ottocento (tra Verlaine e Mallarmè ma soprattutto attraverso Rimbaud) scompare nettamente portando finalmente il concetto di avanguardia letteraria al suo culmine. L’impatto che Apollinaire avrà sulla successiva storia della poesia del Novecento è straordinario e probabilmente non compiutamente analizzato e spesso difficilmente distinguibile da quello di altri autori a lui contemporanei (il caso di Picasso è certamente esemplare al riguardo ma anche autori come Aragon e Breton, poi approdati a posizioni politiche e culturali molto diverse e divaricate, gli debbono molto più di quanto avrebbero ammesso in seguito). Scrivendo delle Lettres à Lou (uno dei testi finali del corpus poetico di Apollinaire redatte tra il 28 settembre 1914 e il 18 gennaio 1916), proprio Paris dichiara con grande autorevolezza che il ruolo dell’artista e dello scrittore è stato profetico:
C’è anche Fabrizio De André Sogno n°1 London Symphony Orchestra nella discografia finale: stiamo parlando di Belìn, sei sicuro? Storia e canzoni di Fabrizio De André, la nuova uscita dedicata al cantautore genovese che è poi l’edizione aggiornata del testo (2007) che Riccardo Bertoncelli aveva curato per Giunti, oggi ristampato in brossura con un paio di aggiunte significative. Perché anzitutto inserire Sogno n°1? Il disco, uscito mesi fa, per la Sony, con il bene placet di Dori Ghezzi, prodotto e arrangiato da Geoff Westley (che pure dirige un prestigioso ensemble britannico), sembra una tipica operazione commerciale post mortem che, alla luce dell’intervento artistico inglese, può anche risultare un inedito deandreiano, benché costruito non dal protagonista ma attorno o sopra la sua voce in dieci famosissime canzoni, qui rinate con sontuose orchestrazioni e le voci aggiunte di Franco Battiato e Vinicio Capossela in un paio di songs. Leggi il seguito di questo post »
- Vuoi proprio saperlo?
- Sì, voglio saperlo.
Sei emozionato: oltre il ponte, le immagini sfumano, ormai sono una nebbia fitta che avvolge ogni cosa, tranne la parte della balaustra dove puoi leggere più distintamente, forse per contrasto: Fofner, sei la mia vita. Leggi il seguito di questo post »
Ci sono giorni in cui ti svegli e non ricordi nulla del passato, la vita è un sogno svanito con le luci del mattino. Riparti da zero, faticheresti troppo a mettere insieme tutti i pezzi, a ricordare chi ami, chi odi, quali siano le passioni e le allergie che porti addosso da sempre. Leggi il seguito di questo post »
Ho partecipato oggi come relatore ad un Convegno a Torino, che mi aveva colpito inizialmente per il suo titolo, al di là dei contenuti: “Aria, acqua, terra: una giornata in difesa delle risorse pubbliche per una politica della sopravvivenza”. Una giornata organizzata dal Movimento “2 Giugno”, al quale ho dato un contributo relativamente all’impatto ambientale delle Grandi Opere Inutili sulle risorse idriche e idrogeologiche, andando dal passato del Mugello al presente e al futuro della Valle di Susa.
Si tratta ormai di una battaglia fondamentale, all’interno della quale i diversi Movimenti si trovano raggruppati: la difesa dei beni fondamentali, fonti della vera ricchezza del genere umano, mezzi essenziali della sua sopravvivenza sulla Terra: risorse pubbliche sempre più preziose da difendere contro gli appetiti dei grandi potentati economici. Di qua può cominciare una nuova Politica. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato da robertorossitesta su maggio 29, 2012
Un amico ha scavalcato la ringhiera e si è buttato di sotto. Era vecchio, malato, e ormai da un pezzo comunicava col mondo ancora peggio di quanto fosse riuscito a fare in precedenza. Non ci sarebbe molto da dire, se non invocare pace e pietà per chi parte e chi resta. Leggi il seguito di questo post »
- Credo che Eleonora non ti abbia lasciato per il tango.
Che tipo, Nino: sembra distratto, poi se ne esce con le sue intuizioni folgoranti.
- Perché dici questo?
Lo guardi bene. Non gli daresti un soldo: il viso magro, i capelli impomatati, gli occhi tristi di chi pensa troppo.
- Secondo me, avevi ancora in mente Sonia. Leggi il seguito di questo post »
La scuola pubblica, con tutti i suoi difetti, è una palestra insostituibile di democrazia, libertà, pluralismo e partecipazione, valori essenziali sanciti dalla nostra Costituzione repubblicana le cui pagine, come diceva Piero Calamandrei, sono costate il sacrificio e il sangue di tanti giovani fucilati, impiccati, torturati, morti per la libertà e la democrazia, nella dura lotta contro la barbarie nazifascista. Davvero i principi fondamentali della nostra Costituzione sono una risorsa di valore permanente a cui attingere sempre di nuovo. (Franco Toscani)
Unità nazionale e unità antifascista
di Antonia Sani
Dal brainstorming cui ho voluto sottopormi in vista del prossimo 2 giugno, nel turbinìo svolazzante di bandiere e stendardi, memorie di polemiche, di buone intenzioni, di ipocrisie retoriche, disseminate lungo questi 66 anni, un’immagine sono riuscita ad afferrarla e a trattenerla: sfondo rosso, scritta nera. Unità nazionale. Leggi il seguito di questo post »
Gli antichi aedi cantavano le gesta eroiche con una cetra. E cantavano pure i trovatori medievali, celebrando donne e cavalieri. Krzysztof Varga, in Viali dell’indipendenza (ed. Nikita) non canta, ma lascia decantare e poi declama, sgranandole quasi come i grani di un rosario pagano, le deprimenti vicissitudini di un individuo che è fin dal nome un ossimoro vivente: Krystian Apostata, un artista un tempo promettente, poi sostanzialmente fallito, che trascina i suoi giorni annoiati e stanchi affogando la sua frustrazione nell’alcol e nella pornografia, e incrocia più o meno ad ogni piè sospinto l’amico dei tempi della scuola, Jakub Fidelis. Questi, il suo alter ego, al contrario di lui ha imparato a strizzar l’occhio alle mode e si è fatto strada nella danza, nella TV e sui rotocalchi, dicendo la sua su ogni argomento e venendo considerato un’autorità in materia di “tuttologia”.
Apostata e Fidelis, due nomi che sono dei simboli, come l’autore ha sottolineato in occasione della sua recente presentazione fiorentina insieme al traduttore Leonardo Masi. E due simboli, aggiungo, che si declinano insieme come un inevitabile, quasi kharmico binomio, sullo sfondo di una Varsavia prima schiacciata dal comunismo, poi (ancora una volta, dopo la seconda guerra mondiale, ma metaforicamente) rasa al suolo dall’assenza di qualunque sensibilità umana tipica della cultura di massa, che tutto omologa e nulla risparmia. Leggi il seguito di questo post »
Sei andato via, Nino titubava troppo. Forse ha perso la speranza di tirarti fuori. Fuori da dove? Vaghi come un disperato, qualcosa dovrà pur succedere prima che sia troppo tardi. Hai pensato davvero di lanciarti da sei piani? E se ci ripensassi in volo? Ti sei chiesto spesso che cosa provi uno che si pente all’ultimo momento, fuori tempo massimo. Leggi il seguito di questo post »