Les faits divers #2 – di Francesco Forlani
Posted by furlen on February 8, 2008
| monicamazzitelli on Ramona Corrado | |
| giuseppe panella on A Pirra | |
| monicamazzitelli on Luigia Sorrentino | |
| Emily Grace on Una lunga storia quasi d… | |
| riccardo ferrazzi on Tal qual | |
| pamela on Una lunga storia quasi d… | |
| AndreaCati on MONTEVERDE di Gianfranco … | |
| pamela on L’America | |
| A Pirra « La p… on Mare nero di Mark Strand… | |
| dlombardini on MONTEVERDE di Gianfranco … |
Posted by furlen on February 8, 2008
This entry was posted on February 8, 2008 at 8:00 pm and is filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.
nadia agustoni said
Francesco questo è bellissimo. Grazie
Credevo li avessero già dimenticati.
Carla said
e il paradiso è con noi!
ciao effeffe
nadia agustoni said
sperem…
Sparz said
perfetto effeffe, vai così.
Gaja said
grazie davvero, è splendido, effeffissimo.
bacio.
Giorgio said
E già…, non c’è che dire! valeva la pena aspettare quasi quarant’anni…:
http://www.italica.rai.it/cinema/politico/classeoperaia.htm
Sparz said
per un calamitoso destino, il nome dei Thyssen fa un cammino terribile nella storia degli ultimi decenni: come un funereo legame, connette la strage di Torino dello scorso dicembre, con quell’altra, non più grave, ma di proporzioni enormemente maggiori, del popolo ebraico che sta e starà per un pezzo nella memoria di tutti (così come deve starci quella di Torino). Leggetevi questa:
BERLINO — Ci sono storie che, come i peggiori fantasmi, restano nell’aria per decenni. Poi, all’improvviso, si materializzano e lasciano senza fiato. Questa è una di quelle. La notte tra il 24 e il 25marzo 1945, le truppe dell’Armata Rossa erano a 15 chilometri dal castello di Rechnitz, sul confine tra Austria e Ungheria, residenza di Margit Thyssen-Bornemisza, maritata al conte Ivan Batthyany. Che il Terzo Reich fosse al crollo era chiaro, ma gli dei caduti erano più sprezzanti e mostruosi che mai. Margit organizzò l’ultima festa: 40 persone, tra Gestapo, SS e giovani nazisti. Fino a mezzanotte, balli, vino, liquori. A quel punto, però, serviva qualcosa di speciale che potesse fare ricordare quei momenti cruciali. Franz Podezin, un amministratore della Gestapo che aveva anche una relazione sessuale con la Thyssen-Bornemisza, prese l’amante e una quindicina di ospiti, li armò e li accompagnò a una vicina stalla.
In alcuni locali del castello, erano ospitati (in condizioni tremende) circa 600 ebrei…
il seguito lo trovate qui: http://www.corriere.it/cronache/07_ottobre_19/festa_nazista.shtml
Non c’è limite all’orrore. Certe volte, occorre gettare il cuore oltre l’ostacolo con una forza enorme, per sopravvivere.
nadia agustoni said
Letto, ma che dire?
jolanda catalano said
Sempre ricordare. La speranza però vola con ali bruciate.
grazie
jolanda
Renata said
grande, fortissimo.
grazie,
renata
Su le mani! « La poesia e lo spirito said
[...] in terre difficili (eufemismo) come queste, sospese tra Casertano e Napoletano. Le vignette les Faits Divers sono nate proprio su questo blog e allora in occasione di questa loro materializzazione cartacea [...]