MARZO
Lunedì 12
Mario Lunetta, Mappamondo
(e altri luoghi infrequentabili),
poesia, Campanotto 2006
Presentano: Donato Di Stasi e Giorgio Patrizi
Posted by fabrizio centofanti on February 16, 2007
MARZO
Lunedì 12
Mario Lunetta, Mappamondo
(e altri luoghi infrequentabili),
poesia, Campanotto 2006
Presentano: Donato Di Stasi e Giorgio Patrizi
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Posted by Sebastiano Aglieco on February 15, 2007
Corrado Bagnoli FUORI I SECONDI – La Vita Felice, 2005 – versione dialettale a fronte di Piero Marelli – Introduzione di Gabriela Fantato
Ho letto questo libro nello stato ingenuo in cui ci si accosta a una lingua per la prima volta, semplicemente abbracciando la prima cosa che del testo ci appare, e cioè la sua forma visiva, la sua dislocazione sulla pagina bianca.
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Posted by Cristina Babino on February 15, 2007
“Non è detto che Kublai creda a tutto quel che dice Marco Polo quando gli descrive le città visitate nelle sue ambascerie, ma certo l’imperatore dei tartari continua ad ascoltare il giovane veneziano con più curiosità e attenzione che ogni altro suo messo o esploratore.” Read the rest of this entry »
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Posted by fabrizio centofanti on February 15, 2007
Fugacità del tempo
I
E’ una storia che getta senza tregua i suoi fogli alla cenere,
l’ennesima parola di menzogne nel tempo
confusa all’ombra che contrasta fra le tue forme
e il viso di mia madre.
Si sminuzza, intarsia la melodia che raccontava
fandonie ed illusioni,
le insensate allergie dei corticoidi,
le impossibili favole della gioventù,
per il grido delle continue sconfitte.
Indefinito al segno si lacera l’ultimo giorno
fra i colori e le foglie, sottovoce,
si affretta al grido del tramonto in questo cielo
che vorrebbe riflessi.
Qui, è un colpo d’ascia la mia sera.
* *
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Posted by Cristina Babino on February 15, 2007
Scorie contemporanee – Antologia dei poeti de La Gru
testi poetici di Daniele De Angelis, Loris Ferri, Simone Lago, Emiliano Michelini, Davide Nota, Stefano Sanchini e Matteo Zattoni; con una lettera prefatoria di Flavio Santi e un saggio introduttivo di Gianluca Pulsoni.
Scorie contemporanee è il secondo e-book de La Gru, con cui si chiudono definitivamente le attività del quadrimestrale di poesia e realtà fondato ad Ascoli Piceno nel 2005.
Antologia di linea, forse, in quanto pur nella pluralità di modi e toni registra una nuova direzione, già data, già avviata, all’interno del panorama della poesia contemporanea.
Ma anche testimonianza storiografica di quel che ha potuto produrre, a livello di testi, un’esperienza autogestita e periferica quale è stata quella del gruppo raccoltosi per oltre un anno attorno alla rivista La Gru.
E-book scaricabile gratuitamente dal blog Carta Sporca di Davide Nota
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Posted by Fabio Brotto on February 15, 2007
«Quel che rende indissolubili le amicizie e ne raddoppia l’incanto è un sentimento che manca all’amore: la sicurezza» ha scritto Balzac. Quando un amico muore, viene meno la possibilità di rievocare il tempo passato, l’esperienza comune. Perdita terribile, che solo la luce dell’eternità può riscattare.
Nel 1958 dalla riva del lago di Levico vidi dei pesci “a strisce”. Erano persici reali. Mi prese allora un forte interesse anche per le creature che vivono nelle acque. L’anno dopo li rividi nel lago di Ginevra. E mi sembrò strano che pesci identici vivessero in laghi lontani e separati.
Per uno che non ama il calcio, anzi per uno cui il calcio non interessa affatto, questo mese di Mondiali è un saggio di totalitarismo. Il mondo totalitario infatti è quello in cui tutti debbono fare lo stesso sogno, il sogno sognato dal Potere.
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Posted by Marina Pizzi on February 15, 2007
di Marina Pizzi
Nulla è più possibile, nessuna forma d’arte, dopo la pubblicità del reddito e per il reddito che ha usurpato qualsiasi, e tutte , le forme d’arte. Il “bianco e nero” della pellicola, per es., un tempo, il “poetico” del vedente, oggi è della lusinga guardona e ladrona della pubblicità. I messaggi subliminali, i messaggi d’inganno, le lusinghe capitalistiche e mercantili stanno e fanno e daziano il ladrocinio della legalità. Quale legalità? Quella del territorio di appartenenza.
