La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Simone Giorgino – Trobar Leu

Pubblicato da paolofichera su gennaio 15, 2007

 

di Paolo Fichera

Chi ha scritto Trobar Leu è il poeta che ha scritto Venenum, un libro suddiviso in tre sezioni (gli altri autori, oltre a Giorgino, sono Michele Truglia e Luciano Pagano) e fortunatamente poco divulgato. Fortunatamente perché non si è bruciato al fuoco della veloce e superficiale assimilazione di ormai quasi tutti i libri di poesia contemporanea, complice il Web. Venenum è un libro di una tale bellezza che chi lo ha letto lo custodisce geloso e si fa vanto di possederlo e di averlo incontrato. E sa che l’autore della prima parte di quel libro è conosciuto da pochi e non è inserito nelle purtroppo numerose liste-mappature  che decorano le animate discussioni giovanili del nostro tempo che appaiono come doveri espressi da un gioco che ha assunto le dinamiche di un rito. Chi ha scritto Trobar Leu ha scritto, prima, Venenum e ha le mani ancora sporche d’incenso, di doni ramati, di “intarsi di tramonti”; è un uomo che è uscito dal tentativo-possibilità  di edificare un possente dono poetico e che ha detto “In carità d’amore a mani giunte scrivi/Sulla carta ingiallita dei fiammiferi:/ “Quello che voglio è vivere””. Viene dal Salento Giorgino, fiero e scontroso eppure senza vanto nel suo non ambire a farsi conoscere, promuoversi, essere assolutamente presente: per certe poesie l’unica forma di esistenza necessaria e possibile è il non apparire del loro autore. La sua è una poesia liquida, fluida che frana a valle cibandosi delle contemporaneità e dell’antistoricità di tutte le voci poetiche. E nel franare dissacrare la poesia canonizzata, “combattere con le loro armi” – “dimostrare che tutta la poesia più diffusa del ‘900 è una purga pazzesca”, lasciare questi poeti alla storia per restaurare un classicismo lavato dagli orpelli del canone. Giorgino lo fa con un’assoluta padronanza dello strumento linguistico, con una tecnica che gli permette l’uso di più registri. L’apertura della sezione mostra l’interno dell’agendina Moleskine@ del poeta, l’esposizione oscena della poesia prima della poesia; l’esposizione dei meccanismi di edificazione di un’opera: i rimandi, le citazioni, le intenzioni, i libri letti, quelli da leggere, le considerazioni su libri e poeti, i versi nati all’improvviso e annotati per essere dopo posizionati e ripresi, il sesso castigato (Tro(m)bar leu). Si è nel non-luogo della poesia, nei suoi versi. La stessa grafica al pc riprende i segni della grafia: le correzioni, le abrasioni sulle pagine, ecc. Mostrare la penna, la matita, il libro che si forma. Non dare il prodotto perfetto e pulito, a servizio dell’editoria. Nella stessa poesia si passa da versi alti-religiosi-raffinati “L’acqua di pozzo è nell’oro dei calici”, i versi di Venenum ma intrisi di parodia; a rimandi a Eliot “Con gli scherani a ridere e a fumare./Con le signore dalle parrucchiere”; a sentenze bibliche “Tutto è vano, tutto quanto” seguite da “Dimenticate i libri di poesie, coglioni./dimenticate le rime/dimenticate i versi dispari/dimenticate il trobar clus trim o ric/dimenticate – vi comando –/la vostra eterna sete/di bellezza che inseguirete/come i cani ad libitum abbaiando.” È un sezione Trobar Leu, un corpo a corpo con il lettore “Guarda. Guarda bene. Guarda”. Una sezione di un’opera più ampia, già conclusa. In tale opera ci sarà l’edificazione di ciò che in Trobar Leu è rimando, scontro, intenzione: abitare la battaglia. Nel Trobar Leu si sta nel mezzo tra ciò che il poeta avverte come finzione: canone, codificazione di idee, di talento e quindi meta-vita e una poesia-altra, il flusso dell’eterno-presente, lo sguardo che precede il pensiero. Qui noi siamo invitati a osservare i momenti che scandiscono il tempo della scrittura: i fruscii di fogli, i fiati, i sospiri, le pause, le sigarette accese dopo aver concluso una poesia. A percepire quello che verrà dopo, e a sapere quello che non ci sarà più. “…e via plagiando, ma nei covi/nelle carte dei poeti, nei loro manicomi/ha altri guizzi la fiamma, ha altre/raucedini la voce, ha altre/posture il tronco e gli arti non com’io/col sorriso da ebete, col mio/trobar leu da scioperando/che apparecchio, che imbastisco/un mio poco memorabile/adagio compimento ma con brio/di quella che considero la mia/sola praticabile poesia:/rimar lento./Pronti, partenza, via”.

