lumina ed altre
Posted by enrico de lea on June 24, 2008
(il tu del tradimento)
Il tu del tradimento, malcelato
passo dal patto, sale, s’inerpica
per le pertiche che scuotono
secolari alberi segreti, senza frutto.
lumina et semina (in valle d’Agrò)
31.
Ancora un’ascesi del paterno
raccolto, in un’arabia di ruderi
solenni, manca l’abbraccio
che impasta ulivi ed uomini.
Senza che sia risorto il costruttore
del secco casamento, un nulla di pietre
nel greto delle piene, una consolazione
da olivastri, giganti pronti
a nessuna salvazione del morente.
32.
Qui non è segno raro, come
un destino che infine è tanta parte
che scusa, che una madre un padre
restino i vecchi orfani d’un figlio,
di giorno in giorno preso
da un oscuro fuoco e divorato.
In una casa vista dalle Rocche,
estraneità del tempo del cieco,
Biagia e Peppino sopravvissero a Giovanni.
33.
Nuove, forse nuove consolazioni di ciliegi a Mitta,
dai patronali fondi dei Puzzolo, dove l’acqua
riporta, rinascendo a dignità sorgìve.
Non ancora, non più
sapere del caruso e del calcio d’asino
sulla sventatezza accesa. Ci siamo -
è la frescura, l’aria ove
finito ed oltre ci rimbrottano.
(epiche del conforto)
L’angelo dell’obitorio
accosta l’ala nera del conforto
agli ultimi, ai sopravviventi
nella compièta d’assoluzione e gloria.
Li accarezza, li astrae dall’alto
di una vetta di vigna sacrificale,
ah, nostra virtute del tralcio,
nostra matttanza dell’uso quotidiano…
(arte della visione)
Arte della visione include l’artificio
acceso del volto noto nell’osceno sguardo,
verso l’alto della caduta, creatura.
Ordinanza notturna si dispone
all’austera furia, marchio a fuoco
dell’occhio e del rastrello ad un pietrame,
memoriale ingenuo
della sentìna dei corpi, senza gioia.
















nadia agustoni said
C’è un senso del sacro in queste poesie che non tracima mai in immagini facili. Lo scavo cerca la parola giusta, esatta direi. Un senso dell’umano che un pò fa trasilire
”
manca l’abbraccio
che impasta ulivi ed uomini.
Senza che sia risorto il costruttore
del secco casamento, un nulla di pietre
nel greto delle piene, una consolazione
da olivastri, giganti pronti
a nessuna salvazione del morente.”
Si dovrebbe chiedere scusa della banalità dei complimenti, ma appunto complimenti.
enrico de lea said
ti ringrazio sinceramente per l’attenzione, per il giudizio (che coglie in pieno il senso di questi testi) e per i complimenti (che non sono affatto banali…) – ciao, e.
Giorgio said
Concordo con Nadia. Grazie, Enrico, questa valle buia e luminosa è diventata parte del mio immaginario, appena possibile voglio rileggere il poemetto nella sua interezza.