La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Qual è e quale vogliamo che sempre più sia lo specifico del blog collettivo La poesia e lo spirito? A differenza di altri blog o gruppi di opinioni vari presenti in rete, questo dovrebbe caratterizzarsi per una grande apertura a orientamenti e opinioni provenienti da settori anche piuttosto diversi. Una sola vera discriminante ci sentiamo di mettere necessariamente all’inizio ed è quella, forse ovvia, ma assai importante da tenere ferma, che “solo le posizioni tolleranti sono tollerate”. Precetto che va bene inteso, e forse a sua volta interpretato, ma che certamente implica che sono escluse da questo spazio opinioni e forme di discussioni che non siano fondamentalmente rispettose delle differenze, che ricorrano all’insulto o comunque alla denigrazione delle posizioni diverse senza argomentazioni ma solo per superficiali slogan. Vorremmo fare di questo luogo una specie di grande Giardino (alludiamo ovviamente alla Scuola del Giardino di Epicuro) – purtroppo solo virtuale, dato che sarebbe molto più piacevole realmente passeggiare assieme per le aiuole e discutere sui più diversi temi – nel quale diverse opinioni anzitutto si conoscono, eventualmente si scontrano, e comunque si arricchiscono a vicenda. Un luogo nel quale si sia disponibili, con tutte le difficoltà che sappiamo essere insite in una tale impresa, a spogliarsi non certo delle proprie convinzioni profonde e dei propri sentimenti, ma di quelli che possono invece – a un esame più accurato – rivelarsi dei malcelati pregiudizi. È evidente a tutti che esistono diversità più ‘delicate’ e altre meno; una differenza di opinioni sugli scritti di Gadda non è lo stesso che una differenza di opinioni sul problema dell’aborto, ma è appunto questo che deve guidarci nella ricerca: quando si parla di Gadda possiamo sì immergerci completamente nel problema e considerarlo fondamentale, coscienti d’altra parte che potremo comunque voler bene a nostro fratello anche se egli odia Gadda; esattamente come vorremmo arrivare a volergli bene se la sua posizione sul problema dell’aborto è diversa dalla nostra; il criterio che ci guiderà sarà questo, che cercheremo sinceramente di comprendere attraverso quali diversi sentieri due esemplari diversi della stessa specie, Homo Sapiens, possono avere opinioni anche radicalmente diverse. Con l’idea di fondo che in un grande palazzo, scale diverse possono anche condurre nella stessa stanza. A nostro parere, con tutte le difficoltà connesse con la natura umana, è un’utopia alla quale si può credere e alla quale si può almeno tendere; si può tenerla cioè come modello/traguardo cui riferirsi sempre e soprattutto nei momenti di difficoltà.


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    METROMORFOSI infocritica


Attilio Zanichelli (1931-1994)

Posted by lucaariano on February 26, 2007

Posto le poesie di Attilio Zanichelli, poeta parmigiano dimenticato. Fu amico di Franco Fortini al quale si deve la pubblicazione presso Einaudi della sua seconda raccolta. Le sue opere sono ormai introvabili e fuori catalogo così come si auspica la pubblicazione di sue poesie ancora inedite.

Un mattino

La mattina, seduto sopra le fini
erbe del campo, col pensiero oscillai
vagamente cercandomi, o come chi caduto
esita al brivido di questo istante. Certo svenuto
con le braccia scollate e Dio pregando
che tace dell’inferno sopra il mondo,
io ero.

