La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Qual è e quale vogliamo che sempre più sia lo specifico del blog collettivo La poesia e lo spirito? A differenza di altri blog o gruppi di opinioni vari presenti in rete, questo dovrebbe caratterizzarsi per una grande apertura a orientamenti e opinioni provenienti da settori anche piuttosto diversi. Una sola vera discriminante ci sentiamo di mettere necessariamente all’inizio ed è quella, forse ovvia, ma assai importante da tenere ferma, che “solo le posizioni tolleranti sono tollerate”. Precetto che va bene inteso, e forse a sua volta interpretato, ma che certamente implica che sono escluse da questo spazio opinioni e forme di discussioni che non siano fondamentalmente rispettose delle differenze, che ricorrano all’insulto o comunque alla denigrazione delle posizioni diverse senza argomentazioni ma solo per superficiali slogan. Vorremmo fare di questo luogo una specie di grande Giardino (alludiamo ovviamente alla Scuola del Giardino di Epicuro) – purtroppo solo virtuale, dato che sarebbe molto più piacevole realmente passeggiare assieme per le aiuole e discutere sui più diversi temi – nel quale diverse opinioni anzitutto si conoscono, eventualmente si scontrano, e comunque si arricchiscono a vicenda. Un luogo nel quale si sia disponibili, con tutte le difficoltà che sappiamo essere insite in una tale impresa, a spogliarsi non certo delle proprie convinzioni profonde e dei propri sentimenti, ma di quelli che possono invece – a un esame più accurato – rivelarsi dei malcelati pregiudizi. È evidente a tutti che esistono diversità più ‘delicate’ e altre meno; una differenza di opinioni sugli scritti di Gadda non è lo stesso che una differenza di opinioni sul problema dell’aborto, ma è appunto questo che deve guidarci nella ricerca: quando si parla di Gadda possiamo sì immergerci completamente nel problema e considerarlo fondamentale, coscienti d’altra parte che potremo comunque voler bene a nostro fratello anche se egli odia Gadda; esattamente come vorremmo arrivare a volergli bene se la sua posizione sul problema dell’aborto è diversa dalla nostra; il criterio che ci guiderà sarà questo, che cercheremo sinceramente di comprendere attraverso quali diversi sentieri due esemplari diversi della stessa specie, Homo Sapiens, possono avere opinioni anche radicalmente diverse. Con l’idea di fondo che in un grande palazzo, scale diverse possono anche condurre nella stessa stanza. A nostro parere, con tutte le difficoltà connesse con la natura umana, è un’utopia alla quale si può credere e alla quale si può almeno tendere; si può tenerla cioè come modello/traguardo cui riferirsi sempre e soprattutto nei momenti di difficoltà.


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    METROMORFOSI infocritica


26 aprile 1564: nasce il Bardo

Posted by lapoesiaelospirito on April 26, 2008

a cura di Gaja Cenciarelli e Antonio Sparzani

In questa casa di Stratford-upon-Avon 444 anni fa nasceva William Shakespeare, qui lo annunciamo con uno dei suoi straordinari sonetti, con traduzione di Giuseppe Ungaretti.

The forward violet thus did I chide:
Sweet thief, whence didst thou steal thy sweet that smells,
If not from my love’s breath? The purple pride
Which on thy soft cheek for complexion dwells
In my love’s veins thou hast too grossly dy’d.
The lily I condemned for thy hand,
And buds of marjoram had stol’n thy hair;
The roses fearfully on thorns did stand,
One blushing shame, another white despair;
A third, nor red nor white, had stol’n of both,
And to his robbery had annex’d thy breath;
But, for his theft, in pride of all his growth
A vengeful canker eat him up to death.
More flowers I noted, yet I none could see
But sweet or colour it had stol’n from thee.


