La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Patrizia Bianchi, La murata e altre cose.

Pubblicato da fabrizio centofanti su febbraio 3, 2008

quadro4.jpg 1.

Non si distinguono più la lingua e l’occhio bello. Ora la luce è dall’altra parte: non più sulla tavola, tra le pagine del libro, che è ancora aperto. Non hai faccia, nella mia direzione! *Non hai faccia!* Sei straniero. Se vuoi, ti do da bere, anche se aspetti altro. Senti, senti il profumo che vìola le stanze. E le piccole cose stanno lì, sul divano vecchio, tra sedia e sedia. Solo ai miei gatti permetto di salire – i gatti sono assorti. Non aspettarti nulla, dico. Non aspettarmi, se ti dico che torno. Voglio perderti. *Vuoi perdermi*.

Ai vivi si fanno carezze o si parla a bassa voce – che non rubino le parole dette. Ma i morti sono vegliati a testa china: si vive di poche cose, si vive spogli. *Chi* abbraccia *chi*? Non voglio vedere nessuno.

2.

L’immondizia è l’energia del futuro. Ripulita dal cancro. Il cancro ottura la lucidità. Il cancro è la parte sbagliata nel corpo. Il corpo ha la postura su un equilibrio equidistante. Bisogna guarire da noi stessi, prima del cancro. Dopo, tutto concilia, come la nota sul tasto, o il tasto sulla nota.

3.

Era arte e poesia il segno sulla parete. La schiena era segnata da messaggi osceni. Il cuore esplodeva da un cassonetto (all’alba). Un uomo ha sparato, su un ragazzo già morto. Non c’è futuro (immediato) senza un suo sogno; il mutuo è un buco ad oltranza.

A dieci anni sai già tutto di sesso e stanchezza. Chiusa nel cesso (SONO AL CESSO!…), ingoi coca e lacrime (di merda. Come dice tuo PADRE). Per scherzo e per gioco ti filmano col telefonino in pose osé, e poi ti scaricano, ti smerciano al banco nazionale. Mastichi catrame nella stanza chiusa a chiave. Il confine si estende su tutto il corpo virtuale. Nessuno ti parla (accarezza), come faceva tua MADRE. Ora, sono altre le mani (braccia) che ti strappano. Nessuno uccide i morti – ti hanno ammazzata! Sangue sacro, lava vene. Sangue sacro lava vene. Noi eravamo da un’altra parte: immuni e innocenti. Come nuove.

nota

il frammento 1 è tratto dalla *Murata*, intr.di massimo sannelli, La Camera Verde, Roma 2008 ; i frammenti 2 e 3 sono inediti, scritti nel gennaio 2008. In rete : www.patriziabianchi.blogspot.com

Immagine: Patrizia Bianchi, China per Amanuense, di Massimo Sannelli.

4 Risposte to “Patrizia Bianchi, La murata e altre cose.”

  1. nadia agustoni detto

    Questi frammenti come squarci della modernità,ma intimi anche ( bisogna guarire da noi stessi…). Un caro saluto

  2. massimo detto

    di questi frammenti, in privato e in pubblico – sono felice e fiero, come di cose che nascano per un buon fine. grazie, davvero, anche da parte di Patrizia, per questa attenzione e per questo luogo
    massimo

  3. nadia agustoni detto

    infatti verrebbe voglia di leggere di più.
    grazie a te e a patrizia

  4. massimo detto

    Patrizia è una persona molto schiva, che non ama apparire e non usa l’email. al telefono mi ha detto che ringrazia Fabrizio, in primo luogo. e poi,Nadia (grazie, di cuore, a te),le ho letto il tuo commento. questi frammenti dovrebbero essere letti ad alta voce,con precisione e forza. è una cosa (ho notato,forse sbaglio) che vale per molte scritture frammentarie: non sono fragili, ma signorili e virili; non sono silenziose, ma molto orali. ciò che esiste di più indignato e disperato, per necessità, vuole DIRE. e chi DICE così può avere voglia di nascondersi – e delega la voce ad altre voci. spero di esserne in grado, ora e ancora, dopo.

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