La cosa chiamata poesia

La cosa più temibile perché non si vede
non è più che un segno sulla carta, l’ombra
della vita. So che passeranno molti anni
prima di trasportarla su un catafalco,
ma vi arriverà, stordendo ognuno un po’
falco che già cammina a passo aperto.
L’uomo che si è offeso accusando la vicina
ora prova sollievo che si sia disprezzata.
A volte essa fu di corte. L’imbandivano
di musica e ognuno l’imparava a memoria
dicendo all’acqua e al sonno giusto amore
che rideva da fonte e spettinava il cielo.
Era dietro l’omaggio della mensa, quasi fuori
del suo rango, di cui si appropria
o fra le bettole si cantava, dolce carme.
Poi veniva la notte e il suo cantore
la mandava alla luna, in qualche
caso prefigurava il lamento del cuore
a prova d’innocenza e virtù. Poi fu l’ultima
stagione, come quando viene l’inverno
e sugli alberi la corteccia si inumidì
di fine argento in grido all’imbrunire.
Le si staccavano le rotule, ogni pezzo
stava inchiodato a sé e lontano dall’altro
e pareva la sua bocca disperata chiamare
almeno ad unire ciò che non si potrà dividere
mai nel mondo, purchè ci sia quel fulmine
che provvede a separarla dall’inutile.

A Franco Fortini

Ne ha di meglio lei, lei
abbronzato nel solco prima e dopo.
Vinti noi siamo da una fuga
su cui ancora ingrandina.

Brulle ossa senza nome
calati nella festa siamo noi
a sparire nel buco della storia.

Cent’anni prima di nascere, da soli
come siamo stati, ci abbandoneranno.

Non è importante

Non è importante che si chiami
calma la prima luce che ci sveglia
dallo zaino del tempo un antenato.
Non ha mai perduto una sola volta
i freddi connotati. Alla partenza
davanti al monumento della sua pace
giunge.
Noi ora l’abbiamo perduta.

Tutte le poesie sono tratte da: Una cosa sublime, Einaudi, 1982.

Attilio Zanichelli è nato a Sorvolo (Parma) nel 1931. Fu compositore e autore di drammi, racconti e romanzi brevi. Ha pubblicato le raccolte di poesie Giù fino al cielo (Guanda, 1973) e Una cosa sublime (Einaudi, 1982). Muore a Parma nel 1994.

5 Responses to “Attilio Zanichelli (1931-1994)”

  1. Merlin said

    Ho, tra i miei libri, Una cosa sublime, ma devo confessare che fu una lettura anodina. Forse è l’occasione per riprenderlo e vedere se era un mio difetto di lettura. Certo, resto dell’idea che, alla fine, bisogna avere il coraggio di compiere molte selezioni e trattenere solo il meglio.

  2. lucaariano said

    Non so se sia un tuo difetto o no di lettura, ci mancherebbe, poi influiscono anche i gusti personali. Se non ricordo male a te non convincono Bertolucci e Gatto che per me sono fondamentali; come vedi il confine poi è molto labile. Sì, un po’ di coraggio ci vuole, e, da parte mia, parlo e scrivo di quegli autori che, a mio modesto parere, meriterebbero un’attenzione maggiore da parte di critica ed editoria. Un poeta come Zanichelli lo reputo superiore e in grado di “resistere al tempo” molto più di tanti contemporanei ultracelebrati presenti in molte antologie e che pubblicano presso grandi editori. Un dubbio: la selezione chi la compie? Io e te? In questo, ben venga il coraggio, però bisogna andare cauti sennò si rischia di prediligere solo poeti vicini alla propria poetica e sensibilità e “cestinare” gli altri. Parlo naturalmente in generale!
    Un caro saluto

  3. Poeta che conosco appena.

  4. Questo libro lo trovai in un mercatino a saldo(costava 3 euro appena, incredibile per una serie bianca…). E neanche a me colpì più di tanto all’epoca…Ora che lo ritrovo mi fa un effetto diverso. Possibile?! Evidentemente sì. Saluti a tutti, Cris

  5. lucaariano said

    Ci mancherebbe Cristina, può anche non colpire. Come ho scritto sopra non ho mica la pretesa di riscrivere il canone della letteratura o imporre i miei gusti. Poi ognuno hai i suoi parametri e le sue preferenze. Per me è un poeta che andrebbe riscoperto e, rimanendo in ambito parmigiano, preferisco ad altri suoi conterranei. Tutto qui. Grazie per essere intervenuta e grazie anche a te Gian Ruggero!
    Un caro saluto

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