Attilio Zanichelli (1931-1994)
Posted by lucaariano on February 26, 2007
Posto le poesie di Attilio Zanichelli, poeta parmigiano dimenticato. Fu amico di Franco Fortini al quale si deve la pubblicazione presso Einaudi della sua seconda raccolta. Le sue opere sono ormai introvabili e fuori catalogo così come si auspica la pubblicazione di sue poesie ancora inedite.
Un mattino
La mattina, seduto sopra le fini
erbe del campo, col pensiero oscillai
vagamente cercandomi, o come chi caduto
esita al brivido di questo istante. Certo svenuto
con le braccia scollate e Dio pregando
che tace dell’inferno sopra il mondo,
io ero.
La cosa chiamata poesia
La cosa più temibile perché non si vede
non è più che un segno sulla carta, l’ombra
della vita. So che passeranno molti anni
prima di trasportarla su un catafalco,
ma vi arriverà, stordendo ognuno un po’
falco che già cammina a passo aperto.
L’uomo che si è offeso accusando la vicina
ora prova sollievo che si sia disprezzata.
A volte essa fu di corte. L’imbandivano
di musica e ognuno l’imparava a memoria
dicendo all’acqua e al sonno giusto amore
che rideva da fonte e spettinava il cielo.
Era dietro l’omaggio della mensa, quasi fuori
del suo rango, di cui si appropria
o fra le bettole si cantava, dolce carme.
Poi veniva la notte e il suo cantore
la mandava alla luna, in qualche
caso prefigurava il lamento del cuore
a prova d’innocenza e virtù. Poi fu l’ultima
stagione, come quando viene l’inverno
e sugli alberi la corteccia si inumidì
di fine argento in grido all’imbrunire.
Le si staccavano le rotule, ogni pezzo
stava inchiodato a sé e lontano dall’altro
e pareva la sua bocca disperata chiamare
almeno ad unire ciò che non si potrà dividere
mai nel mondo, purchè ci sia quel fulmine
che provvede a separarla dall’inutile.
A Franco Fortini
Ne ha di meglio lei, lei
abbronzato nel solco prima e dopo.
Vinti noi siamo da una fuga
su cui ancora ingrandina.
Brulle ossa senza nome
calati nella festa siamo noi
a sparire nel buco della storia.
Cent’anni prima di nascere, da soli
come siamo stati, ci abbandoneranno.
Non è importante
Non è importante che si chiami
calma la prima luce che ci sveglia
dallo zaino del tempo un antenato.
Non ha mai perduto una sola volta
i freddi connotati. Alla partenza
davanti al monumento della sua pace
giunge.
Noi ora l’abbiamo perduta.
Tutte le poesie sono tratte da: Una cosa sublime, Einaudi, 1982.
Attilio Zanichelli è nato a Sorvolo (Parma) nel 1931. Fu compositore e autore di drammi, racconti e romanzi brevi. Ha pubblicato le raccolte di poesie Giù fino al cielo (Guanda, 1973) e Una cosa sublime (Einaudi, 1982). Muore a Parma nel 1994.

















Merlin said
Ho, tra i miei libri, Una cosa sublime, ma devo confessare che fu una lettura anodina. Forse è l’occasione per riprenderlo e vedere se era un mio difetto di lettura. Certo, resto dell’idea che, alla fine, bisogna avere il coraggio di compiere molte selezioni e trattenere solo il meglio.
lucaariano said
Non so se sia un tuo difetto o no di lettura, ci mancherebbe, poi influiscono anche i gusti personali. Se non ricordo male a te non convincono Bertolucci e Gatto che per me sono fondamentali; come vedi il confine poi è molto labile. Sì, un po’ di coraggio ci vuole, e, da parte mia, parlo e scrivo di quegli autori che, a mio modesto parere, meriterebbero un’attenzione maggiore da parte di critica ed editoria. Un poeta come Zanichelli lo reputo superiore e in grado di “resistere al tempo” molto più di tanti contemporanei ultracelebrati presenti in molte antologie e che pubblicano presso grandi editori. Un dubbio: la selezione chi la compie? Io e te? In questo, ben venga il coraggio, però bisogna andare cauti sennò si rischia di prediligere solo poeti vicini alla propria poetica e sensibilità e “cestinare” gli altri. Parlo naturalmente in generale!
Un caro saluto
Gian Ruggero Manzoni said
Poeta che conosco appena.
cristinababino said
Questo libro lo trovai in un mercatino a saldo(costava 3 euro appena, incredibile per una serie bianca…). E neanche a me colpì più di tanto all’epoca…Ora che lo ritrovo mi fa un effetto diverso. Possibile?! Evidentemente sì. Saluti a tutti, Cris
lucaariano said
Ci mancherebbe Cristina, può anche non colpire. Come ho scritto sopra non ho mica la pretesa di riscrivere il canone della letteratura o imporre i miei gusti. Poi ognuno hai i suoi parametri e le sue preferenze. Per me è un poeta che andrebbe riscoperto e, rimanendo in ambito parmigiano, preferisco ad altri suoi conterranei. Tutto qui. Grazie per essere intervenuta e grazie anche a te Gian Ruggero!
Un caro saluto