La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Qual è e quale vogliamo che sempre più sia lo specifico del blog collettivo La poesia e lo spirito? A differenza di altri blog o gruppi di opinioni vari presenti in rete, questo dovrebbe caratterizzarsi per una grande apertura a orientamenti e opinioni provenienti da settori anche piuttosto diversi. Una sola vera discriminante ci sentiamo di mettere necessariamente all’inizio ed è quella, forse ovvia, ma assai importante da tenere ferma, che “solo le posizioni tolleranti sono tollerate”. Precetto che va bene inteso, e forse a sua volta interpretato, ma che certamente implica che sono escluse da questo spazio opinioni e forme di discussioni che non siano fondamentalmente rispettose delle differenze, che ricorrano all’insulto o comunque alla denigrazione delle posizioni diverse senza argomentazioni ma solo per superficiali slogan. Vorremmo fare di questo luogo una specie di grande Giardino (alludiamo ovviamente alla Scuola del Giardino di Epicuro) – purtroppo solo virtuale, dato che sarebbe molto più piacevole realmente passeggiare assieme per le aiuole e discutere sui più diversi temi – nel quale diverse opinioni anzitutto si conoscono, eventualmente si scontrano, e comunque si arricchiscono a vicenda. Un luogo nel quale si sia disponibili, con tutte le difficoltà che sappiamo essere insite in una tale impresa, a spogliarsi non certo delle proprie convinzioni profonde e dei propri sentimenti, ma di quelli che possono invece – a un esame più accurato – rivelarsi dei malcelati pregiudizi. È evidente a tutti che esistono diversità più ‘delicate’ e altre meno; una differenza di opinioni sugli scritti di Gadda non è lo stesso che una differenza di opinioni sul problema dell’aborto, ma è appunto questo che deve guidarci nella ricerca: quando si parla di Gadda possiamo sì immergerci completamente nel problema e considerarlo fondamentale, coscienti d’altra parte che potremo comunque voler bene a nostro fratello anche se egli odia Gadda; esattamente come vorremmo arrivare a volergli bene se la sua posizione sul problema dell’aborto è diversa dalla nostra; il criterio che ci guiderà sarà questo, che cercheremo sinceramente di comprendere attraverso quali diversi sentieri due esemplari diversi della stessa specie, Homo Sapiens, possono avere opinioni anche radicalmente diverse. Con l’idea di fondo che in un grande palazzo, scale diverse possono anche condurre nella stessa stanza. A nostro parere, con tutte le difficoltà connesse con la natura umana, è un’utopia alla quale si può credere e alla quale si può almeno tendere; si può tenerla cioè come modello/traguardo cui riferirsi sempre e soprattutto nei momenti di difficoltà.


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    METROMORFOSI infocritica


Le scritture che non leggemmo. Seconda Parte

Posted by isabellamoroni on January 29, 2008

In realtà ho raccolto materiali vari, a volte straordinari.
Scritture dense ed evocative.

Sono racconti, poesie, a volte testimonianze legate fra loro da un filo conduttore: le persone che li hanno creati non hanno mai fatto gli scrittori di professione.

Romolo Trebbi del Trevigiano, le sue rime cariche di avventura simili a tagli cinematografici, architetto, urbanista, docente universitario, che da molti anni vive in Cile.


L’ULTIMA CANZONE DEL DESERTO

E soli camminavamo
immergendoci
nei silenzi di sabbie.

Cercavo l’ombra
di cammelli erranti,
ma cammelliere
delle dune è il sole:
sprofondavo
in miriadi di luci.

Fra scheletrici artigli
di palme irreali
mi piegava il desiderio
di pini lontani.

E soli camminavamo
fra pulsare
di tempie e di sabbia.

Non un tamburo
ma il cuore che rulla,
non un velo galoppa
ma miraggio che brucia
come il rogo dei sogni.

Esule degli spazi
continuo ad errare
su onde di fuoco.

Più non sento
ma tu, anima, ascolta.

Senti:
il ghibli canta
l’ultima canzone del deserto.

NEL SUDORE MERIDIANO

Ansiti di zolle
Nel respiro caldo
Di terre spezzate:dormono consumati
Acciai di vomeri,puri impregnati di erbe morte nel sole.
Nel sudore meridiano
Delle nostre mani
È l’odore
Di cavalli bagnati;
respiro nei tuoi capelli
pulsare di vita:
avvampano pagliuzze bruciate
nella luce dei culmi.

HO AMATO IL SILENZIO

Ho amato il silenzio
Per te,
il ricordo: il mio sangue.
Nella cattedrale
Un suono ha sepolto
La terra, eterno.
Fuori una croce.
Voglio vivere ancora:
ti porterò le viole
ed una rosa bianca.

Romolo Trebbi del Trevigiano


3 Responses to “Le scritture che non leggemmo. Seconda Parte”

  1. Giorgio said

    Belle, Isabella, grazie. E bella anche l’idea de “le scritture che non leggemmo”. Bello quando c’è l’uomo e non solo lo scrittore.

  2. isabella said

    Grazie Giorgio,

    mi piacerebbe trovarne tante altre di scritture che finora non ci è stato dato di leggere, e vorrei che fossero tutte vere scritture e non urli, afflati e tormenti…

  3. fabry said

    la diatriba poeta/cantautore potrebbe prolungarsi in quella professionista/non professionista. in effetti, tante cose rimaste nel cassetto potrebbero essere molto migliori di tanta roba che si vede in giro. un pensiero inquietante, ma salutare.

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