Archive for April, 2008
Posted by mbaldrati on April 30, 2008
di Mauro Baldrati
Lunedì sera, su La7, è andato in onda il programma Exit, condotto da Ilaria D’Amico. Il titolo era “Fannullopoli”. E’ un argomento, questo, utilizzato a piene mani dai media, perché si aggancia perfettamente a certi luoghi comuni popolari (i dipendenti pubblici sono tutti dei mantenuti che ci costano miliardi), come la sicurezza del resto (il mondo è devastato dal crimine e i criminali sono immigrati). I media enfatizzano i fatti, per sfruttare l’emotività, la paura, sentimenti che vengono per così dire nutriti dalle stesse notizie enfatizzate. Anche i politici soffiano sull’emotività popolare, a caccia di consensi: abbiamo visto il candidato e futuro sindaco di Roma Alemanno precipitarsi sul luogoci di uno stupro, seguito dalla televisione; mi ha ricordato Giancarlo Cito, il mitico sindaco di Taranto che andava sui cantieri ripreso dalla sua televisione Antenna 6 mentre sgridava gli operai perché battevano la fiacca.
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Posted by guidoio on April 30, 2008
di: Guido Tedoldi
Appunti su una mostra di Nasan Tur, alla Riccardo Galleria Crespi di Milano di via Mellerio 1, fino al 31/5/2008 (dal lunedì al sabato h. 11÷13 e 15÷19:30)
L’inaugurazione di questa mostra è stata il 16 aprile scorso, preceduta da una presentazione avvenuta una settimana prima, il 9 aprile. Ne parlo adesso perché… ok, lo ammetto: non l’ho mica capita bene. Forse, se fossi andato alla presentazione, avrei capito di più, invece ho soltanto assistito alla vernice. Nei giorni successivi ho fatto qualche ricerca, senza venire a capo di granché. Read the rest of this entry »
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Posted by rferrazzi on April 30, 2008
La più grande scoperta del ventesimo secolo forse non è la bomba atomica o la penicillina o la radio o il computer, ma il teorema di Gödel, che dimostra come un sistema logico non può contenere in se stesso il suo ubi consistam. Sarà anche la scoperta dell’acqua calda, però bisognava dimostrarla perché le migliori menti dell’umanità smettessero di avvolgersi nei circoli viziosi.
Be’, se andate a scovare la formulazione scientifica del teorema ci rimanete male: non solo è incomprensibile, ma è anche involuta, contorta, labirintica.
E non è mica un caso unico. La formula per cui è famoso Einstein, in realtà, non dice affatto che l’energia è pari alla massa moltiplicata per il quadrato della velocità della luce. La formula vera è (credo) un’equazione differenziale che afferma l’equivalenza, non di due termini, ma delle loro variazioni relative; e la sua espressione in termini matematici è complicata, esoterica, oscura.
Nella realtà tutto quanto funziona a base di semplificazioni che tradiscono il senso originario delle cose. I libri di storia dicono in poche righe che un certo patto sancì la supremazia di questo o quello Stato; ma nel documento originale, mille volte più prolisso, non è detto che questa supremazia traspaia in modo evidente. A volte capita che leggendo un trattato di pace si faccia fatica a capire chi ha vinto la guerra e chi l’ha persa. La formulazione originale di una scoperta, di una legge, di un accordo, di una decisione qualsiasi, è molto più faticosa e molto meno lampante di come appare più tardi, quando la Storia ha preso un indirizzo definito.
Quel che voglio dire è che le cose umane sono tremendamente diverse se le guardiamo a priori o a posteriori. Read the rest of this entry »
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Posted by Emanuele Kraushaar on April 30, 2008
di Emanuele Kraushaar

È stata la mattina dopo aver visto quel documentario del National Geographic sulle lotte omicide tra gli scorpioni che, dopo molto tempo, sono andato più sereno al lavoro.
“Nessuno dei miei colleghi” ho pensato, infilando il viale che porta alla clinica “ha quei terribili pungiglioni velenosi”.

