Vietata povertà
Posted by giorgiomorale on April 27, 2008

Provvedimento valido in un raggio di 500 metri da piazze e monumenti. Blindata la città di San Francesco. D’accordo i frati del convento. Assisi vieta le chiese ai mendicanti. Il sindaco: “Tutelo i luoghi di culto”.
(da la Repubblica, 27 aprile)
Ma perch’io non proceda troppo chiuso,
Francesco e Povertà per questi amanti
prendi oramai nel mio parlar diffuso.
La lor concordia e i lor lieti sembianti,
amore e maraviglia e dolce sguardo
facieno esser cagion di pensier santi;
tanto che ‘l venerabile Bernardo
si scalzò prima, e dietro a tanta pace
corse e, correndo, li parve esser tardo.
Oh ignota ricchezza! oh ben ferace!
Scalzasi Egidio, scalzasi Silvestro
dietro a lo sposo, sì la sposa piace.
(Dante Alighieri, Divina Commedia, Paradiso, Canto, XI, vv. 73-87)
E sul tema ricordo anche questo.













April 27, 2008 at 12:27 pm
Mah! Io sono capitata ad Assisi l’estate scorsa, e mi è parso che se fossi stata Gesù avrei preso una frusta lunga 100 metri, e avrei infuriato a scacciare i mercanti dal tempio - compresi venditori di souvenir, ristoratori più che ladri, mendicanti di mestiere e un di tutto di più da shock anafilattico - con un vigore da far tremare l’Italia intera. Certo, scacciare i mendicanti e basta mantenendo il resto si inquadra alla perfezione nella mentalità corrente (via i mendicanti da Assisi, via i rom da Milano, via i rumeni dall’Italia, e quant’altro), però vi giuro che Assisi è una città morta, ma per quella roba oscena dell’organizzazione commerciale. I mendicanti ci razzolano, ma il tutto è talmente degadradato che non fanno neanche più la vecchia, buona, sana e pelosa pietà del caso. Impressioni di Anna L.B.
April 27, 2008 at 1:03 pm
Niente di nuovo sotto il sole: succede quello che era già successo a Francesco e ai suoi poverelli, quando alle loro richieste di cibo accompagnate dal saluto di pace, ricevevano insulti e sterco.
Mi chiedo perchè i frati si siano adeguati così facilmente. Non sarà per i richiami ricevuti dal Vaticano, per il loro schierarsi con i movimenti pacifisti?
April 27, 2008 at 1:11 pm
tutelare è importante,
i mercanti di oggi non sono più i mercanti di ieri
e la sacralità va scomparendo…
April 27, 2008 at 5:25 pm
così a caldo, potrebbe sembrare una nuova pagina delle Città invisibili: quella del Povero d’Assisi rovesciata nella città dei frati che cacciano i mendicanti. ma bisognerebbe approfondire. ad esempio, su laRepubblica.it ho letto questo.
in ogni caso, da noi non cacciamo nessuno.
April 27, 2008 at 5:55 pm
Certo, Fabrizio, che lo schiavismo è una cosa gravissima… tra le più gravi in assoluto, e ancora molto diffusa.
Il caso dei nostri sindaci, di Firenze o di Assisi, è altro: però, che impressione che la povertà, sacra o comunque rispettata da tutte le religioni, tanto, ad esempio, da essere fatta oggetto di un precetto da parte dell’Islam, sia trattata così!
Sulla tua accoglienza, per fortuna, non dubito!
April 27, 2008 at 6:04 pm
da noi i poveri sono i primi, Giorgio. anche a costo di perdere la gente per bene.
il vangelo del resto parla chiaro.
grazie.
fabrizio
April 27, 2008 at 9:14 pm
E’ un argomento, quello del post, che si presta a facili strumentalizzazioni. Buttare lì una notizia di questo tipo ha solo ed esclusivamente uno scopo informativo generico e mi ricorda i ‘riempitivi’ che i giornali scrivono, estraendoli dal cassetto, sul gioco d’azzardo quando scoprono i ‘casini’ di qualche personaggio famoso o mezzo famoso. Il risultato sono un’ammucchiata di mezze verità che ognuno può commentare a proprio piacere.
Ci servono le mezze verità?
Blackjack.
April 28, 2008 at 8:02 am
Caro Fabrizio, ma cosa intendi con “da noi”? Hai una comunità o qualcosa del genere? Con grande stima.
