Nicchie e Piramidi
Posted by fabrizio centofanti on November 2, 2007
“La nostra identità [...], pur debole, che cerchiamo di assicurare e di raccogliere sotto una maschera, non è che una parodia: il plurale la abita, anime innumerevoli vi si disputano”
(Michel Foucault)
di Mario Galzigna
Docente di Storia della Scienza e di Epistemologia clinica
Università di Venezia
Accanto alle piramidi (ad esempio il blog di Beppe Grillo), ci sono tante più o meno piccole nicchie, disseminate nella blogosfera. Nicchie che creano rete. Che moltiplicano opportunità, idee, connessioni. La rete blogger è tramata da questa concomitanza tra nicchie e piramidi. Forse non sarebbe azzardato, più che di concomitanza, parlare di complementarietà.
Nel mio piccolo blog di nicchia, ad esempio[http://emmegi.splinder.com/], sono arrivati visitatori che si erano già espressi in un blog- piramide, ma che hanno bisogno – come dire? – di interazioni maggiormente personalizzate, più “rallentate”, ritmate da una temporalità diversa, meno concitata, più distesa…
Tanti commenti e tanti ingressi non implicano, automaticamente, un significativo livello di interattività. Il blog di Beppe Grillo [http://www.beppegrillo.it/] insegna: ognuno parla, ognuno commenta, dice la sua, ma non interagisce. Soprattutto non interagisce con il responsabile del blog, o con i soggetti che condividono assieme a lui il lavoro della gestione. Di qui l’andamento quasi schizofrenico del grillo-blog, che per altro io ritengo una presenza di grande impatto, di grande significato sociale e politico.
Chi scrive ha partecipato soprattutto a blog di nicchia più o meno frequentati: musicali [http://blogregular.splinder.com/], poetici [cito qui http://www.angelusnovus.splinder.com/ e anche http://colfavoredellenebbie.splinder.com/],letterari[http://squilibri.splinder.com/]; blog dove lo scambio è garantito, dove si cresce e ci si trasforma a partire dalla ricchezza e dalla significatività delle interazioni comunicative.
Interazioni cognitive e anche affettive, ben inteso! Questo è in effetti uno degli aspetti più importanti, di solito sottovalutato da chi analizza la rete e la blogosfera: la relazione empatica, lo scambio affettivo, il calore dell’amicizia si sviluppano agevolmente anche senza la presenza fisica dell’interlocutore. Attorno a certi blog si formano delle più o meno piccole comunità virtuali, il cui tessuto connettivo è proprio costituito, oltre che da interessi comuni, da sentimenti condivisi. Si crea, insomma, un senso di appartenenza, foriero di progettualità ma anche molto gratificante ed efficace come antidoto all’isolamento sociale e alla solitudine. Sta poi affermandosi, in queste piccole comunità virtuali “empatiche”, l’abitudine di arricchire lo scambio interpersonale anche con incontri informali off line. La life on the screen e la life off the screen finiscono così per diventare complementari.
I giochi virtuali dell’interazione e dello scambio, concepiti all’interno di questa prospettiva, moltiplicano le opportunità di arricchire la propria identità individuale, ibridandola. L’ibridazione, un tema caro ad antropologi e a psicologi, diventa, nella rete, pratica effettiva e continua, che sta al centro di non poche sperimentazioni ed esperienze che oggi alimentano la vitalità della blogosfera. Proprio sulla pratica dell’ibridazione e della sinergia tra ricercatori e bloggers abbiamo aperto un blog collettivo -“Ibrid@menti – al quale molti di noi stanno lavorando con convinzione e con entusiasmo (http://ibridamenti.splinder.com/).
Nella blogosfera è possibile realizzare l’insegnamento di un grande maestro, Michel Foucault, che scriveva: il faut se déprendre de soi même (bisogna staccarsi da se stessi): uscire dalla propria gabbia egocentrica, dal proprio guscio narcisistico, saper ascoltare…Le arti della connessione, indispensabili strumenti comunicativi all’interno di ogni blog, devono affondare le loro radici proprio in questo atteggiamento.

















