Thomas L. – due
Posted by Emanuele Kraushaar on March 25, 2008
[Thomas L. - uno si può leggere qui]
e adesso mi sta lì davanti con quel sorriso forzato e a me ripassano in mente alcune immagini leggendarie di noi due che andavamo a correre a Villa Pamphili sotto i fulmini e io che gli raccontavo la storia del figlio di un’amica di mia madre che era morto folgorato e lui che mi diceva di raccontarglielo dopo davanti ad una birra invece io gliene parlavo lì sotto la pioggia e con i tuoni che spezzavano il cielo in mille pezzi e forse c’eravamo solo più noi sotto quel nubifragio quando abbiamo visto quella signora bionda con i capelli lunghi che a noi doveva essere sembrata un’apparizione e anzi più volte poi me la sono sognata e credo che anche Thomas L. fosse rimasto colpito da quella donna che ci era sembrata coraggiosa e infatti credo avesse detto ad un certo punto queste sono le donne che mi piacciono e io avevo sorriso pensando che tra matti ci si capiva bene
e ora Thomas L. che era un grande corridore e a volte si faceva su e giù Monte Mario ora sta su una sedia a rotelle inchiodato al pavimento attaccato in un modo o nell’altro alla terra e così riecco apparire nella mia testa tutti quei suoi discorsi sulla natura quelle cose che mi aveva detto una mattina a Sperlonga davanti ad un mare forato dalla pioggia che lui si era tolto le scarpe e aveva incominciato ad accarezzare l’erba con i piedi e diceva bisogna recuperare il rapporto con la natura amico mio e io lo avevo guardato e accidenti a me pure io mi ero tolto le scarpe e avevo incominciato ad accarezzare l’erba e qualcosa sentivo fin da subito nei polmoni nuova aria o forse era l’impressione la suggestione che mi era presa in quel momento
in ogni modo Thomas L. tirava spesso discorsi che mi facevano vibrare e non è facile per me adesso mettermi qui a ripetere le cose che mi diceva perché era che lui sapeva trovare il momento giusto per dirle è come se se le portasse dietro da tempo e poi ecco le riversava addosso agli altri come un’onda e dovevi crederci per forza perché gli brillavano gli occhi mentre parlava e una volta eravamo stati ad Ischia da soli avevamo detto alle nostre ragazze che avremmo fatto un viaggio per conto nostro una settimana in un’isola e loro che si facessero pure una settimana da qualche parte e che noi neanche volevamo saperlo dove sarebbero andate ecco proprio così davanti ad una pizza Thomas L. aveva detto fatevi una settimana da qualche parte anche voi nessun problema e così loro si erano guardate come a dire ma guarda questi due bastardi ora ci organizziamo noi un viaggetto da single come ai vecchi tempi
e così quando con Thomas L. passeggiavamo al porto di Casamicciola e io gli dicevo cose tipo ma chissà che fanno adesso quelle due oppure speriamo bene lui mi aveva spinto sulla barca che avevamo affittato e ce ne eravamo andati a Vivara e io mi sentivo me stesso più che mai con quel vento di inizio settembre che mi accarezzava i capelli e Thomas L. che scrutava il mare e il cielo e sembrava annunciarmi ad ogni respiro la vita è bella ed ora è lì con lo sguardo fermo e il sorriso tirato e rassicurante a dirmi quasi non preoccuparti ci sto io da questa parte e a vederlo così penso a tutti i suoi progetti e che forse proprio mentre era stato messo sotto stava pensando a qualcosa da fare in futuro magari quel progetto di aprire un locale jazz a San Lorenzo perché era sicuro Roma stava crescendo musicalmente e un giorno sarebbe stata come Berlino che diceva lui era zeppa di locali dove si suonava jazz di un certo livello e poi comunque quando parlava di musica Thomas L. sembrava che parlasse di una cosa tutta sua e magari ti parlava di Ascension e riusciva a farti credere che Coltrane in persona l’avesse suonata per lui per farlo alzare qualche centimetro da terra e ora invece attaccato alla terra deve rimanere
















