Ne varietur # 3
Posted by giovannichoukhadarian13 on January 25, 2008
A las cinco de la tarde, un giovedì di mezz’inverno, sul corso Imperatrice, a Sanremo, bevendo Berlucchi con Giuseppe Conte, che distrattamente guarda il mare. Qualche signora appena un po’ desmoronada roams, in the roamings of her fan, improbabile Infanta marina, ma al massimo sorride; e il poeta, gitano legìtimo, ricambia. Si riferisce di poesia, chiacchiericci mondano-letterarî , Leopoldo Carra e, più che altro, di spirito o Spirito. Quello, minuscolo, dei tempi che corrono, sfilacciati (il copyright è di S. E. Angelo Bagnasco, arcivescovo metropolita in Genova); e quello, maiuscolo, di Rino Fisichella (Nel mondo dei credenti, Milano, Mondadori, 2008) e di S.S. il Papa Benedetto XVI. Ci fosse Roberto Pepe Coggiola, ritrarrebbe la scena in uno dei suoi blanco y negro che sanno della Repùblica Orientàl de Uruguay. Roberto, però, lavora, et c’est encore une raison pourquoi Allah et Antonio Silva sont grands.


















andrea torrente said
Interessa poco, ed è scritto in caratteri illeggibili. Torni per la sessione estiva, ma avendo studiato.
Gaja said
Torrente, lei parla a nome di chi, scusi? Non corrisponde assolutamente a verità che interessa poco, il suddetto articolo – sui caratteri illegibili concordo, ma a quelli si può rimediare. Mi rendo conto che davanti a lei si inchinano generazioni di studenti, ma non è il caso di essere così severo. E che diamine! Neh? E se lo dico io, mi scusi, ho i miei sacrosanti motivi! Si fidi. (mi conosce, sì?)
antonella_z said
questa cosa è come quando si apre la finestra in una stanza dall’aria viziata: si respira meglio
oppure
sfregi multicolori lasciati da una pennellessa su una parete bianca immacolata
(chi lo sa quanta poesia c’è in un paio di stivali sporchi di terra?)
Abigail said
Andrea Torrente, non sia così severo. Il carattere è piccolo, è vero, richiede un po’ di sforzo ma legga come in poche righe ci saltano all’occhio (un tromp l’oeil proprio alla ligure) i contorni di una scena con tanto di poeta, un tramonto che arriva dal mare e l’andare e venire di sorrisi senza fretta come solo fuori dalla pazza folla della città. A Ponente abbiamo il privilegio di essere gli ultimi a vedere il tramonto, perciò in nessuno luogo il tramonto è più vero di qui. E abbiamo Roberto Pepe Coggiola, questa sarebbe da sola ragione sufficiente per affermare, anzi esclamare, che quelli sopra(vedi post) sono grandi.
Gaja said
Eh, vede Torrente? Anche la mia amatissima amica Abigail (ci sono un po’ di A in questo inizio di frase, nevvero? ;-)) concorda con me! D’altronde, come si può non inneggiare al Pepe e al Silva (che, per l’appunto, sono grandi)?
Cara Abigail, se non ci fossi tu, mia tesora…;-))) (hai presente la mia missione, vero?;-)))
Abigail said
Ciao tesora! Non ho ben presente la tua missione però sono sicura che tu sia dotata di grande spirito missionario! ;-)))
Ti abbraccio forte Gajabella
Gaja said
Ma diciamocelo: la missione cui mi riferisco l’hai capita, però, mia Abi? ;-)) Se ne parlava al telefono qualche *notte* fa, e c’entra il Coso. In quell’occasione tu – con GRANDE LUCIDITA’ e cogliendo proprio nel segno – dicesti: ah, sì, tu non puoi farlo altro che per missione… :-D
Ebbene sì, ci vuole taaaaaaaaaaaaaanta pazienza. Tu non hai idea di quaaaaaaaaaaanta! :-D
Ti abbraccio e ti bacio, mia cara&bellissima! (ah, quanto non vedo l’ora di vederti!)
Abigail said
@Gaja eh sì carissima, ce ne vuole tanta, lo immagino ;-). Sì dài speriamo di vederci non troppo in là, intanto ti abbraccio fortissimo e ti invio la mia solidarietà :-D
@Antonella Quanta poesia c’è in un paio di scarpe sporche di terra Van Gogh lo sapeva. Quel quadro è meraviglioso, non so se tu stessi pensando a quello o se è una coincidenza ad ogni modo grazie, è un’immagine bella e, superfluo dirlo, poeticissima.
francesco sasso said
Conte non è un granché come vino, eh buon dio, meglio il Berlucchi come poeta.
f.s.
Gaja said
Uff… non so perché non abbia pubblicato il mio commento precedente…
ci riprovo:
@Abi: ti adoro! Se non ci fossi tu… :-D
@Antonella: concordo in pieno con Abigail: immagine assolutamente lirica, e lacerante… grazie!
@Francis Stone: qui si mischiano le carte in tavola :-D!!! Conte è Vero Poeta, orsù!
francescomarotta said
Francesco, se ti “linciano”, è perché te la sei proprio “cercata”.
