La scritta sotto la statua – di Marina Pizzi
Posted by Marina Pizzi on April 18, 2008
515.
La scritta sotto la statua
si sta sotto prosette di slogan ad enfasi.
nulla si può derubare se non la stessa vita.
tra tramezzi di gente i viottoli umani non portano a nulla,
ma il ciclista piange dalla gioia e per lo stress-trauma della fatica.
a forza di leggere/scrivere libri il cómpito per la vita è venuto meno.
da domani faccio un solenne encomio dell’inerzia, dell’equilibrista,
dello stampatore folle e dell’editore geniale e giusto e onesto.
da oggi mi metto in nicchia e crepo a poco a poco proprio per ristoro.
i migliori anni della nostra vita sono le parole sempre sperdenti, un’aurora dei denti
per il marzapane al cioccolato. chi coccoli il lato del bello è l’unico felice, certo qui non si parla
di creativi mercantili, ma di davanzali di pietà. adesso chiudo e mi metto a dieta per un cantico di stasi.
516.
[da Miserere asfalto, (afasie dell'attitudine)]


















Paola renzetti said
Che bella!
massimo said
arriva il tempo del frate scalzo, già annunciato. Marina ha uno spirito profetico grande. Questa poesia annuncia con la stessa forza con cui descrive una fine [della poesia] – ed è per la qualità dell’annuncio che è così difficile parlarne. “chi coccoli il lato del bello è l’unico felice, certo qui non si parla di creativi mercantili, ma di davanzali di pietà” – davanzali è certamente un pezzo architettonico, ma ha una parola interna, un richiamo a noi. qualcosa avanza, trema, si rifugia. a Marina, come posso: sai quanto sei importante per quello che ho fatto e faccio – e non so mai dirlo, e non ne ho mai scritto *veramente*
massimo
Marco Di Pasquale said
Complimenti per il pezzo davvero lodevole. Per l’icastica chiarezza con cui viene affrontato (aggredito) l’argomento. Ma soprattutto per la ricerca di un modo veramente feroce ed attillato al sentimento di parlare dell’argomento, di sfidare amarezze e delusioni. Unico punto secondo me un pò debole è il verso citato da Massimo che mi pare renda poco l’imponenza di quello che viene detto da quelle parole. Tuttavia, nel complesso, un chiaro esempio di come la parola poetica deve tradurre il reale che ci circonda (in senso bellico, of course!)
mdp
Carla said
immensa!
come Marina.
C.
Giovanni Nuscis said
Tra i tuoi testi più belli che ho letto, Marina, così attuale e antica, e vera, nel suo straziante monito.
Grazie
Giovanni
Michele Ortore said
“certo qui non si parla/di creativi mercantili, ma di davanzali di pietà” Ecco una di quelle espressioni che evoca idee e concetti, pensati fino a quel momento incomunicabili. Ora che Marina li ha pescati dal magma dell’invisibile, donando loro un contorno visibile, leggibile e ripetibile(per quanto è possibile), li terrò ben stretti, e mi saranno utili. E una cosa del genere può succede solo con una poesia che affronti il reale, senza evaderlo. Grazie!