La voce e l’immagine, un tempo antefatto e fatto, garantiscono l’assoluto del vuoto che promette ricchezza – di beni – per TUTTI!
Contrita e triste (io sono) per le “illuminazioni” già trite di Oliviero Toscano.
E potrei continuare all’infinito, ma non vorrei essere tacciata per…
L’Internet, almeno per adesso, è lo pseudo- di tutto e tutti, anche se solo in promessa, come sempre: i poveri di/in ogni accezione, esclusi.
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Posted by marcomerlin on February 14, 2007
Vi propongo questi inediti di Luisa Pianzola (in fondo, notizie sull’autrice).
*
Un colpo d’ascia, di netto, abbatte il frassino adulto. Del resto non credevamo
in lui, come non crediamo in chi non resiste.
Resistere all’ascia, da piccoli si fa, si riesce. Ma l’adulto vacilla, scricchiola, cede, vede doppio.
*
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Posted by marcosaya on February 14, 2007
tiro a caso uno dei tanti indovinelli
conditi nella mescola
di carte scrostate
rivolte in barba a Lune e Soli
(ci sei in quel letto
rettangolo o ring
degli accadimenti distratti
infilati per ricomporre nostre pazienze
la notte sogna con i saiwa del mattino)
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Posted by robertorossitesta on February 14, 2007
In questi pochi metri quadri saprei muovermi anche bendato, perciò da tempo immemorabile ho smesso di cambiare le lampadine bruciate. Quella che verrà dovrà adattarsi a stare così, seduta davanti a me nel buio, a gustare le mie vecchie prelibatezze.
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Posted by vbinaghi on February 14, 2007

Quando il cielo sarà vuoto
E tu
Non avrai più parole.
Quando il tempo o l’oblio
Avranno dissipato
L’opera delle tue mani
Quando non sarà più che un filo sottile
ad impedire
Che l’ultimo lembo di strazio diventi follia
Chiamami allora.
Ancora fra secoli io verrò arrancando
Sulle quattro zampe della mia decrepitezza
E azzannerò coi denti la mano che ti opprime.
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Posted by franzk on February 14, 2007
di Franz Krauspenhaar
Quand st co t vor av alm 5 min : 1 p parl 2 p accar 3 p guar 4 p sfior 5 p rimet ind l’orol e ricom da iniz///
Io no s cos si l’amor, o no m è dat saper. Ma s i brivid ch prov quan t ved, i nod al gol quan t parl, l timidez d u bamb quan t st accan, so amor… b, allor i t am///
Quan t h vist avev paur d parla, quan t h parla avev paur d baciar, quan t h baciat avev paur d amar, or ch t am… no h pi paur d nien///
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Posted by Gian Ruggero Manzoni on February 14, 2007

I 3 Es del dolore: 1) L’inattività è spesso il risultato della discordia tra i sentimenti, la razionalità e la natura. 2) Lasciate i dubbi e le insicurezze alle vostre spalle e trovate la strada verso l’unico cerchio. 3) Dovete trovare la pace in voi stessi fermando le onde.
Nell’immediato dopoguerra, quando le case editrici europee e statunitensi decisero di pubblicare o ripubblicare le prime traduzioni di “Siddharta” di Hermann Hesse, non potevano immaginare l’enorme impatto che il romanzo avrebbe avuto sulla cultura occidentale. La storia apparentemente semplice del libro – un giovane e bene educato bramino, Siddharta, che sfida la tradizione paterna per vagabondare in India alla ricerca dell’Illuminazione – piacque allo stesso tempo ai vagabondi inquieti, ai giovani alienati, ai figli dei borghesi come agli anarchici.
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Posted by fabrizio centofanti on February 13, 2007
Piove a dirotto sulla periferia romana, il freddo e l’umidità come coltelli piantati nella pelle in questa casa lontana, perché la periferia è a margine di tutto; la riconosci quando arrivi in un posto al confine con l’indefinito.
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Posted by Emanuele Kraushaar on February 13, 2007
Mia madre aveva la fissazione per i calendari. Ogni anno ne comprava decine, li appendeva alle pareti di casa e incominciava a segnare gli appuntamenti, le cose che dovevamo fare, quello che avremmo potuto anche fare. Attaccate alle pareti c’era un’infinità di parole che ripetevano più o meno la stessa solfa: oggi si deve fare questo, domani quello, ieri si sarebbe potuto anche fare quello, ma poi c’era un’altra cosa che invece bisognava farla per forza.
