DRIN di Valter Binaghi
Posted by vbinaghi on January 29, 2008
TESTO PER UNA CANZONE MAI SCRITTA
Drin. Fuori dal parcheggio
Drin. Anche in autostrada
Drin. E perfino in ufficio se lo vuoi
Drin. Cellulare ultrapotente
Drin. Socialmente intrigante
Drin. Una lapide alla solitudine
Drin. Se non posso parlare
Drin. Lasciami un messaggio
Drin, La faccina che mi dice come stai
Che importa se sopra le nostre teste
Cresce pian piano una foresta di antenne
E una nuvola elettrica fatta di parole
Nasconde il sole…
Ma che goduria, che felicità
Poter amplificare la banalità
La nostra chiacchera come una cometa
Che arrostisce il pianeta.
Drin. Cosa stai facendo
Drin. Stai dormendo o cagando?
Drin. Perché non rispondi a me? Non sai che
Drin. Non ti puoi negare
Drin. Alla nuova morale
Drin. Del collegamento universale, e allora
Drin. Lasciati trovare
Drin. Lasciati arruolare
Drin. Nella nuova frontiera del mondo civile
E negli anni Sessanta “Pace e amore”
Nei Settanta tutti a manifestare
E negli Ottanta l’inflazione al venti
E la Milano da bere
Negli anni Novanta la caccia alle tangenti
Faceva tremare ricchi e potenti
Ma nel Duemila si ritorna a sognare
Con la democrazia del cellulare















francescomarotta said
Valter, mi sono sognato (l’ho anche ascoltato!!!) questo pezzo eseguito dal sestetto elettrico di Muddy Waters, con John Lee Hooker e Willie Dixon che si alternano alle voci e Van Morrison nel ritornello, con i due che gli fanno da controcanto.
Ti giuro, è tutto vero! E non avevo fumato niente di particolare, solo un paio di sigarette…
Bello assàje.
fm
vbinaghi said
Francesco, l’unico tentativo di metterlo in musica finora era un reggae o un calypso, sai quei ritmi fancazzeggianti in totale sintonia con la cosa stupidina che è. Ma mi manca il cantante credibile, lo vedo cantato da una signorina.
francescomarotta said
Continuo a vederlo come un bluesaccio “intossicato” e annerito dalle voci dei tre di cui sopra (soprattutto del più nero di tutti: il “bianco”), e ti asicuro che non è affatto una “cosa stupidina”: sotto/nella sua apparente “leggerezza”, c’è un bel concentrato di acido solforico (quello che piace a me).
fm
cletus said
per una più esaustiva comprensione dell’item, si rimanda alla lettura de DOVE SEI ? Ontologia del telefonino, ed. Bompiani, 8,50 €.
Per quanto riguarda la voce…si presterebbe la migliore Rosanna Casale o, un’ispirata Nora Jones.
Del tutto da escludere Diana Krall, impostata su registri troppo seriosi o rigidi.
Anastasia, come la vedete ?
vbinaghi said
Le sorelle Bandiera?
francescomarotta said
Cletus, del tuo trio preferisco senz’altro la Jones. Poi, ci sarebbe solo l’imbarazzo della scelta, tanto la lista sarebbe lunga, dipende dal tipo di arrangiamento che predisponiamo. Non mi dispiacerebbe, uscendo un po’ dal “solco”, nemmeno Marianne Faithfull (tra l’altro in linea con il blog), oppure Rickie Lee Jones, oppure Mary Coughlan, oppure, scivolando verso un acid-southern-roots (un tantino annacquatello) Bonnie Raitt.
Anastasia la vedo in un unico modo, ma non chiedermi quale…
Con le Sorelle Bandiera, saremmo immersi nel mito fino al collo, oltre le barriere dei generi. E dell’immaginabile. A una versione “en travesti” non avevo assolutamente pensato. Forse è la soluzione del re-bus…
fm
robertorossitesta said
Caro Valter,
una volta si nasceva incendiari e si moriva pompieri. Oggi, con le pompe a secco, o umoristi o chiliasti, e magari le due cose insieme.
Un caro saluto,
Roberto