Simone Giorgino – Trobar Leu
Pubblicato da paolofichera su gennaio 15, 2007

di Paolo Fichera
Chi ha scritto Trobar Leu è il poeta che ha scritto Venenum, un libro suddiviso in tre sezioni (gli altri autori, oltre a Giorgino, sono Michele Truglia e Luciano Pagano) e fortunatamente poco divulgato. Fortunatamente perché non si è bruciato al fuoco della veloce e superficiale assimilazione di ormai quasi tutti i libri di poesia contemporanea, complice il Web. Venenum è un libro di una tale bellezza che chi lo ha letto lo custodisce geloso e si fa vanto di possederlo e di averlo incontrato. E sa che l’autore della prima parte di quel libro è conosciuto da pochi e non è inserito nelle purtroppo numerose liste-mappature che decorano le animate discussioni giovanili del nostro tempo che appaiono come doveri espressi da un gioco che ha assunto le dinamiche di un rito. Chi ha scritto Trobar Leu ha scritto, prima, Venenum e ha le mani ancora sporche d’incenso, di doni ramati, di “intarsi di tramonti”; è un uomo che è uscito dal tentativo-possibilità di edificare un possente dono poetico e che ha detto “In carità d’amore a mani giunte scrivi/Sulla carta ingiallita dei fiammiferi:/ “Quello che voglio è vivere””. Viene dal Salento Giorgino, fiero e scontroso eppure senza vanto nel suo non ambire a farsi conoscere, promuoversi, essere assolutamente presente: per certe poesie l’unica forma di esistenza necessaria e possibile è il non apparire del loro autore. La sua è una poesia liquida, fluida che frana a valle cibandosi delle contemporaneità e dell’antistoricità di tutte le voci poetiche. E nel franare dissacrare la poesia canonizzata, “combattere con le loro armi” – “dimostrare che tutta la poesia più diffusa del ‘900 è una purga pazzesca”, lasciare questi poeti alla storia per restaurare un classicismo lavato dagli orpelli del canone. Giorgino lo fa con un’assoluta padronanza dello strumento linguistico, con una tecnica che gli permette l’uso di più registri. L’apertura della sezione mostra l’interno dell’agendina Moleskine@ del poeta, l’esposizione oscena della poesia prima della poesia; l’esposizione dei meccanismi di edificazione di un’opera: i rimandi, le citazioni, le intenzioni, i libri letti, quelli da leggere, le considerazioni su libri e poeti, i versi nati all’improvviso e annotati per essere dopo posizionati e ripresi, il sesso castigato (Tro(m)bar leu). Si è nel non-luogo della poesia, nei suoi versi. La stessa grafica al pc riprende i segni della grafia: le correzioni, le abrasioni sulle pagine, ecc. Mostrare la penna, la matita, il libro che si forma. Non dare il prodotto perfetto e pulito, a servizio dell’editoria. Nella stessa poesia si passa da versi alti-religiosi-raffinati “L’acqua di pozzo è nell’oro dei calici”, i versi di Venenum ma intrisi di parodia; a rimandi a Eliot “Con gli scherani a ridere e a fumare./Con le signore dalle parrucchiere”; a sentenze bibliche “Tutto è vano, tutto quanto” seguite da “Dimenticate i libri di poesie, coglioni./dimenticate le rime/dimenticate i versi dispari/dimenticate il trobar clus trim o ric/dimenticate – vi comando –/la vostra eterna sete/di bellezza che inseguirete/come i cani ad libitum abbaiando.” È un sezione Trobar Leu, un corpo a corpo con il lettore “Guarda. Guarda bene. Guarda”. Una sezione di un’opera più ampia, già conclusa. In tale opera ci sarà l’edificazione di ciò che in Trobar Leu è rimando, scontro, intenzione: abitare la battaglia. Nel Trobar Leu si sta nel mezzo tra ciò che il poeta avverte come finzione: canone, codificazione di idee, di talento e quindi meta-vita e una poesia-altra, il flusso dell’eterno-presente, lo sguardo che precede il pensiero. Qui noi siamo invitati a osservare i momenti che scandiscono il tempo della scrittura: i fruscii di fogli, i fiati, i sospiri, le pause, le sigarette accese dopo aver concluso una poesia. A percepire quello che verrà dopo, e a sapere quello che non ci sarà più. “…e via plagiando, ma nei covi/nelle carte dei poeti, nei loro manicomi/ha altri guizzi la fiamma, ha altre/raucedini la voce, ha altre/posture il tronco e gli arti non com’io/col sorriso da ebete, col mio/trobar leu da scioperando/che apparecchio, che imbastisco/un mio poco memorabile/adagio compimento ma con brio/di quella che considero la mia/sola praticabile poesia:/rimar lento./Pronti, partenza, via”.
