La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Qual è e quale vogliamo che sempre più sia lo specifico del blog collettivo La poesia e lo spirito? A differenza di altri blog o gruppi di opinioni vari presenti in rete, questo dovrebbe caratterizzarsi per una grande apertura a orientamenti e opinioni provenienti da settori anche piuttosto diversi. Una sola vera discriminante ci sentiamo di mettere necessariamente all’inizio ed è quella, forse ovvia, ma assai importante da tenere ferma, che “solo le posizioni tolleranti sono tollerate”. Precetto che va bene inteso, e forse a sua volta interpretato, ma che certamente implica che sono escluse da questo spazio opinioni e forme di discussioni che non siano fondamentalmente rispettose delle differenze, che ricorrano all’insulto o comunque alla denigrazione delle posizioni diverse senza argomentazioni ma solo per superficiali slogan. Vorremmo fare di questo luogo una specie di grande Giardino (alludiamo ovviamente alla Scuola del Giardino di Epicuro) – purtroppo solo virtuale, dato che sarebbe molto più piacevole realmente passeggiare assieme per le aiuole e discutere sui più diversi temi – nel quale diverse opinioni anzitutto si conoscono, eventualmente si scontrano, e comunque si arricchiscono a vicenda. Un luogo nel quale si sia disponibili, con tutte le difficoltà che sappiamo essere insite in una tale impresa, a spogliarsi non certo delle proprie convinzioni profonde e dei propri sentimenti, ma di quelli che possono invece – a un esame più accurato – rivelarsi dei malcelati pregiudizi. È evidente a tutti che esistono diversità più ‘delicate’ e altre meno; una differenza di opinioni sugli scritti di Gadda non è lo stesso che una differenza di opinioni sul problema dell’aborto, ma è appunto questo che deve guidarci nella ricerca: quando si parla di Gadda possiamo sì immergerci completamente nel problema e considerarlo fondamentale, coscienti d’altra parte che potremo comunque voler bene a nostro fratello anche se egli odia Gadda; esattamente come vorremmo arrivare a volergli bene se la sua posizione sul problema dell’aborto è diversa dalla nostra; il criterio che ci guiderà sarà questo, che cercheremo sinceramente di comprendere attraverso quali diversi sentieri due esemplari diversi della stessa specie, Homo Sapiens, possono avere opinioni anche radicalmente diverse. Con l’idea di fondo che in un grande palazzo, scale diverse possono anche condurre nella stessa stanza. A nostro parere, con tutte le difficoltà connesse con la natura umana, è un’utopia alla quale si può credere e alla quale si può almeno tendere; si può tenerla cioè come modello/traguardo cui riferirsi sempre e soprattutto nei momenti di difficoltà.


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    METROMORFOSI infocritica


Sergej Aksakov

Posted by giorgiomorale on July 15, 2008

di Giorgio Morale

Al cuore del realismo

“Ah, i russi!…”. L’esclamazione fa sospirare tanti lettori italiani.
Ebbene, questa non è una recensione, è un appello: occorre salvare da un temporaneo oblio, liberare dal silenzio che l’ha avvolto, un grande scrittore, uno dei più grandi scrittori “russi”.

Si chiama Sergej Aksakov ed è vissuto dal 1791 al 1859. È nato a Ufa, nella Russia che guarda all’Asia, ma è stato gran tempo a Mosca, dove persone come Turgenev e Gogol, ammirati dei suoi racconti e dei suoi ricordi, l’hanno incoraggiato a scrivere: “scrittore per istigazione” l’ha definito infatti Serena Vitale.

Ha cominciato a scrivere a sessant’anni e ha pubblicato il suo primo libro a 65 anni, tre anni prima della morte. La sua scrittura nasce da intima necessità e non reca tracce di leziosaggine. Aksakov si meravigliava del successo e dava ai suoi libri titoli eloquenti e modesti: “cronaca”, “memorie” “storia”. La stessa Cronaca di famiglia, che è la più romanzesca delle sue opere, non ha la struttura tradizionale del romanzo (continua qui).

7 Responses to “Sergej Aksakov”

  1. Giovanni Nuscis said

    Giorgio mi hai convinto, da appassionato di letteratura russa. Soprattutto dopo aver scoperto che la traduzione è del grande Ripellino, per le edizioni Adelphi.
    Grazie
    Giovanni

  2. Pasqualino said

    Grazie per la segnalazione, non si sospira mai abbastanza per la letteratura russa.

  3. Giorgio said

    Grazie a voi, Giovanni e Pasqualino.

    Giovanni, spero che tu legga presto questo libro, che per me merita di stare tra i grandi libri russi. Di Aksakov ho letto anche un’altra grande opera, “Anni d’infanzia”, edito da Arcana nel 1990, che è un proseguimento di “Cronaca di famiglia” con i ricordi d’infanzia dell’autore, e una manciata di “Racconti”, pubblicati da Passigli nel 1995, anch’essi mirabili per una eccezionale sensibilità per la natura. Ma la mia preferenza va a “Cronaca di famiglia”.

  4. nadia agustoni said

    Grazie Giorgio, appena riesco lo cerco, per me scoprire auotir e libri è il gioco della vita

  5. Giorgio said

    Grazie a te del passaggio, Nadia. E’ un gioco, scoprire autori e libri, che anch’io amo.

  6. annamariacarlotto said

    Che bella sorpresa indicare quest’autore di cui ho lettom la tua recensione di “Cronaca di famiglia”. E’ un respiro dell’anima poter leggere questi autori, grazie Giorgio. Andrò subito a comprarlo.

  7. Giorgio said

    Non te ne pentirai, Anna Maria, è uno di quei libri “che aspetta sullo scaffale di essere preso per la millesima, la milionesima volta”, una di quelle pietre miliari che sono lì per “rinnovare la fede nell’umanità, nella continuità della storia umana”.

    Un caro saluto, e buona estate.

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