La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Qual è e quale vogliamo che sempre più sia lo specifico del blog collettivo La poesia e lo spirito? A differenza di altri blog o gruppi di opinioni vari presenti in rete, questo dovrebbe caratterizzarsi per una grande apertura a orientamenti e opinioni provenienti da settori anche piuttosto diversi. Una sola vera discriminante ci sentiamo di mettere necessariamente all’inizio ed è quella, forse ovvia, ma assai importante da tenere ferma, che “solo le posizioni tolleranti sono tollerate”. Precetto che va bene inteso, e forse a sua volta interpretato, ma che certamente implica che sono escluse da questo spazio opinioni e forme di discussioni che non siano fondamentalmente rispettose delle differenze, che ricorrano all’insulto o comunque alla denigrazione delle posizioni diverse senza argomentazioni ma solo per superficiali slogan. Vorremmo fare di questo luogo una specie di grande Giardino (alludiamo ovviamente alla Scuola del Giardino di Epicuro) – purtroppo solo virtuale, dato che sarebbe molto più piacevole realmente passeggiare assieme per le aiuole e discutere sui più diversi temi – nel quale diverse opinioni anzitutto si conoscono, eventualmente si scontrano, e comunque si arricchiscono a vicenda. Un luogo nel quale si sia disponibili, con tutte le difficoltà che sappiamo essere insite in una tale impresa, a spogliarsi non certo delle proprie convinzioni profonde e dei propri sentimenti, ma di quelli che possono invece – a un esame più accurato – rivelarsi dei malcelati pregiudizi. È evidente a tutti che esistono diversità più ‘delicate’ e altre meno; una differenza di opinioni sugli scritti di Gadda non è lo stesso che una differenza di opinioni sul problema dell’aborto, ma è appunto questo che deve guidarci nella ricerca: quando si parla di Gadda possiamo sì immergerci completamente nel problema e considerarlo fondamentale, coscienti d’altra parte che potremo comunque voler bene a nostro fratello anche se egli odia Gadda; esattamente come vorremmo arrivare a volergli bene se la sua posizione sul problema dell’aborto è diversa dalla nostra; il criterio che ci guiderà sarà questo, che cercheremo sinceramente di comprendere attraverso quali diversi sentieri due esemplari diversi della stessa specie, Homo Sapiens, possono avere opinioni anche radicalmente diverse. Con l’idea di fondo che in un grande palazzo, scale diverse possono anche condurre nella stessa stanza. A nostro parere, con tutte le difficoltà connesse con la natura umana, è un’utopia alla quale si può credere e alla quale si può almeno tendere; si può tenerla cioè come modello/traguardo cui riferirsi sempre e soprattutto nei momenti di difficoltà.


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    METROMORFOSI infocritica


Provocazione in forma d’apologo 59

Posted by robertorossitesta on May 12, 2008

Correre a braccia aperte incontro a chiunque, anche a chi non pensa che a fare sgambetti e a dare cazzotti sui nasi, è certamente un eccesso. Ma ancora più pernicioso è l’eccesso opposto, il non voler capire che dolori e terrori alle volte sono soltanto messaggeri, addirittura portatori di doni. È a causa di quest’ultimo eccesso che si fugge, si fugge fin quando le occasioni migliori non sono sfumate. Peccato, peccato.

Quanto a me, a un certo punto ho voluto accettare di salire e di scendere, imparando a interrogare dolori e terrori e tutte le figure e le voci che nel basso e nell’alto si possono udire e vedere. Là subito venivo circondato da una folla che rispondeva e interrogava insieme, e come loro interrogavo e rispondevo anch’io; ma ritornando qua dimenticavo, o non credevo a ciò che avevo udito e visto, e del poco che riportavo mai nulla era preso sul serio.
Oggi però, tornando là, non ho destato più alcuna sensazione: nessuno ha chiesto, nessuno ha risposto, tutti hanno continuato a fare il quasi nulla che stavano facendo. Soltanto uno di loro, forse un vecchio compagno più fisionomista di me, mi ha preso sotto braccio e guidando i miei passi come parlando a se stesso ha mormorato: “Siedi e ascolta con noi lo sbattere dell’onda contro la riva; guarda la nebbia alzarsi dal canneto come fosse fumo”. E tutti insieme ci siamo seduti ad ascoltare e a guardare, rimanendo così lungamente, tanto a lungo da dimenticare ogni attesa.