Il vero guaio è che mia madre sembrava impazzire se si accorgeva che era sfuggito qualcosa da fare: in pratica, le cose che lei segnava in rosso molto marcato e sottolineava anche quattro volte. Erano parole che traboccavano occhiaie di rosso e che alla fine perdevano quasi il loro senso.
Ce le avevi davanti agli occhi magari per tre settimane e poi al momento giusto rimuovevi tutto e ti dimenticavi. E seguire ogni cosa non era facile per mio padre che lavorava in cantiere dalla mattina alla sera. E tanto meno per me, che ero impegnato con le mie ricerche sulla “Lineare A”.
Ma neanche le crisi o l’arrivo della polizia dentro casa a fermare mia madre che lanciava piatti e coltelli verso me e mio padre, neanche questo mi ha tenuto gli occhi sbarrati per molte notti.
Alla fine quel calendario – dove al giorno della chiamata avevo trovato la scritta chiamare d’urgenza la polizia – me lo sono incorniciato, anche perché è rimasto l’unico ricordo lucido, ed esempio d’amore, che ho di mia madre.
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Posted by antonellapizzo on February 12, 2007

lettura mia della prima parte di Per soglie d’increato di Francesco Marotta
C’è il verde - angeli di verde – luna verdeggiante – urlo verde – erba sullo stelo – tagli smeraldini di ricordi – immobili foglie di sillabe malate.
Nell’insonnia che dimora e che impedisce il viaggio nel sogno si avverte la resa e il dolore della resa, di una morte che si riconosce. Di un corpo che viene studiato al microscopio, reale come reali sono i libri, reali come ferite squarciate, bave, ossidi alcolici, ampolle di vetro, bilance, piatti vuoti. Read the rest of this entry »
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Posted by Marina Pizzi on February 12, 2007
[Aforisma 13]
Un primo segno di incipiente conoscenza è il desiderio di morire. Questa vita appare insopportabile, un’altra irraggiungibile. Non ci si vergogna più di voler morire; si chiede di essere portati dalla vecchia cella, che si odia, in una nuova, che presto si imparerà ad odiare. Un residuo di fede continua a operare, forse per caso durante il trasferimento potrebbe passare il Signore per il corridoio, guardare il prigioniero e dire: “Questo qui non dovete rinchiuderlo più. Viene da me”.
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Posted by vbinaghi on February 12, 2007

I bambini a spasso col cane, la casa in perfetto silenzio. Marta è seduta alla scrivania: arrivo alle sue spalle e vedo che il foglio è ancora bianco.
Il sole calante, un po’ prima che illanguidisca nel tramonto, è la luce che lei preferisce. L’anima dell’acquarello, dice, sta tutta nel colore: i tratti del disegno seguono fedelmente, come la parola alla cosa. Mi è sempre piaciuto starla a vedere, curva sul foglio immacolato per lunghi minuti, e spiare l’attimo decisivo in cui scaturisce l’immagine. Questa forma d’arte, che è estranea al mio temperamento verboso, sta tutta in uno sguardo fugace ma onnisciente: lo spirito creatore aleggia sulle acque primordiali, e sogna l’arabesco del mondo.
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Posted by marinomagliani on February 12, 2007
di Marino Magliani
– L’ultimo romanzo Andrea B. Nardi lo ha pubblicato con Robin Edizioni intitolandolo ‘Ecce Deus’: il pretesto di un noir ambientato ai tempi di Costantino imperatore e di un intrigo durante il concilio di Nicea nel 325 d. C. in realtà nascondono ben altro, come hanno entusiasticamente affermato critici di testate come il Corriere e Il Giornale.
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Posted by franzk on February 12, 2007
di Biagio Cepollaro
Su Catasto ed altra specie di Antonella Pizzo, FaraEditore, 2006
1.
Il libro si organizza come per frammentazione o gemmazione da un testo originario che sembra raccoglierlo come una sorte di monade da cui per svolgimento il resto si precisa e nasce. La memoria è fatta di documenti, precisi, netti, catalogabili, collocabili, eppure la memoria svapora non appena si fa strada il sospetto che ci sia stato dell’altro, che c’è comunque dell’altro, sempre. E a nulla vale inventariare la superficie delle cose, quando le cose non sono esse stesse superficiali, dotate come sono di profondità, aggrovigliate nel profondo.
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