La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Qual è e quale vogliamo che sempre più sia lo specifico del blog collettivo La poesia e lo spirito? A differenza di altri blog o gruppi di opinioni vari presenti in rete, questo dovrebbe caratterizzarsi per una grande apertura a orientamenti e opinioni provenienti da settori anche piuttosto diversi. Una sola vera discriminante ci sentiamo di mettere necessariamente all’inizio ed è quella, forse ovvia, ma assai importante da tenere ferma, che “solo le posizioni tolleranti sono tollerate”. Precetto che va bene inteso, e forse a sua volta interpretato, ma che certamente implica che sono escluse da questo spazio opinioni e forme di discussioni che non siano fondamentalmente rispettose delle differenze, che ricorrano all’insulto o comunque alla denigrazione delle posizioni diverse senza argomentazioni ma solo per superficiali slogan. Vorremmo fare di questo luogo una specie di grande Giardino (alludiamo ovviamente alla Scuola del Giardino di Epicuro) – purtroppo solo virtuale, dato che sarebbe molto più piacevole realmente passeggiare assieme per le aiuole e discutere sui più diversi temi – nel quale diverse opinioni anzitutto si conoscono, eventualmente si scontrano, e comunque si arricchiscono a vicenda. Un luogo nel quale si sia disponibili, con tutte le difficoltà che sappiamo essere insite in una tale impresa, a spogliarsi non certo delle proprie convinzioni profonde e dei propri sentimenti, ma di quelli che possono invece – a un esame più accurato – rivelarsi dei malcelati pregiudizi. È evidente a tutti che esistono diversità più ‘delicate’ e altre meno; una differenza di opinioni sugli scritti di Gadda non è lo stesso che una differenza di opinioni sul problema dell’aborto, ma è appunto questo che deve guidarci nella ricerca: quando si parla di Gadda possiamo sì immergerci completamente nel problema e considerarlo fondamentale, coscienti d’altra parte che potremo comunque voler bene a nostro fratello anche se egli odia Gadda; esattamente come vorremmo arrivare a volergli bene se la sua posizione sul problema dell’aborto è diversa dalla nostra; il criterio che ci guiderà sarà questo, che cercheremo sinceramente di comprendere attraverso quali diversi sentieri due esemplari diversi della stessa specie, Homo Sapiens, possono avere opinioni anche radicalmente diverse. Con l’idea di fondo che in un grande palazzo, scale diverse possono anche condurre nella stessa stanza. A nostro parere, con tutte le difficoltà connesse con la natura umana, è un’utopia alla quale si può credere e alla quale si può almeno tendere; si può tenerla cioè come modello/traguardo cui riferirsi sempre e soprattutto nei momenti di difficoltà.


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    METROMORFOSI infocritica


Berlusconi e la ragione

Posted by sgolisch on April 1, 2008

grosz.jpgdi Franz Haas (dalla “Neue Zürcher Zeitung” del 22 Marzo 2008)

Confusa rassegnazione degli intellettuali italiani prima delle elezioni Con tutta probabilità Berlusconi guadagnerà fra tre settimane, in occasione delle elezioni in Italia, il Parlamento, con un buon margine alla Camera dei Deputati e di stretta misura al Senato. Il suo antagonista Veltroni, liberale di sinistra, veste pur sempre i panni dell’avversario fiducioso, mentre molti intellettuali, già chiusi in un ostinato fatalismo, attendono il risveglio dopo la sbornia elettorale. Il paese sembra avere perso la testa già da molto tempo, dal momento che i resoconti preoccupatissimi sull’Italia vengono per la maggior parte dall’estero, soprattutto dalla stampa anglosassone. Alcuni mesi fa il “New York Times” constatava come la società italiana fosse affetta da una seria depressione e l’”Economist” non si stanca di nominare il “malato grave dell’Europa”. Con tutto il giustificato scetticismo nei confronti del dimissionario governo Prodi le pagine della stampa mondiale concordano a giusto titolo su un punto: meglio sarebbe per l’Italia non votare un terzo governo Berlusconi. Buona parte dell’élite intellettuale del Paese la vede diversamente – pensa che in questo paese l’alternanza di destra e sinistra non faccia differenza e si adatta, cocciuta e spensierata, all’apocalisse. Diavolo e Belzebù Le tanto spesso paventate “condizioni argentine”, in cui l’Italia potrebbe scivolare con il populista di destra Berlusconi, sono per molti esponenti intellettuali più chiaramente sopportabili di un compromesso con il riformista in senso socialdemocratico Veltroni, percepito come troppo tiepido. Essi preferiscono rinforzare la radicale Sinistra Arcobaleno, un’alleanza tra Verdi e partitini comunisti. Oppure incitano apertamente all’astensione dal voto – come il popolare comico Beppe Grillo – per boicottare i due più grandi partiti di recente fondazione, il Popolo delle Libertà (PdL) e il Partito democratico (Pd), dal momento che il diavolo Berlusconi non potrebbe essere esorcizzato da Belzebù Veltroni. Questo bizzarro calcolo politico, una specie di radice quadrata di centro-destra e di centro-sinistra che si eguagliano è la tesi che da mesi predica Goffredo Fofi, il grande vecchio della cultura italiana di sinistra e la irriducibile Rossana Rossanda, dal “Manifesto” comunista, si dice pienamente d’accordo. Con una simpatica e spiritosa esagerazione invoca addirittura un re, perché pare che solo nelle monarchie come la Spagna e l’Inghilterra prosperino buoni socialisti, mentre altrove imperversino “Berlusconi e Sarkozy, Putin e Veltroni”. Il filosofo Gianni Vattimo, che una volta sedette al Parlamento Europeo per i Radicali di sinistra, non la vede proprio allo stesso modo, ma anche per lui i confini sono cancellati e su “La Stampa” si dichiara soddisfatto per la generale ragionevolezza degli animi in tutti gli schieramenti politici e in particolare per l’antiamericanismo trasversale a tutti i partiti. Anche il suo collega Giorgio Agamben non riconosce più alcun partito e tra contorsioni filosofiche dichiara che oggi il vero mistero, “cosa che le mie indagini e per altro anche quelle di Foucault dimostrano”, “ non sarebbe più il potere, bensì il governo, non Dio, bensì l’angelo”. Alla domanda se il clero non si immischi troppo nella politica, risponde ai suoi sconcertati intervistatori che vale piuttosto il contrario, che la Chiesa dovrebbe impegnarsi ancora di più contro la “quotidiana vergogna, l’ingiustizia e la povertà”. La Chiesa e Dio sono chiamati abbondantemente in causa in questa campagna elettorale. Neppure l’ex-comunista Veltroni può fare a meno di corteggiare il Santo Padre. D’altro canto ciò non piace ai compagni raccolti intorno a Paolo Flores d’Arcais e alla sua rivista “Micromega”, questa superba corazzata dell’editoria, che incentra tutto l’ ultimo numero sull’ “ateismo metodologico”. Invece il laicista dichiarato Giuliano Ferrara dal suo quotidiano “Il Foglio”, finanziato in parte da Berlusconi, ha puntato sulla modifica della legge sull’aborto e si presenterà alle elezioni con una lista propria, dal nome “Aborto? No, grazie”, come se su questo tema si potesse sostenere un intero programma elettorale. Ma siccome Ferrara vuole passare per spirito libero, permette anche che sul suo giornale scriva contro di lui l’ ex-capo dell’ estrema sinistra “Lotta continua” Adriano Sofri, il quale ha redatto in un baleno un libricino con argomentazioni contro gli oppositori dell’aborto. Dunque la confusione è grande e va aumentando, la via d’uscita offerta da questioni marginali e problemi fittizi gode di una congiuntura favorevole. Storia della cultura e formaggio Le effettive emergenze, il palese disastro economico dell’Italia, il potere della mafia e l’abnorme monopolio televisivo di Berlusconi raramente ricorrono nei salotti intellettuali. Gli scrittori e i pensatori più famosi nascondono la propria rassegnazione in un’ alzata di spalle. Umberto Eco, nella sua frequentatissima rubrica su “L’Espresso” , arzigogola sulla storia della cultura e sul puzzo di formaggio. Claudio Magris invia al “Corriere della Sera” tranquilli reportage dal Vietnam o da Cuba. Massimo Cacciari è assillato dalla questione se, in quanto discendente di Marco Polo, debba andare a Pechino per le Olimpiadi. Ma l’impoverimento di milioni di italiani non è ancora passato dalle colonne dell’ economia a quelle della cultura. Con il chiaro intento di esagerare “La Repubblica” ha titolato poco tempo fa sulla situazione economica del paese: “Prezzi tedeschi, salari greci” – ma la realtà appare ancora più nera. Secondo una recentissima statistica dell’ OECD il reddito medio in Italia è tra i più bassi in Europa (ben al di sotto di Grecia e Spagna), mentre il livello dei prezzi si colloca ai primi posti. Naturalmente i politici hanno scoperto il tema in campagna elettorale. Silvio Berlusconi consiglia alle giovani disoccupate di sposare un milionario, magari uno dei suoi figli. Meno cinico ma non immune dal populismo è Walter Veltroni, che promette tagli agli stipendi, scandalosamente alti, dei parlamentari italiani (i più alti in Europa, tre volte quelli della Spagna). Non è certo se le masse così a ridosso delle elezioni gli crederanno – il tranviere con i suoi 1.200 euro al mese (compresi gli straordinari) e l’insegnante di liceo con i suoi 1.400 (dopo 20 anni di servizio). Il buon senso dovrebbe comunque riconoscere una differenza di stile e di sostanza nelle bugie dei due contendenti. E’ difficile dire quanta sia la disperazione e quanta la civetteria in questa sobrietà politica degli intellettuali. Lo scrittore Roberto Saviano, il cui bestseller “Gomorra” ha riscosso anche un successo internazionale, ha annunciato di recente in un’ intera pagina di intervista al “Corriere della Sera” che non si pronuncerà a favore di nessuno dei due schieramenti, dal momento che sia per la destra sia per la sinistra il problema mafia è ugualmente indifferente. L’imbronciata star avrebbe fatto bene a guardarsi intorno lo scorso fine settimana a Bari, durante la grande manifestazione contro la criminalità organizzata. In quell’occasione la destra e la sinistra per presenze e assenze non si potevano certo confondere.

