IL MURATORE IN CATTEDRA di Valter Binaghi
Posted by vbinaghi on January 14, 2008

Due notarelle soltanto, in merito agli ostacoli frapposti da docenti romani ad una visita del Papa all’Università La Sapienza, di cui potete leggere qui.
Il saggio disse che la casa dell’uomo, palazzo o capanna che sia, è lo spazio di una dimora, che l’uomo riveste con amore e governa come una reggia perchè questa è la natura dello spirito: regnare sulla natura. Il manovale disse: sarà anche così, ma una casa innanzitutto è fatta di mattoni. Lo so ben io, quanti sacchi di materiale mi tocca portare su e giù per i vostri comodi.
Ci fu un tempo molto lungo, nella storia dell’uomo, in cui queste due opinioni non erano che un’unica verità, custodita e difesa dal senso comune, prima che dalle gerarchie .
Poi arriva l’età oscura che si dice chiara, in cui quel misto di avidità e scrupolo che sono le virtù borghesi conquista il mondo, e prova a forgiarlo a propria misura. Innanzitutto prendere la verità del muratore ed eleggerla a principio di legislazione universale: risparmiare sui mattoni è la via della salvezza, il moto perpetuo è l’apocalisse della meccanica. Si comincia a prendere a sberle chi pretende di sapere l’architettura. Quella che era una mezza verità diventa una mostruosa camicia di forza al pensiero.
Siete gente che legge? Per farvi un’idea di un meccanico che contrabbanda la sua metafisica pensate a Odifreddi. Preferite emozioni più forti, volete vedere un meccanico in totale libertà (ma il transgenico vi annoia)? Pensate all’isola del dottor Moreau.
«La Chiesa dell’epoca di Galileo si attenne alla ragione più che lo stesso Galileo, e prese in considerazione anche le conseguenze etiche e sociali della dottrina galileiana. La sua sentenza contro Galileo fu razionale e giusta, e solo per motivi di opportunità politica se ne può legittimare la revisione».
Questa affermazione è di Paul Feyrabend, uno dei più stimati epistemologi del XX secolo, e il papa si è limitato a citarla. Attribuendola artatamente allo stesso Ratzinger, i muratori in cattedra con la complicità del loro organo di stampa preferito hanno costruito l’alibi per l’indegna gazzarra inscenata nell’Ateneo romano. Ma chiunque sottoscriva quella frase, non fa altro che un omaggio alla pura e semplice verità storica.
La condanna di Galileo fu giustificata per il senso comune dell’epoca (il costume è principio del diritto), e non ha niente a che vedere con l’inibizione della ricerca scientifica. Il libro di Copernico “De revolutionibus orbium coelestium” girava apertamente da decenni ed era pubblicamente letto anche nelle scuole religiose. Allo stato attuale delle conoscenze fisiche era un suggestivo modello matematico. Quello che si rimproverò e poi si impedì a Galileo fu di insegnare il copernicanesimo come verità incontrovertibile (quando lui stesso non fu mai in grado di esibire prove certe della validità del sistema eliocentrico, ma prove indirette, che invalidavano aspetti importanti del modello aristotelico-tolemaico). Il motivo di tutto questo è evidente, se si pensa che la chiesa a quell’epoca era il garante supremo di una cultura intesa nel senso complessivo del termine (costumi, rappresentazioni condivise del mondo e della società) e vedeva minacciata la coscienza collettiva, che si sarebbe trovata lacerata non solo e non tanto tra ragione e fede, ma tra mondo dell’esperienza (per cui sempre il sole nasce e muore all’orizzonte) e mondo della teoria scientifica, ancora priva di una sintesi intellettuale che desse a questa opposizione una forma vivibile (cosa che di fatto non si è ancora veramente realizzata, e in questo sta uno dei drammi dell’uomo moderno).
Oggi le cose sono molto cambiate: al posto di una rappresentazione condivisa del mondo e di un’autorità morale e teologica che la garantisce, c’è il libero dibattito delle opinioni (e il disorientamento collettivo che ne deriva: ma tranquilli, nessuno qui rimpiange l’Inquisizione). Tuttavia la chiesa non fa niente di diverso di allora, perchè è questo il suo compito: proclama la verità dell’architetto a complemento di quella dei manovali, e chiede alla coscienza morale di integrarle, senza altra pretesa che di persuadere chi ne riconosce la sapienza e l’autorevolezza.
Ma i muratori non vogliono il papa in visita al Tempio.
L’usurpazione del grado si fa sopruso e violenza, e intimazione di silenzio.
Si dice perseguitato mentre perseguita, l’agnello mannaro.
P.S. – Ogni riferimento alla Massoneria è puramente casuale.

















etendard said
bel post. complimenti.
ciao
lambertibocconi said
io invece lo trovo davvero brutto. de gustibus…
cletus1 said
E’ una partita che si gioca su altri tavoli. Ferme rimanendo le reciproche convinzioni, viene da chiedersi chi è più oscurantista ?
Chi impedisce di parlare all’altro, diverso da se, cos’è ?
Che imparino dall’Onu, lì hanno dato la parola (si perdoni l’accostamento) anche ad Ahmadinejad.
Ezio said
“Dal punto di vista delle conseguenze concrete della svolta galileiana, infine, C. F. Von Weizsacker fa ancora un passo avanti, quando vede una «via direttissima» che conduce da Galileo alla bomba atomica. Sarebbe assurdo costruire sulla base di queste affermazioni una frettolosa apologetica. La fede non cresce a partire dal risentimento e dal rifiuto della razionalità, ma dalla sua fondamentale affermazione e dalla sua inscrizione in una ragionevolezza più grande.”
elena f said
http://www.fattisentire.net/modules.php?name=News&file=article&sid=2800
da notare che gli studenti cattolici rispondono all’intolleranza dei loro colleghi e di quei docenti con una veglia di preghiera
robertorossitesta said
Caro Valter,
approvo in pieno, sempre che naturalmente la visione del muratore e dell’architetto compongano un’unica verità,
e che la posizione dell’architetto non serva da sola a tenere il muratore “al proprio posto”.
Ma ultimamente non è questo il pericolo: nelle varie “rivoluzioni culturali” degli ultimi decenni abbiamo assistito sovente al fenomeno opposto…
Un caro saluto,
Roberto
mauro said
post quanto mai opportuno, ma inutile per chi vive di pregiudizi irrazionali basati sullo scientismo-catodico-parruccone alla Odifreddi…
Giocatore d'Azzardo said
Sarò anche fatto strano, ed è una certezza, ma riporto anche qui il commento che ho lasciato da Valter.
Valter, personalmente non ritengo opportuna una visita del Papa e l’esposizione delle sue idee (religiose) all’interno di una Università che è e deve rimanere laica.
Il Papa ha migliaia di opportunità per dire e raccontare ciò che vuole, quando vuole e sugli argomenti che vuole, ma lo faccia fuori dalle strutture universitarie laiche del Paese.
Se ne vada alla Cattolica se vuole parlare in un’Università, è assolutamente legittimato a farlo, ma non lo faccia in un’Università pubblica e laica, dopo aver citato e sostenuto le tesi di Feyrabend, perché di tesi si tratta e come tali non dimostrabili.
Faccia retromarcia, come ha fatto malamente, molto malamente, dopo il discorso sull’Islam, e se ne rimanga in Vaticano. Oppure, in questo caso, non esistono i presupposti per rimangiarsi una ‘citazione’ che fa acqua da tutte le parti? Anche sull’Islam aveva ‘citato’ e, personalmente, non ho mai amato i citatori.
Aggiungo solo che, partire da Galileo per arrivare alla bomba atomica, mi pare una ‘cagata pazzesca’; per dirla alla Fantozzi. E’ la stessa logica di coloro che vogliono ‘controllare’ internet perché è ‘brutta e cattiva’ oppure controllare, allo stesso modo, il mondo: anche quello ‘brutto e cattivo’.
Blackjack.
Ezio said
BlackjacK e agli altri che insistono su questo punto (non Sofri, come al solito illuminante oggi su Rep.): il Papa confuta sia Feyerabend che la bomba atomica. Che, nel tipico modo contorto della sua prosa, definisce in pratica assurdità. E’ chiaro questo o no? Evidentemente no.
Io, che credo non sia stata una bella idea invitarlo all’inaugurazione dell’anno accademico, non riesco, comunque, a non pensarla come Sofri e Dario Fo: la libertà di parola è per tutti. E questa gazzarra e questa prosa (”sconcertante iniziativa”, “incongruo evento”) siano di una volgarità e di una violenza per me altrettanto intollerabili.
Ciao,
Ezio
Carlo Cannella said
La libertà di parola è per tutti, ci mancherebbe altro, ma tirarla fuori in un contesto del genere non è propriamente corretto. Faccio mio un pensiero altrui. La libertà di parola qui non c’entra niente, c’entra semmai il diritto di parlare all’Università, che è un diritto che non esiste, come non esiste il diritto di inaugurare l’anno accademico.
Essi sono semmai dei privilegi, degli onori riservati a personalità che possono avere legami positivi con l’Università.
Alla luce di questo mi associo alla protesta, poichè a mio avviso un Papa come questo non ha legami positivi nè con l’Università nè con la Scienza, dunque non gli si dovrebbero conferire questi onori. Punto e basta.
forzaelettromotrice said
mi permetto di segnalare l’idea di Daniele Gouthier: http://ilmitodierdos.blogspot.com/
rferrazzi said
Non so. A me pare, semplicemente, che certi accademici non più tanto in auge abbiano tentato un colpo spettacolare e abbiano finito per tirarsi la zappa sui piedi. Se avessero atteso il discorso del Papa per poi dissentire elencando le loro ragioni avrebbero avuto audience e avrebbero innescato un vero dibattito. Così invece fanno la figura degli intolleranti.
A volte anche i professori universitari sono un po’ ingenui.
luminamenti said
Se io fossi nemico del Papa (o lui di me) mi farebbe tantissimo piacere e onore ascoltarlo. Il Dialogo è opportuno. Proprio in quella sede! Questa volta Asor Rosa mi ha inquietato. Come ho sempre sostenuto, è facile proclamare la solidarietà, la tolleranza, la comprensione con chi non è tanto distante da noi. Appena le distanze si allungono tutte le belle idee dell’illuminismo sembrano svanire.
Beninteso, questo vale anche per il Papa nei confronti degli atei, abortisti, preti sposati, eccetera eccetera.
Questo Papa è un ideologo come quelli che stanno dall’altra parte. Di Mistica e metafisica neanche l’ombra!
elena f said
http://www.corriere.it/editoriali/08_gennaio_15/dellaloggia_90ceedb8-c330-11dc-b859-0003ba99c667.shtml
una riflessione interessante
Giocatore d'Azzardo said
Ezio, ma chi la nega la libertà di parola al Papa? Che racconti ciò che vuole, con le parole che vuole, ma non all’inaugurazione dell’Anno Accademico di una Università laica.
Vorrà tornare per una lezione? Bene anzi, benissimo, ma dopo l’inaugurazione dell’Anno Accademico. L’imprimatur scientifico all’apertura, sia lasciato a chi ha qualcosa di scientifico da raccontare e non vedo nessun motivo per concedere spazi non scientifici all’interno di un ambiente scientifico, laico per definizione e che laico deve rimanere.