  
 

*********************

Trobar Leu

In limine

            Buondì sfera da alitare rivo d’inchiostro in nuce oscurità del punto oscurità del tutto

Blu siderei giochi di dei: rincorse-raccapriccio a fornicare ed universo nostro tutto

Salve. Cip cip  per cominciare e buonavita a te, comare passerotto ho pensato a tutto

Ho stabilito vincenti le picche ho stabilito vincenti i fiori i cuori e i quadri è apposto tutto

madama telesina 1 giochetto ogni tre poi da bere per spassarcela prendi i fogli e prendi le matite: devo scrivere il mio nome glorioso nel cielo ricorda non sopra il bagnasciuga cfr.   and in  the heaven write your glorious name scrivi intanto prendi nota prendi appunti “vendo se mi offrite 4 monetine agendina nera perfetta anno 2004 poco usata uniproprietario anche a persone derelitte

anche ai protestati e ai poverelli  ¾ di pagine intonse mai usate con le righe orizzontali e parallele segnapagine maron lucido elegantissimo in terza di copertina presente pratico involucro per le note al margine anche graziosa tasca porta-documenti con dentro una breve storia delle

Moleskine®  in cui si racconta x 6 pagine in tutte le lingue del mondo come davvero Moleskine® sia il taccuino leggendario dei + grandi artisti degli ultimi 2 secoli”, un farmaco ‘ste  agendine altro che Red Bull oppiacei coca cannabis viagra paradisiartificiali femmine tramonti albe tette grandi   

       [autori film canzoni gobbe fiordalisi giardinifioriti rose monti e valli echi eghi labor limae e si può

[scrivere quello che cazzo vuoi un abbozzo di storie di poesiole come me che ho scritto in limine:


 

            In case of loss, please return to:

                 Simone Giorgino

                 via di Porcigliano, 3

            as a reward: $   73100 Lecce (LE)

perché non si trovano + i libri di Ed McBain? –

1 nucleo centrale di una P. : la somiglianza di aspetti poveri e meravigliosi della natura, delle persone con un immagine di Dio; con una favola laica di Dio

Regali x M. ?!!

Lancome – borsa nera rosa Daf design – libri: mitologia – santi – vecchio test. – orecchini intimo porta gioie borsellino

Marco – sciarpa playlife verde Mrosa Vanna Tana vle Lo Re. C. regalo

Piedi Agenda ricambio londra rubinetto acqua acqua  c. credito caffè zucchero whiskey

Le soffia all’orecchio / la ghermisce con minimi argomenti di colloquio

Faulkner Calvino

È un luogo transitorio

Compleanno M. Rosa sapone dentifricio deodorante CTS suole sigarette caffè marmellata burro toast succo

Salman Rushdie tube underground poets. Cucchi Poeti italiani

Nel buio ogni cosa perde forma

Palestra mouse N. ROTA Moon River 900 Angeli e Demoni Anais Bicchieri Tazzine

Cucina salentina Storia di Lecce

Piedi shampoo pulsanti alzavetri spie spruzzo tergicristallo lavaggio timbro libri giacca

Piperno? Che figlio scegli il figlio che sorride ?

Uovo; Marmellata yogurt Bicchieri plastica carta A4 inchiostro stamp suolette

Venenum II Dante , Inf…

Cr Psican. Orlando per una teoria freudiana della Lett.,73 DeBenedetti. Poesia Italiana 900 (74) Deleuze, differenza e ripetizione (68) + Guattari, l’Anti –Edipo, 72 Cr. Sociologica Bachtin, estetica e romanzo Formalismo Tomasevsky Sul verso, 1929 Strutturalismo Jakobson, Saggi di lin. Generale. Genette . Figures III; l’opera dell’arte il lett e le Culture Gadamer, Verità e metodo (1 e 2)L’attualità del bello Eco, Lector in fabula Deridda, la scrittura e la differenza Steiner, Vere presenze (1989)—Eagleton, Introduzione alla teoria letteraria (1996) Lotman, Cultura e esplosione (93) Ferroni, Dopo la fine, 1996