(Traduzione di Adelmina Albini)

66 Responses to “Berlusconi e la ragione”

  1. mauro baldrati said

    Che dire. Mi sembra un articolo abbastanza corretto, di taglio un po’ mondano. Certo che, con questo nostro infausto destino di Berlusconi, nel resto d’Europa ci guardano un po’ come dei marziani, ma anche con allarme, perché hanno paura che la deriva populista sfondi anche ne loro paesi. Non capisco questo continuo riferimento agli intellettuali, che sono rassegnati ecc. come se le elezioni fossero solo fatti loro. Poi mi deprime questo mettere esattamente sullo stesso piano Berlusconi e Veltroni. Con tutte le critiche possibili, non sono uguali. Se si afferma questo o si è vittima di ossessioni o terrori atavici, o si falsifica la realtà. Non sono uguali. Bisogna anche sapere ragionare sul “meno peggio” (purtroppo), come avviene, ormai, nel resto del mondo. E il PD è meno peggio della tribù di predoni che scalpitano per ricominciare la razzia.

  2. Paola renzetti said

    Le analisi e le continue critiche trasversali a tutto e a tutti, di chi tende ad azzerare ogni differenza, dovrebbero portare(speriamo presto)a saturazione. Non fanno un buon servizio a coloro (intellettuali e non) che si impegnano ancora su un terreno di valori e continuano a sperare ragionevolmente in un cambiamento di rotta. Non rendono nemmeno ragione alla verità (ben più varia e complessa di queste parziali letture) e inoltre non fanno bene, non sono una buona medicina. Chi rinuncia a distinguere, rinuncia a pensare e a scegliere. Si scivola nel disinteresse e nel qualunquismo. Si smette di voler bene al proprio paese e si lasciano soli proprio quelli che lavorano e soffrono più duramente.

  3. cletus said

    Baldrati, con tutta la pacatezza possibile. Non trovi che in parte, almeno una piccola parte, la situazione nella quale ci troviamo debba essere ascritta al sostanziale marzianismo proprio di quel ceto di intellettuali cui ti riferisci ?

    Negarlo, come sembri fare tu, inchioda davvero alla credenza che “questa banda dedita a razzie” sia scesa da Marte e non la risultante di un modo di fare sostanzialmente lasciato indisturbato da una cultura che (e qui il paradosso) pur avendo in mano la totalita’ dei mezzi di comunicazione, sostanzialmente registra la propria incapacità a “farla” la cultura, ad instillare l’arte del dubbio e della ragione proprio nei ceti che si picca voler difendere.

    In altre parole, con la debita eccezione di Saviano, cui anche l’estensore dell’articolo si inchina, c’e’ quest’allegro ceto di intellettuali che nicchia, incapace di trasfondere cultura altra, che so, nella scuola, nei media e in tutti i posti di potere (culturale) nei quali alligna.
    Chi e’ il marziano, Baldrati ? Una nazione che scarica sulle spalle di uno scrittore il peso di una denuncia civile (Saviano) ha qualche concreta prospettiva di dirsi libera ?

  4. robertorossitesta said

    “I poeti sono i nascosti legislatori del mondo”, e magari vale anche per gli intellettuali in senso lato.
    Ma, beninteso, a cose fatte e strafatte.
    Perciò forse stiamo aspettando il dio che solo ci potrà salvare, la peste, l’asteroide, e chi più ha, di catastrofi e rogne, più ne metta.
    Quando saremo tutti giudicati, contagiati, spiaccicati, eccetera, apparirà evidente la nostra preveggenza; ma non un attimo prima.
    E nel frattempo?
    Nel frattempo hanno appena scoperto degli inediti di Agostino,
    e chi di noi non vorrebbe essere al posto di quei felici scopritori?
    Certo, a saper salire sulla giostra (perché, se non si sa, si viene sbattuti fuori come un pezzo di cetriolo dal frullatore aperto), si potrebbe almeno fare qualche nobile ed eroico tentativo.
    Però bisognerebbe esserci tagliati, e ad ogni modo la cosa più difficile è saper barattare le proprie illusioni con quelle degli altri.
    Un caro saluto,
    rrt

  5. Paola renzetti said

    In che mani sarebbero i mezzi di informazione? La risposta non può essere difficile. Berlusconi ha già dichiarato che in caso di vittoria abolirà la par condicio. Raramente oggi si trova un giornalista che al suo cospetto, rivolga domande un minimo imbarazzanti o critiche. Addebitareindistintamente tutte le responsabilità senza (ancora una volta) fare le opportune distinzioni non rende onore al vero.Mi sembra che l’autore dell’articolo non sia stato per niente ossequioso verso Saviano, Se le parole hanno ancora un senso comune.

  6. Giocatore d'Azzardo said

    Sono sempre perplesso quando leggo articoli come questo e il motivo è semplicissimo: non dicono nulla e sono dei riempitivi.
    Li pongo sullo stesso livello, infimo, del ‘Wall Street Journal’ quando protesta perché ‘non è ammissibile un intervento statale per Alitalia’ e non scrive una virgola quando la FED, e quindi il governo americano, salvano la quinta banca statunitense da un crack sicuro per le speculazioni sui mutui sub-prime. Idem per il governo inglese senza che nessuno abbia di che ridire.
    A quanto pare anche i tedeschi hanno la memoria corta e hanno dimenticato quando, nel 2003-2004, con una Germania che cresceva meno dell’Italia e abbondantemente al di sopra dei parametri di Maastricht (famigerata e inutile soglia finanziaria), non gli capitò sulla testa il tegolone delle sanzioni UE solo per la ferma opposizione dell’allora governo di centrodestra.

    Ma cosa strepita questo tedesco? Nonostante tutta la loro boria continuano ad avere le aree della ex Germania Est che crescono meno del Sud Italia e con un livello di disoccupazione sovrapponibile, per non parlare dei problemi di ordine sociale legati alla mafia locale, non a quella italiana. Quand’è che la smetteremo di farci pigliare a pesci in faccia da tutto e da tutti e di considerare oro colato tutto ciò che scrivono fuori dall’Italia?
    Questo tiro al piccione mi ha, francamente, rotto le scatole.

