La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Qual è e quale vogliamo che sempre più sia lo specifico del blog collettivo La poesia e lo spirito? A differenza di altri blog o gruppi di opinioni vari presenti in rete, questo dovrebbe caratterizzarsi per una grande apertura a orientamenti e opinioni provenienti da settori anche piuttosto diversi. Una sola vera discriminante ci sentiamo di mettere necessariamente all’inizio ed è quella, forse ovvia, ma assai importante da tenere ferma, che “solo le posizioni tolleranti sono tollerate”. Precetto che va bene inteso, e forse a sua volta interpretato, ma che certamente implica che sono escluse da questo spazio opinioni e forme di discussioni che non siano fondamentalmente rispettose delle differenze, che ricorrano all’insulto o comunque alla denigrazione delle posizioni diverse senza argomentazioni ma solo per superficiali slogan. Vorremmo fare di questo luogo una specie di grande Giardino (alludiamo ovviamente alla Scuola del Giardino di Epicuro) – purtroppo solo virtuale, dato che sarebbe molto più piacevole realmente passeggiare assieme per le aiuole e discutere sui più diversi temi – nel quale diverse opinioni anzitutto si conoscono, eventualmente si scontrano, e comunque si arricchiscono a vicenda. Un luogo nel quale si sia disponibili, con tutte le difficoltà che sappiamo essere insite in una tale impresa, a spogliarsi non certo delle proprie convinzioni profonde e dei propri sentimenti, ma di quelli che possono invece – a un esame più accurato – rivelarsi dei malcelati pregiudizi. È evidente a tutti che esistono diversità più ‘delicate’ e altre meno; una differenza di opinioni sugli scritti di Gadda non è lo stesso che una differenza di opinioni sul problema dell’aborto, ma è appunto questo che deve guidarci nella ricerca: quando si parla di Gadda possiamo sì immergerci completamente nel problema e considerarlo fondamentale, coscienti d’altra parte che potremo comunque voler bene a nostro fratello anche se egli odia Gadda; esattamente come vorremmo arrivare a volergli bene se la sua posizione sul problema dell’aborto è diversa dalla nostra; il criterio che ci guiderà sarà questo, che cercheremo sinceramente di comprendere attraverso quali diversi sentieri due esemplari diversi della stessa specie, Homo Sapiens, possono avere opinioni anche radicalmente diverse. Con l’idea di fondo che in un grande palazzo, scale diverse possono anche condurre nella stessa stanza. A nostro parere, con tutte le difficoltà connesse con la natura umana, è un’utopia alla quale si può credere e alla quale si può almeno tendere; si può tenerla cioè come modello/traguardo cui riferirsi sempre e soprattutto nei momenti di difficoltà.


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    METROMORFOSI infocritica