Esagero e le mie affermazioni sono banali e non all’altezza di quelle di Sofri? Poco male, mi tengo la mia bassezza e gli lascio tutta l’altezza del mondo, così come la lascio al peggior nobel per la letteratura che sia mai stato assegnato.
Blackjack.
vbinaghi said
Il tema dell’inaugurazione era “Pena senza morte”.
Non la relatività einsteiniana.
Da qui la pertinenza dell’invito: a meno che si pensi che solo il fisico molecolare o il nutrizionista abbiano qualcosa da dire a riguardo.
Nessuno poi si sofferma sul fatto che ciò che si contesta al papa come un’insulto alla comunità scientifica è in realtà l’opinione di un epistemologo tra i più celebrati, che lui si è limitato a citare.
La realtà è che non esistono motivi “scientifici” per chiudere la porta in faccia a un’autorità morale in visita, che sia il papa o il dalai lama.
I motivi sono altri, ben radicati nella storia degli ultimi secoli, costantemente all’opera per falsificare e denigrare l’unica voce che pone un freno all’esito nichilistico non della scienza ma della morale scientista.
Squadra e compasso: stanno nascosti e mandano avanti coglioni come Dawkins e Odifreddi, ma li conosciamo bene.
marco guzzi said
Questa insurrezione “scientifica” contro il Papa, che andrebbe ad inquinare le sacre stanze della libera ricerca universitaria, porta con sé un sapore d’altri tempi, di un ottocento molto provinciale e piccolo borghese.
Ben altri sono i problemi attuali dell’università e del sapere in generale.
Non per questo me la sento di concordare con Feyerabend, che era un genio che amava sbigottire i benpensanti razionalisti, quando asserisce che il processo a Galilei fosse giusto.
Preferisco ricordare queste parole di Giovanni Paolo II: “La grandezza di Galileo è a tutti nota, come quella di Einstein; ma a differenza di questi che oggi onoriamo di fronte al Collegio cardinalizio nel nostro palazzo apostolico, il primo ebbe molto a soffrire – non possiamo nasconderlo – da parte di uomini e organismi di Chiesa. Il Concilio Vaticano II ha riconosciuto e deplorato certi indebiti interventi: “Ci sia concesso di deplorare – è scritto al n. 36 della Costituzione conciliare Gaudium et spes – certi atteggiamenti mentali, che talvolta non mancarono nemmeno tra i cristiani, derivati dal non avere sufficientemente percepito la legittima autonomia della scienza, e che, suscitando contese e controversie, trascinarono molti spiriti a tal punto da ritenere che scienza e fede si oppongano tra loro;. Il riferimento a Galileo è reso esplicito dalla nota aggiunta, che cita il volume Vita e opere di Galileo Galilei di Mons. Paschini, edito dalla Pontificia Accademia delle Scienze.”
La riabilitazione di Galilei da parte della Chiesa cattolica è stata perciò un atto necessario e paurosamente tardivo.
Non dimentichiamo però che Feyerabend utilizzava un metodo che lui stesso descrive così: “L’anarchico-epistemologico non ha alcuno scrupolo a difendere anche l’asserzione più trita o più mostruosa. … Il suo passatempo favorito consiste nel confondere i razionalisti inventando ragioni convincenti a sostegno di dottrine irragionevoli”.
Magari avessimo un po’ tutti l’umorismo di Feyerabend…. ci faremmo un sacco di risate di fronte a questi mesti sacerdoti della scienza, come pure di fronte a chi, e non è uno scherzo, continua a giustificare i carnefici di Giordano Bruno.
Saluti affettuosi a tutti e un grazie a Valter per le sue sollecitazioni sempre così puntuali e mordenti.
Marco Guzzi
vbinaghi said
@Cannella
“un papa come questo”
Come lo vuole il papa, esimio?
Abortista e nudo alla meta?
dlombardini said
ultima ora, il papa non farà più la visita.
elena f said
democratia in pacem requiescat
Carlo Cannella said
Chi ha detto che Binaghi non fa ridere?
andrea said
un bel giorno per uno stato laico: il papa rinuncia alla sua “visita”. E’ bello che l’universita’ abbia reagito e abbia vinto. Come si fa a invitare nel giorno dell’inaugurazione colui che piu’ di ogni altro pretende di insegnare cos’e’ al verita’ e di mettere a silenzio la ricerca scientifica, filosofica, letteraria….. Se la ricerca umana non conduce dove lui dice, e’ sbagliata ed e’ il covo di satana. E poi la piantino i cattolici oltranzisti di dire che si mette il bavaglio al papa! che coraggio! accendete la tv e ditemi quale telegiornale non riporta giornalmente le sue parole, invettive, opinioni. Questo e’ un papa che ha ripreso a celebrre la messa dando le spalle ai fedeli….
Luce said
Andrea concordo in pieno. Finalmente una “reazione” in questo Stato dove la laicità non può esistere senza subire ogni giorno le prosopopee dei mercanti nel tempio. Tutto il mio rispetto per la religione cristiana, ma è ora di finirla con una Chiesa che di cristiano non ha nulla. Un mio amico prete che tutta la vita a lottato per una Chiesa diversa diceva che si dovrebbero convertire, dovrebbero incominciare a parlare la lingua di Cristo invece che proporre la loro litania ipocrita. Vogliono l’ottundimento delle coscienze e hanno lavorato in maniera indefessa contro lo sviluppo della persona come essere pensante e dotato di senso critico. E’ ora che qualcuno faccia presente che non siamo servi pronti a chinare la testa e che siano loro i primi ad ascoltare se vogliono essere ascoltati.
fabry said
non credo sia una vittoria quella di impedire al papa di parlare. bisogna rivedere molte cose e che sia benvenuto chi lavora per una società in cui ci si potrà incontrare tra persone che la pensano diversamente. ho creato il blog con questo fine preciso. e con questo fine lo porto avanti insieme agli altri redattori.
saluti a tutti
fabry
vbinaghi said
Siete fantastici, paladini della libertà di ricerca.
Peccato che non dimostriate lo stesso zelo con le multinazionali e i potentati economici che ai programmi di ricerca concedono o meno finanziamenti, dettando le regole del profitto, certo meno fastidiose delle riserve morali che vi preoccupano tanto.
Ma voi preferite alla voce schietta del pulpito il sussurro suadente che sale dal basso, o credete che la scienza abbia smesso di avere un Signore e non ha un Padrone?
Chi è interiormente libero non esclude e non segrega.
Per quanto mi riguarda, oggi ho la riprova di quello che penso da tempo: oggi il campo delle scienze soffre soprattutto della degenerazione antropologica e intellettuale dei suoi praticanti.
Luce said
E poi non prendiamoci in giro: Fayerabend ha pronunciato quelle parole in altro contesto. Quella frase ripresa dal Papa assume un significato preciso, è a difesa di una posizione(sbagliata) a detrimento di Galileo e di tutti coloro che, in un modo o nell’altro, hanno pagato un prezzo altissimo per esercitare il libero pensiero e la ricerca scientifica. L’unica cosa che la Chiesa dovrebbe fare nei riguardi di Galileo e di molti altri è un “mea culpa”. Cosa che peraltro era stata fatta, con qualche centinaio d’anni di ritardo, ma era stata fatta. E mi sembra fosse stata fatta dal Papa precedente…
Luce said
Il primo degenerato è lei Binaghi che mi pare avere qualche fissazione di troppo. Anche lei deve essere vittima di qualche “sistema” che uccide il senso critico. A ciscuno il suo.
vbinaghi said
Luce (o fanale che sia) anzichè insultare, perchè non prova a smentire quanto ho detto in 25.?
Luce said
Perché alle elementari mi hanno insegnato che non si possono sommare le pere con le mele. Lei imposta i ragionamenti in un modo che la mia degenerazione antropologica e intellettuale mi impedisce di comprendere. Da cosa deduce che gli stessi che qui si battono per un qualcosa non si battano anche per altro?
Non intendevo insultarla, era solo una battuta per rispondere ad affermazioni un po’ pesanti nei confronti di chi la pensa diversamente da lei. Vede che preferisco la voce schietta?
andrea said
Gentile Binaghi, ricerca e’ tante cose. E’ anche pensiero filosofico tacciato di aggressione alla verita’ rivelata, e’ ricerca teologica bocciata e seppellita perche’ diversa dalla teologia di ratzinger (attenzione, qui stiamo poi parlando di teleologia, non di magistero; cari cattolici, se volete intendere, intendete).
e poi la ricerca scientifica. Tu che ne sai Binaghi? Lavoro nella ricerca da dieci anni. Stipendi da fame, 12 ore di lavoro al giorno, di quali multinazionali stai parlando? io parlo di gente che fa scienza seriamente e si sente attaccata da chi pretende di avere la verita’ in tasca invece di cercarla con umilta’….
andrea said
scusate il doppione, il sito va un po’ a rilento…
volevo aggiungere: a proposito di liberta’ di parola in universita’: chiedete ad Emanuele Severino! che splendido esempio di accoglienza di un pensiero diverso da parte della Cattolica!
vbinaghi said
Gentile Andrea, se ammetti che è per motivi filosofici o teologici che ce l’avete con Ratzinger finisci col darmi ragione.
Quanto alle multinazionali, non ho accusato di goderne i profitti, ma di subirne i diktat senza strepito. Vogliamo parlare di chimica farmaceutica? Leggiti il libro di un ricercatore, Renzo Tomatis – Il fuoriuscito, poi mi racconti chi comanda.
Gentile Luce, in questo caso non era in questione la libertà di ricerca, ma interdire l’accesso di un’autorità morale (riconosciuta dalla maggioranza degli italiani, mi risulta) l’accesso a un’università per un intervento centrato su una questione morale. Dove sta il sopruso?
vbinaghi said
@Andrea
Severino? Ma lo vedi che ti dai la zappa sui piedi? L’università cattolica è dichiaratamente confessionale, e quindi ammette tra i suoi docenti solo chi ne sottoscrive i principi. L’università laica, che si comporta in questo modo, interpreta la laicità come una religione anti-cattolica!
Ma laico non significa il contrario di confessionale?
andrea said
non voglio negare al papa di parlare in universita’ perche’ non sono daccordo con la sua teologia. Non voglio perche’ lui non vuole alcuna teologia o filosofia o ricerca del sapere. Lui vuole solo magistero e conservazione della tradizione (dimenticandosi le centenarie riflessioni su cosa e’ tradizione, il suo collegamento con la ricerca e il pensiero…. anche da parte cristiana. Una tradizione ferma non e’ tradizione, e’ assolutismo.
vbinaghi said
Rivedi su un buon dizionario il significato della parola tradizione, e vedrai che hai detto una sciocchezza. Tradizione viene da tramandare, come passare un testimone, rinnovando il linguaggio nei tempi e mantenendo fermi i principi.
Scusami (tu e Luce) se sono stato irruento e scostante.
Mi succede spesso, quando difendo non me stesso, ma chi è offeso.
E adesso vado a cena, se Dio vuole.
andrea said
una tradizione che non si rinnnova non e’ “tramandata” e’ solo conservata. Qualche commento su severino o sulla concezione di ricerca del sapere da parte di Ratzinger?
buon appetito.
