A Marino Magliani
Posted by fabrizio centofanti on March 15, 2008
di Francesco Forlani
Avevano ragione loro - ci dicevano
E non poteva darsi diverso il turbamento
Della serena oasi, radura, l’acqua, il pozzo
Abitato da castelli con la luna, dal secchio
Avevano ragione loro- se ricordi-
Postura e modo di appianare i cocci
Stendere i fogli sul tavolo le carte
Dei bilanci con il peso falso, la misura
Anche adesso che di carrozza in treno
I finestrini percorrono Liguria
E s’apre ai monti il ferro, la via dritta
Fino a Torino
Avevano ragione loro senza un dubbio
A protestare contro l’imperizia, l’imprudenza
Di gettare la corda oltre il confine
E fare con fune passeggiata dell’equilibrista
Avevano ragione loro – quasi ridevano
Alla vista dell’inciampo dell’aggrappo
Il goffo restare appesi a un filo, magro, un velo
Alla caduta senza neanche il tuffo, e giù a candela
Mentre le palazzine liberty della riviera
Sovrastano le chiese, le scarpate
E alla visione che di mare ha solo il sale
Si affratella il rumore delle onde
Avevano ragione loro a dire che i conti
Non sono in soggettiva, mai pindarici,
e fare della vita credito e risparmio
è un esercizio senza concessioni, senza umori
Avevano ragione loro? Allora, chiedo
oppure non ci sono torti non c’è errore
anche adesso che al controllore porgo il biglietto
confondendo il ritorno con l’andata












March 15, 2008 at 8:11 pm
è molto, molto bella!