    Oppure, anche questo Franz preferiva i due anni di governo buffonesco della sinistra, che ci hanno regalato le macerie di due finanziarie assurde e un aumento indiscriminato della pressione fiscale, per tutti i ceti, che fra tasse dirette e indirette ha superato abbondantemente il 4% ed è prossimo al 5%? Come contrappasso l’aumento dei portaborse, grandi progetti bloccati, spesa pubblica al galoppo e Campania sommersa dai rifiuti e altre amenità simili.

    Grazie, ma di simili pezzi posso tranquillamente fare a meno: non aggiungono e non tolgono nulla.

    Blackjack.

  7. lucy said

    sissì tutti i disastri li ha fatti la sinistra: meno male che adesso torna la destra, e che destra! persone fini e preparate e soprattutto sante donne!
    finalmente! ci voleva proprio. i giornali europei staranno zitti per cinque anni: andrà tutto benissimo e avremo una bella televisione e dei bei giornali e telegiornali.
    il migliore dei mondi possibili: con mastro pangloss a palazzo c’è da star tranquilli.

  8. vbinaghi said

    Ho saputo che Berlusconi ha letto Platone, e ha riflettuto sulla massima aurea: “Chi possiede non governi, chi governa non possieda”, vi si è convertito e ha deciso di levarsi dalle palle.
    Ho saputo che Veltroni ha visto allo specchio il suo naso in crescita, e ha deciso di dire agli italiani la verità: non si fanno nozze coi fichi secchi.
    Ho saputo che Ratzinger si è finalmente indignato e ha detto a Casini: “Basta innalzare la croce di Cristo per salvare i feudi elettorali della mafia siciliana!”
    Ho saputo che Bertinotti si è tolto le mutande arcobaleno e adesso vuole riparlare di lavoro, specialmente a Casarin che non ha mai lavorato un giorno in vita sua.
    Ho saputo che la Santanchè ha offerto i tacchi a spillo e i costosi lavori di chirurgia estetica con cui si puntella, per offrirli alla patria come fecero le donne d’Italia che accettarono una vera di ferro in cambio di quella d’oro, per il Duce.
    Ho saputo che Boselli e Pannella hanno finalmente deciso di rivelare al mondo i loro sponsor massonici, e ne è uscita una lista che farebbe impallidire Licio Gelli.
    Stavo quasi per riconciliarmi con la politica, ma ho saputo che non era vero niente.
    Il solito stupido pesce d’aprile.

  9. sgolisch said

    Ho postato questo articolo perché trovo sempre interessante come un paese viene visto e percepito all’estero. Trovo che in ogni modo vale la pena rendersene conto!

    Un saluto del tutto a-politico!

    Stefanie G.

  10. alessandro ghignoli said

    sul buon socialismo spagnolo:
    con il socialista obrero Zapatero, 3 morti al giorno sul lavoro, nel mese di gennaio più di 4000 (e non mi sono confuso con gli zero) di disoccupati al giorno! (con relativo cambio di enumerazione del disoccupato), speculazione edilizia più alta d’Europa (più volte riprese dall’Uniione Europea)…
    prima delle ultime elezioni un ministro del governo del buon socialista Zapatero ha speso 250.000 euro per ristrutturare sue tenute.
    le televisioni pubbliche e quasi tutte le private sono in mano al partido socialista obrero español.
    la Spagna vive degli stanziamenti europei, di un paio di multinazionali: Telefónica – Repsol, e costruzioni selvagge.
    Madrid è la quinta città al mondo più cara nell’acquisto di una casa per metro quadrato, più o meno simile per gli affitti.
    pochi dati per una superficiale riflessione

    un abbraccio

  11. rferrazzi said

    Sì, sapere cosa pensano di noi all’estero può essere utile, ma forse ci vorrebbe una intera rassegna stampa. Non vorremo mica ricominciare con gli articoli dell’Economist? L’hanno menata per cinque anni, e a cosa è servito? A definire la posizione dell’Economist. Scusate, ma chi se ne frega? Non vorrei essere accusato di “benaltrismo”, ma quanno ce vo’ ce vo’: abbiamo ben altri problemi che metterci a piangere perché a Zurigo o a Londra Pinco Pallino scrive un articolo per metterci in berlina.

  12. mauro baldrati said

    Cletus, e chi lo nega? Però “la totalita’ dei mezzi di comunicazione” è in mano, da 24 anni a un monopolista che diventa capo del governo, che si fa scrivere le leggi private dai suoi avvocati maneggioni mandati in parlamento; poi sono d’accordo con te (almeno credo) che chi lo contesta, quando va al governo, non ha il coraggio di risolvere una volta per tutte questo paradosso. Sulle concause il discorso è interminabile, io però ho chiesto di poter farne uno molto terra-terra, il “meno peggio”, anche se va rispettato quanto scrive Paola su “coloro che si impegnano ancora su un terreno di valori e continuano a sperare ragionevolmente in un cambiamento di rotta.”

    Binaghi: “Casarin che non ha mai lavorato un giorno in vita sua.”, ma come, è un uscita un romanzo del nostro pubblicato dall’editore no-global Mondadori, è un lavoratore!

  13. cletus said

    Baldrus, non ci siamo capiti ( o non ho spiegato bene), alludo al mondo “culturale” in toto.

    O stanotte è nato a destra qualche fine pensatore di cui non mi sono ancora accorto ? (…forse fatto salvo Tremonti, ne’ ?!)

  14. Giocatore d'Azzardo said

    Lucy: non tutti i disastri sono merito della sinistra italiana, ma quelli che ho elencato sono SOLO merito della sinistra italiana (leggi Bassolino & C. per la Campania) e degli ultimi due anni di buffonesco governo.

    Sgolish: io, personalmente, di quello che dicono all’estero dell’Italia me ne sto fregando sempre di più; specialmente quello che dicono e scrivono i giornali. L’Economist, il Financial, Wall Street Journal e tutto il resto della congrega urlante, quando non sanno come riempire sparano cazzate sull’Italia. Peccato che non dedichino lo stesso tempo a quelle famigerate Agenzie di Rating che non ne indovinano una nemmeno sotto tortura e, una settimana prima del fallimento, avevano Parmalat sull’elenco buy, idem per la Northern 48 ore prima del salvataggio operato dal Governo Inglese.
    Sai cosa penso? Che dovremmo incominciare (la nostra stampa dovrebbe incominciare) a mandarli a rane e a ricordargli, magari, gli ultimi episodi edificanti di casa loro:
    Germania: Siemens condannata per bustarelle e tagliata fuori dalle gare europee, i Land dell’Est al cui confronto il Sud Italia sembra un paradiso.
    Gran Bretagna: i sistemi della Rolls Royce (quelli che fanno i reattori per jet civili e militari) violati dai servizi cinesi; una banca salvata con soldi pubblici (la Northern) e tutta la loro industria dell’auto andata a patrasso e, pro domo mia, dei Casinò che sono una vera truffa.
    Stati Uniti: il Wall Street Journal che spernacchiava FIAT e osannava GM e poi abbiamo visto com’è finita, la FED che salva banche speculatrici.

    Ma mi facciano il piacere di spulciarsi i loro pidocchi senza scassare sempre i maroni ai nostri.

    Blackjack

  15. lucy said

    vedi, black, inserire l’economist nella “congrega urlante” è decisamente fazioso. adesso si dirà che è un giornale che “fa finta” di essere conservatore, dato che il nostro knight
    gli sta proprio antipatico. e invece è proprio tory e di economia se ne intende un po’. tre quarti delle notizie economiche che compaiono da noi sono pasticciate. fidati, ho fonti autorevoli. anche sui casinò.
    fare i nazionalisti, noi che siamo un popolo di arruffa-arraffa non è proprio il caso. io non ho particolari simpatie per la morale degli altri paesi, ma è, come in molti altri casi, un fatto di numeri: la sproporzione tra le nefandezze e le amenità del nostro paese e quelle degli altri paesi europei è desolante. in più il nostro knight costituisce un’ANOMALIA: e questo, soprattutto chi è di una destra sedicente conservatrice, lo deve riconoscere.