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Trobar Leu
In limine
Buondì sfera da alitare rivo d’inchiostro in nuce oscurità del punto oscurità del tutto
Blu siderei giochi di dei: rincorse-raccapriccio a fornicare ed universo nostro tutto
Salve. Cip cip per cominciare e buonavita a te, comare passerotto ho pensato a tutto
Ho stabilito vincenti le picche ho stabilito vincenti i fiori i cuori e i quadri è apposto tutto
madama telesina 1 giochetto ogni tre poi da bere per spassarcela prendi i fogli e prendi le matite: devo scrivere il mio nome glorioso nel cielo ricorda non sopra il bagnasciuga cfr. and in the heaven write your glorious name scrivi intanto prendi nota prendi appunti “vendo se mi offrite 4 monetine agendina nera perfetta anno 2004 poco usata uniproprietario anche a persone derelitte
anche ai protestati e ai poverelli ¾ di pagine intonse mai usate con le righe orizzontali e parallele segnapagine maron lucido elegantissimo in terza di copertina presente pratico involucro per le note al margine anche graziosa tasca porta-documenti con dentro una breve storia delle
Moleskine® in cui si racconta x 6 pagine in tutte le lingue del mondo come davvero Moleskine® sia il taccuino leggendario dei + grandi artisti degli ultimi 2 secoli”, un farmaco ‘ste agendine altro che Red Bull oppiacei coca cannabis viagra paradisiartificiali femmine tramonti albe tette grandi
[autori film canzoni gobbe fiordalisi giardinifioriti rose monti e valli echi eghi labor limae e si può
[scrivere quello che cazzo vuoi un abbozzo di storie di poesiole come me che ho scritto in limine:
In case of loss, please return to:
Simone Giorgino
via di Porcigliano, 3
as a reward: $ 73100 Lecce (LE)
perché non si trovano + i libri di Ed McBain? –
1 nucleo centrale di una P. : la somiglianza di aspetti poveri e meravigliosi della natura, delle persone con un immagine di Dio; con una favola laica di Dio
Regali x M. ?!!
Lancome – borsa nera rosa Daf design – libri: mitologia – santi – vecchio test. – orecchini intimo porta gioie borsellino
Marco – sciarpa playlife verde Mrosa Vanna Tana vle Lo Re. C. regalo
Piedi Agenda ricambio londra rubinetto acqua acqua c. credito caffè zucchero whiskey
Le soffia all’orecchio / la ghermisce con minimi argomenti di colloquio
Faulkner Calvino
È un luogo transitorio
Compleanno M. Rosa sapone dentifricio deodorante CTS suole sigarette caffè marmellata burro toast succo
Salman Rushdie tube underground poets. Cucchi Poeti italiani
Nel buio ogni cosa perde forma
Palestra mouse N. ROTA Moon River 900 Angeli e Demoni Anais Bicchieri Tazzine
Cucina salentina Storia di Lecce
Piedi shampoo pulsanti alzavetri spie spruzzo tergicristallo lavaggio timbro libri giacca
Piperno? Che figlio scegli il figlio che sorride ?