Sgridai così la primaticcia viola:
Ladra dolce, di dove la dolcezza tua fragrante fu involata
Se non dal fiato del mio amore? Lo splendore purpureo
Che nella tenera tua gota vive per colorirla,
Troppo palesemente tolse a vene del mio amore la tua tinta.
Colsi per la tua mano in fallo il giglio;
Hanno i germogli della maggiorana, i tuoi capelli derubato;
Le rose sulle spine si erigevano timide,
Questa di vergogna arrossendo e quella, di disperazione bianca;
Una terza, né rossa né bianca, frodate entrambe,
Alla rapina ha annesso il tuo respiro;
Ma al colmo di rigoglio, in causa del suo furto
Un cancro vindice la roda a morte.
Notai tanti altri fiori, ma non potei scorgerne alcuno
Che fragranza o colore non avesse carpito a te.
[Giuseppe Ungaretti, Vita d'un uomo IV, 40 sonetti di Shakespeare, Mondadori, Verona 1956 (III ed.)]

9 Responses to “26 aprile 1564: nasce il Bardo”

  1. elena f said

    a me risulta che il 26 aprile sia la data del battesimo del bardo.
    la nascita (la cui data è ignota) si fa risalire, per convenzione, al giorno di s. Giorgio, il 23 aprile.
    (il 23 aprile 2004 fu organizzata una “festa di compleanno” all’Alma Mater di Bologna per celebrare il 440° anno dalla nascita e il 400° dalla pubblicazione di Amleto)

    qui

    http://www.magazine.unibo.it/Magazine/Eventi/2004/04/28/We+Like+Shakespeare.htm

    comunque grazie del sonetto e della traduzione :-)

    elena f

  2. lucy said

    CMQ, gaia gajetta: è del toro! te che dici?
    e grazie!

  3. Prof. Evelyne J. Sweethearth said

    @Elena F.

    Mr. Rufus T. Catchflies, decano emerito della Cambridge Univerity ritrovò qualche tempo fa in un baule tarlato nascosto dietro una credenza nella soffitta della casa di Stratford-upon-Avon, una lista della spesa vergata con scrittura incerta che recitava

    inchiostro
    penne d’oca
    bacon
    candele di sego
    laudano
    trappole per topi

    sul retro di un biglietto d’auguri di una certa Marion Redlips:

    A Will cari auguri per il suo 33° genetliaco

    Ci vediamo al tramonto nella canonica di Padre Onehundreadfootsoldiers per festeggiare…

    Tua Marion Redlips

    lì 26 aprile 1597

  4. elena f said

    Gentile professoressa Dolcecuore, grazie dello scoop sul ritrovamento di questo documento tanto importante per la storia della letteratura mondiale.(La signora rosselabbra del biglietto sarà stata sicuramente una donna fortunata).
    il problema con nomi così è quello di riuscire a non cariarsi i denti :-)

    elena f

  5. Giocatore d'Azzardo said

    Gaja, come avevo già scritto dalle tue parti: il Bardo è il Bardo. Giù i cappelli.
    Bella questa traduzione.

    Blackjack.

  6. annamaria said

    Bellissimo sonetto, dolcissimo e carnale, come il desiderio e come l’amore.

  7. Gaja said

    Grazie a voi tutti: il Bardo è – ed è sempre stato nella mia vita! Da quando ho memoria ricordo di averlo amato e letto e vissuto.

    In genere seguo l’insegnamento di Cordelia: “Ama e taci!”

    Ma stavolta non ho – non abbiamo, con Antonello, altro grande Bardofilo o Bardomane, insomma, avete capito – resistito all’idea di parlarne!

    p.s. Lucy: è toro, è toro! E che ti devo dire? abbiamo in comunque almeno – anzi, solo – questo, lui e io! :D

    sterminati abbracci a tutte e tutti!

  8. LODE AL CROLLALANZA!
    SEMPRE!!!!

    Ciò che l’uomo osa, io oso.
    William

  9. Gaja said

    Grandissima, Chiara!

    GLORIA SEMPITERNA!
    (e un bacio a te)

    LO SCUOTILANCIA SIA SEMPRE NOBISCUM!

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