Lui dorme da solo – di Pamela Canali
Pubblicato da pamelacanali su dicembre 26, 2007
“Non mi chiamare più” ha detto
semplicemente. Ed è finita.
Nel cuore della notte mi sveglio
con un dolore forte nel petto, dopo
averlo sognato. Ogni notte è uguale.
Interrogo gli astri, ma non c’era motivo
né un Saturno maligno né Urano contrario.
Neanche Nettuno, pianeta capriccioso, ci osteggiava.
Le nostre Veneri brillano luminose, inutilmente.
Sento male al cuore e spero che sia la fine,
dopotutto. La fine della storia
di una culla vuota e un focolare spento. Fresche lenzuola
come sudari di solitudine. Lui preferisce
dormire da solo, “Fa troppo caldo” dice.
Chi ha più voglia di uscire nel mondo
fuori della sua casa? Nulla può
accadere, fino alla fine dei tempi.
Ma lui dorme tranquillo, nel cuore della notte
probabilmente solo, e non ne sa nulla.
(Immagine: Vito Carta – Different life, 2007)














lambertibocconi detto
Funziona proprio così… L’amore è un danno!
Per quanto riguarda la poesia, non mi convincono gli ultimi due versi, troppo “contrapposti” per i miei gusti. Inoltre, si avvicinano a uno stereotipo di inconsapevolezza dell’altro che in fondo non è vero. Di colui che non ci ama, in realtà, non sappiamo niente noi per primi. E’ un’illusione pensare che ci sia una comunicazione a senso unico, del tipo: “io ti amo e ti penso, tu non mi ami e non mi pensi”. Se io ti amo e ti penso, e tu no, io in realtà non penso veramente a te ma a qualcosa di partorito dal mio cervello e dal mio vuoto, dalla mia delusione ecc. Insomma, una cosa triste e beffarda dell’amore non ricambiato è che in realtà non ha davvero un oggetto. Magari si tratta di un rimpianto, di un’idea, quello che vuoi, ma dall’altra parte concretamente non c’è nessuno.
stefanie golisch detto
Quel vuoto che lascia la fine di un amore è un nodo che non si scioglierà mai – né nella vita, né nella poesia. E’ un buco nero spaventoso dove si mischia tutto quello che tu non puoi, non potevi e non portrai essere e quello che l’altro non può, non poteva e non potrà essere. Credo che quel incredibile dolore che si prova quando un amore finsice è più di un dolore individuale: è un dolore primordiale dell’uomo ( nel senso di essere umano) che realizza che che la sua infinita SEHNSUCHT non sarà mai colmata. Solo la nostra SEHNSUCHT è vera diceva chi non mi ricordo ora ( forse Kafka…) perché questa non possiamo esagerare.
Scusate la traduzione un po’ azzardata, ma l’argomento mi ha preso e la poesia , nella sua tristezza, la trovo bella.
P.S. SEHNSUCHT è quella parola che in tedesco significa insieme desiderio e nostalgia.
Un caro saluto
Stefanie G.
Giovanni Nuscis detto
Molto piaciuta, Pamela.
Il lutto, di quelli che segnano, e il senso di vuoto, di fine imminente, in un’atmosfera sospesa di solitudine, e solo nostra; l’altro “dorme tranquillo, nel cuore della notte probabilmente solo, e non ne sa nulla.”
Grazie, e un caro saluto.
Giovanni
pamela detto
Non credo che l’amore sia un danno, piuttosto un rischio, che non tutti si sentono di correre. Bisogna essere molto forti per rinunciare alle proprie piccole sicurezze, alla propria razionalità, se vissuta come base della propria identità, per qualcosa di totalizzante, che ti cambia la vita e ti precipita nell’irrazionale. Il timore inconscio è di perdere l’identità. Molti non ce la fanno e si dileguano proprio quando il rapporto diventa intenso, operano un annullamento, una negazione del sentimento.
Molti anni fa, quando ho scritto questa poesia, non sapevo che esistesse questo meccanismo, semplicemente non capivo cosa fosse accaduto.
Grazie ad Anna, Stefania e Giovanni
Pamela
lambertibocconi detto
Vero! Io ho scritto una poesia proprio sul rischio dell’amore, eccola qua.
Il rischio
dell’amore: condensato
il lattice, finita
l’adolescenza, incarnato
il desiderio e l’anello.
Come si chiama con un fischio il cane
perché ritorni indietro e stia al tuo fianco,
non si può col passato della vita.
Perciò bisogna imparare a piegare
come un judoka, come un karateka
quel rischio stesso alla sua soluzione:
la debolezza renderla un acume
la dipendenza un ardore bambino
e la paura un fiotto di emozione.
Fare tornare la potenza antica
come pura materia, in quel sentire
che mentre pianta i chiodi sul presente
ti sradica le porte arrugginite
invecchia e ingiovanisce ed è un demonio
e ti verticalizza le domande.