Uovo; Marmellata yogurt Bicchieri plastica carta A4 inchiostro stamp suolette
Venenum II Dante , Inf…
Cr Psican. Orlando per una teoria freudiana della Lett.,73 DeBenedetti. Poesia Italiana 900 (74) Deleuze, differenza e ripetizione (68) + Guattari, l’Anti –Edipo, 72 Cr. Sociologica Bachtin, estetica e romanzo Formalismo Tomasevsky Sul verso, 1929 Strutturalismo Jakobson, Saggi di lin. Generale. Genette . Figures III; l’opera dell’arte il lett e le Culture Gadamer, Verità e metodo (1 e 2)L’attualità del bello Eco, Lector in fabula Deridda, la scrittura e la differenza Steiner, Vere presenze (1989)—Eagleton, Introduzione alla teoria letteraria (1996) Lotman, Cultura e esplosione (93) Ferroni, Dopo la fine, 1996
Rubinetto gelatina maglietta + panta bianca massimiliano caputo [redazione@besaeditrice.it] Una nuvola di ruggine / una nuvola di terra / una grande amaca rossastra
Acqua C. igienica thè latte gatorade
TROB. LEU 1)Antistoria 2)inizio della costruzione parodia in fieri [inserire un plagio da prende per culo] [anzi, più di uno,continui fonti e richiami ai poeti (e poetesse) più coglioni] > Dimostrare che tutta la poesia più diffusa del 900 è una purga pazzesca. [utilizza come guide le voci poetiche più apprezzate dai critici: ad Es. per la follia la MERINI, per le scopate la VALDUGA] > combattere con le loro armi
4 parti 1) Amore e nozze 159,00 83,00 56,00 20,00 —- 318,00
2) Scroscio e riparo
3) Appetito e mensa
4) Sesso castigato ( TRO(M)BAR LEU)
Le 4 parti sono 4 parti di un poemetto da inserire in appendice. Verrà fatto un lavoro di collage e di meta-poesia per spiegare la genesi del poemetto Shoppelier Bibbia Stival Keys da qq entrando a dx borsetta verde o nera Enninaya Sciarpa ( gioielli TIROMANCINO
Giubbotto? Tuta? Portafoglio? Stampante? Una nuvola di ruggine / una nuvola di terra
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1 Esercizi per un buon cominciamento
Trobar leu soffice e aggraziato per le dita
educate, educande o da educare
sulle tastiere comode e ergonomiche
in punta di polpastrelli a farne
nenie, sinfoniette
per il mio petto scabro,
per l’amante mia diletta
rime in –ore, in –are e in –ento,
oppure niente: ariette:
amore da cantar con sentimento
chiaror lunare da intrattenimento
vento e bagliore sul mare
mare e vento sul bagliore
mare e bagliore sul vento
scrivi:
Esercizi per un buon cominciamento.
e, per esempio, per esergo:
Amore, la più rorida mestizia
ma è ancora troppo denso e saputello, allora:
Amore la più rossa delle rose
Ecco! Ecco!
[I sigaretta]:
**
Amore, la più rossa delle rose
Incrina, fende
Il cielo azzurro, inciampa
Un giardiniere lacero sui rovi…
[II pausa-sigaretta]
… e via plagiando, ma nei covi
nelle carte dei poeti, nei loro manicomi
ha altri guizzi la fiamma, ha altre
raucedini la voce, ha altre
posture il tronco e gli arti non com’io
col sorriso da ebete, col mio
trobar leu da scioperando
che apparecchio, che imbastisco
un mio poco memorabile
adagio compimento ma con brio
di quella che considero la mia
sola praticabile poesia:
rimar lento.
Pronti, partenza, via.
**
La qualità dell’aria
Trobar Leu, I:
Al fiorire dei prati e dei giardini
al mormorio di timbri
- diapason dissimili -
delle tastiere nascoste e invisibili,
registri e vibri
ora in chiara fonte, ora
in fragili piovischi e ancora
in gridi o in fischi e ancora
in nota gaia
in giochi d’aria
ovunque appaia
una sillaba in sorte,
primizia del tempo novello
a cui ogni cane abbaia,
stai lieto, stringi forte
i pugni i denti - morsica (si muore)
l’amore come fai gioiosamente
e cantalo, se puoi: non hai che quello
e cantalo, se puoi, con rime lente
gioiosamente come fai l’amore.
[Fruscii di foglie, fiati
………………………..]
**
Nota
Perduti. Persi.
Svaniti come volano
i palloncini rossi delle fiere: sono
i versi lievi nella mia memoria, i versi
mai annotati nei taccuini
e salmodiati e salmodianti
di cui non trovo traccia
allenato a ripeterli com’ero
in giro in macchina, da solo fumando
a labbra serrate saggiando
la qualità dell’aria in pose
da oracolo di circo equestre.