Luce said
Gentile Binaghi, difendo la libertà di parola di ciascun essere umano, sia esso il Papa o il Sig. Rossi non fa differenza, quindi “no” al bavaglio per nessuno, Papa compreso. La contestazione è diversa dalla segregazione e dall’esclusione. La segregazione e l’esclusione sono una pratica in cui proprio la Chiesa è maestra(vedi Galileo). Lei saprà quanti in Italia sono stati condannati e sono condannato al silenzio, in molti modi. Io l’ho visto da vicino forse è anche per questo che mi sento particolarmente toccata dal problema.
Quindi non auspico che al Papa venga tolta la parola ma accolgo con favore un segnale forte che, per una volta, esprima dissenso nei confronti di un “intoccabile” e di una gerarchia che tanti errori e soprusi ha commesso e continua a commettere al riparo da qualsiasi critica.
luminamenti said
Emanuele Severino, uno dei più grandi filosofi del novecento, sempre aperto al contraddittorio, ha sempre dichiarato che fu giusto il processo che subì alla Cattolica. La Chiesa non poteva comportarsi diversamente.
Il bello che uno dei suoi giudici, Nicoletti, si convinse della validità del discorso di Severino e abbandonò l’abito talare e il cattolicesimo.
andrea said
Certo. Anche Ratzinger dovrebbe dire: qui non posso parlare, sostengo cose che sono contro una libera ricerca del sapere. Severino fu intelligente, Ratzinger e’ solo arrogante.
cletus1 said
chi invece gli impedisce di parlare, va considerato un modello di tolleranza, evvè ?
andrea said
Non penso che al papa manchino le occasioni per farsi sentire (ripeto, e’ in tv piu’ spesso di vespa o costanzo). Dovrebbe anzi leggere un po’ di piu’ il vangelo e praticare l’umilta’. Di ascoltare.
mario pandiani said
Come spesso succede, c’è un dialogo su questioni che stanno su piani diversi.
L’università italiana ha dimostrato per l’ennesima volta la solidità delle sue basi culturali preferendo un isterico rompere i piatti alla possibilità di controbattere nel merito le posizioni del papa.
Questa fuga dal confronto non è diversa dall’immondizia di Napoli ed è rappresentativa dello stato catatonico in cui versa questo disgraziato paese.
D’altro canto bisogna dire che l’arroganza con cui la curia si sta esprimendo, confortata dall’umile ossequio di tutte le forze politiche, è piuttosto fuori luogo, a questo si aggiunge la disinformazione incrociata dei principali mezzi d’informazione che non perdono l’occasione di criticare il papa dove esercita legittimamente la sua autorità, cioè in materia liturgica.
E’ un gran casino, non c’è chiarezza e non ci sono attori qualificati a dirimere la questione culturale.
Quanto ai fratelli tre puntini, è una confessione religiosa che non sembra urtare la sensibilità dei laici.
andrea said
@Pandiani
una precisazione: sulla questione liturgica, il papa non ha piena autorita’, essendoci stato un concilio (Vat II) che ha preso importanti decisioni collegiali su questo punto. Appunto, la collegialita’ dei vescovi, e’ questo che a Ratznger non e’ molto chiaro o non la vuole. Su tutti i temi. Purtroppo questo il cattolicesimo ha perso: la collegialita’ verso il comando di uno solo.
Giocatore d'Azzardo said
Fabrizio: le mie obiezioni non mirano a ‘togliere la parola’ al Papa; può parlare quando vuole, lo fa sempre, direttamente e tramite i suoi intermediari ma, e scusami il paragone, accetterò che il Papa (che, nel frattempo, come per l’intervento sull’Islam ha già ritrattato) parli all’interno di una Università laica, e sottolineo il laica, quando un ateo potrà, invitato, fare un intervento durante la predica a San Pietro.
Non si farà mai e, mancando la reciprocità, che reciprocità si mantenga.
Valter: il giorno in cui lo IOR (Istituto per le Opere Religiose) disimpegnerà TUTTI i suoi investimenti dalle multinazionali di cui parli e renderà pubblici i suoi bilanci, accetterò osservazioni come le tue. Nel frattempo rimango della mia idea e mi tengo la mia malsana morale.
Blackjack.
elena f said
Quando Ratzinger
difese Galileo alla Sapienza
Giorgio Israel
Professore ordinario
di Matematiche complementari
Università di Roma La Sapienza
È sorprendente che quanti hanno scelto come motto la celebre frase attribuita a Voltaire – “mi batterò fino alla morte perché tu possa dire il contrario di quel che penso” – si oppongano a che il Papa tenga un discorso all’università di Roma La Sapienza. È tanto più sorprendente in quanto le università italiane sono ormai un luogo aperto ad ogni tipo di intervento ed è inspiegabile che al Papa soltanto sia riservato un divieto d’ingresso. Che cosa di tanto grave ha spinto a mettere da parte la tolleranza volterriana? Lo ha spiegato Marcello Cini nella lettera dello scorso novembre in cui ha condannato l’invito fatto dal rettore Renato Guarini a Benedetto XVI. Quel che gli appare “pericoloso” è che il Papa tenti di aprire un discorso tra fede e ragione, di ristabilire una relazione fra le tradizioni giudaico-cristiana ed ellenistica, di non volere che scienza e fede siano separate da un’impenetrabile parete stagna. Per Cini questo programma è intollerabile perché sarebbe in realtà dettato dall’intento perverso, che Benedetto XVI coltiverebbe fin da quando era “capo del Sant’Uffizio”, di “mettere in riga la scienza” e ricondurla entro “la pseudo-razionalità dei dogmi della religione”. Inoltre, secondo Cini, egli avrebbe anche prodotto l’effetto nefasto di suscitare veementi reazioni nel mondo islamico. Dubitiamo però che Cini chiederebbe a un rappresentante religioso musulmano di pronunziare un mea culpa per la persecuzione di Averroè prima di mettere piede alla Sapienza. Siamo anzi certi che lo accoglierebbe a braccia aperte in nome dei principi del dialogo e della tolleranza.
L’opposizione alla visita del Papa non è quindi motivata da un principio astratto e tradizionale di laicità. L’opposizione è di carattere ideologico e ha come bersaglio specifico Benedetto XVI in quanto si permette di parlare di scienza e dei rapporti tra scienza e fede, anziché limitarsi a parlare di fede.
Anche la lettera contro la visita firmata da un gruppo di fisici è ispirata da un sentimento di fastidio per la persona stessa del Papa, presentato come un ostinato nemico di Galileo. Essi gli rimproverano di aver ripreso – in una conferenza tenuta proprio alla Sapienza il 15 febbraio 1990 (cfr J. Ratzinger, Wendezeit für Europa? Diagnosen und Prognosen zur Lage von Kirche und Welt, Einsiedeln-Freiburg, Johannes Verlag, 1991, pp. 59 e 71) – una frase del filosofo della scienza Paul Feyerabend: “All’epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto”. Non si sono preoccupati però di leggere per intero e attentamente quel discorso. Esso aveva come tema la crisi di fiducia nella scienza in sé stessa e ne dava come esempio il mutare di atteggiamento sul caso Galileo. Se nel Settecento Galileo è l’emblema dell’oscurantismo medioevale della Chiesa, nel Novecento l’atteggiamento cambia e si sottolinea come Galileo non avesse fornito prove convincenti del sistema eliocentrico, fino all’affermazione di Feyerabend – definito dall’allora cardinale Ratzinger come un “filosofo agnostico-scettico” – e a quella di Carl Friedrich von Weizsäcker che addirittura stabilisce una linea diretta tra Galileo e la bomba atomica. Queste citazioni non venivano usate dal cardinale Ratzinger per cercare rivalse e imbastire giustificazioni: “Sarebbe assurdo costruire sulla base di queste affermazioni una frettolosa apologetica. La fede non cresce a partire dal risentimento e dal rifiuto della razionalità”. Esse piuttosto venivano addotte come prova di quanto “il dubbio della modernità su se stessa abbia attinto oggi la scienza e la tecnica”.
In altri termini, il discorso del 1990 può ben essere considerato, per chi lo legga con un minimo di attenzione, come una difesa della razionalità galileiana contro lo scetticismo e il relativismo della cultura postmoderna. Del resto chi conosca un minimo i recenti interventi del Papa sull’argomento sa bene come egli consideri con “ammirazione” la celebre affermazione di Galileo che il libro della natura è scritto in linguaggio matematico.
Come è potuto accadere che dei docenti universitari siano incorsi in un simile infortunio? Un docente dovrebbe considerare come una sconfitta professionale l’aver trasmesso un simile modello di lettura disattenta, superficiale e omissiva che conduce a un vero e proprio travisamento. Ma temo che qui il rigore intellettuale interessi poco e che l’intenzione sia quella di menar fendenti ad ogni costo. Né c’entra la laicità, categoria estranea ai comportamenti di alcuni dei firmatari, che non hanno mai speso una sola parola contro l’integralismo islamico o contro la negazione della Shoah. Come ha detto bene Giuseppe Caldarola, emerge qui “una parte di cultura laica che non ha argomenti e demonizza, non discute come la vera cultura laica, ma crea mostri”. Pertanto, ripetiamo con lui che “la minaccia contro il Papa è un evento drammatico, culturalmente e civilmente”.
http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/text.html#3
pane al pane come si dice
Giocatore d'Azzardo said
Adesso, mi arrabbio. Si parla di multinazionali quando il Vaticano controlla, tra le altre cose, direttamente o tramite le curie romane il 60% (sessanta, non avete letto male) delle abitazioni di Roma. Ma avete idea di quale potere economico state parlando? O continuiamo a prenderci in giro?
Ci siamo scordati tutti di Marcinkus, Sindona e compagnia speculando?
Per favore, non utilizziamo argomentazioni che mescolino la Chiesa, intesa come insieme di fedeli, con la chiesa struttura economica e di stato e politica. Il Papa ha lo svantaggio di rappresentare sia l’interesse economico, sia l’interesse religioso: fino a quando non scioglierà questo nodo gordiano ha, in questi frangenti, lo stesso livello di credibilità di Montezemolo quando pretende di fare ‘il bene’ dei lavoratori metalmeccanici e spara discorsi retorici alla LUISS. Difatti, il Papa, ha già cambiato idea…
Blackjack.
Giocatore d'Azzardo said
Elena, tutto manca al Papa, tranne la libertà di parola e, per alcuni argomenti, mi trova persino d’accordo. Ma in questo caso la situazione era talmente paradossale e anomala che, mentre noi si discute dell’acqua fresca, il Papa (e il Vaticano) ha già cambiato idea e non andrà o si limiterà a partecipare per ‘qualcosa di diverso’ che scopriremo domani sui giornali.
Il Papa può parlare quando vuole, nessuno glielo vieta e lo fa, sempre, in mondovisione. Non scomodiamo Voltaire per una questione che con il diritto di parola non c’entra nulla; in Italia quelli che non hanno mai diritto di parola sono di altro tipo.
Blackjack.
mario pandiani said
@ andrea, sono perfettamente d’accordo, la collegialità dei vescovi è sempre stato l’organo decisionale della chiesa fino allo scisma, peccato che nelle riforme del vaticano secondo se ne siano dimenticati e abbiano confermato il contraddittorio dogma dell’infallibilità.
Intendevo dire che nel contesto cattolico romano il papa è un’autorità in materia liturgica, mentre non lo è in materia scientifica dove applica esclusivamente un punto di vista morale, giusto o sbagliato che sia, riferendomi alla celebrazione della messa che riistituiva una forma preconciliare che i giornali hanno definito con un risentito “volta le spalle ai fedeli”.
