La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Qual è e quale vogliamo che sempre più sia lo specifico del blog collettivo La poesia e lo spirito? A differenza di altri blog o gruppi di opinioni vari presenti in rete, questo dovrebbe caratterizzarsi per una grande apertura a orientamenti e opinioni provenienti da settori anche piuttosto diversi. Una sola vera discriminante ci sentiamo di mettere necessariamente all’inizio ed è quella, forse ovvia, ma assai importante da tenere ferma, che “solo le posizioni tolleranti sono tollerate”. Precetto che va bene inteso, e forse a sua volta interpretato, ma che certamente implica che sono escluse da questo spazio opinioni e forme di discussioni che non siano fondamentalmente rispettose delle differenze, che ricorrano all’insulto o comunque alla denigrazione delle posizioni diverse senza argomentazioni ma solo per superficiali slogan. Vorremmo fare di questo luogo una specie di grande Giardino (alludiamo ovviamente alla Scuola del Giardino di Epicuro) – purtroppo solo virtuale, dato che sarebbe molto più piacevole realmente passeggiare assieme per le aiuole e discutere sui più diversi temi – nel quale diverse opinioni anzitutto si conoscono, eventualmente si scontrano, e comunque si arricchiscono a vicenda. Un luogo nel quale si sia disponibili, con tutte le difficoltà che sappiamo essere insite in una tale impresa, a spogliarsi non certo delle proprie convinzioni profonde e dei propri sentimenti, ma di quelli che possono invece – a un esame più accurato – rivelarsi dei malcelati pregiudizi. È evidente a tutti che esistono diversità più ‘delicate’ e altre meno; una differenza di opinioni sugli scritti di Gadda non è lo stesso che una differenza di opinioni sul problema dell’aborto, ma è appunto questo che deve guidarci nella ricerca: quando si parla di Gadda possiamo sì immergerci completamente nel problema e considerarlo fondamentale, coscienti d’altra parte che potremo comunque voler bene a nostro fratello anche se egli odia Gadda; esattamente come vorremmo arrivare a volergli bene se la sua posizione sul problema dell’aborto è diversa dalla nostra; il criterio che ci guiderà sarà questo, che cercheremo sinceramente di comprendere attraverso quali diversi sentieri due esemplari diversi della stessa specie, Homo Sapiens, possono avere opinioni anche radicalmente diverse. Con l’idea di fondo che in un grande palazzo, scale diverse possono anche condurre nella stessa stanza. A nostro parere, con tutte le difficoltà connesse con la natura umana, è un’utopia alla quale si può credere e alla quale si può almeno tendere; si può tenerla cioè come modello/traguardo cui riferirsi sempre e soprattutto nei momenti di difficoltà.


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    METROMORFOSI infocritica


Sto ferito davanti a un miracolo

Posted by sgolisch on February 27, 2008

rembrandt.jpgSiegmar Faust ( Germania, 1944 )

Ich stehe verwundet vor einem Wunder

ohne es zu sehen, aber ich sehe erblindend, dass ich
wegsehen kann oder besser: absehen kann
von mir: dem größten Wunder, denn ich sehe
mich in keiner Zukunft stehen; und bald werde
ich vergessen haben, dass es mich gab.

Schon bevor sich die Einbildung „ Es gibt mich“ zu
Ende träumt, ergreift das Vergangene
pünktlich das Zepter und regiert uns zum Tode hin.

Wie haben wir unsere Tatkraft vergeudet! Oder
haben wir mehr Energien erzeugt als verbraucht?
Haben wir Kinder gezeugt, Blumen gepflanzt,
Unterkünfte gebaut, Bücher geschrieben, Bilder
gemalt, Filme gedreht im Nahkampf gegen das Nichts?

Ich gestehe: Ich habe alles erfüllt, was sich
mit Mühe erfüllen ließ, aber es hat den großen Abgrund
des Nichts keinen Millimeter mit Sinn gefüllt.

Frieden ist niemals gesichert, er scheint nicht unser
Wesen zu sein. Die Feinde sind zu viele im Leben,
sie leben in anderen Zeiten und Welten, also
gleichfalls immer und nirgendwo. In diese
Freiheit tropft mein Blut aus der Wunde des Seins.

Man muss gelitten haben, um glauben zu können.
Man muss gehasst haben, um lieben zu dürfen.
Man muss verzweifelt sein, um hoffend zu sterben.

Sto ferito davanti a un miracolo

senza vederlo, ma, sempre più cieco, vedo che
posso distogliere lo sguardo o meglio: allontanarmi
da me: il massimo miracolo, perché in alcun futuro
mi vedo; e presto
avrò dimenticato che ci sono stato.

Già prima che l’idea “Esisto”
finisca di sognarsi, il passato afferra
puntualmente lo scettro e ci conduce verso la morte.

Come abbiamo sprecato le nostre forze! O
abbiamo prodotto più energia che non consumata?
Abbiamo fatto figli, piantato alberi,
costruito dimore, scritto libri, dipinto
quadri, girato film in una battaglia contro il nulla?

Confesso: ho fatto tutto ciò che faticosamente
si poteva, ma al grande abisso del nulla
non si è aggiunto neanche un millimetro di senso.

Mai pace è sicura, sembra che non sia nella
nostra natura. Troppi sono i nemici nella vita,
vivono in altri tempi e mondi, quindi, al contempo,
sempre e da nessuna parte. Dalla ferita dell’essere
cadono gocce di sangue in questa libertà.

Dobbiamo aver sofferto, per poter credere.
Dobbiamo aver odiato, per poter amare.
Dobbiamo essere disperati, per morire sperando.

( Traduzione di Stefanie Golisch)

4 Responses to “Sto ferito davanti a un miracolo”

  1. Bella, molto. Niente fronzoli, le cose come stanno. Un autore che non conoscevo.
    Brava Stefanie, che mi dai spesso anche questo piacere (intellettuale, cosa avete capito?) di leggere nelle due lingue.

    Un caro saluto,
    Franz

  2. mimma said

    Bella, Stefanie. Lucida, essenziale, di controllata disperazione. Mi è venuta in mente, su un tema analogo, la conclusione fulminea della Szymborska alla splendida poesia “Una vita all’istante”:

    “E qualunque cosa io faccia,
    si muterà per sempre in ciò che ho fatto”

    Grazie e un affettuoso saluto

    mimma

  3. nadia agustoni said

    bella Stefanie, come sempre una scelta perfetta, grazie

  4. robertorossitesta said

    Non è solo un luogo comune che il tedesco è per eccellenza la lingua del pensiero e della poesia, e questo magnifico testo lo prova.
    Grazie e un caro saluto,
    Roberto

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