L’orto che ora evacuo
rifiorirà i suoi semi per censire ancora
la forgia e la misura della flora,
le ninfe accucciate di sghembo, gli amorini
bene in carne, ma per chi per quale
ottuso governante
bianco malaticcio re
o malinconico passante
dovrà farlo? O dovrà farlo per me?
Hp Lei:
Chi canterà i suoi versi amabilmente
Nel cielo di novembre
E solo me vorrà. Soltanto. Solamente. Sempre.
**
Altri apocrifi
Hp Lei:
Ti scosto il lucernario. Dentro il vaso
Sono fioriti i fiori sono
Apparecchiati con garbo i coperti.
Lesina l’amore le dolci
Consuetudini ai novizi
Umetta gli occhi, agita
I palpiti: non vi è agio.
Nota seconda
Lui o lei non conta.
Univoca o biunivoca la farsa
entrambi li ignora e tuttavia
entrambi li riguarda.
Nessuno deve confidare appieno
nulla di sé di vero.
Pronunceranno un timido alfabeto
da etichetta come chiunque altro perchè
il poeta che li canta non è un asso
e loro questo lo sanno:
un esiguo repertorio avranno
da cui scegliere parole
sul tempo o la stagione,
sulla salute o l’umore
o sulla prima colazione.
Il mio amore bellissimo
Il mio amore dorato
**
4 Inciso: Quis est hic ?
E lui per quali labbra geme e pende?
Dove per lui ci si etterna? Dove?
Quale servo magro gli agita la torcia?
Cammina lungo i viali, ora, incrocia
persone e cose.
Non dice i suoi segreti a voce.
Ascolta le poesie nuove
che il mondo a suo piacere rigovernano.
Gemme da bruniti stecchi lui presume
e via vai di rondini e automobili
e saltuarie vicende e pegni
come deve o dovrebbe lui presume
l’incognito custode, l’eresiarca
che non è e non ha più niente
il ribelle buono delle compravendite
diurne e di altri affari, il folle o il savio
che in risme assembla pagine di diario.
Guarda. Guarda bene. Guarda.
**
4 bis: ipotesi di stralcio
Pace. Tacete. Amen. Seguitate
colando umori e musica – io ho da fare –
quando avete finito mi chiamate.
Bruciate i pelucchi e i fili d’argento
dalle trame dei drappi e dei tappeti
Bello! Chi è il sarto?
Chi ricama? Come ha fatto?
Pace. Tacete. Dittatemi dentro
ma svelti: devo andare a lavorare.
Guardate: questo è il cerchio e questo è il centro.
Questa che vedi inscritta è una figura
di donna che sorride. Io sono quello
che la guarda in silenzio da lontano.
Beh, ciao. Saluti a tutti. Ci vediamo.
**
6 Addio al celibato
Le tende di mussola e la musica a frangersi sui vetri.
Facciamo due passi: andiamo dove vanno gli altri:
ripeterò in silenzio camminando Dante con altrove
la testa alle tette delle nostre coestivanti, al muso diafano
della cameriera al tavolo, al rigoglio di Maggio.
L’acqua di pozzo è nell’oro dei calici. Cala adagio
sui giardini privati, sulle case di corte la sera di Maggio.
Ha stanato gli uomini e le donne, ha digitato
i loro numeri e hanno risposto gli invitati.
E poi si gonfia si profila a squarci
dalle antenne dritte come aghi
una nuvola di ruggine, una nuvola di terra
una grande amaca rossastra sopra i perni
dei piloni dell’Enel. Rinomina le cose: guarda.
Siamo increduli a riceverne
avvisaglie alzando i nasi. Dove andate?
il sabato di spesa è rovinato.
illumina custodisci reggi e governa me, che ti fui affidato ma si infangano
i cofani delle auto parcheggiate. Tutto pare
differente nei colori, nei modi. Io vorrei
mio amore bellissimo, mio amore dorato
mandarti questa mia per mail, per bottiglie in mare
per telefono o telegrafo, mio amore, con i rapidi
cantori lusinghieri ansanti in carovana
per tutti i viottoli i ponti le statali
e dirti: guarda: sono fioriti i fiori guarda: ti porto
la più rossa delle rose ed altre cose ancora e poi antiquati
p.s. , il tuo , altre premure, riverenze anni ‘50
mio amore dolcissimo, mio amore dorato.
