La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Qual è e quale vogliamo che sempre più sia lo specifico del blog collettivo La poesia e lo spirito? A differenza di altri blog o gruppi di opinioni vari presenti in rete, questo dovrebbe caratterizzarsi per una grande apertura a orientamenti e opinioni provenienti da settori anche piuttosto diversi. Una sola vera discriminante ci sentiamo di mettere necessariamente all’inizio ed è quella, forse ovvia, ma assai importante da tenere ferma, che “solo le posizioni tolleranti sono tollerate”. Precetto che va bene inteso, e forse a sua volta interpretato, ma che certamente implica che sono escluse da questo spazio opinioni e forme di discussioni che non siano fondamentalmente rispettose delle differenze, che ricorrano all’insulto o comunque alla denigrazione delle posizioni diverse senza argomentazioni ma solo per superficiali slogan. Vorremmo fare di questo luogo una specie di grande Giardino (alludiamo ovviamente alla Scuola del Giardino di Epicuro) – purtroppo solo virtuale, dato che sarebbe molto più piacevole realmente passeggiare assieme per le aiuole e discutere sui più diversi temi – nel quale diverse opinioni anzitutto si conoscono, eventualmente si scontrano, e comunque si arricchiscono a vicenda. Un luogo nel quale si sia disponibili, con tutte le difficoltà che sappiamo essere insite in una tale impresa, a spogliarsi non certo delle proprie convinzioni profonde e dei propri sentimenti, ma di quelli che possono invece – a un esame più accurato – rivelarsi dei malcelati pregiudizi. È evidente a tutti che esistono diversità più ‘delicate’ e altre meno; una differenza di opinioni sugli scritti di Gadda non è lo stesso che una differenza di opinioni sul problema dell’aborto, ma è appunto questo che deve guidarci nella ricerca: quando si parla di Gadda possiamo sì immergerci completamente nel problema e considerarlo fondamentale, coscienti d’altra parte che potremo comunque voler bene a nostro fratello anche se egli odia Gadda; esattamente come vorremmo arrivare a volergli bene se la sua posizione sul problema dell’aborto è diversa dalla nostra; il criterio che ci guiderà sarà questo, che cercheremo sinceramente di comprendere attraverso quali diversi sentieri due esemplari diversi della stessa specie, Homo Sapiens, possono avere opinioni anche radicalmente diverse. Con l’idea di fondo che in un grande palazzo, scale diverse possono anche condurre nella stessa stanza. A nostro parere, con tutte le difficoltà connesse con la natura umana, è un’utopia alla quale si può credere e alla quale si può almeno tendere; si può tenerla cioè come modello/traguardo cui riferirsi sempre e soprattutto nei momenti di difficoltà.


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“DEVOTI A BABELE” di Valter Binaghi

Posted by marsiglia on May 3, 2008

Arvo, eroe senza volto

nell’Italia che cambia

di STEFANIA NARDINI

Arvo. Una creatura , un simbolo. Sagoma in carne ed ossa trafitta dalle pallottole di un killer senza nome. In agguato. Signore delle tenebre nell’Italia della “Milano da bere”. Vampiro senza pietà nel gioco della vita sballata e senza scrupoli. Il grande profeta, il mago, l’alchimista, che attraverso l’invisibile tela di un sistema mediatico infarcito di culture a basso costo, lo guida nelle scene di una commedia in cui Argo non può che essere com’é.

Ha il sapore di una parabola la storia che Valter Binaghi racconta nel suo ultimo romanzo, “Devoti a Babele”( ed. Perdisapop, collana Walkietalkie), che è l’immersione nel mondo, in questo nostro mondo, con gli occhi di chi ,con lucidità, ne coglie i segnali.

Un romanzo tanto semplice da leggere, ma che lascia intuire un lavoro approfondito, di osservazione, raccolta di dati e fatti, in un’analisi che lascia al lettore la libertà di interrogarsi quando arriva all’ultima pagina.

Perché Argo, questo giovane tossico, che in nome della “roba” ha cancellato qualunque valore morale, ricavandosi una sua “morale” dentro un mondo, quel mondo che noi chiamiamo marginale, viene seguito dal narratore, che preferisce chiamarsi cronista, in un’evoluzione che apre un ventaglio di spunti sui quali vale la pena riflettere.

Argo ha una madre che soffre per lui. Un giro di amici balordi come lui. In un contesto di insoddisfazione che è attorno a lui. In tutto ciò che lo circonda in quei mitici anni ’80 quando si stava consumando la grande sbornia tricolore. Ma Argo che ne sa? Si fa. Ruba. Spaccia. Fino al giorno in cui giunge al momento della redenzione in una comunità terapeutica.