Rubinetto gelatina maglietta + panta bianca massimiliano caputo [redazione@besaeditrice.it] Una nuvola di ruggine / una nuvola di terra / una grande amaca rossastra

Acqua C. igienica thè latte gatorade

TROB. LEU 1)Antistoria 2)inizio della costruzione parodia in fieri [inserire un plagio da prende per culo] [anzi, più di uno,continui fonti e richiami ai poeti (e poetesse) più coglioni] > Dimostrare che tutta la poesia più diffusa del 900 è una purga pazzesca. [utilizza come guide le voci poetiche più apprezzate dai critici: ad Es. per la follia la MERINI, per le scopate la VALDUGA] > combattere con le loro armi

4 parti  1) Amore e nozze                                  159,00  83,00  56,00  20,00 —-  318,00

2) Scroscio e riparo

3) Appetito e mensa

4) Sesso castigato ( TRO(M)BAR LEU)

Le 4 parti sono 4 parti di un poemetto da inserire in appendice. Verrà fatto un lavoro di collage e di meta-poesia per spiegare la genesi del poemetto  Shoppelier Bibbia Stival Keys da qq entrando a dx borsetta verde o nera Enninaya Sciarpa ( gioielli  TIROMANCINO

Giubbotto? Tuta? Portafoglio? Stampante? Una nuvola di ruggine / una nuvola di terra


 

**

1 Esercizi per un buon cominciamento

Trobar leu soffice e aggraziato per le dita

educate, educande o da educare

sulle tastiere comode e ergonomiche

in punta di polpastrelli a farne

nenie, sinfoniette

per il mio petto scabro,

per l’amante mia diletta

rime in –ore, in –are e in –ento,

oppure niente: ariette:

amore da cantar con sentimento

chiaror lunare da intrattenimento

vento e bagliore  sul  mare

mare e vento sul bagliore

mare e bagliore  sul vento

scrivi:

Esercizi per un buon cominciamento.

e, per esempio, per esergo:

Amore, la più rorida mestizia

ma è ancora troppo denso e saputello, allora:

Amore la più rossa delle rose

Ecco! Ecco!

[I sigaretta]:

**

Amore, la più rossa delle rose

Incrina, fende

Il cielo azzurro, inciampa

Un giardiniere lacero sui rovi…

[II pausa-sigaretta]

… e via plagiando, ma nei covi

nelle carte dei poeti, nei loro manicomi

ha altri guizzi la fiamma, ha altre

raucedini la voce, ha altre

posture il tronco e gli arti non com’io

col sorriso da ebete, col mio

trobar leu da scioperando

che apparecchio, che imbastisco

un mio poco memorabile

adagio compimento ma con brio

di quella che considero la mia

sola praticabile poesia:

rimar lento.

Pronti, partenza, via.


 

**

La qualità dell’aria

Trobar Leu, I:

Al fiorire dei prati e dei giardini

al mormorio di timbri

- diapason dissimili -

delle tastiere nascoste e invisibili,

registri e vibri

ora in chiara fonte, ora

in fragili piovischi e ancora

in gridi o in fischi e ancora

in nota gaia        

in giochi d’aria

ovunque appaia

una sillaba in sorte,

primizia del tempo novello

a cui ogni cane abbaia,

stai lieto, stringi forte

i pugni i denti -  morsica (si muore)

l’amore come fai gioiosamente

e cantalo, se puoi: non hai che quello

e cantalo, se puoi, con rime lente

gioiosamente come fai l’amore.

[Fruscii di foglie, fiati

………………………..]
 

**

Nota

Perduti. Persi.

Svaniti come volano

i palloncini rossi delle fiere: sono

i versi lievi nella mia memoria, i versi

mai annotati nei taccuini

e salmodiati e salmodianti

di cui non trovo traccia

allenato a ripeterli com’ero

in giro in macchina, da solo fumando

a labbra serrate saggiando

la qualità dell’aria in pose

da oracolo di circo equestre.

