La doccia del sabato sera
Posted by Emanuele Kraushaar on November 24, 2007
La mia vita non è un granché. Anzi diciamola tutta: ho un lavoro da schifo, non sono innamorato, non ho amici e ho perso quasi tutti i capelli. La cosa che più mi piace della settimana è la doccia del sabato sera. Perché sto quasi un’ora sotto l’acqua e sogno di essere il mio vicino di casa. Quello ha una ragazza molto carina e il sabato vanno sempre a cena fuori o al cinema o a teatro oppure semplicemente se ne stanno a casa a fare l’amore.
Non provo invidia. Mi piace pensare di essere lui: tutto qui.
Lo scorso sabato la ragazza l’ha mollato.
“Lo so che l’hai rivisto!” ha urlato lui.
“Vedo chi mi pare!” ha detto lei.
Le sue parole, attraverso le pareti, sono stati coltelli anche per me.
Poi non ho più sentito la sua voce.
Sono entrato nella doccia, ma l’acqua non usciva calda e vaporosa come al solito.
I capelli intasavano il buco dello scarico e il piccolo gorgo sembrava trascinare via anche me, ma non c’era niente da fare: sarei rimasto lì anche per sempre.

















listexxx said
molto bello, kraushaaremanuele;l’orrore metafisico di una doccia hitchcockiana dove l’ucciso è il sogno.
saluti,
rs
carlabariffi said
è triste raccogliere il grumo dei capelli che intasano lo scarico
un gesto che si ripete spesso
ma non soffre il cuoio
è duro
e si rinforza.
lambertibocconi said
1) A me invece piace stasare la vasca.
2) Bel raccontino sì. I vicini sentiti dalle pareti sono l’universo altro per eccellenza, un lato ombra da paura. Direi che il protagonista del racconto si era adagiato su un incubo, ma non lo sapeva.
Gaja said
Ek, mi piace sempre di più leggerti. Sei inquietante, nei tuoi scritti, e io adoro essere spiazzata. un abbraccio, ek!
Emanuele Kraushaar said
Grazie..
un abbraccio anche a te!
alessandra said
un bell’esempio di racconto condensato, mi è piaciuto, complimenti :-)
Giorgio said
Complimenti, Emanuele, sempre efficace questo tuo rivisitare le grandi inquietudini nei gesti minimi della quotidianità