  16. Paola renzetti said

    Rileggendo l’articolo e i commenti successivi, un tasto importante è stato però toccato: quello degli intellettuali italiani. E’ vero che anzichè sporcarsi le mani con i problemi reali e le emergenze (es. monopolio Berlusconi, mafia ecc) preferiscono tenere le distanze? Ricorda molto qualcosa di già visto in anni molto passati.

  17. vbinaghi said

    Se avessero percepito cosa significa che un libro come “la casta” vende un milione e passa di copie, e che una delle tre maggiori cittùà italiane è sommersa dai rifiuti, si sarebbero affrettati ad azzerare blasoni e prebende e avrebbero riempito le liste elettorali di facce nuove. Guardateli, invece.
    Sono invotabili, tutti.
    Ci vuole un segnale forte, più di tangentopoli che era cieca da un occhio (come si è ben visto poi).

  18. vbinaghi said

    Quali distanze? Renzetti, gli intellettuali italiani, almeno la maggior parte di quelli che conosco io, hanno posti in scuderia.
    Il cinema con Veltroni, gli scrittori in mutande arcobaleno.
    Poi c’è chi si proietta dai centri sociali a Mondadori, senza passare dal via. Casarin, ma mica il solo nè il primo. Ce n’è una fila, che fanno i rivoluzionari dalla stanza dei bottoni dell’editoria.

  19. Giocatore d'Azzardo said

    Lucy, raccontami tutto quello che vuoi, ma non venirmi a sperperare l’autorevolezza economica dell’Economist (e politica). E’ un giornale fazioso, che ha dei padroni che ne orientano la linea editoriale (vatti a leggere gli articoli dell’Economist nel periodo in cui ha sparato sulla Honda per favorire l’ingresso di BMW in Rover e poi verifica quello che è successo) e di merda esattamente come tutti gli altri e come tutti gli altri non ha beccato un crack finanziario che fosse uno se non dopo che si era verificato e, ciliegina sulla torta, la corrispondente italiana e massima esperta locale dell’Economist è Tania de Zulueta. Ridiamo subito o fra un attimo? Tanto per chiarire e tornare a cose note: Carlo Pelanda (economista italiano che non insegna in Italia, purtroppo) scriveva nel 1992 che Parmalat era da bancarotta e ha continuato scriverlo senza che nessuno se lo filasse: nemmeno l’Economist che ha continuato a pubblicare i rating delle loro merdose agenzie che scrivevano buy e senza un minimo di analisi. Lo stesso capitava negli Stati Uniti con il Wall Street Journal ed Enron. Ti dicono qualcosa questi due casi? Poi, per favore, smettiamola di prenderci in giro, specialmente per quanto riguarda i Casinò: non venirmi a raccontare ciò che conosco come pochi al mondo e non per sentito dire o per fonti più o meno autorevoli.

    E per raccontare e paragonare le nostre nefandezze con quelle altrui si deve uscire dall’Italia e guardarle, non con i nostri filtri. Per farlo hai solo un modo: fare la vita da zingaro che ho fatto io per decenni e rimanere in Italia giusto per il relax e le ferie.
    In Italia abbiamo le nostre ‘nefandezze’ ma non sono superiori a quelle di tutti gli altri paesi del mondo.

    Smettiamola di prenderci a sberle da soli, fare i Tafazzi e dare corda ai Franz Haas di turno. Personalmente l’unico Franz Haas che mi trova sempre d’accordo è un vignaiolo trentino che fa un pinot nero che è la fine del mondo.

    Valter: l’atteggiamento del ’sono tutti cattivi, quindi sono tutti buoni’ è un pannicello caldo assolutamente puerile. Io non ci sto a votare un’altra volta a sinistra per paura del babau e ritrovarmi come ministri dell’Economia due buffoni che non ne hanno indovinata una e, mentre gli altri paesi favorivano la crescita (vedi 2006) hanno affossato tutto con una manovra finanziaria da castrazione; salvo poi andare a regalare soldi alla grande industria con la sega del ‘cuneo fiscale’. Ma sai dove glielo metterei il cuneo fiscale? Sono partiti raccontando che avrebbero tassato i SUV (e ridevo come un dannato te lo assicuro) e sono finiti a massacrare chi ha la Fiat Uno vecchia di 15 anni e non può permettersi di cambiarla. Hanno alzato, indiscriminatamente, la pressione fiscale dal 40,5 a quasi il 45% e senza andare a riscuotere le tasse dove dovevano. Vogliamo parlare dei 97 miliardi di Euro che avrebbero dovuto incassare dalle concessionarie dei videopoker e sono misteriosamente spariti? Vogliamo andare a vedere chi gestisce queste concessionarie? Vogliamo scoprire le quasi 30.000 macchinette dei videopoker, ufficialmente guaste, che dovrebbero essere in una stanza di 90 metri quadrati da qualche parte in italia e non esistono? Vogliamo dimenticare lo sgravio fiscale del 6% che hanno regalato alle banche?

    Intellettuali: smettetela di raccontarvi le balle da soli e imparate anche a contare, non solo a filosofeggiare. Non è così complicato.

    Blackjack.

  20. lucy said

    stai ncazzeto eh, black, tanto per cambiare…

  21. Giocatore d'Azzardo said

    Lucy, incazzato? No, determinato quando leggo commenti che ritengo inesatti, come il tuo ultimo, o posizioni fintamente neutre.

    Blackjack.

  22. Giocatore d'Azzardo said

    Lucy, tanto per chiarire: trovami una sola inchiesta economica dell’Economist che abbia anticipato, in modo netto e almeno di un mese, uno qualunque dei grandi crack finanziari degli ultimi anni. Ma puoi metterci anche il Wall Street Journal e il Financial Times, senza alcun problema.

    E leggiti gli articoli dell’Economist relativi al passaggio di Rover dalla Honda a BMW: istruttivi.

    Per quanto riguarda i Casinò inglesi: sono allo stesso livello di quelli americani, un furto legalizzato e, cosa che non succede in Italia e in altre nazioni, hanno persino la Roulette con il doppio ZERO. Se hai giocato o hai un minimo di conoscenza del calcolo delle probabilità e delle regole della Roulette non serve che ti dica altro. Tra l’altro sono controllati da una security che te la raccomando; i nostri, al confronto, sono dei santi.

    Blackjack.

  23. lucy said

    io non sono neutra, preferisco essere definita inesatta, è molto meglio. con le cifre e le notizie di chi la pensa in modo diametralmente opposto al mio, neanche ci provo. e nemmeno mi arrabbio. però che il knight tornasse a fare l’imprenditore “e basta” è un desiderio lecito. oppure anche qui, hai notizie che io non ho, secondo le quali è un bene avere un imprenditore come capo del governo che si fa le leggi ad hoc? forse notizie che vengono dalla thailandia o da banana republic…

  24. mimma said

    Vorrei comunque far notare che il pinco pallino in questione è un docente di Germanistica all’Università di Milano e che la “Neue Zuercher Zeitung” è uno dei più prestigiosi quotidiani internazionali.
    La reazione così forte che un articolo sobrio e misurato ha scatenato mi fa pensare inevitabilmente che questo abbia colto nel segno. Inoltre in alcuni commenti vedo la logica del “lavarci i panni sporchi in casa”, che non mi sembra segno di grande evoluzione.
    Personalmente mi incuriosisce sapere come gli altri ci vedono.
    Un caro saluto
    m.

  25. lucy said

    anche a me piace sapere quello che pensano gli altri di noi. temo, invece, le pacche sulle spalle, le battutine e l’aria di incredulità e compatimento dei miei amici stranieri per altri cinque anni. cinque anni? non è detto…

  26. vbinaghi said

    Caro Blackjack, con me sfondi una porta aperta: Veltroni è proprio l’ultimo della lista. Ma la lista nemmeno esiste.
    Questo paese ha bisogno di un’assemblea costituente, non di un governo di un gruppetto qualsiasi di quelli che hanno governato negli ultimi quindici anni.

    Cara Lucy, l’antiberlusconismo mi ha fregato nelle ultime due tornate, adesso non ci sto più. Svendere pezzi di paese e regalare alle banche è peggio che farsi gli affari propri. E l’idealismo (dichiarato) in politica è peggio di un pragmatismo efficiente. Te le ricordi le colombe a reazione dell’Ulivo mondiale sulla Serbia?

