La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Qual è e quale vogliamo che sempre più sia lo specifico del blog collettivo La poesia e lo spirito? A differenza di altri blog o gruppi di opinioni vari presenti in rete, questo dovrebbe caratterizzarsi per una grande apertura a orientamenti e opinioni provenienti da settori anche piuttosto diversi. Una sola vera discriminante ci sentiamo di mettere necessariamente all’inizio ed è quella, forse ovvia, ma assai importante da tenere ferma, che “solo le posizioni tolleranti sono tollerate”. Precetto che va bene inteso, e forse a sua volta interpretato, ma che certamente implica che sono escluse da questo spazio opinioni e forme di discussioni che non siano fondamentalmente rispettose delle differenze, che ricorrano all’insulto o comunque alla denigrazione delle posizioni diverse senza argomentazioni ma solo per superficiali slogan. Vorremmo fare di questo luogo una specie di grande Giardino (alludiamo ovviamente alla Scuola del Giardino di Epicuro) – purtroppo solo virtuale, dato che sarebbe molto più piacevole realmente passeggiare assieme per le aiuole e discutere sui più diversi temi – nel quale diverse opinioni anzitutto si conoscono, eventualmente si scontrano, e comunque si arricchiscono a vicenda. Un luogo nel quale si sia disponibili, con tutte le difficoltà che sappiamo essere insite in una tale impresa, a spogliarsi non certo delle proprie convinzioni profonde e dei propri sentimenti, ma di quelli che possono invece – a un esame più accurato – rivelarsi dei malcelati pregiudizi. È evidente a tutti che esistono diversità più ‘delicate’ e altre meno; una differenza di opinioni sugli scritti di Gadda non è lo stesso che una differenza di opinioni sul problema dell’aborto, ma è appunto questo che deve guidarci nella ricerca: quando si parla di Gadda possiamo sì immergerci completamente nel problema e considerarlo fondamentale, coscienti d’altra parte che potremo comunque voler bene a nostro fratello anche se egli odia Gadda; esattamente come vorremmo arrivare a volergli bene se la sua posizione sul problema dell’aborto è diversa dalla nostra; il criterio che ci guiderà sarà questo, che cercheremo sinceramente di comprendere attraverso quali diversi sentieri due esemplari diversi della stessa specie, Homo Sapiens, possono avere opinioni anche radicalmente diverse. Con l’idea di fondo che in un grande palazzo, scale diverse possono anche condurre nella stessa stanza. A nostro parere, con tutte le difficoltà connesse con la natura umana, è un’utopia alla quale si può credere e alla quale si può almeno tendere; si può tenerla cioè come modello/traguardo cui riferirsi sempre e soprattutto nei momenti di difficoltà.


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INTERMEZZI

Posted by fabrizio centofanti on March 30, 2008

di Chiara Fattori

Intermezzi è il nome di una casa editrice appena nata. Anche se appena nata proprio non lo è: l’atto dal notaio per la costituzione della società è stato firmato ormai quasi un anno fa, ma da quello è servito un lungo periodo di meditazione, di presa di consapevolezza e di coraggio, per “uscire allo scoperto” e cominciare ad “attivarsi”, termini più o meno generici per indicare il più preciso “cominciare a lavorare”.
L’idea di creare una casa editrice l’ho maturata durante i miei studi universitari (Lettere): amo la letteratura e la lettura, mi piace da sempre leggere i libri e parlarne, consigliarli.
Amo anche scrivere. Sempre durante il periodo dell’università ho cominciato a frequestare siti di scrittura creativa, comunità di scrittori amatoriali, una lista meravigliosa che si chiamava Scricom, che dovrebbe essere ancora attiva, ma che io non frequento più da tempo, da quando cioè i blog hanno soppiantato le mailing-list.
Frequentare questi luoghi mi ha fatto capire molte cose sulla scrittura e gli scrittori, e anche su di me. Ho imparato a leggere in modo critico, a individuare più velocemente i punti di forza e gli errori dei testi che ogni giorno leggevo: e per mesi ho letto davvero tantissimi testi al giorno, più o meno interessanti, belli o commerciabili. Ho imparato a dare consigli, a fare editing, a motivare. Ho imparato più cose che in un intero ciclo di studi universitari e più velocemente che in sei mesi di stage in casa editrice.
E’ allora che ho cominciato a pensarci.
Una volta laureata ho iniziato a lavorare, vari lavori a progetto, ho fatto uno stage.
Ho cominciato a parlarne con Manuele, anche lui lavoratore precario, laureato in scienze della comunicazione. Poi con Attilio, anche lui laureato in scienze della comunicazione, collaboratore part-time di una casa editrice. Abbiamo cominciato a parlarne insieme. Siamo stati a cena fuori per parlarne. Abbiamo visto qualche puntata di Lost insieme, parlandone. Alla fine abbiamo deciso di farlo. E abbiamo preso un appuntamento dal notaio.
Ci vuole una certa dose di incoscienza per avviare un’attività in proprio in un paese dove (l’abbiamo scoperto dopo) avere aiuti e incentivi finanziari è difficilissimo, ad inaugurare una casa editrice poi, in Italia, dove quasi ci sono più scrittori che lettori e tanti editori quanti bravi scrittori.
Ne siamo stati consapevoli fin dall’inizio. Ma non si può far niente con la passione e la competenza se non ci si mette insieme anche il coraggio e l’incoscienza.
La scorsa estate, poco dopo la costituzione della società, degli amici che frequentano un’associazione culturale ci hanno invitato ad una serata per parlare dei giovani neo-laureati e del mondo del lavoro; il nostro intervento si intitolava “Dalle passioni individuali al progetto d’insieme”. Abbiamo parlato, più o meno nei toni con cui ho scritto questo articolo, della nostra esperienza e della nostra idea, mettendo in evidenza che le nostre attitudini, la mia passione per i libri, quella di Manuele per la comunicazione e la promozione culturale, la competenza di Attilio come grafico e web-editor, insieme portavano naturalmente a questo risultato, come l’uovo, il limone e l’olio non possono che dare la maionese.
Quella sera parlammo anche di un piccolo progetto di libri interculturali, della volontà di essere casa editrice di prodotti multimediali non solo cartacei, della possibilità di creare prodotti fruibili da media diversi.
Ed ecco che è nata la nostra casa editrice ed ecco perché ci chiamiamo Intermezzi.

Chiara Fattori
www.intermezzieditore.it

2 Responses to “INTERMEZZI”

  1. [...] La poesia e lo spirito, un mio piccolo articolo che parla di Intermezzi: qui. Grazie a Fabrizio Centofanti per [...]

  2. lambertibocconi said

    Ciao Chiara! Noi ci conosciamo già… ;-)

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