La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Qual è e quale vogliamo che sempre più sia lo specifico del blog collettivo La poesia e lo spirito? A differenza di altri blog o gruppi di opinioni vari presenti in rete, questo dovrebbe caratterizzarsi per una grande apertura a orientamenti e opinioni provenienti da settori anche piuttosto diversi. Una sola vera discriminante ci sentiamo di mettere necessariamente all’inizio ed è quella, forse ovvia, ma assai importante da tenere ferma, che “solo le posizioni tolleranti sono tollerate”. Precetto che va bene inteso, e forse a sua volta interpretato, ma che certamente implica che sono escluse da questo spazio opinioni e forme di discussioni che non siano fondamentalmente rispettose delle differenze, che ricorrano all’insulto o comunque alla denigrazione delle posizioni diverse senza argomentazioni ma solo per superficiali slogan. Vorremmo fare di questo luogo una specie di grande Giardino (alludiamo ovviamente alla Scuola del Giardino di Epicuro) – purtroppo solo virtuale, dato che sarebbe molto più piacevole realmente passeggiare assieme per le aiuole e discutere sui più diversi temi – nel quale diverse opinioni anzitutto si conoscono, eventualmente si scontrano, e comunque si arricchiscono a vicenda. Un luogo nel quale si sia disponibili, con tutte le difficoltà che sappiamo essere insite in una tale impresa, a spogliarsi non certo delle proprie convinzioni profonde e dei propri sentimenti, ma di quelli che possono invece – a un esame più accurato – rivelarsi dei malcelati pregiudizi. È evidente a tutti che esistono diversità più ‘delicate’ e altre meno; una differenza di opinioni sugli scritti di Gadda non è lo stesso che una differenza di opinioni sul problema dell’aborto, ma è appunto questo che deve guidarci nella ricerca: quando si parla di Gadda possiamo sì immergerci completamente nel problema e considerarlo fondamentale, coscienti d’altra parte che potremo comunque voler bene a nostro fratello anche se egli odia Gadda; esattamente come vorremmo arrivare a volergli bene se la sua posizione sul problema dell’aborto è diversa dalla nostra; il criterio che ci guiderà sarà questo, che cercheremo sinceramente di comprendere attraverso quali diversi sentieri due esemplari diversi della stessa specie, Homo Sapiens, possono avere opinioni anche radicalmente diverse. Con l’idea di fondo che in un grande palazzo, scale diverse possono anche condurre nella stessa stanza. A nostro parere, con tutte le difficoltà connesse con la natura umana, è un’utopia alla quale si può credere e alla quale si può almeno tendere; si può tenerla cioè come modello/traguardo cui riferirsi sempre e soprattutto nei momenti di difficoltà.


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Linea d’ombra

Posted by Arturo Fabra on August 12, 2007

Tra i miei libri ci sono brani che rileggo spesso e che mi piacerebbe condividere in questo blog nello spirito della frase “potrà questa bellezza rovesciare il mondo?”. Iniziamo da qui:

“Soltanto i giovani hanno momenti del genere. Non dico i più giovani. No. Quando si è molto giovani, a dirla esatta, non vi sono momenti. E’ privilegio della prima gioventù vivere d’anticipo sul tempo a venire, in un flusso ininterrotto di belle speranze che non conosce soste o attimi di riflessione.
Ci si chiude alle spalle il cancelletto dell’infanza, e si entra in un giardino di incanti. Persino la penombra qui brilla di promesse. A ogni svolta il sentiero ha le sue seduzioni. E non perchè sia questo un paese inesplorato.Lo sappiamo bene che l’umanità tutta è passata di lì. E’ piuttosto l’incanto dell’universale esperienza, da cui ci aspettiamo emozioni non ordinarie o personali, qualcosa che sia solo nostro.
Si va avanti ritrovando i solchi lasciati dai nostri predecessori, eccitati, divertiti, facendo tutt’un fascio di buona e cattiva sorte -zuccherini e batoste, si può dire- il pittoresco lascito assegnato a tutti, che tante cose riserba a chi ne avrà i meriti, o forse a chi avrà fortuna. Già. Si va avanti. E anche il tempo va, fino a quando innanzi a noi si profila una linea d’ombra, ad avvertirci che bisogna dire addio anche al paese della gioventù. Questo è il periodo della vita in cui è più facile sopraggiungano i momenti che ho detto. Che momenti? Be’, momenti di noia, di stanchezza, di insoddisfazione. Momenti d’avventatezza. Voglio dire momenti in cui, chi è ancora giovane, si trova a commettere azioni avventate, come ad esempio sposarsi all’improvviso o abbandonare senza motivo un posto di lavoro.”

[Joseph Conrad - La linea d'ombra]

Józef Teodor Nałęcz Konrad Korzeniowski, nato in Ucraina nel 1857 e morto in Inghilterra nel 1924 è universalmente noto come Joseph Conrad, e con questo nome viene riconosciuto universalmente come lo scrittore che ha saputo far vivere il desiderio e la paura della conoscenza dell’ignoto nonchè l’eterna solitudine dell’uomo moderno. I suoi romanzi sono stati scritti in inglese anche se questa rappresentava “solo” la terza lingua da lui conosciuta dopo il Polacco e il Francese.

2 Responses to “Linea d’ombra”

  1. fabry2007 said

    “fino a quando innanzi a noi si profila una linea d’ombra, ad avvertirci che bisogna dire addio anche al paese della gioventù”.

    la letteratura ha questo di bello, Arturo: che è davvero capace di rovesciare il mondo, di mostrarne l’altra faccia, quella che “l’uomo che va sicuro” non vede, e non vuole vedere.

  2. akmeno said

    grazie

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