Falsi montaliani, di Alessandro Romeo*
Posted by Gaja Cenciarelli on February 21, 2008
[*Alessandro Romeo nasce a Venezia nel 1985. Sta per laurearsi in Lettere all'università di Venezia ma, soprattutto, è tra i fondatori di inutile.]
Tremavi asciugandoti i sontuosi
capelli e, nonostante il gelo,
ridevi. Mentre io, appeso sugli anelli,
ti presentavo le terzine addominali.
Ti alzasti, segreta. E mi dicesti
“Unno!” e con le forbici arrotate
tagliasti i tuoi capelli.
Due ciocche tra le mani mi mostravi
e belle, “Questa e quella ciocca”,
mi dicesti “siamo noi:
tu che mi discosti, io che t’amo”.
Discesi dagli anelli, ti risposi:
“Ciocche non siamo, ciocche non vogliamo”
[E. Montale, Conviventia, app. sparsi, Enna 14 Agosto 1974]
Nei luoghi che il soleggiante non batte
(gli inferi cunicoli e infuocatissimi)
mi ritrovai, con l’Esiliato tùscolo
e poche parole sozze e distratte.
In giù, nell’abissale oscuro, il manto
mi avvolse sulle spalle. E ci recammo
in su quel monte che riunite al pascolo
le anime purgate sono col canto
consolate. Risalimmo il crinale,
verso l’alta vetta così lontana
che a parlarne viene male,
Ma, giungendo alla cima piana piana,
ci investì una luce verticale.
Vidi la Madonna: era brasiliana.
[E. Montale, Comedìa, San Picciuolo Protonotaro a mare,1944]
Con te voglio avere soltanto
rapporti annuali, quelli che
contraddistinguono gli eterni
amori. La quotidianità
non m’avverte, il Nulla.
Con te ritorno infante sbirulino,
nella culla. Sai, la nostalgia
mi uccide con mirino di fucile:
prendila per me tra le mani,
appallottola: fammi un piombino.
Mi prude lo scroscio di pioggerella
fina fina sul naso questa sera. Che sia
la pioggia, la custode del Momento?
Che sia, dello scorrere-del-tempo, la sorella?
Ti palpo le trecce, le asciugo con la seta
dei miei asciugamani. Ti lascerò poc’anzi
cambiarti d’abito, T’avverto: ho poca cosa,
quelli ch’hai visto prima sono gli unici…
Vestiti, se vuoi, coi veli punici,
quelli che tengo nella teca.
E domani, quando partirai,
defilati in silenzio, non svegliarmi:
lasciami il lusso di venire
a cercarti. Ma, prima di partire,
con la mia matita su di un foglio
(il tempo di un attimo)
prenditi uno schizzo, per ricordo,
del mio profilo attico.
[E. Montale, Addio, Falcade, Marzo 1941]

















lucy said
eh, nell’arzanal dei viniziani…
Gaja said
Terra fertile di genii, il Veneto… ;-)
fioriantonio said
Nel meriggio a sorpresa si rialza/ il cavallo disteso stramazzato/ è fermo ancora invece all’orizzonte/ l’aquilone da un secolo perduto.
da E.Montale, Baccanale di carte, L’Officina delle Lettere, 1970
Complimenti ad Alessandro Romeo
Antonio
alessandroR said
Beh, grazie a tutti e un bacio a Gaja
Ciao
ale
Matteo Scandolin said
Secondo me sono geniali, un gioco bellissimo che sono fiero di aver ingenerato.
Nacquero infatti come chiosa alle email che l’Autore scriveva al sottoscritto. No, lo dico per un’eventuale biografia…
MS
Gaja said
Secondo me, Ale è geni-ALE.
;-))
un bacio anche da me a entrambi;)