L’orto che ora evacuo

rifiorirà i suoi semi per censire ancora

la forgia e la misura della flora,

le ninfe accucciate di sghembo, gli amorini

bene in carne, ma per chi per quale

ottuso governante

bianco malaticcio re

o malinconico passante

dovrà farlo? O dovrà farlo per me?

Hp Lei:

Chi canterà i suoi versi amabilmente

Nel cielo di novembre

E solo me vorrà. Soltanto. Solamente. Sempre.


 

**

Altri apocrifi

Hp Lei:

Ti scosto il lucernario. Dentro il vaso

Sono fioriti i fiori sono

Apparecchiati con garbo i coperti.

Lesina l’amore le dolci

Consuetudini ai novizi

Umetta gli occhi, agita

I palpiti: non vi è agio.

Nota seconda

Lui o lei non conta.

Univoca o biunivoca la farsa

entrambi li ignora e tuttavia

entrambi li riguarda.

Nessuno deve confidare appieno

nulla di sé di vero.

Pronunceranno un timido alfabeto

da etichetta come chiunque altro perchè

il poeta che li canta non è un asso

e loro questo lo sanno:

un esiguo repertorio avranno

da cui scegliere parole

sul tempo o la stagione,

sulla salute o l’umore

o sulla prima colazione.

Il mio amore bellissimo

                        Il mio amore dorato

                       
 

**

4 Inciso: Quis est hic ?

E lui per quali labbra geme e pende?

Dove per lui ci si etterna? Dove?

Quale servo magro gli agita la torcia?

Cammina lungo i viali, ora, incrocia

persone e cose.

Non dice i suoi segreti a voce.

Ascolta le poesie nuove

che il mondo a suo piacere rigovernano.

Gemme da bruniti stecchi lui presume

e via vai di rondini e automobili

e saltuarie vicende e pegni

come deve o dovrebbe  lui presume

l’incognito custode, l’eresiarca

che non è e non ha più niente

il ribelle buono delle compravendite

diurne e di altri affari, il folle o il savio

che in risme assembla pagine di diario.

Guarda. Guarda bene. Guarda.


 

**

4 bis: ipotesi di stralcio

Pace. Tacete. Amen. Seguitate

colando umori e musica – io ho da fare –

quando avete finito mi chiamate.

Bruciate i pelucchi e i fili d’argento

dalle trame dei drappi e dei tappeti

            Bello! Chi è il sarto?

            Chi ricama? Come ha fatto?

Pace. Tacete. Dittatemi dentro

ma svelti: devo andare a lavorare.

Guardate: questo è il cerchio e questo è il centro.

Questa che vedi inscritta è una figura

di donna che sorride. Io sono quello

che la guarda in silenzio da lontano.

Beh, ciao. Saluti a tutti. Ci vediamo.

**

6  Addio al celibato

Le tende di mussola e la musica a frangersi sui vetri.

Facciamo due passi: andiamo dove vanno gli altri:

ripeterò in silenzio camminando Dante con altrove

la testa alle tette delle nostre coestivanti, al muso diafano

della cameriera al tavolo, al rigoglio di Maggio.

L’acqua di pozzo è nell’oro dei calici. Cala adagio

sui giardini privati, sulle case di corte la sera di Maggio.

Ha stanato gli uomini e le donne, ha digitato

i loro numeri e hanno risposto gli invitati.

E poi si gonfia si profila a squarci

dalle antenne dritte come aghi

una nuvola di ruggine, una nuvola di terra

una grande amaca rossastra sopra i perni

dei piloni dell’Enel. Rinomina le cose: guarda.

Siamo increduli a riceverne

avvisaglie alzando i nasi. Dove andate?

il sabato di spesa è rovinato.

illumina custodisci reggi e governa me, che ti fui affidato  ma si infangano

i cofani delle auto parcheggiate. Tutto pare

differente nei colori, nei modi. Io vorrei

mio amore bellissimo, mio amore dorato

mandarti questa mia per mail, per bottiglie in mare

per telefono o telegrafo, mio amore, con i rapidi

cantori lusinghieri ansanti in carovana

per tutti i viottoli i ponti le statali

e dirti: guarda: sono fioriti i fiori guarda: ti porto

la più rossa delle rose ed altre cose ancora e poi antiquati

p.s. , il tuo , altre premure, riverenze anni ‘50

mio amore dolcissimo, mio amore dorato.

