Poesia “Com’è”
Posted by lambertibocconi on January 26, 2008
Com’è facile essere soli
com’è difficile essere soli sempre
com’è comune essere soli dopo i 40 anni
com’è comune non esserlo
com’è unico l’amore da ragazzi, com’è conturbante
com’è difficile e comune l’amore giovane
com’è banale chiamare amore quello da grandi
se per decenni hai creduto amore quello da giovani
come la primavera e la morte ti distruggeranno l’amore
come ne getteranno le fondamenta
la primavera inseguirà l’inverno
e l’inverno la primavera
si ricorderanno
si rincorreranno
come sarà eterno l’amore a nessuna età
tuffato nella solitudine
tuffato nella morte sua antagonista
Orfeo guarderà sempre avanti
Euridice sempre indietro
com’è difficile sostenere il decreto
e leggere il cognome della vita!















nadia agustoni said
Misura e disincanto con ironia, ma Orfeo deve voltarsi… giuro che si volta sempre.
francesca genti said
ciao anna.
questa tua nuova poesia mi piace molto.
mi piace questo tuo filone “minore”. la sobrietà e la misura delle parole. un ritmo meno musicale del solito, ma non per questo meno denso. ogni parola un mattone.
gli ultimi due versi:
com’è difficile sostenere il decreto
e leggere il cognome della vita!
mi ricordano un dolmen. qualcosa di strano. enigmatico. e pauroso.
ciao big dog!
francesca
rferrazzi said
Anna, come sei diversa quando poeti e quando commenti! (Se posso permettermi, ti amo di più quando poeti. Molto di più)
vbinaghi said
Com’è conturbante l’ultimo verso…
gena said
Trovare qualcosa che mi piace è sempre una picevole sorpresa.
Bella.
lambertibocconi said
Grazie a tutti.
Per Rferrazzi, risposta arguta: “Penso anch’io di essere meglio nuda che vestita”; risposta seria e di cui mi interesserebbe la controrisposta: “Perché”?
Per Nadia: ma se Orfeo si volta, poi perde tutto!
Per Valter e Francesca: grazie, anche a me “il cognome della vita” fa molta paura.
Per Gena: onorata!
rferrazzi said
Controrisposte.
Alla risposta arguta: non saprei, non ti ho mai vista né nuda né vestita.
Alla risposta seria: perché nuda non sei mai, ma quando ti vesti con i panni della poesia prendi un tono sofferto e sincero.
cf05103025 said
Sei stata molto, tanto brava
e da ora andrò indagando il cognome della vita.
Tu pensi che possa chiamarsi, che so:
Mastrostefano, Cirilli, Rossi?
Io vorrei incontrare una vita che si nominasse Quantosòbellaeprofumata, e duro tanto e muoio traquilla, con un bel sospiro.
ecco
MarioB.
Michele Ortore said
Mi hai fatto tornare in mente un brano assai sardonico di Bufalino, che proponeva un Orfeo molto diverso dal solito. Io provo ad andare controcorrente: la chiusa non mi convince, forse c’entra la metrica, o forse lo iato che crea rispetto alle anafore precedenti. In ogni caso, il pezzo mi è piaciuto, perché sa essere trasparente ed evocativo.
A presto,
Michele
mariapia said
carissima Anna, che ora posso ringraziare per l’ iniziativa della poesia su mio padre, all’indomani della sua morte.
Che qui parla dell’amore nelle varie sue stagioni.
E turbano non poco i versi finali, le anafore sono invece una guida per arrivarci. Ti abbraccio, sai?
MPia
Cri said
La Bocconi è un inno perpetuo alla poesia.
Poeta giovane, brillante…com’è comune essere soli dopo i 40 anni.
Complimenti, Ordet.
Cri
Roberto R. Corsi said
come sarà eterno l’amore a nessuna età
e poi:
Orfeo guarderà sempre avanti.
piaciuti.
in questo 2008 che si promette denso di riflessioni sull’amore (mio ed altrui)
mi torna in mente Mishima: «posso dare questa definizione dell’amore: l’illusione di congiungere il fenomeno con la realtà».
pamela said
Molto bella. Me la copioincollo in un mio file per non perderla.
L’amore è veramente eterno, perché il tempo non esiste e, se lo vogliamo, può essere sempre primavera, quella certa primavera.
enrico said
oltre che belli, i tuoi sono testi davvero spiazzanti, sorprendenti, ci mettono in discussione con la finta levità del quotidiano – sì il dramma è sempre “sostenere il decreto
e leggere il cognome della vita” – complimenti, ciao, enrico
massimiliano said
nn sono un intenditore…. ma a me piace tanto— complimenti
lambertibocconi said
Grazie, grazie e ancora grazie. Se succede davvero quello che ha detto Enrico al 14, allora la mia vita un po’ così ha un senso.
Vi racconto che stanotte alle 3.40 mi si sono aperti gli occhi nel buio, appena interrotto dalle classiche righine che filtrano dalle tapparelle (paesaggio urbano, luce di lampioni), e lì sono rimasti, puntati al soffitto. Sveglia come non mai. “Nem alegre, nem triste, nem poeta”, come canta Caetano Veloso. Nervosa, evabbè, quello anche di giorno. Almeno di notte c’è più silenzio e non si deve andare a lavorare. Stavo lì, stavo lì e stavo lì anche bene, a sentire l’estensione delle mie gambe nel liscio dei lenzuoli. Poi è venuto il gatto e l’ho stropicciato un po’. E improvvisamente l’illuminazione: voglio intitolare “Il cognome della vita” il mio nuovo libro. Perciò. Allora buonasera. A me la vita piacerebbe anche, peccato che c’è un sosia che mi scalpella in continuazione il cognome su una lastra di marmo. Stasera mi attaccherei tutta la sera a Youtube a guardare il mio primo amore Sylvie Vartan, ma non lo faccio. Tanti baci a tutti. Anna
daria said
ke strano,qui solo complimenti e fate sparire il resto
ma ke bravi…
fedro insegna ke le rane scoppiano quando si illudono e vogliono imitare i grandi
lambertibocconi said
kara Daria, io non imito un bel kane di nessuno… se la mia poesia nn ti è piaciuta, non c’è problema, e se vuoi puoi anke dirmi il perké!
iside78 said
… la tua poesia mi turba!