Provocazione in forma d’apologo 48
Pubblicato da robertorossitesta su febbraio 10, 2008
Aspettando l’elettricista, nella casa buia non posso fare nulla; allora, per ammazzare il tempo, a tastoni vado al portatile per leggere le ultime notizie su internet.
E leggo che c’è una strana ondata di black-out elettrici, che interessano singoli appartamenti: negli appartamenti all’intorno c’è luce e si fa festa, mentre in quelli colpiti si sta al buio, isolati, in attesa.
Non faccio in tempo a leggere altro, le batterie del portatile si scaricano, resto al buio completo.
Allora sempre a tastoni mi allungo sul letto, con le mani intrecciate sul cuore, ed aspetto. Qualcuno.
E mentre aspetto mi ritornano in mente i versi di un libretto pubblicato a vent’anni:
“Tu uomo hai preferito
le tenebre alla luce”
mi ha detto l’Ispettore
dell’Ente Autorizzato
i fili recidendo.
A che dovrei turbarmi?
Tanto da questo capo
rampollano scintille
di cui far divampare
ben altro che il suo buio.
Nemmeno i capelli sul capo d’ognuno sfuggiranno alla conta, è scritto, e in tutto questo tempo l’ho imparato. Oggi, nel pieno del caos, io sarò giudicato anche per quei versicoli – e magari fosse soltanto l’estremo pensiero d’orgoglio!














Carla detto
ma quel qualcuno poi è arrivato?
ciao caro Roberto
C.
Sparz detto
guardo con morbosa attenzione gli incipit dei post, come dei libri e di tutto quanto riesco a leggere. Questo incipit è fantastico. E anche il seguito è buono.
robertorossitesta detto
Cara Carla,
il tempo del post è il presente, quindi nel post l’attesa di Qualcuno (non di qualcuno) prosegue, nella vita… che dirti?
Caro Sparz,
troppo buono. Ricordo tuttavia l’esempio di chi teneva il vino migliore per fine banchetto, e cerco nel mio piccolo di imitarlo.
Un caro saluto,
Roberto
Carla detto
…che prosegua nella vita è bene, ma non necessariamente deve essere un qualcuno con la Q maiuscola(potrebbe non arrivare mai)dal mio umile punto di vista.
riuscire a vedere la luce nelle tenebre, questo è conforto.
Buon pranzo
C.
robertorossitesta detto
Cara Carla,
certo, ci sono dei “qualcuno” con la minuscola che partecipano in qualche misura della maiuscola: perché, vuoi per grazia vuoi per opere, hanno ricevuto un pezzettino della stoffa dell’Altro.
E poi ci sono i tanti, i troppi “qualcuno” che arrivano anche senza essere aspettati, e non sono neppure delle belle sorprese…
Ma siamo anche noi, il più delle volte, a non saper estrarre e mettere a frutto il potenziale di bene che questi ultimi, da qualche parte, debbono pure nascondere…
Un caro saluto,
Roberto