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Posted by fmarotta on April 29, 2008

(Silvio Merlino, Vulcano che dorme, 1985)
Io sono soprattutto un poeta. Tale mi considero, anche se mi è capitato e mi capita di scrivere romanzi, o di collaborare a quotidiani. Questo probabilmente deriva dalla ’fisicità’ della poesia, dal fatto che metto in gioco il mio corpo e la mia voce. Da anni ormai pratico uno strano tipo di poesia ad alta voce che forse si potrebbe definire Spoken Words, o Hip Hop Poetry, o Performance Poetry. Read the rest of this entry »
Posted in Poesia, Poesia e musica, Scritture | Tagged: lello voce, musica, oralità, Poesia, scrittura, storia | 30 Comments »
Posted by Giovanni Nuscis on April 29, 2008

Carezza
Oltre questi anni la tua pelle riposa
e concede lo sforzo del sole
a qualcuno che ne possa godere
più a lungo di te che sei luce.
E allora tendere le dita
pressate dagli sguardi senza tempo
e memoria, perché nulla in quel momento
è visibile agli occhi più della bellezza.
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Posted by rmorresi on April 29, 2008
Bozza 48: Maravigliata – Rachel Blau DuPlessis
(traduzione di Renata Morresi)
“La mia voce non esiste fuori della maraviglia”
- Rochelle Owens
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Posted in Annunci, Poesia | Tagged: Poesia sperimentale, Rachel Blau DuPlessis, Renata Morresi | 13 Comments »
Posted by emanuelegiordano on April 29, 2008
La Pasqua ortodossa si celebra ridendo, dopo avere affrontato la piena della sofferenza. Nella Chiesa ortodossa russa, la festa dei morti è radunitza, da rad, “gioioso”, e corrisponde alla resurrezione di Gesù; cade nella seconda settimana dopo Pasqua e si celebra recando doni ai morti sulle tombe. I morti si confondono con i semi che sottoterra fermentano e distribuiscono il cibo, come cantava Esenin, così tradotto da Bazzarelli: Read the rest of this entry »
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Posted by fabrizio centofanti on April 28, 2008
da Quello che resta
In seduta
“Perché non mi chiede mai
se sono stato felice?
Eppure è qualcosa che conta
anche qui in analisi.
Non le importa della mia vita.
Nemmeno a me importava
in quei giorni ventosi sull’argine del Reno
nel ronzio dorato di biciclette
o sulla cime del Pont Neuf
super flumen Parisiorum.
Adesso importa al morticulus o moribondus
in postascolto di voci sperperate; e il resto.”
- Mio caro, tutto questo l’ha plagiato
dal dottor Lucian Gras. Read the rest of this entry »
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Posted by giorgiomorale on April 28, 2008

La casa respira
nell’acqua della parola
- l’inchiostro sulle mani
piuttosto qualsiasi cosa
una radura migrata di acque
ferro, preghiera, pane
o una natura morta.
È un assedio che non si compie
il foglio bianco rovesciato. Read the rest of this entry »
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Posted by fmarotta on April 28, 2008

SGUARDI A PERDITA D’OCCHIO – I POETI LEGGONO L’ARTE
Gli sguardi a perdita d’occhio hanno il desiderio di vedere oltre il velo dell’apparenza e di andare al di là di un guardare anestetizzato. Perché il problema del nostro tempo è l’intorpidimento e l’assuefazione. Read the rest of this entry »
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Posted by robertorossitesta on April 28, 2008
Da bambino gli piaceva l’ottovolante: quella lenta salita fino alla sommità, quel precario indugiare su di essa, quel precipitare che comunque giungeva sempre improvviso e come non più atteso.
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Posted by massimomaugeri on April 28, 2008
di Massimo Maugeri

