Il canto nero delle sirene
Pubblicato da mbaldrati su giugno 27, 2007
di Mauro Baldrati

Sirene è un romanzo breve di fantascienza nera, nera e crudele come solo le scrittrici, quando s’impegnano a fondo, riescono a produrre. Ci cala in atmosfere buie, dove il ritmo metodico della normalità – nel dolore, nella morte – ci ricorda il primo film di David Lynch, Eraserhead, angosciante, eppure così normale nell’angoscia criptata in un bianco e nero forte e allucinato.
Riportiamo, come riassunto della trama, il passo di una recensione in forma di appunti di Tiziano Scarpa apparsa su il primo amore il 23 maggio:
Fra qualche decina di anni l’umanità rischierà l’estinzione. Sulla Terra si diffonde il “cancro nero”, un tumore alla pelle causato dal buco nell’ozono.
Da qualche tempo, negli abissi del Pacifico, sono state scoperte le sirene, anfibi quasi-mammiferi che corrispondono quasi completamente agli esseri mitologici.
Vengono allevate per essere mangiate, ma ci sono anche dei bordelli subacquei, gestiti dalla mafia giapponese, dove i ricchi si accoppiano con loro.
Il protagonista, Samuel, è un addetto all’allevamento delle sirene. Lavora per la yakuza.
Ha perso il suo amore, Sadako, morta di cancro alla pelle. È quietamente disperato.
Un giorno si accoppia con una delle sirene; per farlo rischia la morte: le sirene infatti azzannano e uccidono i maschi subito dopo l’accoppiamento. L’animale si ingravida. Ne nasce una sirena mezzoumana. Samuel la chiama Mia e cerca di insegnarle a parlare.
L’angoscia che ci provoca questo futuro così prossimo, così verosimile – dove la yakuza è una multinazionale che gestisce scuole quadri, assistenza medica – viaggia nella scrittura scarna, incalzante, dal ritmo fumettistico (l’autrice alla fine del libro cita alcuni fumetti giapponesi utilizzati nella raccolta testi per le sirene, i manga), una scrittura in bianco e nero che veicola la possibilità della follia e della fine, conclusione obbligata del fallimento della specie umana. Come tutti i veri autori di fantascienza l’autrice sa estrarre elementi del mondo attuale e li espande, li fonde: la normalità del nostro presente di devastazioni e inquinamento viene trasposta nella normalità fantascientifica del sole nero che, liberato dalla protezione dell’ozono, tutto distrugge; e il mito antico delle sirene viene riscritto nelle nuove creature umanoidi, incatenate, stuprate, uccise dai boss della yakuza (mentre nel mito omerico è Ulisse che incatena se stesso), e nella particolarità del loro rapporto coi maschi – sorta di fuchi buoni solo per la riproduzione – che immediatamente dopo l’atto vengono sbranati e divorati: amore e morte, ma sembra anche l’estensione di una certa estetica femminista anni ’70, gli anni in cui Laura Pugno è nata.














lorenzo detto
complimenti per la recensione a baldrati, davvero interessante! ho apprezzato tra l’altro il non prendere in considerazione neppure per un momento la possibilità di mettere in dubbio che si tratti d’un romanzo di genere, ossia di fantascienza.
saluti,
lorenzo carlucci
franzk detto
Bella lettura, Mauro, complimenti.
franzk detto
Soprattutto perchè hai trovato il bandolo del libro di Laura Pugno. L’hai ricondotto in un genere, “la fantascienza nera”. In questo modo è anche più facile capire, per chi non l’ha letto, di che libro si tratta.
mauro baldrati detto
Grazie. In effetti non mi sono posto il problema se sia o no un romanzo “di genere”, con la complicanza di sminuire o limitare, con questo termine, la statura letteraria dell’opera. Ho letto in passato molti grandi libri in cui l’umanità era in crisi irreversibile causa le sue scelte folli, libri di fantascienza molto belli, come questo.
fabry2007 detto
grazie, Mauro. mi sorprende questo libro della Pugno, che conoscevo soprattutto come poeta. segno di una creatività vera, che non s’incarta in un unico genere.
come sai, dalle nostre parti, stiamo preparando un 22 settembre misto di prosa e di poesia.
mauro baldrati detto
Fabry, io invece la conoscevo unicamente per qualche articolo letto qua e là. E’ stata una sorpresa molto piacevole.
Il 22 sarà un reading mitico, mi sa, tipo quelli che si tenevano negli anni Sessanta.