Infiltrati speciali – di Elisabetta Bucciarelli & Franz Krauspenhaar
Posted by franzk on December 16, 2007
Di nuovo, un’indagine. Che ci riguardi. Tu o io, senza differenze. La vita è un’inchiesta. Io lo credo, da quando i colpi di scena mi vengono a trovare, paradossali, e il fronte si capovolge: come quando stai per affogare e ti si capovolge – dentro e davanti a te – tutta la prospettiva. Non sei più un uomo o una donna, sei un affogato che muove le chele d’animale raro per salvarsi, nel vuoto di un’acqua padrona. Siamo qui per comprendere. E’ il nostro destino, a volte urtante come un treno in corsa, a volte soffice come un lento abbraccio, caldo come lana d’inverno. Capire e capirsi. La vita è un capriccio, credo, un bonus. Un approdo. Liberarsi dal giogo, sentire l’empatia dell’aria e del cielo librato sopra di noi, imparare a credere negli altri. L’inchiesta della vita deve avere un’unica soluzione. Non indaghiamo però, tu e io, sul nostro incontro. Che a indagare poi, rimane poco. Il percorso forse e mai completamente a fuoco. Ombre al rimbalzo, infiltrati speciali, inquisitori e rovelli. Il fiume scorre sopra, da sotto in giravolta io guardo in su. Senza affanno a caccia delle branchie. Ma se riprendo e cerco l’indizio successivo sbatto, faccia a terra e mi dibatto ma senza far rumore. Il tuo suono mi dice che lo scudo è alto, zeta e kappa e arrotamenti. Ma io ho le bi e le ci e le elle, che a baci e abbracci indugiano da sole, d’istinto. La vita sì, è un di più. Ma prende da dietro, ti chiude gli occhi, perpetua il crimine, è seriale. Allora io seguo i suoni. Mi astengo e scelgo l’attesa. Di un nuovo inizio magari, senza una conclusione ma con il colpo di scena. Che mi soprenda prima della soluzione. Quella, lo so, è la stessa. Uguale, per te e per me.
(Immagine: Robert Yoder – Aluminium Management, 2007)

















cf05103025 said
Collage, ma non di Yoder,
ma di Labuccia & Franz,
che mi ha colto di sor/presa,
l’ho presa la cosa,
e rimango lì a decifrare,
forse il senso non si dovrebbe compitare,
basta il suono?
Sprazzi di voci, accenni.
E il colpo di scena?
Me lo studio dopo cena.
MarioB.
jolanda catalano said
Allora io seguo i suoni…….scelgo l’attesa………che mi sorprenda……..
A volte accanirsi con indagini interiori,vivisezionare un sentimento o un rapporto, non sempre produce risultati sperati. Meglio una sosta,di tanto in tanto e stare in ascolto di noi e della vita.
Bravi con abbraccio
jolanda
Fabio Abrugiato said
Temporeggio ma poi mi pento.
Indago ed è lo stesso.
Che fare?
Anche io attendo il colpo di scena ma voglio viverlo da spettatore. Poi se mi piace diventa mio!
Antonello said
Belle parole, profonde. “la vita è un bonus”! E’ vero: giochiamo un’antinomia tra i benefici della “concessione” e il pegno da pagare: come tutti i bonus, infatti, arriva il momento della resa dei conti. Prospettive, incontri, rovescio della medaglia sono tutti eventi contingenti che mi auguro facciano parte di quella “serendipity” che tutti gli esseri umani dovrebbero avere, come giusta opportunità di sentirsi “nel mondo” e da esso percerpire tutti i segnali del battito vivente. Cara Elisabetta, come sai ho scoperto per caso, alla ricerca di un approdo tra multimedialità e scrittura, il tuo sito e il tuo blog, e adesso hai concesso, al mondo virtuale, questa ulteriore possibilità del tuo mondo interiore. Con stima, Antonello