La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Qual è e quale vogliamo che sempre più sia lo specifico del blog collettivo La poesia e lo spirito? A differenza di altri blog o gruppi di opinioni vari presenti in rete, questo dovrebbe caratterizzarsi per una grande apertura a orientamenti e opinioni provenienti da settori anche piuttosto diversi. Una sola vera discriminante ci sentiamo di mettere necessariamente all’inizio ed è quella, forse ovvia, ma assai importante da tenere ferma, che “solo le posizioni tolleranti sono tollerate”. Precetto che va bene inteso, e forse a sua volta interpretato, ma che certamente implica che sono escluse da questo spazio opinioni e forme di discussioni che non siano fondamentalmente rispettose delle differenze, che ricorrano all’insulto o comunque alla denigrazione delle posizioni diverse senza argomentazioni ma solo per superficiali slogan. Vorremmo fare di questo luogo una specie di grande Giardino (alludiamo ovviamente alla Scuola del Giardino di Epicuro) – purtroppo solo virtuale, dato che sarebbe molto più piacevole realmente passeggiare assieme per le aiuole e discutere sui più diversi temi – nel quale diverse opinioni anzitutto si conoscono, eventualmente si scontrano, e comunque si arricchiscono a vicenda. Un luogo nel quale si sia disponibili, con tutte le difficoltà che sappiamo essere insite in una tale impresa, a spogliarsi non certo delle proprie convinzioni profonde e dei propri sentimenti, ma di quelli che possono invece – a un esame più accurato – rivelarsi dei malcelati pregiudizi. È evidente a tutti che esistono diversità più ‘delicate’ e altre meno; una differenza di opinioni sugli scritti di Gadda non è lo stesso che una differenza di opinioni sul problema dell’aborto, ma è appunto questo che deve guidarci nella ricerca: quando si parla di Gadda possiamo sì immergerci completamente nel problema e considerarlo fondamentale, coscienti d’altra parte che potremo comunque voler bene a nostro fratello anche se egli odia Gadda; esattamente come vorremmo arrivare a volergli bene se la sua posizione sul problema dell’aborto è diversa dalla nostra; il criterio che ci guiderà sarà questo, che cercheremo sinceramente di comprendere attraverso quali diversi sentieri due esemplari diversi della stessa specie, Homo Sapiens, possono avere opinioni anche radicalmente diverse. Con l’idea di fondo che in un grande palazzo, scale diverse possono anche condurre nella stessa stanza. A nostro parere, con tutte le difficoltà connesse con la natura umana, è un’utopia alla quale si può credere e alla quale si può almeno tendere; si può tenerla cioè come modello/traguardo cui riferirsi sempre e soprattutto nei momenti di difficoltà.


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Daniel Pennac – Chagrin d’école

Posted by fabrizio centofanti on December 7, 2007

di Antonio Consoli

Daniel Pennac ha vinto con Chagrin d’école, edito da Gallimard, il Prix Renaudot 2007, romanzo autobiografico in cui l’autore racconta la sua adolescenza, o meglio i suoi anni d’“adolescent installé dans la conviction de sa nullité”.

Daniel Pennacchioni (vero nome dell’autore), nasce a Casablanca, Marocco, nel 1944. Afflitto da una disortografia cronica e da un’incapacità assoluta di apprendere le regole della matematica e dell’inglese, nel piccolo Daniel si fa largo la certezza di essere senza futuro. Scrive, in Chagrin d’école, che quei disturbi adolescenziali continueranno a perseguitarlo per molto tempo, manifestandosi nell’angoscia della pagina bianca e in una certa dose di ipocondria.
Nonostante tutte le lacune scolastiche, Daniel possiede un dono: l’arte di saper narrare.
Se ne accorge un suo professore che, nel tentativo di aiutare l’allievo, gli assegna come esercizio la scrittura di un romanzo, capitolo dopo capitolo. Tecnica che, divenuto 25 anni dopo insegnante lui stesso, userà con i suoi alunni, nello sforzo di far loro apprezzare la bellezza della lingua francese.
Leggere, scrivere e insegnare sono i tre pilastri su cui poggiano le giornate di Daniel, fino a quando, creato il personaggio di Benjamin Malaussen, riesce ad imporsi come uno degli autori di punta della nuova letteratura francese. Pennacchioni, grazie a un’insegnante diverso dagli altri, ha dimostrato alla Francia di potercela fare, di non essere senza futuro.
La scrittura di Pennac è composita, è il gergo della periferia, è la ricerca di neologismi che affascinano e stupiscono. Le sue storie sono ambientate in una Belleville popolata da tossici e poliziotti travestiti, storie a mezzo tra il noir e la letteratura popolare.
Con Chagrin d’école (per chi non leggesse il francese sarà necessario aspettare ancora un po’ per la traduzione italiana), è possibile riscoprire un Pennac più riflessivo e vulnerabile, capace di far riflettere tutti quegli adulti che, convinti di essere diventati qualcuno, si rivolgono ai bambini con la frase terribile: “tu non farai mai niente di buono nella tua vita“, così come qualcuno aveva fatto con lui, qualcuno che gli aveva detto: “ Vous, Pennacchioni, le BEPC ? Vous ne l’aurez jamais ! Vous m’entendez ? Jamais ! ”.

Noterella
BEPC: Brevet d’Études du Premier Cycle

3 Responses to “Daniel Pennac – Chagrin d’école”

  1. cf05103025 said

    Bellissimo, olè,
    e bravissimo Pennacchioni,
    che l’abbraccerei seduta stante!

    MarioB.

  2. C’è un caffè di Parigi che Pennac frequenta spessissimo. Si potrebbe incontrarlo lì, e magari abbracciarlo!

    antonio

  3. aps said

    Forte, Pennac…
    “Diario di scuola” dovrebbe essere adottato come lettura previa per tutti gli insegnanti, soprattutto quelli nuovi che vorrebbero dirigere solo la Filarmonica di Berlinp, credendosi Von Karajan…

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