“David Torrini: scorci di poesia tra Firenze e il mondo”
Posted by giovanniag on February 24, 2008
di Giovanni Agnoloni
Oggi vi propongo una mia conversazione con il giovane poeta fiorentino David Torrini, nato nel 1976 e autore della raccolta Cristalli (edita da EMF – Collane il Melograno), risalente al 1999. In seguito, David ha avuto riconoscimenti in diversi concorsi di poesia e prosa, tra cui il Premio speciale al concorso internazionale Versilia 2004, organizzato dall’ACSI, con la poesia Rincorrendoti (che qui segue), e il Premio speciale al concorso organizzato dal CONI “Racconta il tuo sport“, con un racconto intitolato L’Ultimo Tiro. Presto alcune sue poesie saranno pubblicate su Domist.net.
Qui riporto anche dei suoi versi d’amore di grande intensità (Brace d’inverno) e una breve poesia su Firenze, tratta da Cristalli: s’intitola Qualche foglia morta, ed è una fotografia ‘impressionistica’ d’ambiente con suggestioni ‘gitane’ (ispirata dal quartiere dell’Isolotto). Infine, in onore al tema del viaggio, inserisco Amsterdam, sempre presa da Cristalli.
David, che cosa significa per te “poesia”?
La poesia è essenzialmente due cose: è l’essenza delle proprie emozioni più profonde, che dall’anima sono trasferite alla parola. Ma poesia è anche la capacità e l’impegno di usare la parola in un modo particolare, ritmico, musicale. Le emozioni espresse con parole musicali e con un linguaggio ritmato: questa è per poesia, questo è ciò che la distingue dalla prosa lirica.
Come hai iniziato a scrivere?
Scrivo praticamente da quando sono vivo. Scrivevo piccoli diari e piccoli racconti da piccolo, mentre mi sono avvicinato alla poesia a 16 anni. Durante le ore di matematica al liceo, invece di seguire la professoressa, mi concentravo su un foglio bianco e buttavo giù quello che mi veniva in mente: stati d’animo, amore, incertezze, gioie e malesseri. Mi sembrava di non essere poi così tanto scarso e allora ho proseguito con crescente impegno e convinzione, soprattutto nel periodo universitario. Studiare Lettere e Filosofia mi ha aiutato a costruire una maggiore conoscenza della poesia e ad affinare lo stile.
Attualmente stai lavorando a progetti letterari?
Ho molti progetti in ponte, come sempre. In poesia sto approfondendo l’uso del sonetto. Vorrei entro l’anno pubblicare un piccolo libro con soli sonetti. Ho scoperto l’uso della metrica un paio di anni fa. Lo trovo appagante scrivere con regole più severe. Penso che la creatività non ne soffra, anzi sia stimolata a far meglio. A livello di prosa, il mio obiettivo più importante è portare a termine il mio romanzo, anche se sono al momento in una fase di stand by. Ho invece quasi ultimato il mio saggio sociologico sportivo che parla dei Derby calcistici in Europa e in Sudamerica.
Ti rifai a dei modelli letterari o segui principalmente la tua vena interiore?
La vena interiore è fondamentale. Senza, non è possibile scrivere. Ma i modelli sono importanti per migliorare lo stile e perfezionare il lessico. Nel periodo dell’ Università ho amato tantissimo lo sperimentalismo di Zanzotto, ma anche Montale e Sereni. Ultimamente ho riscoperto però la potenza espressiva di Dante.
Quanto contano, nel tuo scrivere, i temi del viaggio e dell’amore?
Sono i due temi centrali della mia poesia. Infatti il titolo della mia prossima raccolta sarà Viaggi e passioni. Il viaggio sia fisico che semplicemente mentale è per me la fonte di maggiore ispirazione. Senza questo nutrimento, cioè il piacere della scoperta e dell’avventura, le mie pagine resterebbero bianche. La vita è un lungo e ininterrotto viaggio. Molte delle mie poesie trattano di luoghi lontani che ho visitato. L’amore stesso è sempre un viaggio, una scoperta dell’ignoto attraverso l’altro. La poesia d’amore non è mai scontata: le mie poesie d’amore trattano sempre di un sentimento realmente vissuto. L’amore in generale mi interessa poco, preferisco l’amore particolare, vero. Mi piace che la mia poesia sia sempre biologicamente viva e testimone di un ‘esperienza di vita diretta.
BRACE D’INVERNO
Brace d’inverno
i capelli tuoi
dove il mio
cuore brucia.
Schegge d’argento
i sorrisi tuoi
dove il mio
sguardo cade.
Soffi di panna
i baci tuoi
dove il mio
corpo trema.
Fiore d’aprile
il profumo tuo
dove
s’arresta il respiro.
Pepite d’oro
gli occhi tuoi
dove il mio
viso si perde.
Punta frizzante
il nasino tuo
dove il mio
bacio si posa.
Morbide foglie
le labbra tue
dove il mio
slancio si gonfia.
Languidi colli
i seni tuoi
dove i miei
sogni riposano.
Lievi carezze
le gambe tue
dove il mio
tocco si stende.
Brivido caldo
il corpo tuo
dove il mio
corpo si fonde.
***
RINCORRENDOTI
Il primo sguardo
che ogni volta mi regali
taglia in due l’addome.
Sei un fiume in piena
che scorre sensuale
morbido di femminilità.
Salirei un milione di scale rincorrendoti:
per poi afferrarti
e portarti a volare,
a far l’amore in mezzo
alle nuvole.
***
QUALCHE FOGLIA MORTA
Nel buio vialetto alberato
Sulle panchine poste una dopo l’altra,
Guizzava il tintinnìo del vetro.
Le urla disordinate s’incontravano
Tra nuvole di fumo
E sputi generosi.
Sulla sella il vecchio cavatappi
Giaceva stanco avendo assolto
Il suo importante d’oggi compito.
“La la la” un groviglio di braccia.
“Zum zum zum” le gambe saltellano,
E nel freddo ormai svanito
Diffondevano gli urli l’allegra canzone.
Ora, solo qualche foglia morta.
***
AMSTERDAM
Mia signora, mia dolce moglie e fidanzata
Mia amica fidata, mostro fraudolento dallo sguardo
Ingannevole, libera, socievole, civile, democratica,
Violenta, poetica, trasgressiva, felice.
In mezzo a te io uomo fra gli uomini per la prima volta
Dove massa non è di robot ma di individui.
Amsterdam la donna che voglio
Colorata d’aranciata, cordiale, scherzosa
Misteriosa, socievole
Cottona, masturbata
Sporca ma acqua e sapone
Mitica, sveglia, squallida, bella,
Occhi vispi, buon umore,
La vedo piangere e amare il suo dolore.
“Vertiginosa Aster dam”.












May 5, 2008 at 9:40 pm
Questo poeta è fantastico. Deve essere una brava persona. Bravissimo! Mi piace molto la poesia e anche il poeta. Vorrei sposarlo. Subito.