Que vaudrait la douceur
Pubblicato da sgolisch su dicembre 29, 2007
Que vaudrait la douceur
Que vaudrait la douceur
si elle n’était capable,
tendre e ineffable,
de nous faire peur?
Elle surpasse tellement
toute la violence
que, lorsqu’elle s’élance,
nul ne se défend.
Cosa varrebbe la dolcezza
Cosa varrebbe la dolcezza
se non fosse capace,
tenera e ineffabile,
di farci paura?
Ella supera talmente
tutta la violenza
che, quando si lancia,
nulla si può difendere.
Traduzione di Stefanie Golisch
Verso la fine della sua vita, Rilke sentiva di aver – come diceva lui – esaurito tutte le possibilità della lingua tedesca e cominciò a scrivere poesia in francese – lingua alla quale, accanto alla sua lingua madre, si sentiva più legato. E’ certamente un segno di megalomania, ma alcuni risultati non sono affatto male.
Il 29.12.1926 Rainer Maria Rilke che fino all’ultimo incarnò alla perfezione il ruolo del poeta sui generis morì a Val-Mont ( Montreux) in Svizzera. Per il suo epitaffio scelse un suo verso : Rose, o reiner Widerspruch, Lust, niemandes Schlaf zu sein unter so vielen Lidern. ( Rosa, o pura contraddizione, voglia di essere il sonno di nessuno sotto così tante palpebre)














mariapia detto
“Rosa, o pura contraddizione, voglia di essere il sonno di nessuno sotto così tante palpebre”.
Parto dall’epitaffio, ma la dolce gravità del testo in lingua francese, è una carezza ancora più.”Nul ne se défend” Grazie!
Maria Pia Q.
Sparz detto
cara Stephanie, non sto a ripeterti quanto apprezzi queste tue proposte rilkiane. Ti prego, non fermarti, oltretutto questi ultimi versi in francese non sono facilmente reperibili.
lambertibocconi detto
Molto bella! Ma perché megalomania se uno è di lingua tedesca e scrive in francese? Pensa che super super mega-megalomania sarebbe se stesse zitto! :-) (battutona filosofica di Anna)