Qui Binaghi è riuscito con grande abilità a trasmettere l’aria che si respira in certi luoghi votati al recupero di queste anime metropolitane. Anime giovani e malleabili capaci di trasformarsi attraverso tecniche new age da strapazzo che si rivelano facilmente tentacoli del grande signore delle tenebre sempre in agguato. E Arvo si trasforma.

Non cambia.

Si trasforma in una persona normale, come tanti “normali”, portando dentro di sé un peso che le sedute psicoanalitiche della comunità, e le tecniche alternative non hanno mai veramente scalfito. Eppure cresce Arvo. Cresce e si fa una famiglia. Ma la sua solitudine è profonda. Così tanto che è difficile da percepire.

Ma non siamo più negli anni ’80. Siamo ai giorni nostri. Nell’era della comunicazione, del grande fratello, di You Tube, di Internet. E per essere bisogna apparire. Per “esistere” si deve andare in onda. Il reale per essere tale é filmato. Che ne sarà di Arvo in questa fase? C’è la sua storia di ex tossico. Il suo percorso per uscire dal tunnel. Ma il tunnel è veramente dietro le sue spalle? Riuscirà Arvo ad aggrapparsi alla sua esistenza trasformandosi in un nuovo eroe mediatico?

In questa parte il romanzo di Binaghi assume forza, le parole penetrano nell’universo degli spettri virtuali, i nodi sono matasse difficili da sbrogliare.

Anche i personaggi che si muovono sono presi dalle cronache di ordinaria quotidianità per diventare letteratura, in un’operazione di osservazione e penetrazione di questo nostro oggi. E il “cronista” li descrive, ne narra le misere gesta che però fanno audience, dunque successo. Perché è il successo il traguardo della corsa nella società-discount. “Vogliono contare. Quante volte i visitatori hanno ciccato la loro clip su Youtube… Questo sono i ragazzi. I loro padri invece vogliono, strapparsi di dosso l’anagrafe e il profilo cascante…. Il ciberspazio fa impazzire. L’onnipotenza dell’avatar è meglio della vita vera…”

Ma c’è Arvo. E’ lui il simbolo. E’ lui la sagoma in carne ed ossa trafitta dal dolore. Un dolore che prepotentemente è sentimento. Anche follia. Dunque qualcosa di umano che lascia un messaggio. Il messaggio che una parabola deve lasciare. Perché poi tutto il resto è riflessione.

Binaghi con questo suo romanzo ha aperto una sfida. Esercizio che gli si appropria perché non molla mai. E questa sua “creatura” che viaggia tra la prima e la seconda repubblica nella sua fragilità ha ancora una forza da scoprire.

10 Responses to ““DEVOTI A BABELE” di Valter Binaghi”

  1. non si riesce a commentare.

    vaffanculo

  2. ritiro il vaffa.

    volevo fare il mio in bocca al lupo a valterone binaghi.

  3. lambertibocconi said

    In bocca al lupo anche da me, Binagone.

  4. giovanni choukhadarian said

    Pure io, lodandone il libretto, agile e ficcante. Dopo di che, liebliche Franz, come mai non ricevetti il tuo romanzone ieri appollaiato sulle prestigiose pagine dell’Almanacco di Repubblica? So sorry

  5. marino said

    Al di là del fatto che Binaghi sia in narrativa un rabdomante del male, come ormai é definito, e del fatto che inventi parabole, giusta anche questa, Binaghi scrive molto ma molto bene. Questo libro l’ho letto con molto piacere, come avevo letto con piacere Bonetti. C’é la stessa angoscia, sarà perché le angosce si assomigliano, e come diceva un grande ligure, assomandosi non si eliminano.
    anch’io mi scuso se questo commento sarà un doppione, o addirittura, un trippione.

  6. lambertibocconi said

    Io fiera e felice e NEL GIUSTO l’ho comprato in libreria.

  7. vbinaghi said

    Grazie a tutti. E per i milanesi:
    Martedì 6 maggio alla Libreria Equilibri
    di via Farneti 11 – ore 18.30
    il Franz Krauspenhaar e il Biondillo Gianni
    presentano il librino e me stesso.
    Promettiamo serata pirotecnica.

  8. Giorgio said

    Spero di esserci. Sul libro, non riesco a esprimermi: spero che arrivi presto in biblioteca, ho già fatto varie richieste di acquisto, di questo e di un paio d’altri.

  9. Giovanni Nuscis said

    Spero di riuscere a leggere il libro quanto prima. Intanto auguri a Valter per tutto.

  10. Caro Valter,
    tanti auguri anche da parte mia. E in bocca al lupo per la presentazione di domani.

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