Io credo che l’ignoranza non possa combattere nulla, non difenda nessuno e non garantisca alcun diritto a chiccessia e credo che le istituzioni culturali italiane siano inadatte a fronteggiare una situazione così vasta come la sterzata che il papa sta dando, nel bene e nel male, alla chiesa cattolica.
Non credo che in questo caso si possa definire vittima il papa, ha tutta la visibilità che vuole e l’intelligenza per non mettersi al livello dell’isteria accademica delle nostre università, non sono battaglie, ma una partita a scacchi, vedo da una parte una lungimiranza rilassata e dall’altra uno starnazzare tra ossequi e rifiuti.
E’, tutto sommato, una partita interessante, peccato la disparità dei contendenti.
vbinaghi said
Blackjack, sarai un’autorità nel gioco omonimo, ma spari anche cazzate a raffica. Chiunque può sproloquiare su interessi economici occulti di chicchessia: se non fa nomi dati e cifre sono solo calunnie. Metti insieme casi di pedofilia tra sacerdoti, conti in banca e il diritto di un teologo di interpretare dati scientifici diversamente da come fa un massone darwinista (altro teologo).
Adesso mi arrabbio io. Se vuoi controbattere su questo terreno, che è filosofico e politico, qui trovi materiali e argomenti, il resto è chiacchiera.
Parecchie cose che si sentono qui e altrove sulla posizione della Chiesa e anche su Galileo sono frutto non di conoscenza storica ma di frettolose scorse a bigini artatamente orientati, di cui la pubblicistica anticattolica trasuda da Voltaire a Eugenio Scalfari. Che chiunque abbia diritto di esprimere un’opinione è sacrosanto, ma anche che si distingua tra battute maligne e argomentazioni.
Luce said
Gentile Binaghi,
lei chiede di fare nomi cognomi e cifre
ma secondo lei certe cose, cose che per carità in Italia non sono mai accadute e non accadrebbero mai, uno le andrebbe a scrivere in un thread? Anche qualora una persona fosse al corrente di qualche fatto, in maniera diretta, dopo aver visto la magistratura insabbiare inchieste e persone emarginate e costrette al silenzio, si metterebbe qui a fare l’elenco delle nefandezze che accadono in questo Paese? Suvvia.
Giocatore d'Azzardo said
Valter, purtroppo non ho la pessima abitudine di sparare cazzate. Le vicende dello IOR con Marcinkus e compagnia, passando per BNL, Antonveneta, gli omicidi Calvi e Sindona, etc… etc…, sono state rese note solo parzialmente, ma rileggerle non farebbe male e basta volerlo. Per le proprietà del Vaticano a Roma basta consultare i dati catastali oppure, per abbreviare il lavoro, vedersi le inchieste della Gabanelli.
Per quanto riguarda i preti pedofili (che non ho volutamente citato in questo intervento, ma solo da te perché l’argomento non c’entra nulla e qui non era mai stato citato), basta fare una passeggiata a San Giovanni in Roma, osservare il ‘reggente’ della parrocchia e andare a consultare gli archivi dell’FBI sui pedofili condannati: ti garantisco che le fotografie coincidono e non solo quelle; anche nome e cognome. Chiudo qui il tema che non sono di certo fra quelli che sostengono che tutti i Preti sono pedofili.
Se poi pensi che la filosofia e la politica siano argomenti solo per docenti e/o insegnanti e/o intellettuali, caschi male, perché anche la filosofia e la politica devono fare di conto con i numeri (e i dati che ti ho citato e puoi verificare come e quando vuoi) e con i numeri, scusami, ma devi fare ancora tanta strada prima di riuscire ad argomentare seriamente.
Blackjack.
mario pandiani said
La partita io credo poi che sia un’altra, forse giudicare isterica l’università è un abbaglio che mi sono preso, forse la questione è la chiusura sistematica a qualsiasi dibattito che ponga un confronto tra scienza ed etica.
Vista così non è più una sconfitta dell’istituzione universitaria nè una vittoria morale del papa, in quanto è il confronto stesso nel dialogo dei due termini che viene pubblicamente delegittimato con un “Ben ti sta”.
Il rifiuto di argomentare nel merito, a questo punto, è legittimamente utilizzabile verso qualsiasi posizione etica o morale, e quindi facente riferimento a valori altri dall’investigazione scientifica, di fatto è un passo avanti dello scientismo come opera autonoma e indiscutibile.
Quando anche l’ultimo ostacolo alla ricerca scientifica e alle sue applicazioni verrà rimosso…
In questo caso allora temo che l’inadeguatezza sia nella credibilità generale che ha l’istituzione ecclesiastica romana nella sua struttura e forma come oggi risulta dalla sua storia e dal suo comportamento, un duro compito per il papa, ha chi gli rema contro anche in casa.
vbinaghi said
Okay. Allora io mi metto a screditare persone istituzioni e dottrine, fondate su informazioni non condivisibili riguardanti innominabili membri delle istituzioni medesime. E pretendo che si prenda la mia parola per oro colato? Suvvia.
Siccome qui il punto non è chi va a letto con chi o chi fa la cresta sulla spesa a chi, ma il concetto di laicità in relazione ad autorità morali e accademie scientifiche, non è meglio restare sul terreno delle idee?
elena f said
il docente di cui ho postato l’articolo, nel proprio blog rincara la dose. non posso che dirmi in pieno accordo.
ma già einstein lo diceva: “è più facile spezzare un atomo che un pregiudizio”
“COME MAI IN SOLI DUECENTO?
Come mai un gruppo di 67 docenti che scrivono un documento da pezzenti capitanati da un “cattivo maestro” che scrive un documento ideologico pieno di assurdità, assieme a un centinaio di esagitati riescono a impedire al Papa di venire all’università? Come mai circa duecento persone riescono a far fare una figura di merda a un intero paese?
Volete una risposta?
La do raccontando un piccolo episodio.
A un collega – docente illustre, anziano e rispettato – ho detto che trovavo delirante che negli USA la Columbia University avesse invitato un delinquente patentato (negatore della Shoah, programmatore della distruzione di uno stato membro dell’ONU) come Ahmadinejad e in Italia l’università La Sapienza non riuscisse a invitare una persona rispettabile come Benedetto XVI. Sapete cosa ha risposto? Che Ahmadinejad non è pericoloso per gli Stati Uniti quanto lo è il Papa per l’Italia…
Questa è l’acqua demente in cui nuotano quei duecento fanatici.
Ed ecco perché viviamo in un clima così mefitico, che ha indotto (giustamente) il Papa a rinunciare.
Ha detto bene Cossiga: questa è la grande vittoria del grande popolo dell’Unione.
Ma forse è una gran vittoria di Pirro.”
affermazioni che troverete qui
http://gisrael.blogspot.com/
Giocatore d'Azzardo said
Valter: i FATTI che ti ho riportato QUI (!!!) sono TUTTI verificabili! Basta che tu abbia voglia di andarli a verificare. Se non vuoi, non è un problema mio, ma tuo.
Tanto per chiarire:
1) non sono stato io a tirare in ballo il paragone con le multinazionali, ma tu in un intervento.
2) non sono stato io a tirare in ballo QUI (!!!), il discorso della pedofilia all’interno della struttura della chiesa.
Alla fine tutta la filosofia di questo mondo e tutta la politica di questo mondo devono togliersi i guanti bianchi e decidersi ad infilare le dita nella merda della vita quotidiana, se vogliono essere credibili.
Nel frattempo, tanto per puntualizzare, il Papa, come per l’intervento sull’Islam, ha già cam biato idea. Mi spieghi a quale posizione filosofica appartiene il cambiare idea e ritrattare quando parte una qualunque contestazione?
Blackjack.
vbinaghi said
Blackjack, hai già detto tre volte che il papa ha cambiato idea, come se avesse visto il sol dell’avvenire sulla via di Damasco: il papa ha semplicemente deciso di non andare dove era stato invitato ma era da alcuni non desiderato, e la figura di merda non l’ha fatta lui ma l’università.
Io ho tirato in ballo i potentati economici che condizionano i programmi di ricerca scientifici, come esempio di doppiopesismo: le eventuali contaminazioni tra capitali del vaticano e investimenti nelle multinazionali non c’entrano nulla.
Detto così fai solo confusione, sposti il problema: non sono nato ieri, e la storia di Marcinkus la conosco bene, ricordati che sono pure più vecchio di te, ma ripeto, con questo discorso non c’entra nulla. Ratzinger è un teologo e un professore, ma fosse anche un commercialista con la polemica in questione continuerebbe a non c’entrare nulla.
Giocatore d'Azzardo said
Valter, bastasse la vecchiaia, per avere conoscenza, saremmo il paese più intelligente del mondo.
Vado a dormire che stamattina, alle 7, ho un volo per Roma.
Blackjack.
jolanda catalano said
@ Giocatore
…bastasse la vecchiaia,per avere conoscenza…
non so chi tu sia ma mi stai simpatico.
jolanda
Luce said
Giusto Binaghi, parliamo di idee. Lo stato laico è una cosa, l’autorità religiosa è altro. La comunità scientifica è dentro a uno stato laico, non ha nulla a che fare con la religione. Ma perché continuate, e continuano i media, a parlare di figura di merda? A me pare che all’estero spesso ci vedano come un paese asservito al Vaticano e succube di una potere politico-religioso che ha ben poco, come concezione dello stato, di moderno. Mi sembra anche che altri paesi che non hanno la fortuna di avere il Papa non siano per questo allo sbando sotto il profilo etico, anzi. Sottolineo che non è una vittoria che qualcuno rinunci a parlare(perché è stata una rinuncia, probabilmente al fine evitare la contestazione) ma in una situazione come quella italiana in cui l’autorità religiosa ha un’ingerenza che non mi sembra da stato laico, un segno di dissenso e un moto di ribellione a parole che vanno in senso contrario allo spirito dell’università e della ricerca non mi sembra così fuoriluogo. Comunque da tutta questa faccenda il Papa ne uscirà rafforzato, questo è evidente dalla piega che ha preso il dibattito che non c’è.
Giovanni Nuscis said
Il fatto sconcerta per due ragioni. La prima, immediata, di carattere umano, per il fatto di voler impedire ad un proprio simile – anche a voler prescindere dal ruolo e dalle posizioni di un papa – di accedere ad un determinato luogo e di esprimere la propria opinione. La seconda, invece, deontologica, trovando paradossale e scarsamente compatibile col ruolo di pubblico dipendente proporre al rappresentante della struttura di disattendere alla sua naturale vocazione (all’apertura, al confronto di culture e di esperienze), nella semplice ottica del servizio all’utenza (che finanzia).
Diritto sacrosanto di opinione, dunque, ma a titolo dichiaratamente personale.
Questo per restare ai fatti, senza debordare cioé sulla lunga e complessa storia della chiesa, sulle non poche e inaccettabili contraddizioni.
riccardo said
Un dato da nessuno ricordato:
Ratzinger è stato docente nelle università statali laiche della Germania… stato che a differenza del nostro prevede l’insegnamento nelle strutture statali, ripeto: statali, della teologia. Accanto a professori protestanti ecc. La nostra nazione, se ancora si può parlare di qualcosa che più informe e deforme non potrebbe essere, è solo un agglomerato di provincialismi etici e morali. Davvero uno squallido spettacolo.
vbinaghi said
@Luce
parole che vanno in senso contrario allo spirito dell’università e della ricerca
Questa è la falsità: la teologia non invita a cercare meno, semmai a cercare di più. La forma della casa, non solo i mattoni.