ARGO rivista d’esplorazione

Posted by as on March 16, 2008

di Alessandro Seri

Argo è una rivista d’esplorazione, proprio come dice il sottotitolo. Nata a Bologna nel 2000 sotto l’impulso di alcuni studenti, di acqua sotto i ponti ne è passata tanta e oggi si è trasformata in un pamphlet di tutto rispetto. Diffuso bene nelle librerie, su tutto il territorio nazionale, con una redazione folta (tra i tanti cito Lorenzo Franceschini e Giovanni Tuzet perché li conosco), un gruppo nutrito di collaboratori e un infaticabile direttore responsabile, il bel Valerio Cuccaroni. Dato che viene patrocinata dalla facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Bologna ci si aspetterebbe qualcosa di un po’ statico, accademico. Invece è l’esatto contrario. Argo è una rivista di ricerca, aggiornata sui temi del contemporaneo che resta contemporanea sui contenuti ma anche nell’aspetto grafico a volte osando un po’. Viene edita dalla Pendragon di Bologna e ha come logo la nave che le da il nome colta mentre, tra cielo e luna, solca il mare, oppure lo divide. E’ distribuito in questo periodo un ricco numero 13 monotematico, insomma denominato numero verde – contatta la natura e ovviamente dedicato alla natura stessa. Partendo dalla copertina (doppia) con foto di Marina Abramovic intitolate Balkan Erotic Epic, dove donne con fazzoletti neri, offrono mammelle a una divinità epica (in una) e uomini nudi sdraiati sull’erba sembrano accoppiarsi con la madre terra (nell’altra), si intuisce il taglio dissacratorio e ricercato di questa monografia. All’interno è possibile trovare poi delle rarità piuttosto interessanti come un’intervista telefonica ad Angelo Branduradi, definito nel titolo del pezzo come un insospettabile inquieto, alcuni testi più o meno poetici di Salvatore Ritrovato, Fabio Posterla, Luigi Di Ruscio e un discorso oracolare fuori sincrono dell’immenso Enrico Grezzi. La natura è soggetto artistico da sempre ma il suo aggiornamento tecnico e mediatico la sta trasformando a volte in merce da mercato, altre in fantascienza da incubo, altre ancora in passato remoto. Argo fa una perlustrazione esterna del tema, lo approfondisce dal di fuori, lo sviscera come suo dovere in quanto opera d’arte. Molto attraenti le foto che ritraggono il signor Silvio Berlusconi e altrettanto piacevole il fumetto centrale di Brizzi e Manfredi così come inquietante e illuminante il pezzo di Giuseppe Colomasi condito con le foto di feti anomali conservati in barattoli di vetro probabilmente sotto formalina. D’altronde questa è una rivista che punta a dividere (anche il mare come nel logo) quindi non si aspettino i possibili lettori un politically correct modaiolo. Forse c’è qualche strizzatine d’occhio alla cultura, modaiola anch’essa, dell’apocalittico ma si può sopportare pensando al futuro. In fondo credo che Argo sia una rivista di parte, non per chiunque, non da sfogliare, penso sia una rivista da leggere non leggeri. Se qualcuno fosse interessato ad esplorarla di più c’è anche un sito internet www.argonline.it/ dove ricercare vecchi articoli, vecchie recensioni e qualche curiosità in più.

4 Responses to “ARGO rivista d’esplorazione”

  1. nadia agustoni said

    Grazie Alessandro per la segnalazione e peccato che il cartaceo della rivista sia difficile da trovare.Cmq perlustrerò online

  2. Grazie mille, Alessandro. Conosco Pendagron.
    Un enorme in bocca al lupo ad ARGO

  3. Valerio said

    @Alessandro
    Grazie delle parole che hai scritto, perché non ti sei limitato all’elogio ma hai avanzato anche qualche appunto critico. Mi piacerebbe che approndissi il discorso sulla grafica (lo ritieni negativo “osare”? In che senso?). Purtroppo invece mi sembra inevitabile notare che l’Apocalisse non è più un’opzione, è un dato di fatto. Ieri ero sulla seggiovia di Frontignano ad ammirare i monti Sibillini carichi di neve: fra 20 anni, forse anche prima, un simile spettacolo probabilmente non lo vedremo più (si parla della chiusura di centinaia di impianti sciistici sulle Alpi). Credo che all’Apocalisse ci si debba preparare, non in modo confessionale, né tragicomico, però, bensì “pratico”, leggendosi “Corporale” o “Il pianeta irritabile” del nostro grandissimo corregionale Paolo Volponi.

    @Nadia
    La rivista si può richiedere in qualsiasi libreria: è presente nel catalogo Pendragon, quindi, se non c’è, basta ordinarla. L’elenco dei punti di distribuzione, dove dovresti trovarla esposta, cmq è qui:
    http://www.argonline.it/distribuzione.html

    @Massimo
    Crepi il lupo!

    @tutti
    Volevo ricordare che ARGO è una rivista aperta alle collaborazioni e alla pubblicazione di testi inediti (interviste, saggi brevi, recensioni, racconti, poesie). Quindi, se volete, inviate i vostri contributi a argo@argonline.it – verranno segnalati ai responsabili dei vari settori e in tempi (più o meno) ragionevoli vi verrà data risposta.

  4. Francesca said

    grazie per la segnalazione! ho visto sul sito che il 30 marzo c’è una specie di festa per Argo a Bologna…

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