La poesia a Massenzio
Posted by cletus on June 20, 2008
La sera è decisamente invitante. Una di quelle che ti viene da chiederti “devo proprio restare a casa, con una luna cosi ?”.
Cosi, adocchiata nel programma prelevato nella serata precedente dedicata a Gibson e Lansdale, la grande teoria di poeti ospiti nella serata conclusiva del Festival delle letterature, puntuale come una cambiale svizzera, prendo S. e raggiungiamo Massenzio.
C’e’ tanta gente, ma riusciamo ugualmente a prendere due biglietti…la coda arriva fin quasi sui fori. Prendiamo posto. La cosa bella di Massenzio è che grazie ai maxi schermi, puoi prender posto dove vuoi, mantenendo una buona visuale di quanto avviene sul palco.
Ad intrattenere, fra un poeta e l’altro, con un magnifico piano Alfonsi a coda, c’è Mr. Pieranunzi (l’ho apprezzato di più quando ha esplorato timbriche jazz, in luogo di quelle newage, ma questo solo per becero gusto personale: ha una tecnica invidiabile)..
L’elenco dei poeti che si sono succeduti sul palco (anche con i testi inediti letti per l’occasione) si trovano nel link in calce a questo post.
Ho avuto modo di conoscere, dare un volto, a molti nomi che ho visto transitare, di cui ho letto qualcosa proprio qui, su LPELS. Cosi Franco Loi, m’ha stregato con il suo slang meneghino debitamente tradotto in sincro sul maxi schermo alle sue spalle.
E ho goduto alla performance di Patrizia Cavalli, in grado di recitare a braccio (senza l’ausilio di alcun foglietto…come alcuni dei suoi colleghi invece han fatto). Recitata, la prosa della Cavalli, e da lei stessa, donando ai versi l’inflessione di una voce che li ha forgiati, è un distillato di gioia, un continuo gioco cerebrale, fatto di rimandi. Il suo Angelo labiale, uno dei pezzi che mi è piaciuto di più.
Ancora, attraverso la formula del contributo video, la partecipazione di due mostri come Andrea Zanzotto che ha fatto outing circa la propensione a mantenere una dimensione ludica a fronte della pesantezza dei dogmi che ci soverchiano. E la sciabolata della risata della Merini…di cui ho appuntato le parole conclusive del suo (breve, peccato) intervento….”e la non-ragione ha sempre fatto il mondo”.
Break di Pieranunzi…e poi di nuovo la Anedda, (che ha recitato in sardo) e poi ancora Valentino Zeichen, con il suo umorismo surreale, Valerio Magrelli con una forte impronta sociale, e la ieratica Patrizia Valduga, e Silvia Brè (che sapevo chi fosse sol perché autrice, a quattro mani, di Snack Bar Budapest con il grande Lodoli). Milo de Angelis col quale ho scambiato tre parole alla fine, bella la sua battuta…”la deflagrazione è scrivere poesia”.
Da bravi scolaretti ci siamo fatti autografare dalla Valduga il suo Requiem, preso sull’immancabile banchetto di libri allestito a bella posta a due passi dal palco. “Il mio più triste….il mio più bello” ci ha scritto, sulla pagina.
Siamo rimasti un po’ per vedere se c’era qualche altro transitante su LPELS, che in una serata come questa sarebbe stato quasi d’obbligo incontrare.
Ci siamo dovuto accontentare di condividere una pizza, in un locale poco distante, a pochi metri da Alessandro Baricco. Forte è stata la tentazione, durante il tempo del pasto, di alzarsi, mettergli amichevolmente una mano sulla spalla e chiedergli nel modo più innocente possibile…allora, Alessandro, mi spieghi bene, una buona volta, la faccenda dello scoop sull’editor di Carver ?
La notte, illuminata come mai, da una luna struggente e dilagante su un cielo finalmente sgombro di nubi, ci ha inghiottito volentieri.