Vuoi che ti parli della mia vita?

††

Vorrei una trequarti fredda, se c’è.

Vorrei che questa birra fosse J&B.

Vorrei un posacenere, se è possibile fumare.

Vorrei non morire mai, se è permesso.


 

*********************

Simone Giorgino: sono nato a Lecce nel 1975. ho pubblicato Venenum (liberars, 2000) con Luciano Pagano e Michele Truglia.  miei versi sono stati ospitati da alcune riviste come “Tabularasa”, “Il Vascello di carta”, “PaginaZero”… ho vinto i premi nazionale di Poesia nella sezione inediti al “DeltaPOesia” nel 2000 e al “Lectura – città di Resana” nel 2003. il mio libro di versi asilo di mendicità è in cerca di editore. (http://simonegiorgino.wordpress.com)

10 Risposte to “Simone Giorgino – Trobar Leu”

  1. lorenzo detto

    dopo una prima (desolata) ricognizione: magico il google che mi trova, in un secondo, addirittura il personale blog di chi è “scontroso eppure senza vanto nel suo non ambire a farsi conoscere, promuoversi, essere assolutamente presente”.

    con mani sporche d’incenso si maledicono i morti.

    [sia ciò rimarcato, a prescindere dalla possibile qualità.]

    shalom,
    lorenzo

  2. lorenzo detto

    uh no, non serviva neanche google… il link era già qui, nell’autopresentazione… oh…

    lorenzo

  3. cattedrale detto

    Il blog di Simone Giorgino ha un mese di vita. L’indirizzo del blog l’ho voluto inserire io nell’autopresentazione, non Simone.

  4. lorenzo detto

    beh ma infatti il “messaggio” era rivolto all’autore del post, non all’autore delle poesie. che il blog abbia un giorno o un mese di vita non mi sembra molto rilevante. comunque non mi pare molto grave. uno scrittore che rende pubblici i propri scritti (anche solo pubblicandoli) vuole apparire (anche se unicamente attraverso la diffusione dei propri scritti) ed essere (riconosciuto (non per la strada, naturalmente)).
    poi va beh.

    shalom,
    lorenzo

  5. daniele detto

    Poesia raffinatissima, registro nuovo e classico insieme, postura d’inchiostro austera, ironica, distaccata. Ho già letto altro e le prime impressioni non solo sono state confermate. Complimenti, Giorgino, i Suoi versi benedicono.

    Daniele

  6. Ovviamente shalom. Condivido l’ultimo commento.

  7. lumi detto

    questo si che è un dibattito culturale!!

  8. Orodè detto

    Simone Giorgino, che ho la fortuna di avere come amico, è una personifivazione della poesia ed è inevitabile che sentiremo parlare di lui. è imponente Simone ed è soprattutto s e r i o. Il Salento nel suo acciambellarsi sta partorendo come si deve.
    Sarebbe una gioia per tutti sentirlo leggere. è un grande interprete, grande.
    Orodè

  9. Delfina detto

    Gioia per gli occhi, sì
    - l’azzurro è trasparente più dell’acqua -
    ma anche per i sensi, immagino!
    le orecchie possono aspettare…..

    ;-)

  10. Keybee detto

    Se incontrassi quel Lorenzo per strada gli sparerei dritto negli occhi… e non ne proverei dolore!!!
    Facili alle parole, le parole per bestemmiare, non restano poi che rutti…la maggior parte delle volte crediamo di cantare, ma non era che un rutto, solo un rutto..c’è cosi tanto marcio in giro…e gli “scagliatori di pietre” sono in agguato dappertutto…non siete altro che “scagliatori di pietre” e “ricercatori di pagliuzze con travi negli occhi”…maledetti che siete ovunque…la poesia invece, quella vera, come qui per caso, quasi per sbaglio quella di Simone Giorgino, che limpido canto, che arte, che sempre m’inginocchia il pensiero…quella che meriterebbe non solo un blog ma un post intero in tutti quei luoghi che si spacciano per “ambienti poetici” per disinfettarli dalla lordura accademica obsoleta falsa ipocrita…solo questo volevo dire, nient’altro, tolgo il disturbo…ma lascio i miei omaggi ai padroni di casa che tra rutti e salmi permettono alla Poesia di affacciarsi dalle loro finestre.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

 
Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 5.190 other followers