E, a mio modo di vedere, l’hai anche “trovata”: sì, il Berlucchi è un grande poeta.
fm
p.s.
Ciao, tesova
Gaja said
TesoVo!!! (effemme)
PaVlavi di me, veVo? :-D
francescomarotta said
Sì Gaja, hai vagi(o)ne, Conte è un glande poeta: si vede da come osserva il tramonto e da come vispo-nde al saluto della fan desmo(a)ronada. Ed è per questo che Allah e il tramonto (a Levante) sono grandi.
Ti abbvaccio.
fm
Raul B. said
Conte è grande poeta, al Berlucchi si fanno preferire in fatto Krug e Bollinger, però scusa se ti chiamo amore, amore.
Gaja said
Prego, prego, Raul, facci. Chiamami pure amore, amore. Ti scuso.
Gessica/Debborah said
Ma Raul B. sta per Raul B. cioè BBBova?! BBBBBOno! Certo non come effebbì quelo dela tromba ma pure lui, mica lo si butta all’occorrenza. Scusa se ti chiamo amore, amore. Prego, allora che miccichiami affà? Chiamame bbbona, va’, cheèmejo.
Giorgio said
Mamma mia, mi sono confuso!… Chi ama chi? Chi è il poeta? Qualcuno ha bevuto?
Piero Schlesinger said
La POESIA e lo SPIRITO. Di questo si legge nel post, non certo nei commenti scellerati. Vi richiamo all’ordine, ragazze sciamannate!
Gessica/Debborah said
Gaja parla co’Abi. Ma chi è st’Abi? ‘rcodice d’abbanca? boh.
Gaja said
Eccolo qui! è arrivato pure Schlesinger! grazie per il ragazze, eh, comunque l’amichetta mia Gessica/Debborah ci ha raggione: effebì è quel che è, non ha scampo più per sé! (cit. “Frankenstein Junior”)
BBòni!!!
Gaja said
Ma che ne so, boh! Ce manca solo er CABbe, mo’, Gessiché!
Gessica/Debborah said
Uh Gajuzzabbellaeccara, speriamo di no. Ce manca CABbe… già ’sto schlessi che ce chiamma sciammannatte, ma che vorrdì? boh e ribboh… parla pe’ ‘nvidia, sicuro.
Gaja said
Sì, ma secondo me ’sto schlessi fa tanto er cenzore, ma sotto sotto… comunque rompe, eh! nun se po’ di de’ no, gessichetta mia!
Ivano said
Ma sotto sotto cosa? Ne irascaris, Domine, ne ultra memineris iniquitatis
Gaja said
Ivano: tu mi perseguiti! Ovunque io mi giri ci sei tu. UBIQUO! sotto sotto sto schlessi è licenzioso, ecco cos’è!
Gessica/Debborah said
uhuuuu…mo pure st’ivano snobbe che sta a parlà greco. nun se fa, ivà. parla ‘taliano come me artrimenti nun te se capisce.
vbinaghi said
Il Meister è Mozart più Gomez de Avila, più il Blangè della tenuta Ceretto. Un cockail impagabile.
Gaja said
Gessiché/Debborù: Ivano è ubbiquo! nun ze ne po’ più: vedessi cosa scrive sur mio brògghe!
Valter: e sì, è un prestiggio, quell’òmo là! sè sè! :D
Gessica/Debborah said
Gajù, acccccoppiamolo! nun ner senso d’accoppiarlo con quarcuna(porella) ma ner senso propio d’accoppamento, tipo bbotta ‘ntesta!!! senza faglie male però :-D poi vado a vedere cheddice sur tuo brogghe, maddopo ch’ora esco. Basci Gajù
Gaja said
Gessiché/Debborù: ecco, proprio porella quella che je potrebbe esse accoppiata. Mejo, mòrto mejo, accoppàllo! :-D sì, soprattutto i commenti, Gessiché/Debborù: so’ ‘na crema! Er bello è che qui s’atteggia a castigatore deli costumi altrui!
BBòna serata, bella mia!
francescomarotta said
E’ si-cuva-mente così, Valtev, come davti tovto! Il Maistev è pvopvio un cock tail buono pev tutte le stagioni, vigovosamente in blanco y negro! Un vevo hombve del pavtido (e del tovnato). Solo, se mi pevmetti, io aggiungevei un tocchettino di amavo avevna, pev accentuave il gusto pleno de la vida che si vespiva sulla vivieva, e due gocce di unicum, quello dei fvati, alle evbe.
Così savà sempve più evidente che Confucio y Gianni Muva, Coggiola y Silva y Bagnasco sono tutti indistintamente a(k) bar(i).
fm
p.s.
Cava Gaja, devi scusavmi con la tua amica tesovona, ma nella fvetta mi si è sganciato il fevmaglio che teneva il singolave attaccato alla lingua, lassù al numevo tvedici. E’ chiavo che la fovma giusta eva qvesta: “Sì Gaja, avete vagi(o)ne.
p.s.s.