Per cui ti leghi
perché ragazzo, e finisci
perché ti incarni, e imbianchi
perché sei fuoco, e rischi
perché hai l’amore.
listexxx detto
l’amore è una cosa che non finisce mai perchè non è mai iniziata. al massimo, l’amore frinisce.
saluti,
rs
cletus1 detto
bella e leggera. una prosa distillata e al confine col disincanto. auguri, Pamela.
pamela detto
Anna, la tua bella poesia esprime esattamente quello che penso anch’io.
Solmi, non ti sapevo così romantico!
Pamela
Gaja detto
Pamela, hai scritto parole dolorose e opprimenti. È stato bello leggerti, ti aspettavo.
Anna: tu vai sempre dritta al cuore.
listexxx detto
va dove ti porta il cuore…
cenciarelli, si contenga.
canali, le paRgo romantico? mah.
saluti,
rs
pamela detto
cletus, abbiamo postato quasi contemporaneamente e non avevo visto il tuo commento. Ho difficoltà con la posta, altrimenti ti avrei risposto stamattina. Grazie per gli auguri, che ricambio e per l’apprezzamento.
Gaja, grazie. Ti chiamo entro l’anno, anche per farti gli auguri.
rs parliamone. Ho un debole per gli uomini sfuggenti, con un lato romantico molto, molto nascosto, forse inabissato. Però se mi dai del lei e mi chiami per cognome, mi fai l’effetto interrogazione.
Pamela
Giuseppe Iannozzi detto
Pamela è sempre brava.
lambertibocconi detto
Cara e brava Pamela, con gli uomini sfuggenti ecc. dopo fai la fine descritta nella tua poesia! Per me l’amore o è sincero, aperto, “in faccia”, oppure sono solo giochi mentali – di cui uno/a verso i 40/50 od oltre, forse dovrebbe essersi stufato…
listexxx detto
lato romantico inabissato? strana definizione.
di sicuro sono sfuggente. infatti nemmeno io mi trovo. dappertutto.
canalipamela, diamoci del lei, mi dia retta. anche se ha un nome da pornostar, che di questi tempi non è poco.
saluti,
rs
RobertoRossiTesta detto
Nuda e semplice realtà, sovente nemica della poesia; ma non, mi pare, questa volta.
Grazie e auguri,
Roberto
luminamenti detto
Non è dato oggi di amare se non si ritiene premilinarmente che l’amore sia ormai impossibile o almeno condannato (Lara e Zhivago s’incontrano in modi sovrannaturali perché comune a entrambi è la condanna del mondo dove vivono, come mondo nel quale lo spirito d’amore è considerato fiore del male), così scriveva Zolla.
NightSwimmer detto
Mi è piaciuta, perché hai parlato della disillusione e del dolore senza essere pesante né lirica. L’amore che non finisce, ma frinisce, è da appuntare fra gli aforismi, grazie ad R.S.!
Michele
listexxx detto
rs minuscolo, sennò mi monto la testa.
se è per questo (parlo di amore) esso, quando ve ne è la parvenza, sfinisce. e quando non ve ne è manco quella, svilisce.
saluti, e credete meno alle favole.
rs
ps: canalipamela, ma se lui dormiva da solo lei dormiva con qualcuno?
rferrazzi detto
Pamela, avrei voluto dire qualcosa anch’io, ma come faccio? Ha già detto tutto r.s.
gena detto
Esiste davvero l’amore? Forse, rispose una voce nel buio, poi scomparve.
pamela detto
Cara Anna, credo di essere incorreggibile: se l’uomo non sfugge, sfuggo io. L’unica soluzione, per me, potrebbe essere sfuggirsi a turno, in modo equilibrato e paritario, magari aiutandosi con le circostanze avverse, come dice giustamente luminamenti. Sto scherzando, ma non troppo. Però siamo tutti in continua evoluzione e chissà, magari, fra una trentina d’anni, forse troverò la persona con cui mettere in comune la mia gatta, i suoi cani, la mia fissa per il bricolage avanzato e sperimentale (tipo schizzi di cemento additivato di ingredienti misteriosi e segreti su pareti appena dipinte), le sue omelette vegan infilzate con colpo da grande chef nel lampadario, le sue amicizie atee e razionali e i miei libri esoterici.
Caro Solmi, mi sono dunque risolta, dietro sua discreta e cortese insistenza, a darle del lei. Non vorrei, però, che questo desse adito a maldicenze e illazioni sul nostro rapporto che, assicuriamo i lettori, è solo ed esclusivamente webbico, almeno per ora, anche se la sua considerazione sul mio nome prelude a nuove possibilità e scenari di una casta e fraterna amicizia.
Quanto alla sua domanda impertinente, le dirò che ho già concesso un’esclusiva, contenente l’unica verità rispetto alle mie dormienze notturne, ma anche diurne, a noto settimanale scandalistico. Per avere le risposte richieste, dovrà aspettare che esca il numero speciale della rivista.
