La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Qual è e quale vogliamo che sempre più sia lo specifico del blog collettivo La poesia e lo spirito? A differenza di altri blog o gruppi di opinioni vari presenti in rete, questo dovrebbe caratterizzarsi per una grande apertura a orientamenti e opinioni provenienti da settori anche piuttosto diversi. Una sola vera discriminante ci sentiamo di mettere necessariamente all’inizio ed è quella, forse ovvia, ma assai importante da tenere ferma, che “solo le posizioni tolleranti sono tollerate”. Precetto che va bene inteso, e forse a sua volta interpretato, ma che certamente implica che sono escluse da questo spazio opinioni e forme di discussioni che non siano fondamentalmente rispettose delle differenze, che ricorrano all’insulto o comunque alla denigrazione delle posizioni diverse senza argomentazioni ma solo per superficiali slogan. Vorremmo fare di questo luogo una specie di grande Giardino (alludiamo ovviamente alla Scuola del Giardino di Epicuro) – purtroppo solo virtuale, dato che sarebbe molto più piacevole realmente passeggiare assieme per le aiuole e discutere sui più diversi temi – nel quale diverse opinioni anzitutto si conoscono, eventualmente si scontrano, e comunque si arricchiscono a vicenda. Un luogo nel quale si sia disponibili, con tutte le difficoltà che sappiamo essere insite in una tale impresa, a spogliarsi non certo delle proprie convinzioni profonde e dei propri sentimenti, ma di quelli che possono invece – a un esame più accurato – rivelarsi dei malcelati pregiudizi. È evidente a tutti che esistono diversità più ‘delicate’ e altre meno; una differenza di opinioni sugli scritti di Gadda non è lo stesso che una differenza di opinioni sul problema dell’aborto, ma è appunto questo che deve guidarci nella ricerca: quando si parla di Gadda possiamo sì immergerci completamente nel problema e considerarlo fondamentale, coscienti d’altra parte che potremo comunque voler bene a nostro fratello anche se egli odia Gadda; esattamente come vorremmo arrivare a volergli bene se la sua posizione sul problema dell’aborto è diversa dalla nostra; il criterio che ci guiderà sarà questo, che cercheremo sinceramente di comprendere attraverso quali diversi sentieri due esemplari diversi della stessa specie, Homo Sapiens, possono avere opinioni anche radicalmente diverse. Con l’idea di fondo che in un grande palazzo, scale diverse possono anche condurre nella stessa stanza. A nostro parere, con tutte le difficoltà connesse con la natura umana, è un’utopia alla quale si può credere e alla quale si può almeno tendere; si può tenerla cioè come modello/traguardo cui riferirsi sempre e soprattutto nei momenti di difficoltà.


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COS’E’ PER ME LA POESIA

Posted by Sebastiano Aglieco on September 27, 2007

Poesia è un gesto, un atto complesso; qualcosa che, partendo dalla mano, attraversa il corpo tutto, investe il mondo e arriva al cervello.

La parola della poesia è complessa, plurisensoriale, emotiva; ma anche astratta, metatestuale, in quanto è costretta a sintetizzare un’esperienza ampia che è l’essere nel mondo e viverlo dal di dentro. E’ riflessione sul mondo, pensiero. E’ phisys. Esperienza. E’ qui, in un luogo, in un corpo.

Poesia è ascolto di questo viaggio passando per il corpo, che è anche il corpo del mondo; non lo dice passivamente, in balìa del mondo e dei sensi, ma lo dice in una forma, in un distillato che è il riassunto di una lotta, il superamento di una sensibilità istintiva.

Poesia è ascolto di un sentimento d’indefinito che ci permea tutti, che ci obbliga ad essere provvisori e transeunti. Umili, nella nostra finitezza. Questo sentimento esige una sua forma, una sua visibilità, senza censura. Se questo sentire ha a che fare con la metafisica noi non lo sappiamo, perché comunque non cambia la richiesta di appello a fare i conti con l’anghelos, lo sfuggente della forma, la sua aurea.

Poesia è esperienza dell’IO, non dell’EGO; e cioè di qualcosa, di qualcuno che si ulcera in noi in nome della specie tutta. La poesia è dunque da una parte soggettiva perché noi non possiamo illuderci di scomparire totalmente nella voce, di cancellare la biografia, dall’altra oggettiva nel senso che ci chiama all’obbligo di parlare a nome di tutti.

Poesia è un incontro tra EGO e IO, tra NOI e l’ALTRO che ci abita. E’ incontro tra il suo corpo, la sua forma, e il corpo, la forma del mondo. In questo senso la poesia è oggetto di responsabilità condivisa, tra il poeta e il lettore. Non si esaurisce nell’atto dello scriverla, ma ha bisogno di un senso che la dica al mondo; ha bisogno di conoscenza e di accoglienza. Ha bisogno di un nome, di una nominazione che la battezzi. Le polemiche sulla responsabilità del poeta sono incomplete e fuorvianti se non si tiene conto del fatto che poesia è gesto offerto alla Comunità. Se la poesia non è, la responsabilità è anche delle voci che non hanno ascoltato.

Poesia è sguardo arreso. Se la parola del mondo esprime desiderio e potere, la parola della poesia esprime attenzione, lo sforzo di vedere attraverso. In questo vedere, la poesia non fabbrica steccati; piuttosto spalanca le porte.

La poesia è povera e periferica. Tale è oggi. La sua funzione metaforica, o metastorica, la sua capacità di rinominare le cose è stata assorbita da altri mezzi più potenti. Per primo il cinema. Poesia è, dunque, per l’oggi, atto di contatto primordiale tra pelle e terra. Senza intermediari. Senza steccati.

