La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Da: Le mille facce della luna, di Laura Canevali

Pubblicato da franzk su settembre 9, 2007

beautiful-day-2006.jpg

Senso
(Dall’autobus)

Veloci, corrono i minuti
Come alte fiamme inondano
il rosso tramonto
che simile ad un vecchio si ritira.

Lento procede l’autobus
I pensieri fuoriescono come i peccati
dal vaso di Pandora.
Estraniata dal tutto avverto l’inafferrabilità
della vita.
La sento sfuggente eppure vera,
e le sue strade appaiono sempre più.. Misteriose!

Manichini in posa o pose da manichini
in eleganti caffè,
li fanno sembrare autentici clown.
I lampioni proiettano le prime luci
e tutto pare diventare un set coi riflettori puntati,
pronti a trasformare la vera realtà in finzione patinata.
Show must go on!
Non versate lacrime, non chiedete il senso!
Forse la vita è davvero una pubblicità

Il tempo ha cancellato…
Via, il tempo ha cancellato
ogni dolore, ogni ricordo.
Non c’è nulla di nuovo in questo amore
eppure se mancassi, soffrirei.

Sotto questa pioggia le tue lacrime
si confondono
ai capelli sul pettine.

Batte la pioggia contro il vetro.
Mi guardo indietro
E vedo in uno specchio tutte le illusioni
Simili a grandi cerchi nel fiume del tempo.

Buio profondo di silenzi che mormorano
Sussurri di cose antiche,
che sento vicino come intime amiche,
sacerdotesse di silenzi che profanano
per paura della bellezza celata nel bagliore
di chiaro di luna e del velato rossore.

Bottiglie vuote, la festa è passata
e come nodi di corda
salgono tutti i ricordi che avevo soffocato,
che mi hanno violentato
fino a piegare la mia scorza.

Deserta è la stanza
la solitudine avanza,
eppure non la temo.

Il suo saluto è un bacio estremo
che si abbandona
perché insicura della sua veste di matrona.

Fine di una stagione (L’addio)
Il nostro amore
ha il valore di tre soldi
eppure, per me, è il principio di ogni cosa.

Avverti il dolore amaro soffocato tra i denti,
come grido alto in una cattedrale,
gli occhi fissi nel vuoto
per cercare prudenti parole
di un inevitabile addio?

Tocco indolente delle mani
in una notte carica di sogni erotici
le lacrime chiuse in vortici
di pudori,
segnati dal lamento di violini
cosi assurdamente battaglieri,
rapiti dalle danze
in un giorno di festa.

Le certezze svaniscono esitanti
dolci e fragili ombre
di una vita fatta di ricordi,
alcuni senza senso, magari balordi,
ma carne e idee.
Come schegge di vetro penetrano
zampillanti, nella costola di piacere che ci unisce.

Il nostro amore
ha lasciato le impronte
sulle lisce lenzuola..

Sola tutto è passato,
le luci abbassate dai toni purpurei
il tiepido calore
che mi donava il tuo corpo.
Inganno,
dolce inganno mostri
dicendomi che è uno sbaglio,
giochi
illudi
disfi
imprigionata in quella tela
di illusione
e che a poco a poco svela la tua paura
un ripetersi nella fine di una stagione.

Stati d’animo
Inanimate
Le linee sfrecciano su tela,
anime a me rubate
il grido scompare: mi gela.

Inafferrabili saette,
spaventate si tengono strette
aggrappate a quel senso di vita
come bellezza è sfiorita.

Sento un respiro sottile, quasi impercepibile
diffondersi come vento caldo
sui corpi feriti
contriti nella speranza di eterno.

Muto è lo sfondo
che sovrasta il senso profondo
in cui gioca, manovra, deforma
il volto, privandolo di orma.

Poesia ispirata al quadro omonimo di U. Boccioni

(Immagine: Eric Fischl, A beautiful day – 2006)

8 Risposte to “Da: Le mille facce della luna, di Laura Canevali”

  1. cinzia dolce detto

    petali di rosa, di colore intenso, profumati, così i tuoi versi. strappi d’anima come un rosso sole che infiamma il cielo quando sul mare, lungo il pelo, lentamente muore.
    un’ immagine riflessa, un’eco, te stessa, rimbalza tra lo sguardo acuto, talvolta ferito, torna edito morbido velluto, sciolto è pur veduto. sei immensa : piccola rosa, margherita nel vento.

  2. rosaria detto

    Belle queste poesie. Un po’ somiglianti a montale. Intense, nuove.

  3. marco detto

    Complimenti: una misteriosa miscela di sensazioni.

  4. giusy detto

    Spontanee e intense. Complimenti
    Giusy

  5. federica detto

    particolari e struggenti, complimenti

  6. federica detto

    sembrano versi di una canzone….

  7. bianca detto

    interessante la metrica.

  8. Bianca detto

    Poesie che lasciano un segno… belle e e incisive. Complimenti

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