  27. La cosa che trovo più deprimente è che molti miei coetanei non vadano a votare, o votino scheda bianca, con la solita, iterata motivazione che “Veltroni è come Berlusconi”. Deresponsabilizzarsi in questo modo a vent’anni credo sia davvero grave. Soprattutto, comprova la diffusione capillare di un impegno finto e aberrante, quello cioè che porta a proiettarsi in un futuro indefinito rinunciando alla lotta -su particolari minori, ma più efficace- nel presente: siamo ancora ai famosi “apocalittici integrati” di Umberto Eco.
    Riguardo la politica del centro-centro-centro-centro-centro-centro sinistra, sono d’accordo con quanto è stato detto finora, ma vorrei proporre una sintesi semplice e forse banale: visto che il sistema politico ed economico dev’essere profondamente riformato, visto che la classe dirigente ci insoddisfa trasversalmente, scegliamoci almeno il “nemico più debole”, “il male minore”, consapevoli che il ritorno di Berlusconi(sarebbe il terzo, e smentirebbe perfino le previsioni di un pessimista come Montanelli, che disse “gli italiani capiranno che devono liberarsi di Berlusconi solo dopo averlo eletto una seconda volta”) produrrebbe innovazioni tanto quanto è innovativo dire che le donne sono “padrone in casa”.
    Poi, evitato questo pericolo, ricominciare a pretendere, a premere. Da dentro e da fuori.

  28. lambertibocconi said

    Carissimo Michele, ti assicuro che il qualunquismo è deprimente a qualunque età! Perché poi a ben vedere non è solo una posizione (?) politica, ma è il portato di tutta una cultura-psicologia per me insopportabile, come chiamarla? “Fatalismo mediterraneo”? “Eh, tanto son tutti uguali… tanto siamo sempre noi che ci rimettiamo…” Anche se ammantato di ragionamenti un po’ più alfabetizzati. Si tratta sempre di una specie di rassegnazione lamentosa che appena sotto la crosta nasconde violenza e rancore. Nessuno come Nietzsche dipinse alla perfezione questo personaggio funesto, perfetta controparte del potere, ossia l’uomo del risentimento. Vabbè, mi fermo qui. Il libro da imparare a memoria a cui mi riferisco è “Genealogia della morale”.
    Mi ricordo una vignetta del grande Altan, in cui uno dei due omini era sconsolato per i risultati elettorali, e l’altro rispondeva: “La gallina che mangia sassi sa il culo che ha”. Tristemente mi sa che le galline sassaiole avranno di che essere contente anche questa volta, e se posso anche capire un fascista, un ladro, un nuovo ricco, un lacché della Mediaset e via vomitando che votano Berlusconi – alla feccia leghista alimentata da odio razziale va il mio totale disprezzo ma ancor di più a tutte le anime belle che non andando a votare ne aiuteranno la vittoria va tutto il mio sconsolato disaccordo.

  29. Carlo Cannella said

    Io, comunque, da uno che va all’anagrafe per farsi cambiare il nome di mamma e papà (da Valter a Walter), solo per non risultare troppo provinciale, non mi fido a priori. Manco Binaghi…

  30. lambertibocconi said

    Uh, come lo sai? L’hai letto su “Visto”?

  31. Carlo Cannella said

    No, è che sono molto attento a come si evolve l’immagine dei leader politici. Quello che mi interessa non è il programma, ma il lifting, il trapianto di capelli, il cambio di nome, queste cose qua.

  32. lambertibocconi said

    Eh… in effetti sono particolari interessanti, indicativi, moderni! Di fatto è su queste cose di immagine che cadono le barriere tra Stato, bordello, uomini politici, soubrettes, cronaca nera, fiction e chi più ne ha più ne metta. Vale anche per chi non è leader politico? Tu come sei di aspetto fisico e di look? :-)

  33. mauro baldrati said

    Sottoscrivo il commento n. 28 di Anna Lamberti Bocconi.

  34. Carlo Cannella said

    X Lambertibocconi:
    Scherzi? Sono bellissimo. A parte questo non mi piace tergiversare con la filosofia, quindi non dedicarmi un sorrisetto patetico se guardo Veltroni e Berlusconi come fossero la stessa persona. E’ solo un pensiero diverso dal tuo. Certo, parlano un linguaggio apparentemente distante, mentre il primo si riempie la bocca di solidarietà, l’altro farfuglia di merito e libertà di arricchimento. Il fatto è che Veltroni non se la sente di spiegare come debba essere finanziata questa solidarietà (sarebbe facile, basterebbe togliere ai ricchi, ma senza falce e martello nel simbolo e nel cervello questo non si può gridarlo più), adesso deve combattere il nemico con le stesse armi del cavaliere: la suggestione, il marketing della comunicazione.
    Anche nell’incoerenza sono identici. Quella di Berlusconi è ormai una barzelletta che a lungo andare si è tramutata in forza strategica verso un’ampia fascia di elettori, quella di Veltroni è molto più ingenua, quasi da chierichetto, ma forse per questo mi risulta ancora più intollerabile. A sentire quello che diceva qualche anno fa doveva già essere in Africa a fare volontariato, invece… Dunque l’immagine, che a ben vedere è solo una scorciatoia per affrontare le loro contraddizioni, per dimostrare quello che sono nella realtà: roba marcia. E carne o pesce puzza uguale.

  35. Giocatore d'Azzardo said

    Lucy, le informazioni da repubblica delle banane sono quelle che hai scritto tu: motivate solo da sensazioni ideologiche, personali e non da fatti. E qui chiudo, che le discussioni fatte in questo modo non servono a nulla.

    Mimma: il caro docente di ‘germanistica’ ha raccontato il nulla, nel suo articolo. Sarà che per natura sono portato a fregarmene di quello che pensano gli altri, anche degli illustri docenti, e mi ha sempre detto bene farlo, ma questo tiro al piccione, anzi all’Italia, da parte della stampa estera, più o meno acculturata, mi ha definitivamente rotto i maroni. Haas è docente di germanistica? Bene, che scriva dei problemi di integrazione della ex Germania Est, ne ha per anni da scrivere il germanista, e non mi scassi con Berlusconi e Veltroni; che loro non sono messi meglio e, ciliegina sulla torta del loro ultramoderno parlamento, Germania e Francia, in buona compagnia, sono stati fra i paesi che hanno votato, ieri, contro l’ammissione di Georgia e Ukraina nella NATO.
    Noi saremo italiani, ma loro dei leccaculo dei Russi e, per affari interni, sacrificano le speranze di due nazioni che stanno cercando, in tutti i modi, di slegarsi definitivamente dal giogo russo: un po’ di gas a buon prezzo sulla pelle di decine di milioni di persone.

    O queste cose non le vogliamo mai vedere? Beh, se aspetti che sia dato risalto a queste notizie dalla stampa italiana stai fresca; mi immagino, se solo fosse il successo il contrario, il putiferio che avrebbero scatenato contro l’Italia.

    Blackjack.

  36. lucy said

    black! black: non ho detto che le tue informazioni sono da repubblica delle banane, ma che la bontà di avere un tale personaggio come capo del governo la può sostenere solo un paese siffatto. e leggi qualche volta!

    veltroni e berlusconi hanno in comune solo la desinenza. un popolo di arruffa-arraffa, definito dal knight “bambino di undici anni neanche tanto intelligente” capisce quello che vuole, spesso il suono delle parole, anzi: le finali.

  37. vbinaghi said

    @Cannella
    Vuoi vedere che mi diventi simpatico?

  38. Plessus said

    L’articolo denota una discreta conoscenza del problema Italia. Anche se “imbronciata star” come appellativo a uno scrittore di denuncia che vive ventiquattrore sotto scorta senza la possibilità di una vita privata, mi sembra eufemisticamente impertinente.
    Sono in parziale accordo con le motivazioni del giovane Michele Ortore: se andiamo a votare una seppur minima possibilità che qualche problema e/o vizio italico si risolva, ce l’abbiamo. Non offrendo la nostra disponibilità al voto, certamente non esiste neanche quella.
    Cosa vogliamo fare, lasciamo morì l’Italia così, in mano allo psiconano, con l’influenza bipartitica e l’affluenza rachitica, inchiodati ai monitor, senza neanche alzare le chiappe per assicurare almeno la presenza di uno straccio d’opposizione infilando la scheda dentro l’urna?

