La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Qual è e quale vogliamo che sempre più sia lo specifico del blog collettivo La poesia e lo spirito? A differenza di altri blog o gruppi di opinioni vari presenti in rete, questo dovrebbe caratterizzarsi per una grande apertura a orientamenti e opinioni provenienti da settori anche piuttosto diversi. Una sola vera discriminante ci sentiamo di mettere necessariamente all’inizio ed è quella, forse ovvia, ma assai importante da tenere ferma, che “solo le posizioni tolleranti sono tollerate”. Precetto che va bene inteso, e forse a sua volta interpretato, ma che certamente implica che sono escluse da questo spazio opinioni e forme di discussioni che non siano fondamentalmente rispettose delle differenze, che ricorrano all’insulto o comunque alla denigrazione delle posizioni diverse senza argomentazioni ma solo per superficiali slogan. Vorremmo fare di questo luogo una specie di grande Giardino (alludiamo ovviamente alla Scuola del Giardino di Epicuro) – purtroppo solo virtuale, dato che sarebbe molto più piacevole realmente passeggiare assieme per le aiuole e discutere sui più diversi temi – nel quale diverse opinioni anzitutto si conoscono, eventualmente si scontrano, e comunque si arricchiscono a vicenda. Un luogo nel quale si sia disponibili, con tutte le difficoltà che sappiamo essere insite in una tale impresa, a spogliarsi non certo delle proprie convinzioni profonde e dei propri sentimenti, ma di quelli che possono invece – a un esame più accurato – rivelarsi dei malcelati pregiudizi. È evidente a tutti che esistono diversità più ‘delicate’ e altre meno; una differenza di opinioni sugli scritti di Gadda non è lo stesso che una differenza di opinioni sul problema dell’aborto, ma è appunto questo che deve guidarci nella ricerca: quando si parla di Gadda possiamo sì immergerci completamente nel problema e considerarlo fondamentale, coscienti d’altra parte che potremo comunque voler bene a nostro fratello anche se egli odia Gadda; esattamente come vorremmo arrivare a volergli bene se la sua posizione sul problema dell’aborto è diversa dalla nostra; il criterio che ci guiderà sarà questo, che cercheremo sinceramente di comprendere attraverso quali diversi sentieri due esemplari diversi della stessa specie, Homo Sapiens, possono avere opinioni anche radicalmente diverse. Con l’idea di fondo che in un grande palazzo, scale diverse possono anche condurre nella stessa stanza. A nostro parere, con tutte le difficoltà connesse con la natura umana, è un’utopia alla quale si può credere e alla quale si può almeno tendere; si può tenerla cioè come modello/traguardo cui riferirsi sempre e soprattutto nei momenti di difficoltà.


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    METROMORFOSI infocritica


Archeomachie. Battaglie dal passato

Posted by Cristina Babino on March 22, 2007

Parlano silenzio, le opere di Andrea Moneta. Cantano guerre senza sangue. Distanze di marmo, destini di arenaria. Ricordano elmi luccicanti e calzari ai piedi di semidei.

Soldati privati della loro battaglia, eroi di una resistenza al tempo che esiste solo nell’esibizione di armi e armature. Un Dedalo ancora incastrato tra le mura del suo labirinto. Atena che attende superba un sacrificio.
Nessun sileno, però, a impartire lezioni di vitalità, o un qualsiasi bacco festante di vino. Nessuna menade a danzare le danze ebbre e smodate di Skopas.
Ma il rincorrere testardo e insistito della perfezione. Piuttosto l’idea di una Dafne che sfugge alle braccia di Apollo, e si eterna nella posa di un istante.
Frammenti tanto più perfetti e composti quanto più giungono a noi mozzati, sopravvissuti, interrotti. E il pensiero corre alla Yourcenar letta da qualche parte: la Nike di Samotracia non sembrerebbe così bella se fosse giunta a noi intatta, se ci mostrasse il viso, e la curva delle braccia.
Le sculture di Andrea Moneta osservano chi le guarda con una fissità che vibra, che scuote nella sua immobilità assoluta, nel tempo che è trascorso e trascorre inerte e inesorabile, nella ricerca inesausta di riferimenti formali e ideali classici a cui l’artista s’ispira con fedeltà libera e tenace.
Il suo è un inventario di dei immemori, e di eroi spesso senza nome, militi d’ignota provenienza e d’ignoto comune destino.
Una classicità avvenire prosciugata e tonante, un catalogo sempre provvisorio di virtù demiurgiche infuse nella pietra con perfezione tale da cancellare ogni indizio di fatica mentale e manuale, per consegnarci frammenti di una grecità forse pre-socratica, forse post-atomica.

Cristina Babino

nelle foto A. Moneta, Atena e Poco prima della battaglia

12 Responses to “Archeomachie. Battaglie dal passato”

  1. carla said

    Cristina,
    la grecità tu ora ce la poni sopra un palmo levigato
    offrendoci tutto il fascino di queste sculture.
    Classicità da respirare.

    un caro saluto e un caro abbraccio
    carla

  2. ciao, io vengo dal australia .. mi piace molto questo sito :)

  3. elena f. said

    Ma il rincorrere testardo e insistito della perfezione

    quanto dolore in nome della perfezione!

    grazie cristina

    elena f

  4. Atena mi ha ricordato un grande uovo di pietra e quindi vagamente Brancusi che cercava la forma pura e primitiva. Cristina la scelta del pensiero della Yourcenar è perfetta: la bellezza è per spoliazione.

    Dove si possono vedere le opere di Moneta?

  5. fk said

    @Insearchoffootball. Hi, I come from Italy. I like very much your site. Do you like Inter?:-)

  6. a Francesca:
    queste sculture le vidi in mostra..non so se esista un catalogo, ma se sei curiosa ho altre immagini da mostrarti.
    E sì, la perfezione nel frammento è, credo, l’unica che ci è data.
    Cris

  7. …e grazie a Carla ed Elena per i loro gentili commenti! Cris

  8. fk said

    Aspetta! Gran bel pezzo critico come sempre. E, a proposito, leggete la sua rece su NI di Mare Padanum, di Maurizio Rossi, scrittore padanico di grande interesse; dovrebbe andare “in onda” tra un’oretta.

  9. Da prof. di Storia dell’Arte non posso che plaudire.

  10. andrea said

    ancora devo trovare una recensione di cristina che mi lasci un minimo deluso, almeno perplesso.. aspetto

  11. lucaariano said

    Cristina non mi sono dimenticato di spedirti quella cosa; ho avuto giorni intensi al lavoro. Presto rimedierò. Scusa ancora il ritardo. Bel post!
    Un caro saluto

  12. carla said

    ciao Luca,
    così ci incuriosci!
    ;-)

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