Daniel Pennac – Chagrin d’école
Posted by fabrizio centofanti on December 7, 2007
di Antonio Consoli
Daniel Pennac ha vinto con Chagrin d’école, edito da Gallimard, il Prix Renaudot 2007, romanzo autobiografico in cui l’autore racconta la sua adolescenza, o meglio i suoi anni d’“adolescent installé dans la conviction de sa nullité”.
Daniel Pennacchioni (vero nome dell’autore), nasce a Casablanca, Marocco, nel 1944. Afflitto da una disortografia cronica e da un’incapacità assoluta di apprendere le regole della matematica e dell’inglese, nel piccolo Daniel si fa largo la certezza di essere senza futuro. Scrive, in Chagrin d’école, che quei disturbi adolescenziali continueranno a perseguitarlo per molto tempo, manifestandosi nell’angoscia della pagina bianca e in una certa dose di ipocondria.
Nonostante tutte le lacune scolastiche, Daniel possiede un dono: l’arte di saper narrare.
Se ne accorge un suo professore che, nel tentativo di aiutare l’allievo, gli assegna come esercizio la scrittura di un romanzo, capitolo dopo capitolo. Tecnica che, divenuto 25 anni dopo insegnante lui stesso, userà con i suoi alunni, nello sforzo di far loro apprezzare la bellezza della lingua francese.
Leggere, scrivere e insegnare sono i tre pilastri su cui poggiano le giornate di Daniel, fino a quando, creato il personaggio di Benjamin Malaussen, riesce ad imporsi come uno degli autori di punta della nuova letteratura francese. Pennacchioni, grazie a un’insegnante diverso dagli altri, ha dimostrato alla Francia di potercela fare, di non essere senza futuro.
La scrittura di Pennac è composita, è il gergo della periferia, è la ricerca di neologismi che affascinano e stupiscono. Le sue storie sono ambientate in una Belleville popolata da tossici e poliziotti travestiti, storie a mezzo tra il noir e la letteratura popolare.
Con Chagrin d’école (per chi non leggesse il francese sarà necessario aspettare ancora un po’ per la traduzione italiana), è possibile riscoprire un Pennac più riflessivo e vulnerabile, capace di far riflettere tutti quegli adulti che, convinti di essere diventati qualcuno, si rivolgono ai bambini con la frase terribile: “tu non farai mai niente di buono nella tua vita“, così come qualcuno aveva fatto con lui, qualcuno che gli aveva detto: “ Vous, Pennacchioni, le BEPC ? Vous ne l’aurez jamais ! Vous m’entendez ? Jamais ! ”.
Noterella
BEPC: Brevet d’Études du Premier Cycle

















cf05103025 said
Bellissimo, olè,
e bravissimo Pennacchioni,
che l’abbraccerei seduta stante!
MarioB.
antonioconsoli said
C’è un caffè di Parigi che Pennac frequenta spessissimo. Si potrebbe incontrarlo lì, e magari abbracciarlo!
antonio
aps said
Forte, Pennac…
“Diario di scuola” dovrebbe essere adottato come lettura previa per tutti gli insegnanti, soprattutto quelli nuovi che vorrebbero dirigere solo la Filarmonica di Berlinp, credendosi Von Karajan…