  39. Carlo Cannella said

    Speriamo di no, altrimenti con chi me la piglio, Gaja?

  40. Giocatore d'Azzardo said

    Lucy: questa è la frase “…hai notizie che io non ho, secondo le quali è un bene avere un imprenditore come capo del governo che si fa le leggi ad hoc? forse notizie che vengono dalla thailandia o da banana republic…”. Può essere che io abbia frainteso.

    In generale: non è VERO che entrambi gli schieramenti sono uguali. Non lo sono nelle parole e non lo sono stati nei fatti; mai. Serve qualche altro numero?

    Quinquennio del primo Governo Prodi: aiuti di Stato alla FIAT per quasi 11.000 miliardi delle vecchie lire, società che cola a picco e azionisti della Giovanni Agnelli SNC (l’accomandita di famiglia che controlla FIAT) che in 5 anni si dividono circa 10.000 miliardi di utili.Sono dati pubblici, basta chiedere i bilanci, pubblici, a qualunque Camera di Commercio.
    Quinquennio del secondo Governo Berlusconi: aiuti alla FIAT zero, e gli azionisti, con qualche guerra intestina assai divertente, hanno dovuto mettere mano al portafogli e far ripartire da soli l’Azienda.
    Pressione fiscale che cala, per tutti i ceti, di circa il 4%.
    Nonostante il periodo economico di ‘cacca’ l’Italia cresce più della Germania; e cresce nonostante i tentativi di Prodi e della sinistra italiana di aprire un contenzioso nei confronti dell’Italia. Tutti a vuoto.
    Introduzione del 5×1000 per il finaziamento delle organizzazioni onlus.
    Secondo biennio Prodi:
    FIAT riapre il contenzioso per aiuti di stato su Termini Imerese; vorrei far notare che FIAT ha azzerato il debito, assorbito le quote delle banche e dichiarato un utile lordo di quasi 2400 miliardi di euro su un fatturato di circa 60 miliardi di Euro. Nel frattempo gli ‘regalano’ il cuneo fiscale.
    Detassazione degli utili bancari del 6%, mentre le banche alzano i tassi di interesse per compensare le LORO speculazioni sui mutui sub-prime americani.
    Incremento della tassazione, per tutti i ceti sociali, prossimo al 5%.
    Abolizione del 5×1000 con il governo che definisce un tetto oltre il quale i soldi sono incassati dallo stato e non versati alle associazioni onlus.

    Mi fermo solo per pietà, perché l’analisi dei numeri è impietosa e delinea chiaramente il disastro economico che quella manica di incapaci, guidati da Prodi, Visco e Padoa-Schioppa (uno che si finge nobile inventandosi un doppio cognome) è stato in grado di combinare.

    Aggiungo solo un piccolo passaggio: l’embargo nella vendita di armi italiane alla Cina, nonostante i grandi sbandieramenti del centrosinistra e i loro proclami scandalizzati, è stato rimosso da Prodi.

    Non sono uguali!

    Blackjack.

  41. Gaja said

    @ Charles Cinnamon: e che c’entro io, adesso? :D

  42. Carlo Cannella said

    Gaja, tu lo sai, quelli incarogniti come me devono sempre avere qualcuno con cui menar le mani, altrimenti s’annoiano e muoiono. Un motivo di discussione possiamo sempre inventarcelo…

  43. Gaja said

    Charles, è vero: sei turpe e violento. Presto, veniamo alle mani!!! :D

  44. Carlo Cannella said

    “Non sono uguali”

    Beh, dall’altra parte si dovrebbero mettere sul tavolo gli incentivi per l’acquisto dei decoder prodotti dal fratello del kaiser e altre faccenduole non proprio edificanti. Diciamo così: sono tutti uguali.

  45. Giocatore d'Azzardo said

    Carlo, la faccenda dei decoder la conosco più che bene e, fatta salva la caduta di stile che nessuno contesta, l’impatto economico era talmente irrilevante ed è un mercato talmente inflazionato che, se confrontato con le svendite di Prodi, l’aumento della tassazione e tutte le altre “amenità”, è come mettere sullo stesso piano il bambino che ruba una caramella, al gruppo che ha ripulito la gioielleria Damiani a Milano. Hai sbagliato esempio e utilizzi argomentazioni da contrapposizione che non portano da nessuna parte; tra l’altro senza avere un’idea pesata (al di fuori della componente ideologica) del valore economico dell’argomento che metti sul piatto.
    Tanto per darti un paragone: cassare il 5×1000 ha comportato un movimento economico 300 volte superiore (soldi che non sono arrivati alle onlus) rispetto a quello, ipotetico, della faccenda decoder. Chiacchiericcio da bar sport.

    Ciò non toglie che rimaniamo liberi, tutti, di vedere o non vedere questi numeri e di vedere o non vedere le differenze. Continuano ad esistere, comunque.

    E ciò non toglie che, per beghine politiche (gestite da entrambi gli schieramenti) non siamo ancora riusciti a far partire il digitale terrestre e nemmeno a sfruttare le opportunità che la tecnologia digitale mette a disposizione: su tutti i fronti. Considera che a fronte di un canale analogico e in funzione della pulizia del segnale e della tecnologia utilizzata, si riescono a far viaggiare da 6 a 12 canali digitali. Tutti i Paesi si sono mossi, da anni in quella direzione, tranne l’Italia dove, per mille motivi diversi ma sempre uguali, si preferisce continuare a menarla col conflitto d’interessi, a mantenere in vita il duopolio RAI/Mediaset e litigare su quattro bande analogiche di merda.

    AH, dimenticavo o forse ti è sfuggito: il buon Prodi è a capo del Governo che, unico al mondo, ha concesso, recentemente, l’utilizzo delle bande WiMAX a compagnie telefoniche. Cosa vuol dire? Controlla i costi telefonici e di connessione a internet e poi ne riparliamo fra qualche anno.

    Blackjack.

  46. lucy said

    black: da’ anche i numeri dei decoder, dei soldini tornati, si fa per dire, dai conti offshore, dei benefici delle leggi salvapreviti, della volontà di eliminare la par condicio, del conflitto (? – guerra atomica-) di interessi, dell’abbattimento delle aliquote nelle fasce alte di reddito, delle tasse sull’eredità cancellate pro domo sua…
    diamo i numeri! diamo i numeri?

  47. rs said

    berlusconi e la ragione hanno un rapporto molto conflittuale che in fondo non è mai veramente cominciato.

    saluti,
    rs

  48. Giorgio said

    Io direi di dare la parola all’interessato: a questo link si può leggere una sua recente lettera agli elettori:

    http://vocativo.splinder.com/post/16563788/L%27Italia+e+il+voto%3A+mi+%C3%A8+giun

  49. Paola renzetti said

    Il fatto è che quando si va a votare non si sceglie fra immagini che tutto sommato si equivalgono e non cambiano nulla della realtà delle cose (immagine=apparenza), ma si può consolidare o smentire (in parte) un sistema di potere e di idee. Ci siamo abituati all’illusione di vedere le cose della vita come intercambiabili e pensiamo sia così anche per la politica, per la vita sociale. Quella del voto è una scelta e come tale un segno lo lascia. Non è un teatrino e neanche un destino ineluttabile al quale non ci si può opporre (come qualcuno ha già detto).Gli atteggiamenti rassegnati fanno comodo a chi invece sa bene cosa vuole.