Ma non c’è niente da fare: la tua idea di chiesa l’ho avuta anch’io fino a trent’anni, prima di accorgermi di essere vittima di sistematiche falsificazioni storiche e mediatiche.
Semplicemente: è una caricatura.
jolanda catalano said
……E poi…il titolo del post…tirare in ballo i muratori…operai che si ammazzano di lavoro….che a volte ci lasciano la pelle….che …forse potrebbero avere anche un foglio di laurea chiusa in un cassetto….
…sono a totale difesa dei muratori…ma quel titolo,quel titolo…
lambertibocconi said
Cara Jolanda, come indica anche l’immagine del compasso e della squadra, il titolo era una chiara allusione alla Massoneria, anche detta Libera Muratoria. Si sa che per “una certa galassia di idee” banchieri, massoni ed ebrei sono l’orrendo nemico della civiltà tradizionale cristiana…
jolanda catalano said
Cara Anna,ti ringrazio per la spiegazione ma quando ho visto il titolo e il nome del postatore,poco o niente mi sono fermata sull’immagine a corredo.
un saluto
jolanda
paolocacciolati said
Scusate, in tutto questo ululare mi sono perso le reali motivazioni dell’annullamento della visita del Papa. “A seguito delle ben note vicende di questi giorni – ha detto una nota del Vaticano – si e’ ritenuto opportuno soprassedere all’evento”. E stop.
Naturalmente il dottor Sottile Giuliano Amato si è affrettato a dichiarare che non c’erano rischi per la sicurezza del Papa. Mooolto affrettato.
Ecco, mi piacerebbe sapere se sono seguite altre motivazioni da parte del Vaticano sull’annullamento della visita.
cletus1 said
Che spettacolo !
la prima constatazione da fare è che il corpo accademico (che come qualcuno ha ricordato qui, viene pagato con le tasse dei contribuenti tutti, fossero anche inclini all’animismo, a rituali voodoo, o del tutto agnostici) ha ritenuto opportuno contravvenire ad un elementare regola di buona educazione. Anche volendo spogliare la figura del Papa del suo portato religioso, si poteva serenamente attenersi al suo status di capo di stato (d’accordo,del tutto particolare) al quale concedere l’onore di parlare durante l’inaugurazione dell’anno accademico, e poi se del caso dissentire, in contraddittorio, dalle sue tesi. E’ stato il Rettore ad invitarlo, non lui a proporsi.
Più che lecito che in seno agli illustri docenti ci sia chi non lo possa vedere dipinto, ci mancherebbe. Ma invece di meravigliarsi per la latitanza di tanta coerenza in altre circostanze (penso al sereno incedere di cazzate sparate dal comitato di bioetica avverso, ad esempio, alle manipolazioni genetiche volte al contrasto di malattie terminali, o prim’ancora avere un qualche sussulto civile ad esempio sulla questione dell’eutanasia, sulla quale la mancata concessione dei funerali al povero Welby basta da sola per far capire a quali latitudini viaggi il pensiero della Chiesa in proposito- mentre a Roma concede la sepoltura non so in quale basilica ad un boss della banda della Magliana). Facezie, si dirà. Ma di questo passo adesso aspettiamoci enne trasmissioni in Tv, dove sostanzialmente si dirà di tutto, il meglio e il peggio, per poi restare, molto “italianamente” (e tristemente, aggiungerei) allo stesso identico punto di partenza.
Dov’è che ho messo il Gattopardo ?
Luce said
Caro Binaghi al 62, la teologia no. Questo papa sì. Posso non essere d’accordo con molte posizioni della Chiesa e posso, da cittadino di uno stato laico, lamentare un’ingerenza che, ripeto, non è da stato laico? Il discorso è ampissimo, non si può esaurire qui. La mia idea della Chiesa(la Santa Romana) deriva da un’esperienza diretta e dalla vicinanza a personalità illustri all’estero e censurate in Italia. Persone, appartenenti al clero e con passaporto vaticano, che si sono battute per un Chiesa diversa(pur rimanendo all’interno di essa), per una svolta in senso cristiano.pPrciò la mia idea non è frutto di falsificazioni anzi, ho potuto vedere ed esperire un’altra verità, una verità che in questo paese non verrà mai a galla.
elena f said
@66
http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/esteri/benedettoxvi-19/retroscena-sapienza/retroscena-sapienza.html
spero sia utile
marco guzzi said
Mentre si impediva moralmente, esteticamente, al papa di parlare all’università di Roma, l’università pontificia ecuadoregna offriva la laurea honoris causa in scienze politiche a Bertinotti, un comunista…
Paradossi del presente: chi è più laico? chi più tollerante?
Se la Chiesa si libererà sempre più profondamente delle proprie tendenze storiche contro la libertà, potrà diventare ciò che misticamente è: il corpo dell’uomo libero.
La via del rispetto dell’altro d’altronde resta infinita…
Marco Guzzi
paolocacciolati said
Grazie Elena. Da quanto trapela dall’articolo, alla radice della decisione c’è l’incapacità da parte della nostra polizia di gestire l’evento assicurando la sicurezza del Papa. Proprio quello che si vorrebbe far passare in secondo piano.
P.
Return said
L’incapacità della polizia te la sei sognata. Nell’articolo non c’è.
vbinaghi said
@Lamberti Bocconi
Sia chiaro che qui gli ebrei ce li hai messi tu, non io.
Quanto la finanza sia amica del genere umano lo lascio per un altro post, ma che la massoneria sia una contro-chiesa, esplicitamente votata alla distruzione del cattolicesimo, basta conoscerla per saperlo
@Catalano
Faccio l’insegnante e non ho mai considerato l’ignoranza una colpa. Ma l’ignorante che sputa sentenze su qualsiasi cosa gli capiti sotto il naso non è un ignorante, è un presuntuoso.
Se volesse decidersi a disertare i miei post, visto che la disistima è reciproca, ne saremmo entrambi soddisfatti, le pare?
jolanda catalano said
Come faccio a disertare i suoi post,messere. La mia grande ignoranza che mi fa diventare presuntuosa non può esimersi da simili leccornie.
sempre serva sua a vita,come un’ombra dentro il suo specchio
paolocacciolati said
Riporto dall’articolo:
“Solo in Segreteria di Stato il cardinale Bertone ha cominciato a fiutare l’allarme appena si è sparsa la notizia dell’occupazione del rettorato da parte degli studenti più radicali…Attraverso le sue persone di fiducia valuta le informazioni che gli vengono dal Viminale e dal prefetto di Roma e si fa un’idea del vero pericolo. Scontri tra estremisti di destra e di sinistra nel campus universitario, intervento della polizia, rischio di feriti. Tafferugli e una salva di fischi all’indirizzo del pontefice nell’aula dove pronuncia il discorso.
Confiderà poi un prelato della Segreteria di Stato: “È stato un atto di cortesia”. Verso l’università e in fondo anche verso le autorità italiane.”
Più che un atto di cortesia lo definirei un atto di pietà nei confronti dell’incapacità delle autorità pubbliche.
Eh, mio caro Return, forse per un prode come te, che non si firma, sarà una sciocchezzuola entrare e uscire da un posto scortato da cordoni della polizia, in mezzo a un clima di rissa fomentato da fascisti sedicenti studenti. Sciocchezzuole, vero?
luminamenti said
Conosco diversi massoni e non mi hanno mai dato l’impressione che vogliano distruggere il cattolicesimo.
Return said
Per un cretino come te, che crede che scrivere nome e cognome in calce a un post sia segno di coraggio, non lo sarebbe di sicuro. Amato ha dichiarato che non c’era nessun rischio, sicurezza garantita al 1000×100. Poi Bertone può pensare quel che crede ma non è suffragato dai fatti. Ma uno che ripete da anni di voler dividere, io sono la spada e via dicendo non si può sorprendere di suscitare vivaci contrapposizioni in un luogo come l’università tradizionalmente permeabile alle intemperanze. Qualche tafferuglio fra studenti di destra e sinistra? A Roma capita quotidianamente. Capisco potessero preoccupare i fischi in aula, quello sì.
vbinaghi said
@Luminamenti
Ti hanno preso per il culo.
paolocacciolati said
Oh mio prode return, capisco che per uno come te l’insulto sia propedeutico all’espressione del pensiero. Bene, adesso che ti sei sfogato da noi, vai pure a scatenare tafferugli in giro. Ti ci vedo bene. Vai, vai.
Return said
caro paolocacciolati, uno che ha la faccia di dire nome e cognome, come se fosse interessante, mi congratulo con lei per avere notizie di prima mano sulle condizioni di sicurezza nella Città Etena. Lei lo sa, oh se lo sa, moooolto meglio del ministro dell’Interno quanto sarebbe stato pericoloso. Lei lo sa cosa significa passare attraverso cordoni di polizia, sorbole!, mica come il pontefice, a cui capita di continuo in quanto capo di stato, certo.
Ma rilegge quel che scrive?
luminamenti said
Cos’è Binaghi un argomento il tuo? Rispamiami la volgarità gratuita, se ti è possibile, se vuoi.
vbinaghi said
Senti Lumina, il problema con te e le tue bibliografie è che puoi dimostrare tutto e il contrario di tutto. Quanto alle conoscenze personali, si può essere massoni anche solo per fare affarucci in paese o per giocare a poker col farmacista, ma il ruolo storico della massoneria dal ‘700 in poi è un’altra cosa, e non me lo sono inventato io.
fabry said
l’idea di Marco credo sia l’unica percorribile. una via aliena da ciò che non sia evangelico o umano, a seconda dei punti di vista. altrimenti c’è solo lo scannamento infinito.
Return said
“purtroppo sono venuti meno” “per iniziativa di un gruppo decisamente minoritario di Professori e alunni, i presupposti per una accoglienza dignitosa e tranquilla” e il Vaticano ha “giudicato opportuno soprassedere alla visita per togliere ogni pretesto a manifestazioni che si sarebbero rivelate incresciose per tutti”. Lo spiega il cardinale Tarcisio Bertone nella lettera al rettore della Sapienza, Renato Guarini, che accompagna il testo che il Papa avrebbe pronunciato davanti ad accademici e studenti.
luminamenti said
@binaghi “il ruolo storico della massoneria dal ‘700 in poi è e non me lo sono inventato io”.
Certo, sono d’accordo, con la postilla che tu ti sei inventato il ruolo di paladino delle verità, che mostri spesso non con critiche ragionate, ma con volgarità come quelle che hai scritto prima.
Non è che con una battuta di cattivo gusto informi. Ti limiti solo a denigrare chi la pensa diversamente da te, senza dialogo.