Ehi, ma che bella la poesia recitata.
http://www.festivaldelleletterature.it/2008/inedito.asp?lang=it&testo=98












June 20, 2008 at 10:28 pm
Cletus, dovrebbero assumerti alla RAI o da qualche altra parte: leggendo le tue descrizioni pare di esserci!
Blackjack.
June 20, 2008 at 11:38 pm
C’ero anch’io, con la mia ragazza…chissà, magari ci siamo incrociati al banchetto dei libri: ho comprato le poesie di Magrelli, visto che la Valduga, con la sua fascia argentata sui capelli, andava a ruba, ho pensato di fare un po’ di giustizia sociale!!!
Che pazzi e che simpatici, i poeti. Molto meglio degli altri autori che ho visto a Massenzio.
Se riuscissimo a farli vedere un po’ di più, forse, la gente se li comprerebbe pure, i libri.
Mic
June 21, 2008 at 5:14 am
Blackjack ha ragione. Bella descrizione di una bella serata.
June 21, 2008 at 9:15 am
Vedi, Clè? *dovevi* proprio scriverlo questo post (bello, hanno ragione Black e Nadia)! Mi devi dar retta;-)))
June 21, 2008 at 5:07 pm
Mi trovo per lavoro a Genova, mi piacerebbe segnalarvi il Festival internazionale di Poesia che si svolge proprio qui e che si chiude stasera dopo dieci giorni di eventi. Due parole e, molto più impiortante, il link al sito ufficiale, li trovate - se vi interessa - cliccando sul mio nome.
Buona poesia a tutti.
June 22, 2008 at 8:04 am
uhm…evito di ringraziare per i complimenti perchè fa molto amici della parrocchietta. (pero’ fa piacere, questo si).
Quello che fa meno piacere è considerare quanto poco “venda” la poesia.
I perchè ? Tanti.
Su tutti, un dato, significativo. Luciano Ligabue (al di là del fatto soggettivo che possa piacere o meno) col suo libricino, 77 poesie dal Frigo, pare detenga al momento il record per copie vendute.
Ora, la cosa si presta a più significati. Intanto, ancora una volta, la potenza del marketing. Potremmo dire altrettanto, che so, per Elliot o per restare in casa, di Ungaretti ?
La poesia, per esser comprata, ha bisogno di essere “vista”.
Sulle reti nazionali va dato atto al Dott.Forbice che conduce Zapping, un programma di telefonate in diretta su temi d’attualità, in onda dopo il tg delle 19,30 su RAI UNO, che ha il buon gusto di chiudere la trasmissione, facendo leggere ogni sera una poesia diversa.
Da perfetto ignorante ho appreso da lui l’esistenza di editori come CAMPANOTTO (che ho avuta poi la fortuna di incontrare in quel dell’Eur, scorso dicembre, nel corso di Piùlibri).
Che altro dire ?
Lasciare che sia Ligabue a detenere il primato, ripeto quali ne siano i meriti, da in modo piuttosto impietoso il quadro della situazione.
Ben vengano, pertanto, manifestazioni come questa (di Roma, come quella di Genova—piuttosto, Gonzalo, il link non funziona: spara sul tuo sito e non su quello del festival). L’importante è farla vedere, ascoltare la poesia. Non recitarsela addosso, nei soliti, stantii, obsoleti, circoli per gli addetti ai lavori.
June 24, 2008 at 12:27 pm
A Massenzio credo giochi molto la cornice… o no?
Personalmente ho un rapporto difficoltoso con la poesia, quasi diffidente…ho paura di trabocchetti, di non cogliere…
Non è un rapporto “immediato” come lo sento con la prosa … che poi la poesia c’è anche nella prosa. Un certo tipo per lo meno.
June 24, 2008 at 7:32 pm
invero: quella bimba tutta bianca in primissimo piano con quella ininfluente mamma tutta bianca, eravamo noi!!
serata di bellissima presenza - emozionante vederLi in molti insieme su quel palco…
mg