  50. Giocatore d'Azzardo said

    Lucy, è assolutamente puerile il tuo tentativo di sminuire il valore dei numeri e mescolarli con altre argomentazioni diverse. Darti tutti i numeri, che per motivi miei che non mi pare il caso di raccontare qui ho ben chiari, comporterebbe troppo tempo, tempo che non ho, ma li puoi trovare con un minimo di buona volontà e senza alcun problema: sono pubblici e basta aver voglia di guardarli senza il filtro ideologico.
    Passo al resto.
    Legge salvapreti: credo che tu ti riferisca all’abbuono dell’ICI sugli edifici di proprietà del Vaticano. Beh, sfondi una porta aperta; sono un ‘mangiapreti’ per definizione e mi sono e sono ancora incazzato come una biscia se ci penso. L’abolirei domani mattina, anche se le cifre sono trascurabili. Lo ammetto: è un atteggiamento ideologico il mio.
    Par condicio: è una legge schifosissima che non ha senso. Una castrazione che solo un paese ideologizzato come l’Italia poteva inventarsi.
    Conflitto di interessi: mi sto ancora chiedendo perché la sinistra non abbia mai, in 7 anni di Governo, trovato il tempo per fare la legge o modificare l’esistente. Il resto chiacchiere da bar.
    Tasse di successione: costa più tenere in piedi il sistema per incassarle che non i soldi effettivamente incassati. Devo aggiungere altro?
    Rientro dei soldi off-shore: aveva avuto l’effetto di far protestare ufficialmente la Svizzera con la UE per una legge che aveva, finalmente, messo in ginocchio le banche ticinesi parassita obbligandole a confrontarsi col mercato e licenziare. Poi è arrivato Prodi, in compagnia di Visco, e la Svizzera non ha più protestato…
    L’abbattimento delle aliquote aveva coinvolto TUTTE le fasce di reddito, non solo quelle alte e, personalmente, ritengo che un’aliquota fra il 35% e il 40% sia più che giusta; indipendentemente dal reddito. Sopra si tratta di un furto, non più di una tassa, e quando inizi ad avere la sensazione che ti vogliano fregare, tutti prendono le contromisure.

    Blackjack.

  51. Giocatore d'Azzardo said

    Lucy, ti avevo risposto, ma qualche ‘mostro digitale’, così pare, si è mangiato il commento e ora vado a farmi un caffè.

    Blackjack.

  52. Carlo Cannella said

    Blackjack, l’esempio dei decoder voleva essere solo divertente, poi ci sarebbero quelle che ho chiamato faccenduole. Non sono un economista, ma messe insieme non dovrebbero rappresentare una sciocchezza.

  53. Paola renzetti said

    Esempio Lombardia. Sgombero dei nomadi alla Milano-Bovisa, attuato dal Comune e dal Prefetto. Protesta anche la Curia milanese per le modalità usate, che non hanno tenuto conto adeguatamente delle sofferenze umane e delle situazioni. E’ un fatto particolare, ma può dire parecchie cose. Ci piace una Lombardia così?

  54. Giocatore d'Azzardo said

    Carlo, neppure io sono un economista, ma per ‘i motivi della vita’ ho dovuto imparare a conoscere meglio quella ‘cosa’ noiosissima che si chiama economia e che regge tutto quello su cui poggiamo i piedi. Chiudendo questa discussione, che si sta facendo noiosa e assomiglia a una partita a ping pong senza alcuna via d’uscita, mi permetto di fare un’ultima piccola annotazione, anche al link postato da Giorgio e che mena il solito minestrone sempre nella stessa pentola mentre l’altra brucia e fa puzza, per rimarcare, se ancora ce ne fosse bisogno, che i due schieramenti non sono uguali.

    La considerazione è semplice: le decisioni proditorie del ‘buon’ Prodi e dei suoi governi, sono state decisioni non modificabili. Mi riferisco al periodo delle svendite, pardon privatizzazioni (vedi Enel, Autostrade, Telecom, Trenitalia e compagnia cantando) messo in cantiere nella prima tornata.
    Da quelle decisioni, come quella per Alitalia in regalo ad Air France che spero vivamente affondi, non si torna indietro e sono decisioni che hanno creato un danno strutturale al Paese, tutto, da far tremare i polsi a chiunque.

    Non ultima l’accelerazione impressa, proditoriamente, al sistema pensionistico integrativo e al TFR: una truffa da qualunque parte la si guardi e bastano due conti della serva per capirlo.

    La grande differenza è tutta lì ed è, per me, una motivazione più che sufficiente per non volerli più vedere al governo per un paio di decenni; il tempo necessario affinché la natura faccia il suo corso e scompaia questa sinistra di ex comunisti, tutti rigorosamente convertiti e, ora, credenti praticanti o barzellettieri senza arte ne parte. Dipende dai punti di vista.

    Blackjack.

  55. vocativo said

    QUanto scrive Haas circa Vattimo e Agamben, con malcelata ironia (ad avercene di più Agamben non solo in Italia, ma in Europa) è semplicemente l’ennesimo (voluto) fraintendimento e gioco sporco di chi ama ricondurre le elezioni ad una corsa a 2.
    Se Vattimo e Agamben non appoggiano più la sinistra radicale è forse perché non la trovano più in sintonia con le loro verità. Ma non per questo sono costretti a scegliere tra Berlusconi e Veltroni.
    Quanto a Cacciari, mi si perdoni, ma è più politico che filosofo ormai da tempo immemore.

    Ken Loach giorni fa ha dichiarato che se fosse italiano voterebbe per Sinistra critica, tanto per fare il nome di un partito fuori dai giochi (ma potrei dire anche Partito comunista dei lavoratori o, se per qualcuno è più congeniale – a me assolutamente no – la destra). Diversità e alternativa non sono solo appannaggio del PD rispetto all’ottavo nano.

    Purtroppo non la penso come Baldrati e come tanti altri. Se consegnare il paese in mano è Berlusconi è un disastro, consegnarlo a Veltroni significa semplicemente rimandare quel disastro di qualche giorno, con la consueta miopia di chi riesce a vedere fino al giorno della propria morte, senza chiedersi come continueranno a vivere gli eredi.
    Quando un leader continua a parlare di sviluppo e incredibilmente si lamenta di una possibilità sprecata negli ultimi anni, bruciando 11 punti del PIL, vuol dire proprio che abita in un altro pianeta, oltre che in un’altra nazione.
    Mi si illustri come si fa ancora a parlare di crescita, senza considerare anche il consumo fuori misura (e inutile), l’aumento esponenziale dei rifiuti, nicchiando invece su quelle che potrebbero essere delle alternative reali a questa politica economica. Possibile che con l’aumento esponenziale della popolazione mondiale si continui a credere che una crescita dei vari PIL sia auspicabile e, perdipiù, verosimile? E mi si dica poi quante vittime ancora tra chi vive in seria indigenza e quanti sfruttamenti devono esserci perché ciò accada. Qualcuno potrebbe tacciare queste motivazioni di terzomondismo, con sprezzo.
    Ma siamo seri: io ho 29 anni e se avessi la fortuna (?) di camparne ancora 50 in che mondo mi troverei se al potere continuano a susseguirsi i vari cloni di Bush, di Putin, di Berlusconi e Berluschini, di Sarkozy, di Blair, di Veltrusconi, degli stessi Zapatero (leggasi con molta attenzione il commento di Alessandro Ghignoli)…? E la risposta non è: abbiamo campato fino ad oggi e continueremo a farlo, perché se fino agli anni ‘60 la terra contava un numero incredibilmente minore di abitanti e le risorse energetiche non erano sfruttate fino a tanto, oggi la corda è tesa al punto di spezzarsi, per cui o si cambia rotta (e intendo: politica economica, politica dei consumi, politica finanziaria) o non c’è da essere allegri, che vinca pinco o pallino.

  56. Plessus said

    Rigoroso, sicuro si sè, cinico, spietato, calcolatore, attento osservatore, grande conoscitore di volti e anime e acuto conservatore di dati e memorie.
    Un perfetto giocatore d’azzardo, non c’è che dire.

  57. La sinistra è morta e sepolta: è stata rimpiazzata da convertiti dell’ultimo minuto… per farla breve sono tutti cattolici praticanti, ma non è questo il punto, il punto è che sono tutti più che mai preteschi e neri come la morte, non c’è più traccia alcuna di rosso in loro, non nel sangue non nell’anima che adesso dicono d’avere. La destra è la destra, quella vecchia e anacronistica degli anni novanta, che pensa di risolvere tutto invitando i pinocchi di turno, cioè gli italiani, a sotterrare i loro pochi zecchini affinché ne nasca una pianta. Chiunque dovesse vincere in questo paese oramai ridotto al collasso – e che io do per spacciato, perché neanche un miracolo lo tirerebbe più su, nemmeno un gesù cheguevarista -, temo non potrebbe fare danni maggiori a quelli che già sono stati fatti – e che sono ancora in corso.

