Lettera di un lettore a Biagio Cepollaro
Posted by francesco sasso on July 26, 2007

Le stagioni arrivano gradatamente, si fanno precedere da cauti messaggi, secondo leggi immutabili. Sono prima brevi annunci, che poi si definiscono in caratteri ben distinti, e pur mantengono aspetti diversi secondo l’ambiente e lo stato d’animo di chi le contempla.
Così come le stagioni naturali, anche quelle letterarie che ci sono state proposte dalla rete sono fondamentali per la crescita dell’individuo, perché, anche attraverso esempi letterari come quello di Biagio Cepollaro, impariamo come si guarda e si interpreta il lavoro poetico e critico, non solo in internet. E la stagione arriva, dà i suoi frutti e poi si spegne, a volte improvvisamente come la luce elettrica e i gesti si interrompono, i colloqui silenziosi si troncano. Il fatto, semplice ma significativo, della conclusione della prima fase di POESIA ITALIANA E-BOOK è l’occasione, rara e preziosa, per accogliere in me il cammino silenzioso che io ho percorso in compagnia dell’intelligenza di Biagio Cepollaro.
In questi tre anni, osservando da lontano Biagio Cepollaro lavorare in rete, studiando le sue ristampe, imparando a conoscere il poeta- e i poeti da lui proposti- e a riconoscere nel suo comportamento di intellettuale appartato qualche cosa che appartiene anche a me, si stabilì così, attraverso questo studio, un legame più profondo e più ampio di una cruda relazione lettore-autore, bensì una tensione viva verso aspetti non solo esteriori e letterari del fare poesia, ma anche umani.
Tuttavia, pur non conoscendo l’uomo Cepollaro e avendo appreso mezz’ora fa che Poesia Italiana E-Book a ottobre sospende le sue pubblicazioni, al poeta silenzioso e laborioso non può mancare, nella conclusione di questa lunga fase culturale, il mio “grazie Biagio per il lavoro fatto!”

















francescomarotta said
Semplici e umili queste parole, Francesco, come solo le cose essenziali, vere, quelle che nascono nelle profondità in cui custodiamo ciò che più ci appartiene, sanno essere.
Semplici e umili. Cioè grandi. Le faccio mie. Con un grazie e un abbraccio a te e a Biagio.
fm
Lucio Angelini said
Un unico appunto: Francesco non si è ancora accorto che non ci sono più le stagioni di una volta…
francescomarotta said
A volte basta credere che esistano ancora. Può anche succedere che si materializzino davvero.
fm
Francesca E. Magni said
che brutta notizia, vado a dormire più triste stasera
fem
fabry2007 said
condivido, Francesco. ci sono segni che contano, al di là di tutto ciò che svanisce. e resta la gratitudine.
Biagio Cepollaro said
Carissimi,
vi ringrazio per gli apprezzamenti. Sono toccato da quanto e come dite. E a quest’ora che torno dal bar dove ho a lungo piacevolmente e intensamente conversato (e bevuto) con Sergio La Chiusa, posso dirvi che la fatica che voi fate e che io fatto per dare un senso allo strumento della rete, è una fatica che vale la pena di fare se la rete diventa ‘la preghiera rovesciata dal cielo alla terra’ . Vi dedico qui, appunto, il blogpensiero :
La Rete, nella sua apparenza volatile ma organica, offre un’immagine vitale, cioè dissipatrice di sé: sembra non cominciar né finire, sembra priva di geografia, di geopolitica, sembra connessa al limite con la linea telefonica o con cavi ottici o con invisibili dialoghi satellitari. Ma non è vita che si dissipa, è piuttosto festa e parossismo del Codice, è, al più, promessa di ricaduta terrestre, speranza di una comunità altrimenti fondata e come pronta a precipitare in corpo sociale o semplicemente in corpo, una sorta di preghiera rovesciata, dal cielo alla terra.
Un abbraccio a tutti voi, Biagio Cepollaro
fk said
Grande Biagio! Un abbraccio affettuoso a te. Ah, ricordo a Sergio La Chiusa – dovesse essere in ascolto – che sono due anni che attendo qualcosa di suo da postare!!
(Spero ci si veda stasera all’Akademia – l’invito è aperto a tutti, specialmente a Marotta).
fabry2007 said
“La Rete, nella sua apparenza volatile ma organica, offre un’immagine vitale, cioè dissipatrice di sé: sembra non cominciar né finire, sembra priva di geografia, di geopolitica, sembra connessa al limite con la linea telefonica o con cavi ottici o con invisibili dialoghi satellitari. Ma non è vita che si dissipa, è piuttosto festa e parossismo del Codice, è, al più, promessa di ricaduta terrestre, speranza di una comunità altrimenti fondata e come pronta a precipitare in corpo sociale o semplicemente in corpo, una sorta di preghiera rovesciata, dal cielo alla terra”.
faremo in modo di conservare queste parole, Biagio: mi ci riconosco senza riserve.
grazie per quello che sei e fai.
fabrizio
robertorossitesta said
Cari amici,
nel commento di Biagio Cepollaro leggo: “…la fatica che voi fate e che io ho fatto per dare un senso allo strumento della rete…”.
Ecco una bella lezione per chi crede che basti avere una connessione veloce, un account, un avatar per essere al centro del mondo, dove non resta altro da fare che lasciarsi ammirare. Sarà pur vero che il mezzo è il messaggio, ma la produzione di senso è e rimarrà sempre affar nostro, anche se in modi e in misure determinate “anche” dal contesto.
Un caro saluto,
Roberto