D’altra parte la prova è palese dal modo come mi hai risposto, io non ho difeso la Massoneria, non ne ho la competenza, ho fatto solo un’osservazione che non era né bibliografica, né argomentiva, ma solo un’impressione e tu cosa fai per dialogare? te ne esci con una battuta che in sé ovviamente non offende né scandalizza nessuno, figuriamoci se uno sta a sottilizzare su una espressione così comunemente in uso come “ti hanno preso per il culo”, ma è per me emblematica del degrado del desiderio di dialogare pacificamente anche avendo posizioni, modi di esprimersi, stili argomentativi opposti. Lo trovo molto triste, per te.
vbinaghi said
Accendi una candela a San Palloso, per la mia povera anima.
elena f said
IO STO CON IL PAPA appello di Magdi Allam
http://magdiallam.it/node/1225
Cari amici,
L’inaudita e sofferta decisione del Santo Padre di annullare la sua visita all’Università La Sapienza di Roma, programmata per giovedì 17 gennaio, a causa della predicazione d’intolleranza laicista da parte di un manipolo di docenti e dell’intimidazione violenta da parte di una banda di studenti, impone a tutti noi l’assunzione della consapevolezza della gravità di un atto che va ben oltre all’evidente marciume ideologico diffuso nel mondo accademico e culturale italiano e al manifesto arbitrio comportamentale di squadracce comuniste e radicali che si sono annidate in seno alla nostra società. Il gesto, comprensibile e saggio del Papa, attesta di fatto la sconfitta dello Stato di diritto che non è più in grado di salvaguardare la propria sovranità e il rispetto dell’esercizio dei diritti costituzionali all’interno del proprio territorio nazionale, nonché la deriva dell’insieme della classe politica che ha profanato e trasformato lo Stato e le sue istituzioni in un bordello dove si svendono i valori e si calpestano le regole in cambio di denaro e di potere per soddisfare il proprio egoistico e miope interesse.
Noi diciamo con estrema chiarezza e totale determinazione che stiamo in modo inequivocabile dalla parte del Papa, del suo diritto ad esprimere nella più assoluta libertà il suo pensiero, del suo dovere spirituale e morale a illuminarci sulla posizione della Chiesa e della fede cattolica in tutte le questioni che concernono l’insieme del nostro vissuto, fermo restando la libertà di scelta di tutti. Ma diciamo altresì che oggi non è più sufficiente esprimere la propria solidarietà a Benedetto XVI, che non vogliamo associarci all’atteggiamento ipocrita dei politici che denunciano una “vergogna” da loro stessi generata e auspicano il rispetto di una civiltà che loro stessi stanno uccidendo.
Cari amici, dobbiamo avere la lucidità e il coraggio di andare alla radice del male, rappresentando correttamente la realtà, individuando il valore che corrisponde al bene comune e identificandoci nell’azione che realizza l’autentico interesse nazionale. Dobbiamo prendere atto che oggi l’università e più in generale il mondo dell’Istruzione, i docenti e più in generale il mondo della Cultura, sono profondamente ammalati di relativismo cognitivo, etico e culturale; sono totalmente accecati dall’ideologia del laicismo che li porta a odiare e a infierire contro la propria civiltà che ha il suo radicamento storico e scientifico nella fede e nella tradizione giudaico-cristiana; sono profondamente immersi nelle tenebre del politicamente corretto che li dispensa aprioristicamente dall’assumere dei parametri valutativi e critici nei confronti degli altri; sono a tal punto spregiudicati e immorali da non avere remore a schierarsi e a favorire chi è dedito a combattere e ad annientare la nostra civiltà occidentale. L’università italiana oggi non ha alcuna esitazione ad accogliere dei predicatori d’odio e degli apologeti del terrorismo islamico, come Tariq Ramadan, Rached Ghannoushi e Nadia Yassine, ma non permette al Papa o all’ambasciatore d’Israele e degli Stati Uniti di accedervi. Il pregiudizio ideologico prevale su tutto, con il risultato che oggi l’Occidente è diventato il peggior nemico di se stesso.
E non ha alcun senso sostenere che tutto sommato si tratta di una piccola minoranza, 67 docenti su 4500, che hanno firmato l’appello contro il Papa o uno sparuto gruppo di studenti, un centinaio su 150 mila, che hanno occupato il Rettorato e hanno minacciato di impedire a tutti i costi l’intervento del Pontefice. Perché se questa minoranza di fanatici ideologizzati e violenti è in grado di conseguire il suo scopo, significa che la maggioranza si è di fatto arresa all’arbitrio e alla tirannia della minoranza. Ecco perché diciamo che si tratta di una cocente sconfitta dello Stato di diritto e del trionfo dell’estremismo e dell’oscurantismo. In uno Stato di diritto la predicazione d’odio e l’intimidazione violenta che hanno costretto il capo spirituale della Chiesa cattolica e capo dello Stato Vaticano ad annullare la sua visita alla Sapienza su invito formale del Rettore, dovrebbero essere sanzionati come reato penale. Invece difficilmente un magistrato solleverà il caso perché siamo in un paese dove l’istigazione all’intolleranza e la predicazione d’odio vengono considerati “libertà d’espressione” e dove fin troppo spesso la flagrante violazione della legge viene giustificata invocando la specificità sociale e politica di chi delinque. Peggio ancora siamo in balia di uno Stato e di istituzioni che si sono spinte fino a legittimare e a finanziare i cosiddetti “centri sociali”, che sono palesemente dei covi di sovversione e rivolta violenta contro lo stesso Stato e le stesse istituzioni. Ed è in questa assoluta commistione del lecito e dell’illecito e omologazione della legalità e dell’illegalità, che nel Tg1 delle ore 13,30 del 15 gennaio si è sostenuto che la sede del Rettorato della Sapienza sarebbe stato “occupato pacificamente”. Ora, se l’occupazione di un edificio o di un locale altrui è sancito dalla legge come reato, come si può immaginare che un reato possa essere compiuto “pacificamente”, con il sottinteso che non sarebbe stata violata la legge?
Ebbene, cari amici, anche se è alquanto probabile che la magistratura non perseguirà i docenti che hanno istigato all’intolleranza e gli studenti che hanno intimidito con la violenza, noi non possiamo sottrarci alla condanna netta e assoluta del loro operato. Noi chiediamo che ci sia quantomeno una sanzione disciplinare e morale nei confronti di educatori che diseducano e di studenti che praticano la violenza. Chiediamo che ci sia un provvedimento pubblico da parte del Rettore della Sapienza che vada al di là della ritualità formale delle scuse al Papa. Coloro che hanno incitato all’odio e minacciato Benedetto XVI devono essere sanzionati. Se ciò non dovesse avvenire, come è verosimile, ebbene avremo la conferma che è l’insieme dell’università italiana da bonificare e riscattare alla piena legalità prima ancora da poter essere riformata e ricostruita, affinché possa svolgere il suo ruolo istituzionale di veicolo di trasmissione del sapere scientifico e dei valori che incarnano la nostra civiltà. Ha ragione monsignor Rino Fisichella, vescovo ausiliare di Roma e rettore dell’Università Lateranense, quando dice in un’intervista pubblicata oggi sul Corriere della Sera, che “ormai viviamo sotto il fattore ‘i’: come ignoranza, intolleranza accademica e intransigenza laicista”.
Ugualmente noi dovremmo chiedere al governo e al Parlamento di assumere dei provvedimenti urgenti e seri per riformare dalle radici l’università e il sistema dell’istruzione. Uso il condizionale perché dubito assai che lo farebbero. Perché prima di riformare l’università, è proprio la classe politica che deve essere bonificata e riformata. Fintantoché non prevarranno il senso dello Stato, la cultura del bene comune e il primato dell’interesse nazionale, non cambierà assolutamente nulla di sostanziale. Per ora a noi basta esserne consapevoli. Conoscere la realtà senza infingimenti e mistificazione è il nostro traguardo iniziale. Perché solo quando saremo in grado di distinguere il vero dal falso, potremo discernere tra il bene e il male e scegliere tra la buona e la cattiva azione.
Ecco perché cari amici, oggi noi dobbiamo assumere un’iniziativa che ci veda da protagonisti schierati dalla parte della verità. E la verità oggi significa dire: “Io sto con il Papa. Io condanno l’intolleranza laicista e l’intimidazione violenta. Io denuncio l’ipocrisia dei politici che sono i veri responsabili del degrado etico in cui versa l’Italia”.
Vi saluto con i miei migliori auguri di successo e di ogni bene.
Magdi Allam
lambertibocconi said
Am Salam!
Angela said
Ci manca solo che la giustizia perseguiti i docenti per una lettera! Ma per favore! Il problema di questo paese è l’intolleranza laicista non la dittatura vaticana?! All’estero, avete visto, non hanno fatto una piega “gli studenti protestano il papa non va…” Ma basta! non esiste solo la religione cattolica ed è indegno che un papa reazionario venga invitato ad inaugurare l’anno accademico, ha mille altre occasioni di parlare, nessuno l’ha censurato e nessuno gli ha tappato la bocca. E Magdi Allam nemmeno lo commento, è uno come tanti altri. Ha interesse a dire quel che dice a scapito dell’intelligenza e del buon senso e alla faccia dello stato laico. Adesso postate anche le parole di Giuliano Ferrara, così siamo a posto.
elena f said
se puoi parlare tu non si vede perchè non lo possa fare Allam
Angela said
Infatti cara Elena non ho detto che non può parlare. Anzi, ho invitato anche a postare Giuliano Ferrara.
elena f said
la tua accondiscendenza è commovente, mi sto asciugando le lacrime.
Angela said
Guardi che non era accondiscendenza, né una battuta. Sono contenta che abbai postato Allam, che lei ci creda o no.
Perché non chiede ai valdesi che bello scherzetto ha fatto loro questo papa?
E con questo la saluto.
elena f said
la ammiro per la sincerità e la democratica assunzione di posizione che promana dalle sue parole davvero, davvero, davvero punto due punti punto e virgola, diceva il grande Totò, chessennòdiconochesiamoprovinciali.
democratia said
Tutto sbagliato, tutto da rifare
di Daniele Garrone, decano della Facoltà valdese di teologia
Il papa, “La Sapienza” e la laicità asfittica del nostro paese
Di fronte a quello che sta succedendo a seguito dell’invito rivolto al Papa a presiedere l’apertura dell’anno accademico all’Università La Sapienza di Roma, mi viene in mente solo il vecchio adagio di Gino Bartali: “Tutto sbagliato, tutto da rifare”. Purtroppo, nulla si può rifare e si rimane attoniti spettatori dell’ennesimo colpo inferto, da ogni parte, alla asfittica laicità del nostro paese. Le critiche all’iniziativa del rettore vengono – da destra e sinistra, da cattolici militanti e da chierichetti atei – stigmatizzate come violazione della libertà di parola. Tutti – compresi gli ex fascisti e gli ex-comunisti, dunque gli eredi delle culture non liberali – diventano profeti di liberalismo.
Ritenere non opportuno un invito a tenere un discorso è cosa diversa dall’impedire a qualcuno di esprimere le proprie opinioni.
Il Papa non è un semplice accademico che sostiene tesi controverse o formula ipotesi non condivise da pochi o da molti. Il Papa parla di valori non negoziabili, non formula ipotesi; pretende di esplicitare la verità; si pronuncia non come esponente di una delle varie religioni e confessioni presenti sulla agorà, ma come esperto di umanità in grado di indicare i fondamenti dello Stato e i criteri di una corretta laicità. Il Papa pretende di sapere per tutti noi come si debbano rettamente coniugare fede e ragione. Se vogliamo, il Papa è anche l’ultimo sovrano assoluto per diritto divino. Benedetto XVI bolla la ricerca del pensiero scientifico e filosofico della modernità “post-cristiana” come dittatura del relativismo. Cioè pronuncia una drastica censura nei confronti di quello che è lo spirito della ricerca libera e senza presupposti che spero presieda all’insegnamento nelle nostre università. Benedetto XVI persegue, con grande intelligenza, una strategia di rimonta nei confronti della società laica e pluralista.