April 28, 2008 at 9:23 am
abbiamo due comunità, Anna, una parrocchiale e un centro per i giovani, con moltissimi poveri che arrivano da tutta Roma e luoghi limitrofi.
grazie
fabrizio
April 28, 2008 at 1:40 pm
così, come un frate asino che legge e non sa i particolari e parla magari a vanvera - la prima cosa che mi chiedo è semplice: perché è diventato così difficile essere buoni? Martin Eden parte con questa frase in testa: “prendila con te, è facile essere buoni, la farai tanto felice!”. e se Martin non fa niente è solo perché è troppo depresso per fare altro che uccidersi. ora non solo è difficile, ma non si capisce più quali azioni siano le vecchie “buone azioni”. forse non vogliamo capirlo - perché (lo ricorda Fabrizio) *il Vangelo parla chiaro*…
April 28, 2008 at 5:20 pm
Nessuna elemosina aiuta la povertà.
April 28, 2008 at 5:55 pm
“dietro a lo sposo, sì la sposa piace.”
:
davvero TRISTO questo endecasillabo!
peccato, una caduta del divin poeta divino.
April 28, 2008 at 10:45 pm
Certo che nessuna elemosina risolve la povertà, Marina, però nemmeno fare finta che non esista, o cercare di cancellarne alla vista le manifestazioni, o farla diventare reato.
April 29, 2008 at 2:29 am
Esiste un solo modo per sconfiggere la povertà: l’istruzione! La dimostrazione lampante ce l’ha data l’India, con la creazione del distretto formativo prima e tecnologico poi, di Calcutta. Prima ancora che l’area esplodesse, producendo i migliori programmatori del mondo o tra i migliori, il semplice fatto che il livello di istruzione della popolazione fosse superiore, consentiva a quelle persone di vivere meglio anche a parità di reddito basso.
Ora, dopo venti anni di investimenti, il problema della povertà è notevolmente diminuito,il reddito è aumentato, e il governo indiano sta replicando il modello anche in altre aree.
Blackjack.
April 29, 2008 at 7:01 pm
Credo che sia i frati,sia il sindaco,abbiano dimenticato l’insegnamento del Santo.
jolanda
April 29, 2008 at 9:23 pm
qui il vangelo non c’entra molto: è la visione borghese della vita, il rifiutare anche solo la vista del povero, del mendicante, dello zingaro che incarna l’abiezione, la sporcizia insanabile, lo stupratore. è il sentirsi in diritto di passeggiare per strade pulite e asettiche, anzi si vorrebbe che la pulizia e l’ordine dei centri commerciali fossero estesi a tutti i centri storici, dove finalmente tutta le gente, anzi, come i più democratici dei nostri pretesi rappresentati ci chiamano - tutti i consumatori, potessero finalmente dedicarsi a l’unica attività collettiva democraticamente riconosciuta: il consumo. anche il termine “mutazione antropologica degli italiani” suona grottesco e approssimativo in difetto. oggi in autobus sento da una donna, dall’accento fortemente meridionale, che i peggiori sono, ora, i romeni. mi sono sentito umiliato per lei, per questa forma di umanità e di popolo; poi, sta cadendo pure ogni tabù sulle “ronde” di caccia all’immigrato, tutto diventa assolutamente legittimo e liberale, consumare e dare calci all’immigrato, potenziale attentatore al nostra pace
May 1, 2008 at 11:39 am
@ Domenico
Scua Domenico,ma stiamo parlando di frati,se non si riferiscono al Vangelo e all’idea di povertà di S.Francesco,mi dici a cosa dovrebbero riferirsi?
E’ facile predicare in un modo e poi comportarsi diversamente.Altrimenti non potrebbero chiamarsi frati.
jolanda
May 1, 2008 at 10:17 pm
cara Jolanda,
la prima cosa che fecero i seguaci di san Francesco alla sua morte è di non seguire la Regola (la cui versione originale non fu approvata dalle autorità ecclesiastiche e che era mal vista da alcuni degli stessi neofrancescani - vedi le regole su povertà e lavoro manuale). poi fatto il santo, ucciso ed esorcizzato il rivoluzionario. vorrei solo dire che la forma mentis borghese è ormai tutt’uno con il sentire e l’agire della chiesa ufficale, quella gerarchica intendo. il singolo in teoria potrebbe comportarsi altrimenti.