lumina et semina (in valle d’Agrò) # 34 – 35
Posted by enrico de lea on July 24, 2008
34.
La nudità del piede, del calcagno vizzo non conosce
se non il masso, i suoi secchi licheni.
Da Cristuri alla Fornace, a Pragò
l’occhio raccoglie il manto
di cui artefice è il merlo, o la ciaula,
con il seme malfermo nel becco.
La quercia roverella, il bagolaro, invadono
tutte le armacie dell’uliveto ch’era un monte
e un mondo, andato in una fiamma
non di roveto ardente, ma di sperpero deserto.
35.
Lumi, segnali, segni, signature,
semi di luce, sementi del chiarore
illùne, un’assenza nel guscio,
nella vagina asciutta della terra,
insediamo per verba gli atti
dell’ostinazione della presenza vana, liberiamo
lo sguardo, ammutoliamo con i nostri morti.


















nadia agustoni said
Complimenti Enrico, questi frammenti rimandano a un senso anteriore, a una comunione del vivente.
” l’occhio raccoglie il manto
di cui artefice è il merlo, o la ciaula,
con il seme malfermo nel becco.
La quercia roverella, il bagolaro, invadono
tutte le armacie dell’uliveto…”
Questi versi particolarmente si fanno rileggere più volte.
lambertibocconi said
Sepre più che belle, caro Enrico. Attendiamo il libro!
“Verrei a cercare pace nel seccume / di tutto il vegetale che riarse / sulla terra a tappeto dei tuoi avi”: mi porti? :-)
Carla said
Meraviglioso inno alla terra!
i nomi, rendono familiare il luogo
Grazie
C.
enrico de lea said
grazie di cuore a tutte
(questi brani stanno venendo fuori come una sorta di litania, nenia, etc. – penso pure ai “prigantozzi” che le donne, recitando in rima, ci facevano da bambini massaggiandoci la fronte per scacciare i cattivi pensieri, influssi, per indurci a “pensare positivo” – era una ricerca della “modernità” in una specie di rivoluzione che confermava la “tradizione” -ed a ’sto punto mi sento ignorante e vado a prendere qualche testo di Ernesto De Martino)
@ nadia : in effetti, spesso ripenso ad un poemetto di prose liriche di Aldo Capitini, ATTI DELLA PRESENZA APERTA, mi piace l’idea morale (d’ascendenza Kant, Martinetti etc) di compresenza dei morti e dei viventi, e del vivente, come di quanto è andato e va perduto – penso talvolta di titolarlo LUMINA ET SEMINA (COMPRESENZE IN VALLE D’AGRò)
@ anna : il libro !!! non riesco a trovare il tempo per mettere insieme in modo decente un buon numero di testi – spero nell’agosto, appunto, in valle d’Agrò
@ carla : mi piace da sempre una certa dimensione ctonia della poesia ( gli aforismi di Brancusi, le Baccanti di Euripide) – grazie
nadia agustoni said
Enrico quando esce avvertici perchè non me lo voglio perdere il tuo libro.
ciao e grazie
lambertibocconi said
Caro Enrico, sei contento che hai tutte queste fan donne? Io al posto tuo lo sarei! ;-)