Sanvalentinata fuori programma
Posted by lapoesiaelospirito on February 14, 2008
di Maria Grazia Calandrone
La clamorosa dolcezza delle clavicole, la percussione cessata
dei finimenti muscolari, le valvole
che l’hanno finalmente abbandonata
sulla terra, l’angolo umile che fa la testa
per celare il sorriso
sulla cruda colonna del corpo
dice: ti ho aspettato per tutta la vita
ho visto la tua vita
nei miei sogni e tutta, notte
dopo notte, si risolveva nel perdono. In certe svolte
quando il cielo pieno di meraviglia coincideva
con la bolla degli alberi agitati dalla piena
luna, io mi svegliavo
per causa dei tuoi sogni
e portavo il tuo nome come una bandiera
che saliva dal petto e mi rendeva
invisibile: di me
si vedeva soltanto il tuo nome. Io sapevo
che avremmo dovuto terminare vicini
qualunque cosa nel frattempo fosse stata di noi. Adesso
eccomi, sono qui per finire
nella tua fine, per aspirare l’ultimo respiro
dalla tua bocca
e soffiarlo attraverso la bocca
che dopo te nessuno
ha più baciato,
al cielo.

















Gaja said
Sì, è proprio quella che ho ascoltato, con somma gioia, sul tuo myspace, mia cara.
E ripeto: le tue poesie sono viaggi infiniti, che la tua voce rende indimenticabili. Quando leggi tocchi corde profondissime e vitali.
Grazie, grazie, grazie per tutta questa vita!
vbinaghi said
Grazie anche da me.
beppe s. said
ciao maria grazia, dopo il tuo libro non ci siamo più sentiti. questa poesia che leggo ora, qui, è: bella, molto. sono contento.
a presto?
beppe
maria grazia said
Trovare grazie, “sono contento” – sotto una dura cosa scritta è una cosa di un altro mondo, un mondo quasi insostenibile ma il solo dove valga la pena vivere. E Gaja che dice vita dove l’apparenza porta scritta la morte: piccoli segni profondi. Sì, Beppe: a presto!
Un abbraccio per voi,
Maria Grazia
furlen said
vorrei dirti anch’io grazie, mg, e mi tengo in serbo il tuo sorriso, nonostante tutto.
francesco
Renata said
“di me / si vedeva soltanto il tuo nome” … Maria Grazia, questo testo è di una bellezza struggente – è di un bello che fa male e fa bene per quanto fa male.
Grazie, Re
francescomarotta said
“A ogni gioia ho assegnato la sua gloria, a ogni verità la sua evidenza, a ogni tristezza la sua fecondità.” (Roger Caillois, Art Poétique)
Grazie, grande MGC, della condivisione di questi versi e del loro carico.
Un abbraccio.
(…)
fm
Gaja said
Io sono felice, *felice*, quando posso leggere poesie così. Strazianti, dolorose, crudeli, ma, per l’appunto come dice Francesco Marotta, “cariche”.
E i tuoi versi sono tutto questo, quindi sono vita, emozione, pensiero e riflessione.
Io ti ringrazio ancora, cara. Leggo e rileggo e non me ne sazio mai.
maria grazia said
cara la mia, mi toccherà trasmetterti l’intero corpo dal quale è tratto questo brandello! il poemetto, intendo, o invitarti a casa per un tè… “Nulla sia noto di noi che il sorriso”, scriveva Chopin, caro Francesco F: parole da scolpire sopra ogni circostanza. E a Renata e a Francesco M, che dicono entrambi come da tanto dolore nasca la luce: quando si ha male la via più facile è sentirsi giustificati a irradiare miseria fino a tradire, mentre la gioia più limpida è nel perdono, nel toccare da soli la feccia del nostro cuore fino a trovare quello che non cede. Perdonate la sentenziosità! Con affetto, Maria Grazia
Gaja said
Dovrai, dovrai senz’altro. Lo sai che sono avida delle tue poesie.
Sottoscrivo ogni tua parola, cara. E anche quelle di Renata e di Francesco.
Giorgio said
Magnifica! Grazie anche da parte mia, Maria Grazia! Spero anch’io di leggere il resto.
Giovanni Nuscis said
Una poesia che muove, forte, nel profondo.
“toccare da soli la feccia del nostro cuore fino a trovare quello che non cede”. E’ proprio (e sempre dovrebbe essere) così, Maria Grazia.
Un abbraccio
Giovanni
Cristina said
Grazie per i versi meravigliosi che hai voluto condividere con chi passa in questo blog.
Cristina
nadia agustoni said
Mi unisco ai complimenti e grazie, versi che toccano, raggiungono.
lapoesiaelospirito said
“…e portavo il tuo nome come una bandiera
che saliva dal petto e mi rendeva
invisibile: di me
si vedeva soltanto il tuo nome.”
Anche qui vai proprio al cuore delle cose, secondo me.
Ciao, Mg.
Franz
luigia sorrentino said
“La clamorosa dolcezza delle clavicole, la percussione cessata/ dei finimenti muscolari, le valvole/ che l’hanno finalmente abbandonata/ sulla terra, l’angolo umile che fa la testa/per celare il sorriso/ sulla cruda colonna del corpo/dice: ti ho aspettato per tutta la vita/ ho visto la tua vita/
nei miei sogni e tutta, notte”
questi tuoi versi bellissimi, mi fanno pensare alla vita che si fa vita… alla vita che ritorna, come un sogno desiderato a lungo… e che ritorna…
tanti auguri, Maria Grazia. Luigia
maria grazia said
Gaja, Giorgio, Giovanni, Cristina, Nadia, Franz, Luigia – Valter, Beppe, Francesco, Renata: voglio soltanto unire i vostri Nomi in un abbraccio
Maria Grazia
jolanda catalano said
Adesso che finalmente sono riuscita a scrollarmi di dosso il lutto per S.Valentino,
posso dirti che ho letto versi magnifici,di un impatto sorprendente e di un’eleganza che fa bene agli occhi e al cuore.
grazie
jolanda
teatrino said
Dolorosa. Complimenti.