Archeomachie. Battaglie dal passato
Posted by Cristina Babino on March 22, 2007

Parlano silenzio, le opere di Andrea Moneta. Cantano guerre senza sangue. Distanze di marmo, destini di arenaria. Ricordano elmi luccicanti e calzari ai piedi di semidei.
Soldati privati della loro battaglia, eroi di una resistenza al tempo che esiste solo nell’esibizione di armi e armature. Un Dedalo ancora incastrato tra le mura del suo labirinto. Atena che attende superba un sacrificio.
Nessun sileno, però, a impartire lezioni di vitalità, o un qualsiasi bacco festante di vino. Nessuna menade a danzare le danze ebbre e smodate di Skopas.
Ma il rincorrere testardo e insistito della perfezione. Piuttosto l’idea di una Dafne che sfugge alle braccia di Apollo, e si eterna nella posa di un istante.
Frammenti tanto più perfetti e composti quanto più giungono a noi mozzati, sopravvissuti, interrotti. E il pensiero corre alla Yourcenar letta da qualche parte: la Nike di Samotracia non sembrerebbe così bella se fosse giunta a noi intatta, se ci mostrasse il viso, e la curva delle braccia.
Le sculture di Andrea Moneta osservano chi le guarda con una fissità che vibra, che scuote nella sua immobilità assoluta, nel tempo che è trascorso e trascorre inerte e inesorabile, nella ricerca inesausta di riferimenti formali e ideali classici a cui l’artista s’ispira con fedeltà libera e tenace.
Il suo è un inventario di dei immemori, e di eroi spesso senza nome, militi d’ignota provenienza e d’ignoto comune destino.
Una classicità avvenire prosciugata e tonante, un catalogo sempre provvisorio di virtù demiurgiche infuse nella pietra con perfezione tale da cancellare ogni indizio di fatica mentale e manuale, per consegnarci frammenti di una grecità forse pre-socratica, forse post-atomica.
Cristina Babino
nelle foto A. Moneta, Atena e Poco prima della battaglia

















carla said
Cristina,
la grecità tu ora ce la poni sopra un palmo levigato
offrendoci tutto il fascino di queste sculture.
Classicità da respirare.
un caro saluto e un caro abbraccio
carla
insearchoffootball said
ciao, io vengo dal australia .. mi piace molto questo sito :)
elena f. said
Ma il rincorrere testardo e insistito della perfezione
quanto dolore in nome della perfezione!
grazie cristina
elena f
Francesca Matteoni said
Atena mi ha ricordato un grande uovo di pietra e quindi vagamente Brancusi che cercava la forma pura e primitiva. Cristina la scelta del pensiero della Yourcenar è perfetta: la bellezza è per spoliazione.
Dove si possono vedere le opere di Moneta?
fk said
@Insearchoffootball. Hi, I come from Italy. I like very much your site. Do you like Inter?:-)
cristinababino said
a Francesca:
queste sculture le vidi in mostra..non so se esista un catalogo, ma se sei curiosa ho altre immagini da mostrarti.
E sì, la perfezione nel frammento è, credo, l’unica che ci è data.
Cris
cristinababino said
…e grazie a Carla ed Elena per i loro gentili commenti! Cris
fk said
Aspetta! Gran bel pezzo critico come sempre. E, a proposito, leggete la sua rece su NI di Mare Padanum, di Maurizio Rossi, scrittore padanico di grande interesse; dovrebbe andare “in onda” tra un’oretta.
Gian Ruggero Manzoni said
Da prof. di Storia dell’Arte non posso che plaudire.
andrea said
ancora devo trovare una recensione di cristina che mi lasci un minimo deluso, almeno perplesso.. aspetto
lucaariano said
Cristina non mi sono dimenticato di spedirti quella cosa; ho avuto giorni intensi al lavoro. Presto rimedierò. Scusa ancora il ritardo. Bel post!
Un caro saluto
carla said
ciao Luca,
così ci incuriosci!
;-)