    Bisognerà aspettare che muoiano di morte naturale i rappresentati di questa destra insieme a quelli di questa sinistra sinistra. Bisognerà aspettare facce nuove, e ci vorranno almeno una trentina d’anni di questo passo, o forse anche più.

  58. jolanda catalano said

    Ho letto tutto e vi assicuro che mi è venuto il mal di mare.Ho sentito che ora ci sarà anche la dc per la corsa al potere. Ho letto numeri,concordo un po’ con l’uno un po’ con l’altro,ma soprattutto faccio i conti,e i conti non tornano,mai.
    Mi piacerebbe che tutti questi pseudo politici,venisissero ad abitare per mesi nelle nostre case e scoprissero,finalmente,i reali bisogni-diritti dei cittadini,ma venissero dopo essersi spolgliati delle loro ricchezze,poichè è molto facile parlare e prometerre la qualunque,sapendo,perchè lo sanno,di non potere mantenere nulla di ciò che promettono. mi sono molto indignata quando oggi,mi pare veltroni,parlava o auspicava di un assegno di circa 600 euro all’anno,per le famiglie bisognose,come incentivo per fare la spesa.

    Se queste sono le basi per fare una società civile,credo che dopo le elezioni ci sarà un esodo al contrario. di berlusconi,mi trema la mano solo a scriverlo il suo nome,non dico,perchè dovrei essere ancora più cattiva.

    Ma i politici o sedicenti tali,li conoscono i bisogni dei cittadini?
    jolanda

  59. gena said

    In ogni periodo storico, sono apparse persone con capacità intellettuali superiori, perchè sono scomparse proprio in questa epoca?In questa nazione, almeno più della metà degli uomini sono disonesti, corrotti,dementi. Come si può trovare anche una sola certezza, nella classe politica?

    G.

  60. Giovanni Nuscis said

    Vorrei dire: si abbia fiducia, e si voti il meno peggio.
    Ma siamo o no consapevoli – almeno noi, qui, che ci confrontiamo – che senza un salto culturale coeso, contestuale e organizzato si resterà inchiodati alla partenza il giorno dopo le elezioni? Abbiamo capito o no che senza rinunce da parte di tutti (sempre che sia rimasto qualcosa a cui poter rinunciare), e senza redistribuzione, senza contenere l’arricchimento esorbitante di alcuni, senza contenere sprechi e ruberie non ci sarà futuro, in Italia e nell’intero pianeta?
    Andava fatto ex novo un patto serio, onesto tra i cittadini e i loro rappresentanti politici. Andavano fatte subito e con coraggio – d’istinto, direi – le riforme urgenti, e questo all’interno del Parlamento, invece di scioglierlo e perdere altro tempo e risorse; e dato segnali chiari di ravvedimento invece di esasperare la gente. Ora, in questo teatrino patetico, si gioca al rialzo con promesse e assicurazioni insostenibili, ed è impossibile, ora, far credere che ci si accorderà per farle, le riforme, senza che ciò venga preso per l’ennesimo inciucio dilatorio in barba ai cittadini.
    Non si può chiedere ai cittadini di votare senza prima aver ridefinito con loro un patto di reale rappresentanza, la presa in carico dei loro problemi, delle loro aspirazioni, delle loro speranze. Chi andrà a sedere su quegli scranni, e a rappresentare e a tutelare chi, con quale forza legittimante?
    Come ho già detto su questo spazio, tornerò a votare quando solo se si farà chiarezza, prima delle prossime elezioni, su questi e molti altri punti; e se si andrà ad eleggere, finalmente, un’istituzione delle giuste dimensioni, che retribuisca il giusto e non di più i suoi rappresentanti.

    Giovanni

  61. Giovanni Nuscis said

    “tornerò a votare solo se sarà fatta chiarezza, prima delle prossime elezioni (non quelle imminenti, ovviamente), su questi e molti altri punti, e se si andrà ad eleggere, finalmente, un’istituzione delle giuste dimensioni, che retribuisca il giusto e non di più i suoi rappresentanti.”

  62. Giocatore d'Azzardo said

    Plessus: nemmeno quando ho fatto saltare il banco del Black Jack in un famoso Casinò (per poi esserne bandito a vita) mi hanno mai dedicato un epitaffio come il tuo: assunto come epitaffista. Sempre che esista come mestiere.

    Vocativo: fai un gran bel discorso, mescolando rape, carote e pomodori come per un ottimo minestrone, ma non scorgo soluzioni. In alcuni passaggi sono persino d’accordo. Fosse per me le società finanziarie, banche comprese, le impalerei, metaforicamente sia chiaro, tutte: come nei bei tempi dell’inquisizione e le obbligherei a fare le loro sporche operazioni con soldi veri e non sulla parola.
    Sempre una questione di numeri. Oppure si può votare Grillo.

    Blackjack.

  63. sonia da macerata said

    Signori,apro questo strumento di comunicazione solo per dire
    che l’unica forma di qualunquismo è quella che si accontenta del meno peggio:io non lo voglio il meno peggio,non voglio scendere in piazza come una pecora belante per gli attuali non-rappresentanti del popolo,non voglio il veltrame dal porro sul naso e neanche il nanetto sgasato.ma ,mi dico:è possibile vedere gente beota bendisposta a riempire le piazze per questo o quel partito e mai ,dico-mai-un gruppo nutrito di persone che si accordino tra loro e scendano ,in piazza sì,ma per mandarli tutti a raccattar pomodori?per quel che riguarda gli altri paesi,concordo perfettamente con black jack:pensino ai casi loro,ché ne hanno di beghe(fra l’altro vengono tutti a magnare da noi,a bearsi del belcanto etc. dato che non hanno un briciolo di creatività,e poi ci sputano,e però comprano le ns bellisssime case),bravo giocatore d’azzardo!aggiungo solo che,se il nano
    è sceso in campo per tutelare gli affaracci suoi(e l’intento era ben palese da principio almeno),weltrone non si è dovuto sin qui esporre per guadagnarsi la tanto agognata pensione.indi:entrambi intenti a tutelare le proprie “famiglie”e i famigli..
    Anzi ,dirò di più: è ora di ficcarli dantescamente a testa in giù
    nello stesso luogo dove ci hanno confinato per lunghissimo tempo(leggasi:mer*aio).chi non la pensa così ,sta cazzeggiando per noia e non sta ancora abbastanza male.e allora si occupi di romanzi rosa,non gli lascio nemmeno quelli d’amore a tinte fosche,poiché persin per quelli ci vuole una vera passione.e una vera immersione nella vita.

    così è,anche se non avrebbe da essere.

    un abbraccio a black jack(peccato non conoscerti,sei dotato di una forma propria di pensiero,cosa rara..),un altro a binaghi.punto

    sonia da macerata

  64. vocativo said

    visto che abbiamo il padreterno, potremmo chiedere soluzioni (eventualmente miracoli).

    io sono per la decrescita.

  65. rossella maccolini said

    Sono stanca,disgustata,terrorizzata dal fatto che tutti parlano ma nessuno fa niente.Il nostro Paese sta scomparendo dalla faccia della terra.Tutti gli italiani si buttano in politica(con la p minuscola data la bassezza)perchè ormai hanno capito che si mangia solo lì.Sono orgogliosa di essere Italiana perchè appartengo al Paese più bello del mondo ma mi vergogno profondamente degli italiani

  66. lucy said

    sonia: il qualunquismo più qualunque è quello che azzera le differenze a prescindere (chi è che non lo dice: che sono tutti uguali). eppoi: sono tutti uguali, ma uno è più uguale degli altri. e, in quanto, omo della provvidenza, operaio, massaia, pensionato, nonchè knight al merito daa repubblica non troverai un suo seguace che dirà che so’ tutti uguali.
    sono gli imbecilli di sinistra che si raccontano la favoletta che so’ tutti uguali. fanno prima a votare a destra e così la famo finita. poi li ringrazieremo delle ulteriori palate di quella cosa in cui non serve essere immersi a testa in giù perché…accidenti…e fate piano, no?

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