9 Responses to “Provocazione in forma d’apologo 59”

  1. Carla said

    Non dovremmo mai dimenticarci di questo…:

    “E vanno gli uomini
    ad ammirare le vette dei monti,
    ed i grandi flutti del mare
    ed il lungo corso dei fiumi,
    e l’immensità dell’Oceano,
    ed il volgere degli astri…
    e si dimenticano di se medesimi.”

    S. Agostino

    Ciao Roberto!

  2. Giocatore d'Azzardo said

    Posso dissentire sui terrori e dolori messaggeri di doni? La metto sul personale e, se faccio un’analisi rapida dei miei (tanti) errori, mi sento nella condizione di poter dichiarare, senza tema di smentita, almeno per quanto mi riguarda, che non mi sono serviti a nulla. Continuo a ripeterli e a combinare casini.
    Piuttosto sono (leggermente) migliorato, andando a ravanare fra le poche cose buone che avevo combinato.

    Blackjack.

  3. robertorossitesta said

    Cara Carla,
    grazie della citazione di Agostino, che esprime meglio di me un concetto non troppo distante dal mio.

    Caro Giocatore d’Azzardo,
    che dire? C’è il fenomeno,la sua percezione, e le infinite esegesi di ambedue.
    Io credo abbastanza a ciò che ho scritto, perché me lo sento addosso e perché mi riconosco in una tradizione che lo sostiene.
    Come credo che chi ha una sensazione diversa, per sua fortuna o sfortuna, non sia mai veramente affondato nei propri errori, così da non essere stato costretto a guardarli ben bene in faccia.
    Poi, per carità, siamo per eccellenza nel campo dell’opinabile…
    Un caro saluto,
    Roberto

  4. Giocatore d'Azzardo said

    Roberto, verissimo: siamo nel campo dell’opinabile. Ciò non toglie, e mi ero dimenticato colpevolmente di scriverlo, che il tuo apologo sia, come sempre, godibilissimo.

    Un poker di saluti.

    Blackjack.

  5. Giovanni Nuscis said

    “…È a causa di quest’ultimo eccesso che si fugge, si fugge fin quando le occasioni migliori non sono sfumate…” E’ vero, Roberto, ma anche questo, a ben vedere, scompare nello “sbattere dell’onda contro la riva”, coi nostri errori e rimpianti.

    Giovanni

  6. robertorossitesta said

    Caro Giocatore d’Azzardo (lo siamo tutti, anche senza saperlo e/o volerlo),
    grazie ancora.

    Caro Giovanni,
    è proprio quello che intendevo io.

    Un caro saluto a tutti,
    Roberto

  7. Paola renzetti said

    In questo mondo bisogna essere
    un po’ troppo buoni per esserlo abbastanza.

    Marivaux Il gioco dell’amore e del caso

    Non so se c’entra, ma a me è sembrata molto azzeccata e per questo ve la giro.

  8. robertorossitesta said

    Cara Paola Renzetti,
    la citazione di Marivaux (maliziosa?) me ne fa venire in mente un’altra:
    “Abbastanza oppure Troppo” scrive Blake nei “proverbi infernali”.
    E la bilancia che discrimina fra quell’abbastanza e quel troppo non è una bilancia terrena.
    Grazie e un saluto,
    Roberto

  9. Paola renzetti said

    Fra quell’abbastanza e quel troppo ci può essere ciò che vediamo accadere: “lo sbattere dell’onda… la nebbia alzarsi dal canneto come fosse fumo”

    Qualcosa che ci sfugge soprattutto quando ne siamo partecipi.

    Non credo che la frase di Marivaux nascondesse ironia. L’ho trovata anch’io citata da Daniel Pennac in “Diario di scuola”.
    In ogni caso mi sembra bello pensare al buono, al bene che sovrabbonda, qualunque ne sia l’origine.
    Un caro saluto a te Roberto e a tutti

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