Tutto questo andava ricordato nel momento in cui lo si invitava. Si doveva sapere che il Papa non viene a discutere o a confrontarsi, ma viene per essere ascoltato con reverenza ed eventualmente accolto con una genuflessione. Si doveva sapere che era legittimo dissentire dall’invito, non perché si è oscurantisti ma perché non si può né si vuole riconoscere la pretesa che egli statutariamente e quindi inevitabilmente porta con sé. Per queste ragioni io non l’avrei invitato a presiedere l’apertura dell’anno accademico. Lo inviterei però, domani stesso, a partecipare come uno dei relatori ad un dies academicus: si darebbe un bellissimo esempio di cosa può essere una università libera e laica e veramente plurale. Perché – sebbene gli italiani, in primis gli atei devoti, di destra come di sinistra, non lo sappiano – qualunque “capo religioso”, persino il Papa, nella democrazia discorsiva è “uno dei relatori”. Nulla di meno – e va detto con forza e io lo faccio con assoluta convinzione – ma neanche nulla di più.
Una volta che l’invito – inopportuno a mio avviso – era stato rivolto, il Papa doveva parlare. Il dissenso era legittimo; se il dissenso poneva problemi di ordine pubblico – in una università il dissenso si esprime con il dibattito delle idee e con un po’ di humour – essi dovevano essere risolti come ogni altro problema di ordine pubblico. Nessuno, tuttavia, può essere posto al riparo dal dissenso che si manifesta nelle forme legittime. Tra l’altro, giova ricordare che Gesù si espose sulla pubblica piazza, senza aver prima negoziato con l’autorità le condizioni consone alla sua visita. Anzi parlò senza essere invitato. Ci pensino quelli che nel Papa ravvisano il Vicario e che oggi vedono in lui la vittima di un sopruso.
Chi pensava che Benedetto XVI fosse meno capace di “comunicare” del suo predecessore, ha oggi una bella smentita. Non andando alla Sapienza, il Papa diventa una vittima dell’intolleranza laica, la nuova inquisizione lo sta portando al rogo. Bisogna vegliare per lui. Me lo si lasci dire, visto che i miei antenati di inquisizione ne sapevano qualcosa: quando c’è l’inquisizione non si tratta di qualche sberleffo o magari di qualche insulto in mezzo ad un folla compunta e persino adorante.
Per giorni non si parlerà d’altro. E anche senza questo incidente, ogni giorno, dalla mattina alla sera, le televisioni italiane (l’Europa e il mondo sono un’altra cosa) parlano del Papa e dei suoi moniti e dei suoi rimbrotti e dei suoi non possumus che vogliono dire “non dovete”. Ora tutti faranno a gara per riparare, per scusarsi, per far vedere che – per quanto atei – si sa dare alla chiesa e al papa il dovuto riconoscimento. Per fortuna le occasioni non mancheranno: c’è una legge sulla libertà religiosa da lasciar sepolta; la 194 da rivedere; il riconoscimento delle unioni civili da non prendere neppure in considerazione; la vita da tutelare. Forse si potrebbe anche porre qualche limite alla diffusione dei contraccettivi. E poi siamo italiani, la fantasia non ci manca, sapremo come farci perdonare. D’altronde, se non abbiamo avuto Lutero, Kant e Jefferson non è colpa nostra.
Tratto da NEV – Notizie evangeliche
parcondicio said
ora angela/democratica/nomen/non/omen può riposare col il copiaincolla furioso dell’inevitabile politicallycorrect abbiamo entrambe le posizioni con buonapace di tutti. amen
democratia said
Ahahaah il copiaincolla non è stato affatto furioso bensì rilassatissimo con buona pace sua, Parcondicio. L’invito a riposare con buonapace suona un po’ mortifero :-) per non parlare dell’ “amen” finale. Per rimanere nell’ambito preferisco lasciarvi con un “che Dio vi benedica”. Mi sembra un auspicio più bello, senza sarcasmo.
parcondicio said
he emìn= amen = è così. non ha nulla di mortifero, non per me. buon riposo laico.e che davvero Dio benedica lei.
giovanni choukhadarian said
“Ma allora diventa inevitabile la domanda di Pilato: Che cos’è la verità? E come la si riconosce? Se per questo si rimanda alla “ragione pubblica”, come fa Rawls, segue necessariamente ancora la domanda: Che cosa è ragionevole? Come una ragione si dimostra ragione vera? In ogni caso, si rende in base a ciò evidente che, nella ricerca del diritto della libertà, della verità della giusta convivenza devono essere ascoltate istanze diverse rispetto a partiti e gruppi d’interesse, senza con ciò voler minimamente contestare la loro importanza”
(dall’allocuzione che il Santo Padre Benedetto XVI avrebbe pronunciato nel corso della visita all’Università degli Studi ‘La Sapienza’ di Roma, prevista per il 17 gennaio 2008, poi annullata il 15 gennaio 2008)
Astrid said
Bellissime parole, dariàn. Il riconoscimento di istanze diverse, lo facesse questo Papa di riconoscere istanze diverse… Proprio questo gli si contesta. Ha mai sentito la frase: “predicano bene razzolano male?”.
lambertibocconi said
99: Cinque righe e un pezzettino: non ce l’ho fatta a leggerle. Il Tavor a confronto è cocaina. Boh.
diotima said
Ha mai sentito la frase: “predicano bene razzolano male?”.
eccomeno? ne abbiamo avuta una prova lampante dai i cosiddetti laici che si dichiarano per la libertà e poi dimostrano nei fatti che la loro libertà non è estendibile a chi la pensa in modo diverso.
Astrid said
Diotima per comprendere il contesto del “predicano bene” è necessario leggere il 95. Prego.
diotima said
ho letto tutto il discorso del papa non solo lo stralcio qui riportato. grazie Astrid
Astrid said
Perdonami Diotima ho scritto 95, non 99. Se avrai voglia di leggere ti auguro buona lettura :-)
Un saluto
diotima said
ho letto tutto ciò che è stato postato fino ad ora, grazie Astrid (sebbene la tua fiducia nelle doti critiche delle persone sia scarsa grazie lo stesso) così non ci rimandiamo di commentino in commentino
vbinaghi said
Il giudizio di un valdese sul papa è come quello di un buddista sull’induismo. Se essi esistono è perchè ne hanno rifiutato in linea di principio la funzione. Meglio chiedere a terzi.
Astrid said
Eh Binaghi però così… alla faccia del pluralismo! Almeno il valdese accetta che il Papa si esprima, se non all’inaugurazione dell’anno accademico, in qualsiasi altro contesto. Nell’articolo dice pure che, una volta rivolto l’invito, il papa doveva parlare. E poi nel pezzo si parla di laicità, del diritto alla laicità, e su questo dovremmo essere tutti d’accordo, cosa che non è. Tante volte i valdesi hanno dialogato con la chiesa cattolica sa? Solo che qualcuno oggi vuole gettare alle ortiche tutto il lavoro fatto per la libertà religiosa(sarà anche per questo che il Papa in questione suscita certe reazioni?). La laicità dello stato(valore assoluto e indiscutibile per me ma forse non per lei) dovrebbe stare a cuore non solo ai valdesi, ma a qualsiasi membro di uno stato laico.
vbinaghi said
Eh Astrid, mica metto il bavaglio a nessuno, sa?
Dico solo che se si vuole chiedere un’opinione sul pescatore è meglio non chiederla al pesce.
Per sorridere un po’:
volete entrare nel collettivo studentesco daa sapienza?
Ecco il test attitudinale.
http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/01/17/test-attitudinale-per-entrare-nel-collettivo-studentesco-daa-sapienza/
mauro said
Inutile, caro Valter.
Certi adoratori della Dea Laicità (altra cosa del sano concetto di laicità) se la cantano e se la suonano senza nemmeno prendersi la briga di capire quello che criticano. Poi il poterlo scrivere sul Web li esalta, dandogli una sensazione di immortalità… l’immortalità del banale.
E così si tirano la zappa suoi piedini…
http://aconservativemind.blogspot.com/2008/01/i-puffi-del-pensiero-laico.html
cletus1 said
Sottotilo il 110: archivied under file “lo schiaffo della Sapienza, effetto boomerang” (smile)
Astrid said
Signor Mauro
siccome ho difeso il concetto di “laicità” e non la Dea laicità mi sento chiamata in causa perciò
le dirò che:
1) so che cosa sto criticando(l’ho spiegato im maniera esaustiva, basterebbe leggere) e lei non ha elementi per affermare il contrario
2)chi le ha detto che scrivere qui è esaltante? in quest’ultimo intervento le garantisco anzi che mi sento molto avvilita
3)la sensazione di immortalità non so cosa sia, e nemmeno la cerco.
Bel modo di argomentare sulla laicità, complimenti. Lei sì che la sa lunga, il suo intervento è stato illuminante così come il link che ci ha offerto.
Il piacere di ragionare è qualcosa a cui non voglio rinunciare per causa vostra, perciò vi lascio alle vostre verità lapalissiane e vi auguro buon divertimento.
Astrid said
altro sottotitolo al 110:
Chi pensava che Benedetto XVI fosse meno capace di “comunicare” del suo predecessore, ha oggi una bella smentita. Non andando alla Sapienza, il Papa diventa una vittima dell’intolleranza laica, la nuova inquisizione lo sta portando al rogo. Bisogna vegliare per lui. Me lo si lasci dire, visto che i miei antenati di inquisizione ne sapevano qualcosa: quando c’è l’inquisizione non si tratta di qualche sberleffo o magari di qualche insulto in mezzo ad un folla compunta e persino adorante.
Per giorni non si parlerà d’altro. E anche senza questo incidente, ogni giorno, dalla mattina alla sera, le televisioni italiane (l’Europa e il mondo sono un’altra cosa) parlano del Papa e dei suoi moniti e dei suoi rimbrotti e dei suoi non possumus che vogliono dire “non dovete”. Ora tutti faranno a gara per riparare, per scusarsi, per far vedere che – per quanto atei – si sa dare alla chiesa e al papa il dovuto riconoscimento. Per fortuna le occasioni non mancheranno: c’è una legge sulla libertà religiosa da lasciar sepolta; la 194 da rivedere; il riconoscimento delle unioni civili da non prendere neppure in considerazione; la vita da tutelare. Forse si potrebbe anche porre qualche limite alla diffusione dei contraccettivi. E poi siamo italiani, la fantasia non ci manca, sapremo come farci perdonare. D’altronde, se non abbiamo avuto Lutero, Kant e Jefferson non è colpa nostra.
vbinaghi said
Astrid, si arrabia se le dico che io di
Lutero, Kant e Jefferson
non sento la mancanza
visto che pur non essendo nati nel bel paese
il loro pensiero vi viene puntualmente insegnato
(da me, tra gli altri)
segno che benchè cattolici
tanto oscurantisti non siamo?
A proposito, si può dire lo stesso delle scuole americane
eredi dei Padri Pellegrini?
Mi risulta che un liceale americano medio ha nozioni storiche che non risalgono oltre il Thanksgiving Day.
Astrid said
Gentile Binaghi, però mi risulta che la Bibbia non venga fatta leggere. Sa ci sono tanti modi subdoli per essere “oscurantisti”, e visto il livello di ignoranza persino fra gli studenti della facoltà di filosofia oserei dire che nell’insegnamento del pensiero, di Kant o di chicchessia, forse c’è qualcosa che non va.
