“C’è…” di Marco SCALABRINO
Posted by Giovanni Nuscis on December 15, 2007
C’è . . .
C’è tanfu di morti e scrusciu di guerra.
C’è in giru arrè pi st’Europa lasca
crozzi abbirmati cu li manu a l’aria.
C’è surci di cunnuttu assimpicati
chi abbentanu, ogni notti di cristallu
li picca l’esuli l’emarginati.
C’è forbici ammulati di straforu
chi tagghianu di nettu niuru e biancu
lu sud lu nord lu pregiu lu difettu.
C’è vucchi allattariati di murvusi
chi masticanu vavi di sintenzi
cu ciati amari chiù di trizzi d’agghia.
C’è svastichi c’è fasci c’è banneri
chi approntanu li furni a camiatura
cu faiddi di libra e di pinzeri.
C’è culi ariani beddi e prufumati
chi strunzianu fora di li cessi.
C’è di quartiarisi; c’è di ncugnari.
C’è catervi di cazzi di scardari
- droga travagghiu paci libirtà
giustizia malatia puvirtà …
e c’è na razza sula: chidda umana.
C’è . . .
versione in Italiano di
Flora Restivo
C’è lezzo di morte e brontolio di guerra.
C’è ancora in quest’Europa lacerata
scheletriche braccia
le falangi contorte alzate al cielo,
le orbite ridotte vermicaio.
C’è topi di fogna assatanati
che azzannano
in notti di cristallo rosso-sangue
i deboli, i reietti, i senza-voce.
C’è subdole forbici affilate
che separano senza pietà
il bianco e il nero, il sud e il nord
chi ha diritto di vivere e chi può morire.
C’è bocche ributtanti
che vomitano sentenze dal fiato greve
più di spicchi d’aglio.
C’è svastiche c’è fasci c’è bandiere:
divampano i forni assassini
e ottuse lingue di fuoco
divorano sapere e civiltà.
C’è culi ariani lisci e profumati
che stanno facendo del mondo una latrina.
C’è da stare alla larga;
c’è da tenerci stretti e far barricate.
C’è cataste di rogne da grattare
- droga, lavoro, pace, libertà
giustizia, malattia, povertà …
e c’è una razza sola: quella umana.

















Giovanni Nuscis said
Un uomo (che non danza, forse) tra l’albero della vita e l’albero della morte.
(La descrizione è leggibile integralmente andando col cursore sull’immagine)
Giorgio said
Una voce forte e una giusta indignazione, che mi ricorda Buttitta. Qui con una lingua un po’ più aspra, mi pare, ma sempre cara.
Grazie, Giovanni, per questa proposta, mi viene il desiderio di leggere altre poesie di Marco Scalabrino, di cui ultimamente ho letto altri bei versi.
Sparz said
la trovo bella assai e forte, anche se non conosco il siciliano. La traduzione è forse un po’ ‘ammorbidita’?
fioriantonio said
Marco che dice e ammonisce, senza filtri o preamboli. Dice quello che c’è, e lo dice terribilmente bene.
Antonio
carlabariffi said
Grazie
Giorgio said
Sì, Antonio, la traduzione è bella ed espressiva, ma anche secondo me ammorbidisce l’originale.
A parte il suono (tanfu, scrusciu, ecc…), in qualche caso la traduzione è una libera versione.
Ad esempio: “crozzi abbirmati cu li manu a l’aria” sarebbe più letteralmente “teschi pieni di vermi (oppure “diventati vermi”) con le mani nell’aria”.
Ci sono anche espressioni tipicamente siciliane difficili da tradurre, ad esempio “cazzi di scardari”… i problemi di qualsiasi traduzione, insomma!
Giovanni Nuscis said
Ringrazio e saluto Antonio, Giorgio, Antonello e Carla (di cui è scomparso l’intervento iniziale con cui chiedeva chiarimenti sull’immagine del post; Giorgio mi ha segnalato qualche problema anche coi suoi commenti; è capitato altre volte (pure coi miei), quasi sempre si sbloccano).
Giovanni
Nicola Ponzio said
“C’è tanfo di morte e rumore di guerra.
C’è di nuovo in quest’Europa lacerata
teschi ammorbati con le mani all’aria.
C’è sorci di fogna assatanati
che addentano, in ogni notte di cristallo
i derelitti, gli esuli gli emarginati.
C’è forbici molate di straforo
che tagliano di netto nero e bianco,
il sud il nord, il difetto il pregio.
C’è bocche risentite di morbosi
che masticano bave di sentenze,
col fiato amaro più di trecce d’aglio.
C’è svastiche c’è fasci c’è bandiere
che ardono fornaci senza tregua
con braci di pensieri e di scritture.
C’è culi ariani belli e profumati
che cacano di fuori le latrine.
C’è da orientarsi – c’è da stare stretti.
C’è caterve di cazzi da scrostare,
- droga, lavoro pace libertà,
giustizia, malattia, povertà…
E c’è una sola razza: quella umana.”
Ciao Giovanni, mi sono permesso di fare questa traduzione, forse un po’ più fedele all’originale. Che il ritmo era sparito…
Un abbraccio. N.P.
Giovanni Nuscis said
Caro Nicola,
grazie per la tua bella e gradita traduzione.
Sono certo che ne sarà lieto anche Marco Scalabrino.
Giovanni
marco scalabrino said
GRAZIE di cuore a Gianni, per avere pubblicato il mio testo su LPELS e sul suo blog, e GRAZIE a Giorgio, a Sparz, ad Antonio, a Carla e Nicola per i loro generosi comnmenti. A tutti un caro saluto, Marco Scalabrino.
marco scalabrino said
GRAZIE di cuore a Gianni, per avere pubblicato il mio testo su LPELS e sul suo blog, e GRAZIE a Giorgio, a Sparz, ad Antonio, a Carla e a Nicola per i loro generosi commenti. A tutti un caro saluto, Marco Scalabrino.
sinicco said
Bellissimo testo, e Scalabrino è proprio una bella scoperta!