Poesia è “sempre”. Esiste, è lingua del mondo, in una percezione misteriosa che sceglie il poeta come messaggero. Per destino. Non è il mondo e non deve coincidere col mondo. Il mondo è il suo campo di battaglia, non può allearsi col mondo.

Poesia è coscienza del mondo. E’ il mondo che si pensa. Se coincide col mondo, totalmente, è condannata ad annegare come il narciso moderno.

Noi non possiamo pensare di avere idee totalmente chiare sulla poesia. Possiamo avere un progetto, possiamo avere delle approssimazioni Questo è quello che proviamo quando scriviamo poesie: un’approssimazione dolorosa verso la compiutezza della forma, che è come un fare i conti, un essere messi – non mettersi – alla prova.

Poesia e poeta non sono esattamente la stessa cosa. E’ preferibile un onesto uomo cattivo poeta, che un ottimo poeta disonesto uomo. Uomo degno e poesia alta non sempre coincidono.

Poesia è dunque anche, scacco, disillusione; è, attraverso la sua forma, evocazione. Poesia è parola scacciata dal paradiso terrestre per dire il male, il dolore, la difformità e l’asperità della Legge.

Il poeta prova a liberarsi della sua biografia per entrare nell’immaginario della specie, per creare nuovi immaginari ma deve fare i conti con questa distanza, con l’essere nel presente – forse per il desiderio di rivivere quel tempo assoluto che precedette la perdita.

Sebastiano Aglieco

19 Responses to “COS’E’ PER ME LA POESIA”

  1. paolocacciolati said

    Mi è piaciuto il tuo “manifesto” della poesia.

  2. Carla said

    Condivido il tuo pensiero, Sebastiano

    ciao
    carla

  3. Orazio said

    Diamine, non sono d’accordo quasi con nulla. Sono soddisfazioni, eh!

  4. [...] il concetto con un corollario, in particolare dopo aver letto la definizione che di poesia offre qui un onorevole [...]

  5. Antonio Fiori said

    Si, la poesia è tutto questo, ma ci sono i conti in sospeso del poeta col proprio presente, con la distanza mai del tutto eliminabile. E la storia della poesia che ci è dato conoscere è anche la storia – a volte eroica, a volte deludente – della contaminazione tra biografia e parola originaria.
    Antonio

  6. interessanti opinioni, quantunque evanescenti.
    ci lega tutti (inevitabile?) una foia definitoria che non può avere approdo.

    “che cosa è la poesia?”
    “ciò che scrive un poeta?”
    “che cosa è un poeta”
    “chi scrive poesia”

    così è più semplice, incomparabilmente più rilassante, se non fosse che gli umani hanno un fiero bisogno (per fortuna?) di complicarsi il tempo tra un sonno ed un pasto.

    Un saluto

  7. isolae said

    Già, beata l’innocenza!
    Sebastiano

  8. La poesia è fare un ditalino a una sconosciuta.

  9. Giovanni Nuscis said

    “La parola della poesia è complessa, plurisensoriale, emotiva; ma anche astratta, metatestuale, in quanto è costretta a sintetizzare un’esperienza ampia che è l’essere nel mondo e viverlo dal di dentro. E’ riflessione sul mondo, pensiero. E’ phisys. Esperienza. E’ qui, in un luogo, in un corpo.”

    Condivido, in particolare, questa parte del tuo manifesto; forse, anche quella più ampiamente condivisa.

  10. arpaeolica said

    per 8
    molti complimenti per la “profondità”

  11. Stefano said

    Poesia è essere “sopra le righe”, caricare di significato parole che nell’uso comune sono innocue. Poesia è parlare in modo ritmato, dare un senso a ciò che si dice anche dal punto di vista musicale.
    Forma e significato sono fusi in un tuttuno di tensione, in un’iperbole. La realtà viene portata alle sue estreme conseguenze, come in una reazione chimica: ciò che ne si trae è un monito un paradigma, la didascalia della vita: non la troverete da nessun’altra parte perché la poesia è tessuto organico delle nostre membra, l’impronta dell’iride.

  12. violaamarelli said

    “Il poeta prova a liberarsi della sua biografia per entrare nell’immaginario della specie”, lo trovo esatto, specie nell’uso di “prova”, quando ci riesce è splendore per ogni cosa ma l’importante ritengo sia comunque provarci, rispondere alla chiamata e a quel soffio. un saluto, Viola

  13. Scrivere poesia è cacare in pubblico.

  14. violaamarelli said

    13. questo è semplicemente Bunuel, che era un poeta. Viola

  15. fabry2007 said

    è comunque utile riflettere su questo fare – nei giorni scorsi ho ospitato Gianmario Lucini e abbiamo discusso anche del suo sito “Poiein” – che non mette mai tutti d’accordo. ieri Massimo Sannelli ha parlato alla radio del Gruppo 63: che cos’è la poesia? leggere in sinossi Damiani, la Pizzi, Fichera e le liste di Solmi può essere destabilizzante.

  16. …ma dopo la destabilizzazione, Fabry, ritorna sempre l’ordine ;-)

  17. 16. No. Arrivano le blatte quando la festa è finita.

  18. mario said

    scrivere poesia è come quando da piccolo pensavi che il mondo fosse una tua invenzione e tutto il resto non era che cartone e voci messe là per nulla, è come quando provo a vivere e non mi riesce, forse anche quando dopo caffè e sigaretta non mi riesce.

  19. Mario, provare a vivere è già vivere.
    scusa la frase lapidaria.

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