Joe Lansdale
Posted by mbaldrati on May 9, 2008
(Joe Lansdale è in Italia per presentare Il Carro Magico, il suo ultimo libro, un racconto di ambientazione western. L’intervista che segue è stata pubblicata su Il Resto del Carlino)
di Pierfrancesco Pacoda
Da dove arriva la fascinazione per questo genere?
Dall’universo famigliare nel quale sono cresciuto. Il libro racconta vicende avvenute nel 1909, che é l’anno di nascita di mio padre. I suoi genitori avevano vissuto quella epopea ed i racconti di carovane, sceriffi, povere e mandrie hanno accompagnato la mia infanzia. Erano le mie storie della buona notte. Così ho pensato ad un libro che ‘restituisse‘ a mio padre quelle emozioni che mi aveva offerto quando ero un ragazzino. Il western è una parte importante del mio immaginario.
E’ una avventura western classica?
Lo è nei paesaggi, nei personaggi, in quel bisogno di conquistare nuove frontiere per poi andare sempre più avanti, come se la necessità del movimento fosse davvero un fatto culturale. Ma ho aggiornato la storia introducendo elementi fantastici, magici, che sono un altro aspetto della mia scrittura. Quindi ho ‘tradito’ il genere e lo ho fatto anche perchè le nuove generazioni vivono immerse in una dimensione che ha più a che fare con l’horror, con le forze arcane che con gli sceriffi ed i duelli.
Così, all’improvviso, nella trama irrompe la magia, come succede nelle mie storie ‘claustrofobiche’ dei drive in.
E poi arriva un tornado, come spesso avviene nei suoi libri.
Si, la forza della natura è un elemento che, proprio come il western, è entrato nella mia vita sin dai primi anni. Esiste una bellezza inarrivabile nella terribile forza distruttiva di una tempesta di vento. Ed é un fattore che cambia la percezione che noi abbaimo dell’esistenza, é una presenza tattile, fisica, che influenza profondamente il nostro modo di entrare in relazione con gli altri.
Ed è molto cinematografico. Per questo capita di ritrovarlo moto spesso nelle mie pagine, al di là dei generi.
La sua descrizione più bella di un tornado, infatti, è in un libro della serie di Hap e Leonard.
Si, la mia serie di maggiore successo, quella con i due amici che si improvvisano investigatori, uno bianco, eterosessuale e democratico l’altro nero, omosessuale e repubblicano. In quei racconto il tornado ha anche una funzione purificatrice, come se la natura , con la sua travolgente frenesia, volesse ‘pulire’ gli uomini dalla loro inclinazione per la cattiveria. Io cerco sempre di bilanciare l’ ’oscurità’ del noir , che ci fa pensare alle insondabili ed irrimediabili zone oscure della mente, con interventi esterni, che arrivano da un unoiverso magico o, appunto, dalla natura, e che servono anche a farci sperare in un uso diverso delle capacità della nostra anima.
Hap democratico, Leonard repubblicano, una rappresentazione delle due anime dell’America che si contenderanno la Casa Bianca.
Si, gli opposti, nella realtà come nella finzione della letteratura, hanno un fascino che cattura l’attenzione. Il lettore trova nei due amici, certo, i due aspetti tipici della società americana, ma anche tante variabili che lo spiazzano. Come la fede politica di Leonard, che è nero e omosesssuale, ma è fortemente conservatore, repubblicano e disprezza gli aspetti più appariscenti della comunità gay. Insomma, è un vero uomo, un boscaiolo che preferisce il linguaggio della lotta libera alle speculazioni intellettuali, intimiste, del bianco Hap.
Lei è sempre al lavoro sui tanti libri che pubblica. Come trova il tempo per la sua altra passione, l’insegnamento delle arti marziali?
Devo trovarlo, perchè le arti marziali sono il tramite per ‘costruire’ una disciplina della mente. Senza esercitarle, senza insegnarle, la mia immaginazione vagherebbe nell’infinto e non troverebbe gli stimoli necessari per trasformarsi in scrittura.













May 9, 2008 at 9:40 pm
Grazie, Baldrus.
Joe R.Lansdale l’ho approcciato dai racconti di Maneggiare con cura (edito da Fanucci, ma niente paura, è fuori catalogo). Mi è cosi piaciuto partire da quelli, per apprezzarne, come fosse un cantante capace di modulare l’estensione della sua “voce”, la pluralità di toni, l’effetto tavolozza (e insieme, quello spietato, chiamato “la prova tassello” che prende il nome dall’omonima pratica per testare la bontà dei cocomeri). Debbo essergli grato per esser stato in grado di strapparmi delle gustose risate, sfogliando le sue storie, e di ritrovare una buona dose di brillante ironia. Sono passato poi a Mucho Mojo, in un percorso a ritroso e ne ho altri di la, che aspettano solo d’esser letti. Devo la sua conoscenza a Katrin. Il terribile uragano che ha sommerso la Louisiana e parte del Texas qualche anno fa. Sul Corrsera apparvero alcune sue corrispondenze che si chiamavano, vado a braccio, proprio “diario da un uragano” (tanto per restare in tema).
Condivido l’utilizzo di un esercizio fisico costante e continuativo per affinare la scrittura.
E’molto probabile che il giorno in cui pubblicherò qualcosa, il sacco da boxe da 50 kg., appeso in garage, sarà a brandelli.
May 10, 2008 at 8:59 pm
i would like to ask to mr. lansdale the following question:
mr. lansdale, do you think this is new italian epic?
thank you very much.
regards,
rs
May 22, 2008 at 1:04 pm
Per gli aficionados, Lansdale (salvo uragani locali) dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) essere a Roma in quel di Letterature prossimo martedi 27 maggio.
Il tutto per vs. debita conoscenza.
May 22, 2008 at 1:04 pm
http://www.festivaldelleletterature.it/2008/serata.asp?giorno=10&lang=it