Provocazione in forma d’apologo 66
Posted by robertorossitesta on July 2, 2008
Nella casa in campagna di Elle, sulla porta a vetri che dà sul giardino, da qualche giorno si è installato un ragno enorme, di quelli “cattivi”.
Sta immobile al centro della sua tela, tela visibile a stento, soltanto guardando di lato e in certe condizioni di luce.
Erre si alza in punta di piedi e lo stuzzica delicatamente con una chiave. Il ragno fa il morto. Allora Erre tocca uno dei fili alla periferia della tela, e subito il ragno accorre a controllare se sia ora del pasto.
Erre sale in casa e chiede a Elle:
“Hai visto che razza di ragno s’è piazzato sulla porta di sotto?”.
“Certo, proprio ieri gli ho sottratto un’apina… Tapina!”
“Lo sai che una bestia del genere, se un soffio d’aria la fa cadere mentre passa qualcuno, lo può mandare all’ospedale? E, se si tratta di un bambino o un anziano, magari anche uccidere?”
“Certo che lo so.”
“Allora, come al solito, lasciamo le cose come stanno oppure scendo e, visto che cacciarlo non si può, provo ad ucciderlo prima che uccida lui?”
Elle fa una faccia strana ma, diversamente dal solito, lascia perdere.
Ed Erre fa mente locale, pensa a quella poesia di D. H. Lawrence sul serpe venuto a bere alla sua fontana, realizza ciò che quel ragno gli simboleggia, vede colei che uccide e che non ha senso pensare di uccidere con una ciabatta o uno spray; e anche lui lascia perdere, si dedica ad altro, che certo non manca.

















Giocatore d'Azzardo said
Roberto, miseria trota scardinata: ti diverti proprio a far pensare!
Blackjack.
Carla said
dovrà anche a me delle spiegazioni.
Carla said
sul perchè è andato a stuzzicare quel ragno…:-)