Notte clemente di fine estate di G.Tramutoli
Posted by gtramutoli on September 26, 2007
Quando vedo
Mastella cadente
esprimo il desiderio
che questa volta
lo sia per sempre.
24.9.07
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Posted by gtramutoli on September 26, 2007
Quando vedo
Mastella cadente
esprimo il desiderio
che questa volta
lo sia per sempre.
24.9.07
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Carla said
io ne esprimo un altro di desiderio,
ma non lo dico per educazione!
;-)
Marina Pizzi said
cattivo! è solo ricchissimo!
Gaja said
Una sola parola: fantastica!
cf05103025 said
Quando vedo
Giancarlo mordente
aguzzo il desiderio
che lo sia per sempre
MarioB.
akmeno said
an-co-ra! an-co-ra!
violaamarelli said
splendente, come ogni ottimo epigramma. Complimenti, Viola
paolocacciolati said
marziale ti fa ‘na pippa
bravo, bis. Paolo
fabry2007 said
dopo Ballarò, mi pare che il tuo desiderio sia stato esaudito:-)
mario said
amen
vbinaghi said
Se Veltroni
sorge all’orizzonte
preferisco
la barca di Caronte
Gian Ruggero Manzoni said
Tutti, sia a destra che a sinistra,
potrebbero essere bersagli
sulla mia lista…
e, per chi mi conosce,
non esiterei un attimo :-)
ruggerosolmi said
le liste.
già.
saluti,
rs
al said
quello clemente senza nemmeno sapere di clementine
dlombardini said
MASTELLEIDE
Gran Visir Clemente Mastella
parmi un rigurgito democristiano
né carne né pesce, neppur Mortadella.
Gran bardo sei della famiglia
ma di accezione alquanto bislacca
di chi, potendo, affastella e piglia.
In punta di piedi, anzi di dita,
in sella andasti al cavallo morente
mercé il Sultano Ciriaco De Mita.
Poi la carriera, che dalla RAI
in parlamento ti porterà, giunse
senza fatica né alti lai
alla poltrona, anzi sofà,
di un ministero, nota dolente,
della giustizia (marcescente)
in un’Italia tanto avvilita,
in cui stipendio costa fatica,
non come chi per divertirsi
usa aerei presidenziali
per godersi come turisti
corse di macchine e baccanali!
Un figlio qui, una figlia là
un amico giù e uno su,
con sicurezza d’impunità,
hai installato nelle istituzioni
una colonia di terroni
giunti esangui da Ceppaloni.
Vanti amicizie, quali Campanella,
non Tommaso ma Francesco, e un Totò,
non già de Curtis, ma quel santo di Cuffaro:
a me sembra alquanto strano
il tuo monumento alla Famiglia:
a ben vederlo, è un vespasiano.
Luigi said
eh, magari…
iltrenoavapore said
ma quanta “cattiveria” verso un tipico, ancorché modesto, rappresentante delle nostre genti!
si sia, suvvia, inclini ad un religioso perdono, e si conceda la possibilità che ove il caso (?) in luogo di letture ci avesse dato potere, non troppo dissimili ci troveremmo a rimirarci.
sicuramente no?
un saluto