La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Qual è e quale vogliamo che sempre più sia lo specifico del blog collettivo La poesia e lo spirito? A differenza di altri blog o gruppi di opinioni vari presenti in rete, questo dovrebbe caratterizzarsi per una grande apertura a orientamenti e opinioni provenienti da settori anche piuttosto diversi. Una sola vera discriminante ci sentiamo di mettere necessariamente all’inizio ed è quella, forse ovvia, ma assai importante da tenere ferma, che “solo le posizioni tolleranti sono tollerate”. Precetto che va bene inteso, e forse a sua volta interpretato, ma che certamente implica che sono escluse da questo spazio opinioni e forme di discussioni che non siano fondamentalmente rispettose delle differenze, che ricorrano all’insulto o comunque alla denigrazione delle posizioni diverse senza argomentazioni ma solo per superficiali slogan. Vorremmo fare di questo luogo una specie di grande Giardino (alludiamo ovviamente alla Scuola del Giardino di Epicuro) – purtroppo solo virtuale, dato che sarebbe molto più piacevole realmente passeggiare assieme per le aiuole e discutere sui più diversi temi – nel quale diverse opinioni anzitutto si conoscono, eventualmente si scontrano, e comunque si arricchiscono a vicenda. Un luogo nel quale si sia disponibili, con tutte le difficoltà che sappiamo essere insite in una tale impresa, a spogliarsi non certo delle proprie convinzioni profonde e dei propri sentimenti, ma di quelli che possono invece – a un esame più accurato – rivelarsi dei malcelati pregiudizi. È evidente a tutti che esistono diversità più ‘delicate’ e altre meno; una differenza di opinioni sugli scritti di Gadda non è lo stesso che una differenza di opinioni sul problema dell’aborto, ma è appunto questo che deve guidarci nella ricerca: quando si parla di Gadda possiamo sì immergerci completamente nel problema e considerarlo fondamentale, coscienti d’altra parte che potremo comunque voler bene a nostro fratello anche se egli odia Gadda; esattamente come vorremmo arrivare a volergli bene se la sua posizione sul problema dell’aborto è diversa dalla nostra; il criterio che ci guiderà sarà questo, che cercheremo sinceramente di comprendere attraverso quali diversi sentieri due esemplari diversi della stessa specie, Homo Sapiens, possono avere opinioni anche radicalmente diverse. Con l’idea di fondo che in un grande palazzo, scale diverse possono anche condurre nella stessa stanza. A nostro parere, con tutte le difficoltà connesse con la natura umana, è un’utopia alla quale si può credere e alla quale si può almeno tendere; si può tenerla cioè come modello/traguardo cui riferirsi sempre e soprattutto nei momenti di difficoltà.


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Giuseppe Bonura e il suo viaggio nel tempo

Posted by marsiglia on March 27, 2008

di Stefania Nardini

Giuseppe Bonura ha viaggiato attraverso la sua vita per regalarci uno dei più bei ritratti dell’ Italia del novecento. Ma alla qualità dello scrittore, di un grande scrittore, ha aggiunto qualcosa di se stesso: l’onestà intellettuale.

Critico letterario per il quotidiano “Avvenire”, con Le radici del tempo (ed. Avagliano), Bonura si avventura nella sua esistenza in un romanzo in cui ogni lettore potrebbe ritrovarci sua nonna, uno zio, un padre e forse brandelli della propria vita. Una storia di famiglia, una famiglia semplice, in cui le complessità dei caratteri sono lo spaccato di un’epoca. Nonno Giulio anarchico e habitué dell’osteria, l’amica di famiglia timorata di Dio, una madre determinata e rigida come le veniva chiesto dalla cultura di quel tempo. Un padre che indossava una divisa, lontano da casa, finanziere, meridionale nell’anima, capace di trasmettere nei piccoli gesti il gusto per la vita.

Luoghi, personaggi, la storia del Paese che attraversa questo nucleo familiare tra momenti di felicità e di dolore. Un dolore al quale ci si doveva “abituare” fin da piccoli. Per imparare a stare al mondo. Con un risultato: cio’ che poi resta dentro. Ed è il tarlo che l’autore si porterà dietro, e che si trasformerà in una straordinaria sensibilità emersa poi nella magia della scrittura.

Un romanzo bello. A tratti anche divertente. E direi coraggioso. Perché rimettere assieme pezzi di vita, collocando affetti, sentimenti, ideali non è un’operazione facile. Ma Bonura ci riesce. Passando nelle città dove ha vissuto, dove ha lasciato pezzi di se stesso poi ritrovati. Dal mare del Conero alla costa romagnola, dove un bagnino, un giorno, aprirà una libreria e lui, l’autore, da commesso, si ritroverà per caso giornalista. Dall’amore per i libri e la letteratura esploso grazie a una relazione adolescenziale, dalle ideologie sessantottine al suo mondo di uomo in cui preserva un’integrità interiore non banale.

E poi l’Italia. Il fascismo, la guerra, la fame, i partigiani, le macerie e la ricostruzione. Un libro cosi’ è possibile scriverlo in una stagione, la stagione della saggezza, quando ripercorrere la propria storia è come rivedere l’immagine di un film in bianco e nero che diventa lentamente a colori.

Giuseppe Bonura ha scritto numerosi romanzi che hanno lasciato il segno nel panorama della nostra letteratura, ma in questo c’è qualcosa in più. C’è lui. C’è un uomo, il suo tempo, il suo rapporto con la vita. Una vita che a volte nulla risparmia e tanto dà.

E che a Giuseppe Bonura ha dato un grande dono: il saper narrare con semplicità e senza mediazioni, lasciando i fatti per quel che a volte sono: scherzi del destino.

(pubblicato su Scritture& Pensieri de Il Corriere Nazionale)

5 Responses to “Giuseppe Bonura e il suo viaggio nel tempo”

  1. nadia agustoni said

    Bella segnalazione Stefania, fa venire voglia di leggere il libro. Grazie come sempre

  2. stefania nardini said

    Mi fa piacere Nadia. Grazie a te.

  3. desirèe said

    giuseppe bonura..ti amooooooooooooooooooooooooooooooo..

    la tua nipotina

  4. desirèe said

    un saluto affettuoso..da tutte le persone che ti conoscevano, che ti stimavano e ti apprezzavano.
    rimarrai sempe nei nostri cuori..e in un momento di tristezza sfoglieremo le pagine di un tuo romanzo per farci ritrovare il buon umore..

    con affetto

  5. Roberto said

    è impressionante parlare di lui al passato ma tant’é… lo ricorderò come la splendida persona che ho conosciuto anni or sono, leggerò attraverso i suoi dipinti e viaggerò mediante i suoi libri, in un mondo da lui creato che non terminerà mai… certo che la sua vita sia stata ampia e vissuta, colgo l’occasione per fare le mie condoglianze alla famiglia.

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