Ti pvego, di’ alla tesova e anche alla tesovona, che se effebbì non ci sente pvopvio da qvell’ovecchio, io non ho pvoblemi, potvei sempve sostituivlo, ci sento ancova molto, molto bene…
Ciao, mie cave.
Gaja said
Maledizione, uordprèss mi ha vimangiàto il commento.
Dicevo, cavo mv mavotta, che lei ha accoppiato gianni muva a cotali nomi, e pevsonalmente tvovo l’avevlo insevito in quel gvuppo più che giusto. Gvande tva i gvandi.
p.s. cavissimo, eva già chiavo (ehm) il suo pensievo, ma ammetto che con il pluvale, il concetto di vagi(o)ne si è fatto deflagvante!
p.p.s. la sottoscvitta tesova, e la sua amica tesovona hanno un debole pev effebì: ovmai è univevsalmente noto. ma il genio, caro mr mavotta, il SUO genio, è assovdante, pevciò le favemo un fischio, non dubiti.
la vivevisco, cavo et adovato.
antonella_z said
ma che c’entra?
g. choukhadarian said
Niente. E’ il bello della democrazia da web, no? Per tacere delle altre
milena said
… perchè non ci ho capito nulla?
g. choukhadarian said
Perché, dice il simpatico canzonettista romano, non c’è niente da capire.
francescomarotta said
“E’ il bello della democrazia da web, no? Per tacere delle altre.”
Non si preoccupi, Sua Eminenza, pazienti ancora qualche mese, fino alle prossime el(r)ezioni, e le sue ambasce svaniranno come nebbia al sole. E’ così chiava, la faccenda.
fm
g. choukhadarian said
E’ quanto noialtri sinceri polarchici auspichiamo (sulla nozione di poliarchia cfr. il recente G. Sapelli, Economia, in [a cura di] L. Marfè, La cultura italiana fra autonomia e potere, Torino, L’Indice dei libri del mese, 2007)
francescomarotta said
Ciò mi conforta non poco, Eminenza.
Vuol dire che, nell’attesa, mi eserciterò a disegnare possibili traiettorie per futuri lanci (sul mercato: cfr. S. Gapelli/M. Larfè [a cura di]: La cucina italiana dal Vesuvio alla Vivieva di Ponente) del pomodoro.
Vigorosamente San Mavzano dell’Agvo, s’intende. Si accompagna bene con un buon nevo pugliese di Tvoja. Vo-busto al punto giusto.
Vivevisco, cavo.
fm
g. choukhadarian said
Sense of humour prorompente. Nino Taranto, a confronto, era un dilettante.
francescomarotta said
E’ sempve più vevo, Eminenza. Ma, Lei mi insegna, nella vita (e nei blog) è tutta questione di pvopovzioni.
Mettiamola così: la mia ivonia è tanto lontana da Nino Tavanto, quanto più la sua v(l)ubvica (”ne avavietuv”! una veva illuminazione!) si avvicina, sempve più pevicolosa-mente, all’angolo della posta di un qvalsiasi qvotidiano poliavchico. Con una pvosa che, mi consenta, è una eccellente miscela (viscaldata), natuvalitev speziata, di lialismo neo-nataliaspesi-ano passato attvavevso il vocabolavio della vedattvice della padania che visponde alle letteve al divettove.
E ciò non fa altvo che confevmave, qualova ce ne fosse ancova bisogno, qvanto Buddha, Fvanz Kvauspenhaav e Gianni Biondillo (sopvattutto qvest’ultimo) siano gvandi.
E adesso voglia scusavmi, ho un appuntamento con un amico poeta pev un givo in viva al Lambvo. Speviamo di tvovave almeno una fan. Possibilmente non tvoppo desmovonada.
Baci e abbvacci.
fm
francescomarotta said
Peccato, Maistev, peccato davvevo, mi hanno appena segato un commento.
Spevo che uovdpvess (!) abbia la bontà di passavle almeno i miei complimenti tev la sua bellissima, insostituibile v(l)ubvica “no avavietuv”.
fm
p.s.
Scommetto che qvesto compave.
g. choukhadarian said
l’incanto, vertigine di spina,
è tutto nel monologo
della fonte che si consuma
in polvere e resine di canto -
una cadenza, per metà dolore,
che sussurra agli specchi
le lettere dell’ombra
(e poi ditemi, interisti, bauscioni, popol mio, se questa non è poesia. L’autore compare, opportunamente autodissimulato, in corso di thread. Grazie che esisti e sussisti, ci’)
francescomarotta said
Grazie infinite, Eminenza.
Avere una stroncatura da parte Sua, o da parte di uno qualsiasi degli adepti del Berlucchi, è, mi creda, massima aspirazione di noi poetucoli, titolo di merito ambitissimo. Suscitare l’attenzione di così alte menti, signi-fica non aver scritto invano, signi-fica aver finalmente chiavo il senso della propria esistenza, del proprio essere nel mondo: i.e.: servire alla causa degli intellettuali (sic!) poliarchici nella loro ricerca e definizione della vera poesia e dei veri p(o)eti.
Gvazie, cavo, un abbvaccio.
fm