La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Qual è e quale vogliamo che sempre più sia lo specifico del blog collettivo La poesia e lo spirito? A differenza di altri blog o gruppi di opinioni vari presenti in rete, questo dovrebbe caratterizzarsi per una grande apertura a orientamenti e opinioni provenienti da settori anche piuttosto diversi. Una sola vera discriminante ci sentiamo di mettere necessariamente all’inizio ed è quella, forse ovvia, ma assai importante da tenere ferma, che “solo le posizioni tolleranti sono tollerate”. Precetto che va bene inteso, e forse a sua volta interpretato, ma che certamente implica che sono escluse da questo spazio opinioni e forme di discussioni che non siano fondamentalmente rispettose delle differenze, che ricorrano all’insulto o comunque alla denigrazione delle posizioni diverse senza argomentazioni ma solo per superficiali slogan. Vorremmo fare di questo luogo una specie di grande Giardino (alludiamo ovviamente alla Scuola del Giardino di Epicuro) – purtroppo solo virtuale, dato che sarebbe molto più piacevole realmente passeggiare assieme per le aiuole e discutere sui più diversi temi – nel quale diverse opinioni anzitutto si conoscono, eventualmente si scontrano, e comunque si arricchiscono a vicenda. Un luogo nel quale si sia disponibili, con tutte le difficoltà che sappiamo essere insite in una tale impresa, a spogliarsi non certo delle proprie convinzioni profonde e dei propri sentimenti, ma di quelli che possono invece – a un esame più accurato – rivelarsi dei malcelati pregiudizi. È evidente a tutti che esistono diversità più ‘delicate’ e altre meno; una differenza di opinioni sugli scritti di Gadda non è lo stesso che una differenza di opinioni sul problema dell’aborto, ma è appunto questo che deve guidarci nella ricerca: quando si parla di Gadda possiamo sì immergerci completamente nel problema e considerarlo fondamentale, coscienti d’altra parte che potremo comunque voler bene a nostro fratello anche se egli odia Gadda; esattamente come vorremmo arrivare a volergli bene se la sua posizione sul problema dell’aborto è diversa dalla nostra; il criterio che ci guiderà sarà questo, che cercheremo sinceramente di comprendere attraverso quali diversi sentieri due esemplari diversi della stessa specie, Homo Sapiens, possono avere opinioni anche radicalmente diverse. Con l’idea di fondo che in un grande palazzo, scale diverse possono anche condurre nella stessa stanza. A nostro parere, con tutte le difficoltà connesse con la natura umana, è un’utopia alla quale si può credere e alla quale si può almeno tendere; si può tenerla cioè come modello/traguardo cui riferirsi sempre e soprattutto nei momenti di difficoltà.


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    METROMORFOSI infocritica


“La nebbia dentro”, di Sergio Pent

Posted by massimomaugeri on June 16, 2008

La morte separa, la morte riunisce.
Attilio e Pietro sono due fratelli che hanno seguito percorsi di vita differenti. L’uno – Attilio – ha intrapreso con un certo successo la carriera politica; l’altro – Pietro – ha deciso di rimanere nel proprio luogo d’origine, in Val di Susa, a fare il maestro elementare e dare seguito alla grande passione per i libri e la letteratura. Due caratteri diversi. Due persone diverse, accomunate – oltre che dal legame di sangue e dai ricordi infantili e adolescenziali – dall’amore provato per la stessa donna, Cristina, ex fidanzata di Pietro e, oggi, moglie di Attilio.
Attilio è risoluto, ambizioso, aperto ai compromessi. Pietro è riflessivo, introverso, disincantato.
Le vite dei due fratelli tornano a incrociarsi proprio in occasione della morte del padre contadino. Una riunione forzata che diviene occasione di confronto, di rievocazioni, di spiegazioni e persino di reciproche confessioni che danno la stura al racconto di episodi torbidi – siamo nel campo dell’adulterio e della pedofilia – tracimati nel pubblico scandalo.
È per l’appunto sulla contrapposizione di ruoli, personalità e scelte di vita che si basa “La nebbia dentro” (Rizzoli, pagg. 207, euro 17) il nuovo e ottimo romanzo di Sergio Pent, noto critico letterario e autore di libri di successo tra cui ricordiamo “Un cuore muto” (E/O) e “Il custode del museo dei giocattoli” (Mondadori): romanzi caratterizzati dalla presenza di salti temporali e da uno stile che riesce a essere lineare pur concedendosi, di tanto in tanto, piacevoli impennate liriche.
Romanzo bipolare, dunque. Ma vista con un’ottica più distante la diversità tra i due fratelli ha una valenza simbolica capace di evidenziare i fallimenti e le disillusioni della generazione degli anni Settanta e, al tempo stesso, stigmatizzare la dicotomia di una società schizofrenica che ondeggia tra il desiderio del cambiamento repentino a tutti i costi e la tentazione di ancorarsi alla genuina solidità delle proprie radici.
Massimo Maugeri

One Response to ““La nebbia dentro”, di Sergio Pent”

  1. Desideravo precisare che questa recensione è stata pubblicata sul “Corriere Nazionale” all’interno della pagina/libri “Scritture&Pensieri” diretta da Stefania Nardini.
    Grazie per l’attenzione.
    Massimo

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