La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Qual è e quale vogliamo che sempre più sia lo specifico del blog collettivo La poesia e lo spirito? A differenza di altri blog o gruppi di opinioni vari presenti in rete, questo dovrebbe caratterizzarsi per una grande apertura a orientamenti e opinioni provenienti da settori anche piuttosto diversi. Una sola vera discriminante ci sentiamo di mettere necessariamente all’inizio ed è quella, forse ovvia, ma assai importante da tenere ferma, che “solo le posizioni tolleranti sono tollerate”. Precetto che va bene inteso, e forse a sua volta interpretato, ma che certamente implica che sono escluse da questo spazio opinioni e forme di discussioni che non siano fondamentalmente rispettose delle differenze, che ricorrano all’insulto o comunque alla denigrazione delle posizioni diverse senza argomentazioni ma solo per superficiali slogan. Vorremmo fare di questo luogo una specie di grande Giardino (alludiamo ovviamente alla Scuola del Giardino di Epicuro) – purtroppo solo virtuale, dato che sarebbe molto più piacevole realmente passeggiare assieme per le aiuole e discutere sui più diversi temi – nel quale diverse opinioni anzitutto si conoscono, eventualmente si scontrano, e comunque si arricchiscono a vicenda. Un luogo nel quale si sia disponibili, con tutte le difficoltà che sappiamo essere insite in una tale impresa, a spogliarsi non certo delle proprie convinzioni profonde e dei propri sentimenti, ma di quelli che possono invece – a un esame più accurato – rivelarsi dei malcelati pregiudizi. È evidente a tutti che esistono diversità più ‘delicate’ e altre meno; una differenza di opinioni sugli scritti di Gadda non è lo stesso che una differenza di opinioni sul problema dell’aborto, ma è appunto questo che deve guidarci nella ricerca: quando si parla di Gadda possiamo sì immergerci completamente nel problema e considerarlo fondamentale, coscienti d’altra parte che potremo comunque voler bene a nostro fratello anche se egli odia Gadda; esattamente come vorremmo arrivare a volergli bene se la sua posizione sul problema dell’aborto è diversa dalla nostra; il criterio che ci guiderà sarà questo, che cercheremo sinceramente di comprendere attraverso quali diversi sentieri due esemplari diversi della stessa specie, Homo Sapiens, possono avere opinioni anche radicalmente diverse. Con l’idea di fondo che in un grande palazzo, scale diverse possono anche condurre nella stessa stanza. A nostro parere, con tutte le difficoltà connesse con la natura umana, è un’utopia alla quale si può credere e alla quale si può almeno tendere; si può tenerla cioè come modello/traguardo cui riferirsi sempre e soprattutto nei momenti di difficoltà.


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    METROMORFOSI infocritica


undecent/indecente di Charles Bukowski

Posted by Marina Pizzi on May 19, 2007

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brisk, brisk, brisk./bullets and lives./shot.//as the blackbird/sits on the/wire.//as department/store neckties/wait to be sold.//as you think of/something/as nothing/thinks of you.//the kite floats/in the wind/and the mad-/man/is right.

*

ritmo, ritmo, ritmo./vite e pallottole./uno sparo.//mentre il merlo/siede/sul filo.//mentre cravatte/aspettano d’essere vendute/ai grandi magazzini.//mentre tu pensi/a qualcosa/mentre niente/pensa a te.//l’aquilone vola/nel vento/e la ragione/è del/pazzo.

(traduzione di Enrico Franceschini, da La canzone dei folli. Poesie II, Feltrinelli, 2007, 5a ed.)

2 Responses to “undecent/indecente di Charles Bukowski”

  1. mmerisi said

    preferisco di gran lunga i racconti alle sue poesie.

  2. Non dirò io di Bukowski, sarei solo patetico.
    Soltanto che mi piace, questa “follia” che in vero non c’è, composta pur se ubriaca, perché certo non è folle chi scrisse:

    Il sogno di un uomo
    è una puttana con un dente d’oro
    e il reggicalze,
    profumata
    con ciglia finte
    rimmel
    orecchini
    mutandine rosa
    l’alito che sa di salame
    tacchi alti
    calze con una piccolissima smagliatura
    sul polpaccio sinistro,
    un po’ grassa,
    un po’ sbronza,
    un po’ sciocca e un po’ matta
    che non racconta barzellette sconce
    e ha tre verruche sulla schiena
    e finge di apprezzare la musica sinfonica
    e che si ferma una settimana
    solo una settimana
    e lava i piatti e fa da mangiare
    e scopa e fa i pompini
    e lava il pavimento della cucina
    e non mostra le foto dei suoi figli
    né parla del marito o ex-marito
    di dove è andata a scuola o di dove è nata
    o perché l’ultima volta è finita in prigione
    o di chi è innamorata,
    si ferma solo una settimana
    solo una settimana
    e fa quello che deve fare
    poi se ne va e non torna più indietro
    a prendere l’orecchino dimenticato sul comò.”

    Salutando

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