“Perché mai studiare la letteratura italiana oggi? Quali significati e quali valori tanto grandi essa porta con sé, grazie ai nomi che l’hanno resa illustre, da farla amare con passione – nonostante ogni convenienza in un mondo votato alla causa dell’interesse economico – e da far quasi dannare taluni per studiarla, se non addirittura per farla?” Read the rest of this entry »
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Posted by isabellamoroni on April 27, 2008
“Osteria Calcutta” di Marina Valente, edito da Sensibili alle Foglie, è la storia di un sogno che, per qualche tempo, è stata una realtà capace di cambiare le sorti di oltre duemila Adivasi, diseredati, intoccabili di uno slum di Calcutta, una delle città più aperte e più contraddittorie di tutta l’India.
Una città capace di accogliere decine di migliaia di persone senza terra e di avvelenarne altrettante con le cicliche epidemie per avvelenamento da arsenico causate dai pesticidi e dai fertilizzanti chimici introdotti in modo massiccio in un’agricoltura naturale e dagli stabilimenti della Coca Cola (bevanda, fino a pochi anni fa completamente inesistente nel West Bengal) le cui pompe hanno raggiunto gli strati più profondi della terra, pescandovi -assieme all’acqua- metalli pesanti ed arsenico.
C’è qualcosa di profondamente poetico nel diario di Marina Valente e nella sua sincera passione per queste persone che vivono, dormono e muoiono in strada e che non hanno niente: neppure la certezza di potersi svegliare l’indomani.
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Posted by giorgiomorale on April 27, 2008

Provvedimento valido in un raggio di 500 metri da piazze e monumenti. Blindata la città di San Francesco. D’accordo i frati del convento. Assisi vieta le chiese ai mendicanti. Il sindaco: “Tutelo i luoghi di culto”.
(da la Repubblica, 27 aprile)
Ma perch’io non proceda troppo chiuso,
Francesco e Povertà per questi amanti
prendi oramai nel mio parlar diffuso.
La lor concordia e i lor lieti sembianti,
amore e maraviglia e dolce sguardo
facieno esser cagion di pensier santi;
tanto che ‘l venerabile Bernardo
si scalzò prima, e dietro a tanta pace
corse e, correndo, li parve esser tardo.
Oh ignota ricchezza! oh ben ferace!
Scalzasi Egidio, scalzasi Silvestro
dietro a lo sposo, sì la sposa piace.
(Dante Alighieri, Divina Commedia, Paradiso, Canto, XI, vv. 73-87) Read the rest of this entry »
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Posted by fabrizio centofanti on April 27, 2008
I relatori
Antonio Attisani
è critico teatrale, docente e responsabile scientifico del master interdipartimentale in “Linguaggi non verbali e della performance” presso il Dipartimento di Filosofia di Ca’ Foscari di Venezia
Giorgio Bonaccorso
specializzato in teologia liturgica, si occupa dei riti religiosi e cristiani con particolare attenzione all’aspetto antropologico. Docente dell’Istituto di Liturgia Pastorale di S. Giustina di Padova. Ha pubblicato diversi libri Read the rest of this entry »
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Posted by Marina Pizzi on April 27, 2008

1.
la lira nella toppa ma non sa aprire
che passeri dal becco senza cibo
o avvisaglie botaniche di cadute
giù dall’albero tutte piuttosto verdi
primule d’ansia una verità d’accetta.
eccetto il padre delle funi
qua si celebra l’ingorgo del declino
verso le barche con buchi a fontana.
poco ne resti il vanto della brama
mano migrante in tasca di vandalo.
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Posted by fabrizio centofanti on April 26, 2008
di Marco Sandre
(primo atto)
I
E’ successo, veniva la bellezza intelligente
non importava di chi, ma era per noi
lo stesso profumo d’oro la schiena nella sabbia
(sotto le coperte contavamo i fiori
le ferite dei corpi nei sogni, luci fredde
accese da altri, supplicavano)
sorprendevano ancora il sapore di voci
e di esperienze.
Davamo appuntamento alla città insolente
attraverso l’imbarazzo dell’acqua del mare tra due nomi
scomposto attraverso noi lo sguardo rivolto
più profondo, sempre più somigliante
alla città che chiedeva di vederci migliori. Read the rest of this entry »
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Posted by fabrizio centofanti on April 26, 2008
di Blackjack
Avete presente due extracomunitari? Sì, proprio quelli che, vestiti in modo strano, con quell’accento strano, con quel loro incedere molto poco occidentale, schiviamo quando camminiamo per strada pensando che viaggino sempre con una pistola o un coltello in tasca pronti a rapinare noi, poveri occidentali civilizzati. Read the rest of this entry »
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Posted by sgolisch on April 26, 2008
Erwin Walter Palm (1910-1988 )
Andre Morgen kommen
Niemand geht wieder nach Hause und
Niemand dreht sich um und sieht
Den Morgen wieder oder den dünnen Rauch
Über den Dächern. Read the rest of this entry »
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