Vuoi che ti parli della mia vita?
††
Vorrei una trequarti fredda, se c’è.
Vorrei che questa birra fosse J&B.
Vorrei un posacenere, se è possibile fumare.
Vorrei non morire mai, se è permesso.
*********************
Simone Giorgino: sono nato a Lecce nel 1975. ho pubblicato Venenum (liberars, 2000) con Luciano Pagano e Michele Truglia. miei versi sono stati ospitati da alcune riviste come “Tabularasa”, “Il Vascello di carta”, “PaginaZero”… ho vinto i premi nazionale di Poesia nella sezione inediti al “DeltaPOesia” nel 2000 e al “Lectura – città di Resana” nel 2003. il mio libro di versi asilo di mendicità è in cerca di editore. (http://simonegiorgino.wordpress.com)














lorenzo detto
dopo una prima (desolata) ricognizione: magico il google che mi trova, in un secondo, addirittura il personale blog di chi è “scontroso eppure senza vanto nel suo non ambire a farsi conoscere, promuoversi, essere assolutamente presente”.
con mani sporche d’incenso si maledicono i morti.
[sia ciò rimarcato, a prescindere dalla possibile qualità.]
shalom,
lorenzo
lorenzo detto
uh no, non serviva neanche google… il link era già qui, nell’autopresentazione… oh…
lorenzo
cattedrale detto
Il blog di Simone Giorgino ha un mese di vita. L’indirizzo del blog l’ho voluto inserire io nell’autopresentazione, non Simone.
lorenzo detto
beh ma infatti il “messaggio” era rivolto all’autore del post, non all’autore delle poesie. che il blog abbia un giorno o un mese di vita non mi sembra molto rilevante. comunque non mi pare molto grave. uno scrittore che rende pubblici i propri scritti (anche solo pubblicandoli) vuole apparire (anche se unicamente attraverso la diffusione dei propri scritti) ed essere (riconosciuto (non per la strada, naturalmente)).
poi va beh.
shalom,
lorenzo
daniele detto
Poesia raffinatissima, registro nuovo e classico insieme, postura d’inchiostro austera, ironica, distaccata. Ho già letto altro e le prime impressioni non solo sono state confermate. Complimenti, Giorgino, i Suoi versi benedicono.
Daniele
gian ruggero manzoni detto
Ovviamente shalom. Condivido l’ultimo commento.
lumi detto
questo si che è un dibattito culturale!!
Orodè detto
Simone Giorgino, che ho la fortuna di avere come amico, è una personifivazione della poesia ed è inevitabile che sentiremo parlare di lui. è imponente Simone ed è soprattutto s e r i o. Il Salento nel suo acciambellarsi sta partorendo come si deve.
Sarebbe una gioia per tutti sentirlo leggere. è un grande interprete, grande.
Orodè
Delfina detto
Gioia per gli occhi, sì
- l’azzurro è trasparente più dell’acqua -
ma anche per i sensi, immagino!
le orecchie possono aspettare…..
;-)
Keybee detto
Se incontrassi quel Lorenzo per strada gli sparerei dritto negli occhi… e non ne proverei dolore!!!
Facili alle parole, le parole per bestemmiare, non restano poi che rutti…la maggior parte delle volte crediamo di cantare, ma non era che un rutto, solo un rutto..c’è cosi tanto marcio in giro…e gli “scagliatori di pietre” sono in agguato dappertutto…non siete altro che “scagliatori di pietre” e “ricercatori di pagliuzze con travi negli occhi”…maledetti che siete ovunque…la poesia invece, quella vera, come qui per caso, quasi per sbaglio quella di Simone Giorgino, che limpido canto, che arte, che sempre m’inginocchia il pensiero…quella che meriterebbe non solo un blog ma un post intero in tutti quei luoghi che si spacciano per “ambienti poetici” per disinfettarli dalla lordura accademica obsoleta falsa ipocrita…solo questo volevo dire, nient’altro, tolgo il disturbo…ma lascio i miei omaggi ai padroni di casa che tra rutti e salmi permettono alla Poesia di affacciarsi dalle loro finestre.