Questo è un paese di “atei devoti” di persone che vanno a giurare fedeltà in Chiesa davanti a Dio e poi si cornificano alla prima occasione, che vanno in chiesa la domenica ma si sentono legittimati a fregare il prossimo in ogni modo. Il Papa che abbiamo forse è come i politici: ce lo meritiamo. Strano che questo popoli di ladruncoli fedifraghi si ricordi di essere cattolico, e quindi cristiano, solo quando c’è da montare su una polemica intorno a una questione come quella della Sapienza. Davvero questa bella Italia non finisce mai di stupire.
luminamenti said
Intervengo per l’ultima volta su questa questione. Ma esattamente non su questa questione. Sul fatto piuttosto che noto come i siti che trattano la questione del rifiuto dellla Sapienza al Papa tendono a essere molto autoreferenziali.
Sulla Poesia e lo Spirito c’è ovviamente una forte maggioranza di presenze che ritengono che sia stato un errore rifiutare o più esattamente impedire al Papa di parlare. Su altri siti come Nazione Indiana invece il radicalismo di sinistra ha la maggioranza. Ora, io penso e l’ho scritto su nazione indiana che questo non è un bene per il dialogo (almeno per quello che accade su Internet che in fondo ricalca quello che accade anche fuori). A parte Binaghi e me, non ho visto nessuno dei commentatori che qui ha dichiarato il suo dissenso a questo rifiuto fatto al Papa, postare la sua opinione, confrontarla con quella di siti che assumono atteggiamenti opposti. Ma vi sembra questo un atteggiamento connettivo, dialogico? A me sembra un errore stare a guardare, perchè siccome il consenso si basa sul rinforzo del consenso, se ci fosse altrove una presenza maggiore di voci contrarie, questo sposterebbe la frequentazione di un sito. E questo sarebbe molto democratico.
fabry said
Emanuele, sono passato di là. in effetti le posizioni sono abbastanza ben delineate. qui, però, il dialogo mi pare più differenziato: ci sono Luce, Andrea, Return, Democratia, Blackjack, Astrid, Anna, Angela, Carlo Cannella, Fem e altri che fanno un bel chiaroscuro.
ciao
fabry
Astrid said
ehm… scusate quando ho detto il “papa che ci meritiamo” non volevo offendere né l’Istituzione né Benedetto XVI. Non condivido molto delle sue idee e del suo modo di condurre la Chiesa ma lo rispetto. Era un piccolo sfogo perché di fronte a una situazione parossistica di un intero paese che grida all’atto censoreo quando nessun atto censoreo c’è stato.
vbinaghi said
@Astrid
Tu chiami atei devoti quelli che sono semplici peccatori.
Credi che professare una fede significhi essere per ciò stesso santificati? O ammetti solo come testimoni della propria fede coloro che si dichiarano puri?
“Perchè mi chiami maestro buono? Uno solo è buono”.
luminamenti said
Ma sì Fabrizio, l’ho visto anche io che qui è più differenziato. Forse non sono riuscito a spiegare. Ritengo che molte delle voci che qui hanno difeso il diritto del Papa a poter parlare alla Sapienza, dovrebbero andare a dirlo anche lì! Tutto qui. E lì, l’odio mi sembra uscire da tutti i pori e io penso che proprio in questi casi vi vuole una presenza accompagnata da sangue freddo e una buona dose di argomenti. Ora, questo penso già si sa, non sono per niente d’accordo con il Papa e molte gerarchie, preferisco guardare al singolo uomo con cui confrontarmi e penso che dentro la Chiesa ci sono persone che nonostante abbiano idee completamente diverse dalle mie su molte questioni, sono convinto che operano con onestà intellettuale e con il sacrificio della loro vita e operano per dare aiuto, ma non toglierei mai la parola al Papa o a chiunque altro.
Lo ascolterei tra l’altro molto volentieri.
fabry said
su Ni ho già dato, Emanuele: clicca il mio nome e vedrai quante belle cose escono.
un abbraccio
dal fabry
Astrid said
@ma no caro Binaghi, siamo tutti poveri peccatori e nessuno è puro, chi può pensarlo?
dici bene “professare una fede” che è cosa ben diversa dell’avere fede. E con la fede, che è qualcosa di talmente grande e inafferrabile perché non basta dire “credo in dio” per avere fede, e forse prima di essa, dovrebbero esserci i valori cristiani. Eppure guardati intorno? Vedi tanti che hanno introiettato quei valori? Il “non fare agli altri…” ad esempio.
Perché questa società che dovrebbe avere alla base quei valori ne è così lontana? La responsabilità non sarà anche del modo in cui la Chiesa Cattolica trasmette gli insegnamenti di Cristo? Io credo di sì, credo che la Chiesa Cattolica dovrebbe fare altro da quel che fa e da come lo fa perché vedi caro Binaghi, non sono un’atea né una credente ma una che Dio lo cerca, e lo cerca ovunque. Anche in una discussione come questa.
Un saluto
cletus1 said
Luminamenti ha ragione. Se esiste un valore residuale nel confronto, anzichè spararsi addosso le rispettive certezze, forse un buon passo sarebbe quello di capire le ragioni degli altri. Questo, già di per se, nobiliterebbe il transitare su queste pagine, il leggerle, e a volte, commentarle.
Fatta questa premessa, la tentazione di definire ciò che sta accadendo, in chiave surreale, è forte.
Cosi, cedo, e denuncio che: Mastella ha architettato tutto. Voglio tenere io il discorso alla Sapienza, avrebbe detto all’Ansa poco fa, omettendo di specificare a quale anno accademico si riferisse. Il Papa è volato a Napoli dove, insieme a De Gennaro, sta espletando le formalità di rito per utilizzare la Sonda Cassini per il trasporto dei rifiuti, forte dei suoi buoni uffici con l’aldilà, presso Saturno. L’allenatore della nazionale inglese, Fabio Capello, si è offerto, a titolo di atto risarcitorio, per la presunta violazione fiscale, di finanziare lui tutta l’operazione. I fisici della facoltà della Sapienza, sono, alacri, al lavoro per la definizione delle rotte intergalattiche necessarie all’impresa. Infine, Giuliano Ferrara è stato visto allontanarsi, in gran fretta, dalla Pontificia Università di Roma. Ho sbagliato tutto, pare abbia detto ad un taxista indiano, il discorso inaugurale l’ho scritto io. Voglio che si sappia che il Ghost-writer di Ratzinger, sono io.
Gli sceneggiatori americani, al proposito, per solidarietà, pare stiano meditando la sospensione dello sciopero, con la conseguente possibilità di celebrare la cerimonia della consegna degli Oscar.
A tutti, quello della commedia.
All’italiana ?
Il Solmi said
per molti “le ragioni degli altri” sono quelle da confutare a cannonate.
questa assurda gazzarra -da una parte e dall’altra- mi rende sempre più forte nella mia unica convinzione: l’uomo è un animale essenzialmente metafisico quando gli fa comodo.
saluti,
rs
vbinaghi said
@Astrid
Dici che il cattolicesimo è troppo presente nella cultura e poi accusi la cultura diffusa e i comportamenti di non essere abbastanza cattolici. Il prossimo mio post, di domani, s’intitola due più due fa cinque.
@Solmi
Non vedo spargimenti di sangue, peraltro.
jolanda catalano said
Egregio Solmi,spero mi perdonerà se mi accodo con convinzione al suo dettato.
Ed è per questo che mi è difficile esprimermi in merito alla questione perchè,tanto,so già come andrebbe a finire.
jolanda
fabry said
Emanuele, un padresenzafamiglia mi ha chiesto di dirti che è passato di là.
Astrid said
@ Binaghi, ho parlato di valori cristiani e di come la chiesa cattolica non riesca a diffonderli. Guardi che difendere la laicità dello stato non significa avere in spregio i valori cristiani e avere a cuore certi valori non significa condividere la strada presa da questo Papa. Forse è a causa del linguaggio bloggistico che non ci capiamo, non è facile trattare qui problemi etico-religiosi di un certo spessore.
Ad ogni modo la ringrazio della discussione e la saluto
Alessandro said
Noto con (dis)piacere che il mio commento, assolutamente privo di isterie e pacato, basato su FATTI (con tanto di link al discorso originale) e citazioni complete, é stato ignorato nella discussione e successivamente…
–cancellato.
Sarebbe stato bello un avviso per mail, visto che é richiesta, con una motivazione intelligente, giusto per sapere dove si é graditi. Ringrazio il moderatore.
Intanto gli “oscurantisti” hanno ottenuto l’effetto contrario: questo testo sarà uno dei più letti della storia papale.
mariobianco said
Io, come al solito, non capisco un cazzo.
Solo questo:
er papa sta a Roma, tiene radio e tv,
parla a tutto il mondo quando vuole e come vuole, è un monarca, teocrate e cheneso, ci ha tutto lo spazio possibile e un sacco di possibilità economiche, e piange miseria, talvolta, e non pagano l’ICI loro, in Italia.
Non so io, e si lamentano pure, loro, lui.
Poi questa dei massoni, anche io non la so, a me risulta che molti prelatoni sono massoni, boh?: dell’Oriente di Italia, de Svizzera, di Cipro, e ci sguazzano, quando ci fa comodo.
E’ tutta ‘na questione di potere e soldi, consorterie, maffie, altro che libertà di parola.
Altro che ideologia, essa è, ora, soltanto un teatrino, ‘na messinscena tragicomica.
Dietro c’è ‘n bel progettino paradossale de Restauraione senza mai aver avuto ‘na Rivoluzione, qui, e va avanti, pian piano, da anni.
Ma chi è che ha invitato er Papa, a la Sapienza?
Si può sapere?
A me mi andava meglio se invitavano il fantasma di Pasolini, ecco.
A me mi andava meglio uno che li faccesse guardare, fissarsi nello specchio oscuro, nella palude della propria coscienza, politici e professori, gli oligarchi.
vbinaghi said
Sia chiaro che io non ho cancellato niente (non ho accesso per farlo, nè per sbloccare).
Avviso ai naviganti: wordpress mette automaticamente in moderazione i commenti con link.
Fabry, se puoi sbloccalo.
Luce said
Mariobianco, sottoscrivo in pieno. E mi piace anche come l’hai scritto, di pancia. Grazie.
paolocacciolati said
Bravo Mario,
ma non c’è peggior “cieco” di chi non vuol specchiarsi.
fabry said
avviso a li naviganti: quanno che mmettete er link e non funziona, arimettete er commento senza link, pe’ sicurezza, e poi ce l’aggiugnete.
grazzie.
Giocatore d'Azzardo said
Fabrizio, devo fare solo una cosa, dopo due giorni di assenza (trascorsi a Roma, strana nemesi): farti i miei complimenti per l’equilibrio e la pazienza che dimostri, sempre, nei confronti di noi commentatori. E mi ci metto pure io ovviamente!
Blackjack.
fabry said
cavolo, Black, la prossima volta vienimi a trovare:-)
jolanda catalano said
Giocatore, ma lo hai letto il 58?
ciao
jolanda
Giocatore d'Azzardo said
Jolanda: letto e grazie per la simpatia :-)
Fabrizio: volentieri e magari a febbraio, saranno giornate più tranquille, spero.
Blackjack