Stefano Calosso said
Considerazioni ineccepibili, ecco la blogosfera “come dovrebbe essere”. Tante volte invece lo strumento del blog e/o del commento diventa protesi esibizionista e narcisistica dell’ego. Oppure sostituisce la vita reale senza integrarvisi. La rete, luogo per eccellenza di pluralità e ibridazione diventa troppo spesso una collezione di IO ammassati ma tra di loro isolati o, quel che è peggio, in competizione.
Concordo pienamente anche sulla maggiore efficacia dell’esperienza (come viene chiamata) di nicchia. Il blog non è poi molto diverso da una stanza: troppo strepitìo infastidisce.
cf05103025 said
Molto giusto, ben detto, per me.
MarioB.
fabry2007 said
grazie, Mario. la complementarietà è il vero segreto della rete. ognuno può trovare la sua misura, liberandosi sempre più dai condizionamenti che assediano gli spazi lottizzati. la rete deve rimanere libera, guai se il Potere se ne appropria.
Maddalena said
aggiungerei che l’interazione nel virtuale, in prima battuta è anche una sfida: perchè annulla le differenze; molto spesso io non so con chi sto interagendo e questo può facilitare l’ascolto dell’altro/a indipendentemente dai “pregiudizi” dai quali purtroppo siamo condizionati nella “realtà”.
Il passaggio – secondo me indispensabile all’off-line – diventa così la possibilità di “vedere” l’altra persona sotto punti di vista altrimenti inaccessibili. I blog “nicchia” sono palestre in cui ci si può esercitare all’ascolto, al piacere dell’ascolto.
@ Fabrizio: è un bel blog questo; uno spazio in cui tante diverse anime dialogano; è un luogo di “resistenza”.
@Stefano: ti aspettiamo su ibrid@menti!
Marco Saya said
La blogosfera deve, ancora oggi, uscire da una mentalità spesso “lobbystica”, “spocchiosa” ed elitaria. Le premesse ci sono, bisogna avere, però, la volontà di andare al di là del proprio interesse, di “ibridarsi” con l’altrui diversità, di ricercare una caratterizzazione che possa ridisegnare i connotati della blogosfera con la definizione di un progetto che conduca all’effetiva libertà del web, libertà che , ora, non esiste, esiste solo un “superego” della rete.
Ottimo il contributo di Mario.
Marco
fabry2007 said
un saluto e un grazie a Mad e Marco.
oggi penso ai morti ammazzati, agli extracomunitari.
ai rumeni, agli italiani, agli uomini e alle donne di questa terra.
mi chiedo se anche in rete possa nascere un abbraccio di solidarietà con le terribili sofferenze del mondo.
si dice: una rete di solidarietà.
lo so, non c’entra niente.
buonanotte.
Marco Saya said
Una rete di solidarietà, al contrario, penso sia possibile, una sorta di passaparola, Fabry. Quello che mi spaventa sono i problemi “reali” e gravissimi (vedasi, ad esempio, lavoro) che questo paese deve affrontare e superare tra cui l’integrazione…
Buona domenica
Marco
bobregular said
doverosa precisazione: il mio blog da puramente musicale sta deviando un po’ – per motivi assolutamente casuali – verso il “tuttologico culturale”.
Comunque gli amici musicomani, setacciandolo, troveranno pane per i loro denti.
Grazie Mario per il tuo consueto bel lavoro
RRC aka bob
LA RETE SI ALLARGA | Ibrid@menti said
[...] madmapelli e ha 14 Commenti . Solo per dirvi che di "nicchie e piramidi" si parla anche qui e che l’ibrid@zione si allarga anche a La poesia e lo spirito, il blog collettivo [...]