Mi dispiace molto per lei, che non crede alle favole. Non sa cosa si perde. Provi ad inseguire una fanciulla che cerca di sfuggirle inspiegabilmente, si infila in un taxi in abito da sera e improvvisamente il taxi si trasforma in zucca e la ragazza in addetta alle pulizie con uniforme di nota ditta e secchi e strofinacci che fuoriescono dai finestrini della zucca. Raccolga una scarpina swaroski e segua il copione. Tutte le volte che, in una foresta, incontra un sarcofago di cristallo, si chini a baciare la fanciulla. Vedrà che non si pentirà, anche se corre un rischio, stimato del 90% di trasformarsi in rospo. A volte le favole si sovrappongono.
Grazie ancora a tutti voi, ricambio gli auguri di Roberto e li estendo a tutti.
Pamela
fabry detto
la trovo felicemente catulliana. che per me significa bella.
il finisce-frinisce-sfinisce mi ricorda, invece, il baglioniano tra sparare e sparire preferisco sperare.
Il Solmi detto
canali, la casta e fraterna amicizia me la attacco… scusi, eh? ma lei per dare a un uomo un due di picche la fa sempre così lunga? tra l’altro complimenti, erano 16 anni e tre mesi che una donna non mi dava la carta più bassa.
saluti, no-nostante
rs
pamela detto
Ciao, Fabrizio, mi fa piacere che ti sia piaciuta.
Con il suo linguaggio, caro Solmi (noti che ho detto “caro”), lei mi porta su un terreno estraneo. Solo un enorme sforzo di immaginazione mi ha consentito di comprendere la metafora perché, le confesso, non gioco a carte e neanche a dama, scacchi e altre simili perdite di tempo. Sa, io non ho tempo da ammazzare, casomai da lasciar vivere, nel mentre che anch’io vivo. Naturalmente ha segnato un altro punto a suo sfavore. Però, guardi, io non la congedo, casomai prendo in considerazione la sua candidatura, con molte riserve e cautele, visto che a quanto pare, nel momento in cui ha svelato il suo rammarico per la mancata designazione, ha conseguentemente palesato le sue intenzioni, che non ho motivo di non ritenere nobili. La invito dunque ad inviare un CV al mio indirizzo virgiliano o anche libero, ponendo particolare attenzione a barrare o meno la casella “tifoso”, che, in caso di barramento, sarebbe causa di esclusione dalla rosa dei concorrenti. Ancora ricordo con ambascia l’evento tristissimo che occorse quando, entrando nella dimora dell’ispiratore dei soprastanti versi, constatai lo stato di accensione di un apparecchio televisivo, sintonizzato su due bande di scalmanati. Una voce concitata commentava fastidiosamente ogni più piccola azione o movimento di un oggetto sferoidale conteso, non si sa perché, da questi uomini quasi primitivi, praticamente in mutande.
“Ma come è possibile, mi avevi detto..” mormorai, quasi in lacrime.
“Si, lo so, ho detto che il calcio non mi interessa, ma questa partita è internazionale: giochiamo contro la (nome di piccolo stato sconosciuto ai più, situato nel centrocontinente più sperduto)”. Quell’episodio scavò fra di noi una voragine di incomprensione e laconicità, interrotta da numerosi “passami il sale”.
fabry detto
con questo commento si potrebbe fare un post a parte, Pamela:-)
pamela detto
Questa è solo la punta di un iceberg. Avrei materiale ed esperienze per fare un serial,poiché sono molte le cause di incomprensione tra i sessi. Ogni donna ha provato il senso di sconfitta che la breve frase “Stai meglio senza trucco” scatena, dopo aver passato ore a scegliere un rossetto, ombretti e fard. Naturalmente la frase viene pronunciata dal partner mentre le scompiglia i capelli, che sembreranno pettinati con l’aspirapolvere e non recheranno più traccia dell’operato del parrucchiere più caro della città.
Se dopo diversi anni di attesa (quasi) completamente casta, si riesce finalmente ad incontrare l’uomo che ci ha catturato il cuore, si dedicherà una particolare cura alla scelta dell’abito ed accessori e si otterrà questo commento: “Dove credi di andare conciata così? In campagna ci si veste sportivi”. Inutile protestare, dire che non si aveva idea dell’ubicazione della sua nuova dimora, pensavamo che abitasse come sempre in zona nord, saremo perseguitate per tutta la sera da un sorrisetto di scherno, che accompagna la sua contemplazione dei tacchi a spillo e abito luccicoso. Capiremo che inizia la fase tute e scarpe da ginnastica, per noi che non possediamo neppure un jeans, solo abiti ultrafemminili, bisognerà provvedere ad un radicale cambio di guardaroba e di personalità. Caro fabry, potrei continuare per ore, ma non vorrei rattristarvi.
lambertibocconi detto
Pamela, Pamela, Pamela! Magari E’ VERO che stai meglio senza trucco… Baci. A.